{"id":3813,"date":"2011-06-09T20:33:45","date_gmt":"2011-06-09T20:33:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=3813"},"modified":"2011-06-09T20:33:45","modified_gmt":"2011-06-09T20:33:45","slug":"si-avvicina-la-nuova-crisi-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=3813","title":{"rendered":"Si avvicina la nuova crisi globale"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><span class=\"postbody\"><span style=\"font-size: 8.5pt; font-family: verdana\"><o:p><\/o:p><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><span class=\"postbody\"><span style=\"font-size: 8.5pt; font-family: verdana\"><font color=\"#000000\">di <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Joseph Halevi<\/b> <a href=\"http:\/\/www.ilmanifesto.it\">il Manifesto<\/a><o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><span class=\"postbody\"><span style=\"font-size: 8.5pt; font-family: verdana\"><o:p><font color=\"#000000\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify\"><span class=\"postbody\"><span style=\"font-size: 8.5pt; font-family: verdana\"><font color=\"#000000\">Una nuova ondata di crisi globale, separatamente dalla farsesca querelle europea sulla Grecia che sta affondando l&#39;Ue nelle sabbie mobili, appare vieppi&ugrave; probabile. Il fulcro della possibile crisi risiede nel rapporto tra i prezzi delle materie e delle derrate alimentari da un lato, con la crescita cinese ed indiana dall&#39;altro e da come questi due fenomeni vengono integrati nelle scelte speculative dei mercati finanziari. <\/font><\/span><\/span><span style=\"font-size: 8.5pt; font-family: verdana\"><\/p>\n<p>\t<font color=\"#000000\"><span class=\"postbody\">A met&agrave; aprile il presidente della Banca mondiale, Robert Zoellick, riferendosi all&#39;aumento dei prezzi delle derrate alimentari, afferm&ograve; che decine di milioni di persone nei paesi in via di sviluppo si trovano ad un passo dal precipizio. Inoltre l&#39;inflazione stimola bolle speculative legate ai mercati a termine, cio&egrave; legate alla speculazione di oggi sui raccolti di domani. La crescita cinese, ed in misura minore quella indiana, costituisce il principale fattore dell&#39;espansione della domanda di derrate cos&igrave; come di materie prime. Tuttavia i prezzi non stanno seguendo la dinamica della domanda reale dei prodotti in questione, bens&igrave; crescono sulla base delle aspettative di lucro che scaturiscono dall&#39;acquisto di prodotti finanziari derivati emessi nei confronti delle commodities. Una componente crescente della domanda proviene dalle societ&agrave; finanziarie occidentali che collocano i denari che ottengono dallo stato (tipo QE2) in strumenti derivati. Ci&ograve; vale anche per campi di coltivazione. Una recentissima inchiesta della Bbc ha mostrato che il prezzo di un terreno a grano nel Kansas, la cui produzione &egrave; ampiamente esportata, &egrave; passato in pochissimo tempo da 750$ a circa 1300 dollari. Gli agricoltori sostengono che chi acquista un campo a tale prezzo non pu&ograve; attendersi dei profitti. Tuttavia la crescita dei valori dei terreni non &egrave; dovuta all&#39;entrata di nuovi produttori, bens&igrave; ad investitori finanziari. Questi si attendono, grazie alla crescita cinese ed indiana, un&#39;ulteriore inflazione nei prezzi dei cereali. <\/span><\/p>\n<p>\t<span class=\"postbody\">Concentrandoci sulla Cina, notiamo che l&#39;inflazione delle materie prime industriali importate comprime i margini di profitto delle imprese, mentre quella dei prezzi agricoli taglia i salari in un contesto in cui la componente alimentare &egrave; una grossa fetta della spesa delle famiglie, molte volte superiore alla percentuale occidentale. Quindi l&#39;inflazione delle derrate crea in Cina una cesura sociale pericolosissima, dato che in molte zone del paese ci sono situazioni di rivolta. Inoltre l&#39;inflazione complessiva gonfia la gi&agrave; strabiliante bolla immobiliare che &egrave; assai pi&ugrave; ampia di quella statunitense di quattro anni fa. Questo stato di cose accelera la necessit&agrave; di riorientare l&#39;intero processo di accumulazione in Cina, rendendone per&ograve; l&#39;attuazione estremamente difficile, tanto pi&ugrave; che Pechino non sembra capace a cambiare regime di crescita senza passare da una crisi. In ogni caso, <st1:personname productid=\"la Cina\" w:st=\"on\">la Cina<\/st1:personname> pu&ograve; mitigare l&#39;impatto inflazionistico dei prezzi delle derrate e delle materie prime solo riducendo sensibilmente il suo tasso di crescita economica, altrimenti non farebbe che rinvigorire le aspettative speculative circa un eccesso di domanda strutturale riguardo i prodotti primari. <\/span><br \/>\n\t<span class=\"postbody\">Da Pechino torniamo ora a Chicago e a New York ma anche a Londra, Zurigo e Francoforte. Da quando i prezzi delle materie prime e della derrate si sono messi a salire sistematicamente, una vastissima quantit&agrave; di prodotti derivati &egrave; stata emessa sul loro conto. Le operazioni sui mercati a termine sono planetarie e non possono essere facilmente incapsulate nei regolamenti varati a Basilea 3. Sfuggono ad ogni supervisione. La speculazione sui mercati a termine e, per le stesse ragioni, sui campi di grano del Kansas, &egrave; resa possibile sia dalla grande liquidit&agrave; fornita dagli stati alle banche a tassi di interesse quasi nulli, sia dal fatto che il mercato immobiliare occidentale non tira pi&ugrave;, per non parlare degli stagnanti investimenti industriali. Le societ&agrave; finanziarie che investono in derivati del cacao e in campi di grano del Kansas lo fanno perch&eacute; dalla rivalutazione dei terreni possono finanziarie i dividendi nonch&eacute;, cosa importantissima negli Usa, i fondi di pensione e la capacit&agrave; di erogare i pagamenti. Nel caso <st1:personname productid=\"la Cina\" w:st=\"on\">la Cina<\/st1:personname> riuscisse a controllare l&#39;inflazione l&#39;intero meccanismo dei mercati a termine volgerebbe al ribasso con una deflazione dei prezzi delle materie prime, delle derrate, dei campi di grano e via dicendo. I fondi di pensione si troverebbero scoperti come nel caso del subprime ma su scala mondiale, passando per l&#39;Australia, il Brasile ed altri paesi latinoamericani. Il peso della Cina sui prezzi e mercati futuri delle materie prime e delle derrate &egrave; tale che anche l&#39;ipotesi di una piccola riduzione del suo tasso di crescita comporta pesanti ribassi nei corsi delle materie prime e svuoterebbe nuovamente i derivati dal loro supposto valore sui cui poggia, oggi pi&ugrave; che mai, la finanza mondiale. L&#39;altra alternativa &egrave; la continuazione della bolla dei mercati a termine e dei campi del Kansas che porterebbe in breve tempo alla convalida del pronostico di Zoellick.<\/span><\/font><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Joseph Halevi il Manifesto &nbsp; Una nuova ondata di crisi globale, separatamente dalla farsesca querelle europea sulla Grecia che sta affondando l&#39;Ue nelle sabbie mobili, appare vieppi&ugrave; probabile. Il fulcro della possibile crisi risiede nel rapporto tra i prezzi delle materie e delle derrate alimentari da un lato, con la crescita cinese ed indiana dall&#39;altro e da come questi due fenomeni vengono integrati nelle scelte speculative dei mercati finanziari. 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