{"id":38109,"date":"2018-01-17T09:30:10","date_gmt":"2018-01-17T08:30:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38109"},"modified":"2018-01-17T02:43:10","modified_gmt":"2018-01-17T01:43:10","slug":"creare-il-nemico-pubblico-il-falso-allarme-alle-hawaii-e-la-minaccia-kim","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38109","title":{"rendered":"Creare il Nemico pubblico. Il falso allarme alle Hawaii e la minaccia Kim"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di MEGACHIP (Enrica Perucchietti)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00ab<em>Signore e signori, vogliate scusarci per l\u2019interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci \u00e8 appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell\u2019Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute a intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione \u00e8 idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocit\u00e0\u2026<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Erano le 20.00 in punto del 30 ottobre 1938, quando, dopo le prime note della sigla del programma radiofonico Mercury Theatre on the Air della CBS, l\u2019allora ventitreenne Orson Welles esord\u00ec con queste parole. Il regista stava leggendo l\u2019adattamento dello sceneggiatore Howard Koch al romanzo\u00a0<em>La guerra dei mondi<\/em>\u00a0di H.G. Wells. L\u2019idea di Koch era di trasmettere nel corso del programma musicale una serie di comunicati \u201cdal vivo\u201d del tutto simili a quelli trasmessi nei notiziari radiofonici, riambientando in questo caso la vicenda dell\u2019invasione aliena al tempo presente. Sebbene fosse stato ripetuto all\u2019interno del programma che si trattava di finzione, il panico dilag\u00f2 velocemente. Alcuni abbandonarono le proprie abitazioni per lo spavento. Molti ascoltatori cominciarono a telefonare per chiedere informazioni alle autorit\u00e0, altri ancora credettero che i tedeschi avessero attaccato gli Stati Uniti, altri pensarono a una calamit\u00e0 naturale (pochi all\u2019invasione dei marziani).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Quale sarebbe la reazione del pubblico a un evento simile, oggi? Il panico si scatenerebbe in modo disordinato o prevarrebbe il pragmatismo? Con chi o cosa si identificherebbe la minaccia esterna?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Non dobbiamo andare molto lontano con la fantasia per avere una risposta: basta volgere lo sguardo alle Hawaii dove sabato 13 gennaio la popolazione dell\u2019arcipelago del Pacifico si \u00e8 vista recapitare via sms il seguente messaggio dalle autorit\u00e0 locali: \u00ab<em>Un missile balistico si sta dirigendo verso le Hawaii, mettersi immediatamente al riparo. Questa non \u00e8 un\u2019esercitazione<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Come immaginabile, in pochi secondi si \u00e8 generato il panico. Sofferenza e confusione hanno travolto gli abitanti delle isole da Honolulu a Hilo. Solo dopo 38 interminabili minuti, le autorit\u00e0 hanno ammesso il clamoroso errore. Si sarebbe trattato di un falso allarme, di un testo partito per sbaglio. Errore o no che sia, la popolazione ha creduto per pi\u00f9 di mezz\u2019ora di essere stata attaccata dalla Corea del Nord e si \u00e8 cos\u00ec potuta testarne indirettamente la reazione. L\u2019episodio \u00e8 anche una spia della tensione che si vive alle Hawaii a causa della \u201cminaccia nucleare\u201d di Kim Jong-un.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Archiviati i Bin Laden, gli Al Baghdadi e il sempiterno nemico russo, ora sullo scacchiere geopolitico il nemico numero uno di turno si identifica con il leader nord-coreano, dipinto dai media come un dittatore spietato e folle con l\u2019obiettivo di distruggere il mondo. Quando si parla di Corea del Nord ci si trova sovente di fronte a fake news anche assurde, spesso diffuse da agenzie sudcoreane o da giornali satirici, ma ritenute credibili, e perci\u00f2 ribattute in Occidente dalle agenzie di stampa e dai quotidiani occidentali senza averne potuta accertare la veridicit\u00e0. Il regime di Pyongyang \u00e8 particolarmente chiuso rispetto al resto del mondo, quindi \u00e8 difficile ottenere notizie attendibili provenienti dal suo interno; questo ha favorito la diffusione di bufale che sono state usate dalla propaganda aumentando la tensione nell\u2019opinione pubblica. Gli esempi di fake news sono innumerevoli (ad esempio lo zio sbranato dai cani o il ministro della Difesa giustiziato con la contraerea per un pisolino di troppo) e non mancano luoghi comuni gi\u00e0 usati in passato, come l\u2019accusa \u201csempreverde\u201d di cannibalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il terrorismo e la \u201csomministrazione\u201d ripetuta di shock genera paura \u2013 lo abbiamo visto con gli attentati rivendicati dall\u2019Isis che sono divampati anche in Europa \u2212 \u00a0e la paura, si sa, \u00e8 un potente strumento di controllo. Manipolando le persone in fase di shock \u00e8 possibile introdurre misure liberticide fino a quel momento impensabili, lasciando credere ai cittadini che i provvedimenti scelti siano per il loro \u201cbene\u201d e la loro sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Si pu\u00f2 anche notare come l\u2019Occidente si trovi perennemente alle prese con una minaccia esterna: che sia l\u2019ebola, Al Qaeda, Isis o gli hacker russi. Una minaccia non si spegne senza che se ne palesi un\u2019altra altrettanto terribile. Dopo Isis ora tocca alla Corea del Nord (e Iran). Citando Orwell, la sensazione \u00e8 che la \u201cguerra al terrore\u201d o meglio, la creazione sintetica del terrore, sia stata concepita come perenne per \u00ab<em>poter mantenere intatta la struttura della societ\u00e0<\/em>\u00bb e introdurre uno stato di shock e di paura generalizzati e permanenti. La guerra o in assenza di essa la percezione di una minaccia esterna non devono cio\u00e8 aver fine ma devono servire per poter legittimare misure estreme o distrarre l\u2019opinione pubblica da altro. Il terrore, infatti, si crea anche attraverso le veline dei media e il bombardamento costante di notizie esagerate che tengano in continua tensione (e distrazione) le persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Qua rientra la creazione del Nemico pubblico. Ogni societ\u00e0 ha bisogno di un nemico per compattarsi e coalizzarsi contro di lui. Non importa se la minaccia esterna \u00e8 virtuale o inventata, ci\u00f2 che importa \u00e8 che esista la \u201cpercezione\u201d di tale minaccia. Il nemico rappresenta una valvola di sfogo per la frustrazione e l\u2019aggressivit\u00e0 delle masse, catalizza su di s\u00e9 la violenza che potrebbe sfociare altrimenti in gesti inconsulti. Il modello perfetto \u00e8 l\u2019Emmanuel Goldstein di\u00a0<em>1984<\/em>, il Nemico supremo del Partito. Per scaricare la violenza collettiva contro la minaccia esterna, il Grande Fratello ha istituzionalizzato i due minuti d\u2019odio, una pratica collettiva che viene esercitata sui luoghi di lavoro o dove sia possibile. Il meccanismo \u00e8 funzionale al mantenimento del controllo sul popolo e la scelta del Nemico \u00e8 stata fatta su un ex membro della Partito (anche se non si sa se esista davvero o sia un\u2019abile invenzione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In una societ\u00e0 in cui non solo il presente ma anche il passato vengono continuamente riscritti, in cui le alleanze mutano senza lasciare segno di tale ambiguit\u00e0, la popolazione ha un oggetto contro cui riversare le proprie paure e la propria violenza interna. E la societ\u00e0 ha uno stratagemma per poter controllare e manipolare la popolazione attraverso il terrore e una minaccia esterna consolidata. Proprio come oggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/megachip.globalist.it\/democrazia-nella-comunicazione\/articolo\/2018\/01\/16\/creare-il-nemico-pubblico-il-falso-allarme-alle-hawaii-e-la-minaccia-kim-2017862.html\">http:\/\/megachip.globalist.it\/democrazia-nella-comunicazione\/articolo\/2018\/01\/16\/creare-il-nemico-pubblico-il-falso-allarme-alle-hawaii-e-la-minaccia-kim-2017862.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MEGACHIP (Enrica Perucchietti) \u00abSignore e signori, vogliate scusarci per l\u2019interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci \u00e8 appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. 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