{"id":38131,"date":"2018-01-18T10:30:26","date_gmt":"2018-01-18T09:30:26","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38131"},"modified":"2018-01-18T01:29:02","modified_gmt":"2018-01-18T00:29:02","slug":"che-si-fa-con-lunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38131","title":{"rendered":"Che si fa con l\u2019Unione Europea?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217; INTERFERENZA (Fabrizio Marchi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Trovo molto interessante, come sempre del resto, e anche complessivamente condivisibile, questa analisi di Pierluigi Fagan <a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/\">https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una posizione che, peraltro, nella sua proposta conclusiva (la costruzione di un polo o di una confederazione di paesi latino-mediterranei in alternativa all\u2019UE o comunque in grado di condizionarla) mi pare in parte simile (ma eventualmente saranno loro stessi a smentirlo, confermarlo o confutarlo) a quella assunta dalla piattaforma di Eurostop.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia pongo alcune personali considerazioni critiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fagan sostiene che, oltre ad essere impraticabile per tante ragioni prevalentemente di ordine economico, il ritorno alla \u201csovranit\u00e0 nazionale\u201d (se anche si addivenisse politicamente a quella decisione \u2013 spiega \u2013 un paese come l\u2019Italia sarebbe comunque alla merc\u00e8 delle altre economie e dei grandi agglomerati o alleanze di vari stati molto pi\u00f9 potenti economicamente ecc.), sarebbe anche antistorico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quest\u2019ultima considerazione non mi pare corretta. Mi spiego. Non mi sembra che i grandi stati nazionali di sempre siano venuti meno alla loro \u201cvocazione\u201d nazionale\u201d e nazionalista. Penso alla Francia, alla Germania (anche se questa non pu\u00f2 averla dal punto di vista militare e quindi si limita all\u2019espansionismo e alla egemonia economica) ma anche alla Russia (per non parlare degli USA e della GB\u2026). Poi se invece il discorso vale per l\u2019Italia per ragioni relative alla debolezza strutturale di questo paese, allora \u00e8 tutta un\u2019altra questione che non riguarda per\u00f2 l\u2019antistoricit\u00e0 degli stati nazionali che invece mi sembrano vivi e vegeti nonostante la globalizzazione; al contrario, mi sembrano tuttora provvisti di una vocazione imperialista e neocolonialista (vedasi appunto la Francia) del tutto inalterata rispetto al passato\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche per ci\u00f2 che riguarda il risvolto utopistico (dato dall\u2019irrealizzabilit\u00e0, secondo Fagan) di una possibile uscita dall\u2019UE e dall\u2019euro da parte di un solo stato (l\u2019Italia), e l\u2019impossibilit\u00e0 di sopravvivere da parte di un solo \u201cpiccolo\u201d paese in un mare di giganti \u2013 come spiega sempre Fagan \u2013 ho dei punti di criticit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo. E\u2019 ovvio che l\u2019ipotetica (e assai difficilmente realizzabile, su questo sono senz\u2019altro d\u2019accordo) uscita dell\u2019Italia dalla UE presuppone intanto un cambio di guida politica (cosa che non vedo purtroppo all\u2019orizzonte), ma anche un cambiamento di alleanze e di relazioni internazionali. E\u2019 evidente che una eventuale uscita dall\u2019UE presuppone l\u2019allacciamento di relazioni molto pi\u00f9 strette con paesi come la Cina, la Russia, l\u2019India, il Brasile, e tanti altri (Iran, Venezuela, perch\u00e9 no, non hanno mica la rogna, non pi\u00f9 di quanta non ne abbiano ad esempio l\u2019Arabia Saudita o Israele\u2026) In parole ancora pi\u00f9 povere \u00e8 ovvio che una uscita dall\u2019UE \u00e8 anche una uscita geopolitica oltre che economica. Questo \u00e8 scontato. Io non sono un economista e non sono in grado di dire se l\u2019uscita dall\u2019UE equivarrebbe al disastro economico dell\u2019Italia (o di qualsiasi altro paese). Per\u00f2 so anche che questo \u00e8 quello che deve necessariamente essere detto da chi non ha interesse a che l\u2019Italia (o qualsiasi altro stato) esca del tradizionale sistema di alleanze economiche, geopolitiche e militari di cui fa parte. Lo vedo anche abbastanza scontato. E\u2019 un p\u00f2 come il vecchio detto \u201cFuori della Chiesa non c\u2019\u00e8 salvezza\u201d; sostituiamo l\u2019UE alla Chiesa e il discorso non cambia. Per\u00f2, aggiungo io, come ormai sappiamo che fuori dalla Chiesa si pu\u00f2 tranquillamente sopravvivere e non \u00e8 la fine del mondo, forse si potrebbe anche uscire dalla UE senza che necessariamente finisca il mondo\u2026Che poi sia difficilissimo farlo per tante ragioni di varia natura, sono completamente d\u2019accordo, ma anche questo \u00e8 un altro discorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il concetto della impossibilit\u00e0 della trasformazione dello stato delle cose coniugato a quello di un certo pragmatismo ideologico (finalizzato al mantenimento dello status quo) \u00e8 sempre stato portato avanti dalle classi e dagli stati dominanti, n\u00e9 potrebbe essere altrimenti. Io penso per\u00f2 che si debba andare oltre quel concetto e tentare, per quanto \u00e8 possibile, di gettare il sasso oltre la siepe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Utopistico? Pu\u00f2 darsi, per\u00f2 anche la soluzione politica proposta da Fagan e in linea di massima da me condivisa, non lo \u00e8 certo di meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E questo perch\u00e8, pur condividendo l\u2019orizzonte o la prospettiva proposta \u2013 cio\u00e8, appunto, una confederazione dei paesi latino-mediterranei \u2013 questa \u00e8 forse di ancor pi\u00f9 difficile realizzazione (e quindi pi\u00f9 utopistica\u2026) della fuoriuscita da parte di un singolo stato. Vediamo di capirne le ragioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Grecia \u00e8 ridotta ormai ad un ectoplasma, e a mio parere proprio la debacle politica e personale di Tsipras, la non volont\u00e0, l\u2019incapacit\u00e0 e la debolezza politica e personale nonch\u00e9 l\u2019impossibilit\u00e0 strutturale sua e del suo partito di andare fino in fondo, costi quel che costi, hanno portato al disastro. Scrissi un articolo nel merito \u00a0<a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/editoriali\/la-necessita-della-mediazione-e-il-coraggio-della-rottura\/\">http:\/\/www.linterferenza.info\/editoriali\/la-necessita-della-mediazione-e-il-coraggio-della-rottura\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Posso capire tutte le paure di questo mondo ma la Politica (uso la maiuscola non casualmente) non \u00e8 un \u201cpranzo di gala\u201d, proprio come le rivoluzioni, e arriva un certo momento in cui un vero leader e un vero partito devono avere il coraggio di scommettere sulle proprie forze, di andare fino in fondo, costi quel che costi, specie se si gode di un ampio sostegno popolare, come in effetti era in quel dato momento in Grecia, con la consapevolezza \u2013 naturalmente \u2013 che si pu\u00f2 anche essere sconfitti, con tutte le conseguenze del caso. E un gruppo dirigente autorevole e degno di questo nome deve avere la forza di assumersi questo onere, altrimenti non \u00e8 tale. E questo non \u00e8 avventurismo, bens\u00ec \u00e8 \u2013 appunto \u2013 \u00a0ci\u00f2 che fa la differenza tra un gruppo dirigente che si carica sulle spalle la responsabilit\u00e0 politica e storica di giocarsi la partita fino in fondo nel momento cruciale, e una congrega di politicanti che puntano solo a rimanere a galla e di mantenere il loro post(icino) al sole, peraltro sempre pi\u00f9 pallido. \u00a0Ma questa \u00e8 ormai una storia vecchia. La Grecia, da che poteva costituire un\u2019avanguardia, un esempio e anche una guida, ormai non potrebbe che fungere da fanalino di coda o stare a rimorchio di un eventuale ipotetico processo di costruzione di una \u201cEuropa mediterranea\u201d (ammesso che sia in grado, a questo punto, di svolgere anche semplicemente questa funzione\u2026), e questo lo dobbiamo proprio alla debolezza di Tsipras e del gruppo dirigente di Syriza che hanno alzato bandiera bianca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma l\u2019impresa non \u00e8 certo meno facile per ci\u00f2 che riguarda la Spagna o la Francia. \u00a0La prima \u00e8 alle prese con un tentativo, molto contraddittorio a dir poco, di secessione, che oggi mi pare sostanzialmente impantanato. Le destre e le forze conservatrici \u2013 presenti in modo massiccio anche nel movimento indipendentista catalano, hanno prevalso o stanno prevalendo. Nel complesso questa situazione non mi pare favorisca di certo la tendenza alla costruzione di un polo latino-mediterraneo, direi anzi tutt\u2019altro (la qual cosa non comporta che non si debba lavorare in quella direzione\u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ancora meno realistica e praticabile mi sembra l\u2019ipotesi di un possibile coinvolgimento della Francia che in questa fase storica sta ribadendo la sua vocazione storica e quindi riproponendosi nel suo ruolo di grande potenza imperialista e neocolonialista al quale non credo abbia nessuna intenzione di rinunciare per ragioni di ordine sia geopolitico che economico (una economia in larga parte legata proprio all\u2019industria militare e quindi ad una politica necessariamente imperialistica). Per non parlare del fatto che la borghesia francese ha fatto una scelta precisa eleggendo Macron che va in tutt\u2019altra direzione rispetto a quella auspicata da Fagan (e in fondo auspicabile anche dal sottoscritto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che fare, allora? Si obietter\u00e0. Per quanto mi riguarda <strong>continuare a lavorare e a spingere per liberarsi dalle maglie dell\u2019UE<\/strong>. Come, quando, con chi e con quali modalit\u00e0 questo possa realizzarsi, autonomamente o all\u2019interno di un processo pi\u00f9 ampio che veda coinvolti pi\u00f9 stati e pi\u00f9 popoli, non \u00e8 dato saperlo. Sappiamo per\u00f2 che \u00e8 giusto e quindi <strong>non dobbiamo temere di essere tacciati di essere degli utopisti, degli idealisti o degli avventuristi<\/strong>. Resto convinto che bisogna sempre fare la cosa giusta, come recita il titolo di un famoso e bel film di un noto regista afroamericano.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cnosfapveneto.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/unione-europea-finanzia-progetti-istruzione-e-formazione-professionale-678x381.jpg\" alt=\"https:\/\/www.cnosfapveneto.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/unione-europea-finanzia-progetti-istruzione-e-formazione-professionale-678x381.jpg\" \/><\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/in-evidenza\/si-lunione-europea\/\">http:\/\/www.linterferenza.info\/in-evidenza\/si-lunione-europea\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217; INTERFERENZA (Fabrizio Marchi) Trovo molto interessante, come sempre del resto, e anche complessivamente condivisibile, questa analisi di Pierluigi Fagan https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/01\/02\/propositi-per-il-nuovo-anno-torniamo-a-pensare-un-piano-b-per-leuropa\/ Una posizione che, peraltro, nella sua proposta conclusiva (la costruzione di un polo o di una confederazione di paesi latino-mediterranei in alternativa all\u2019UE o comunque in grado di condizionarla) mi pare in parte simile (ma eventualmente saranno loro stessi a smentirlo, confermarlo o confutarlo) a quella assunta dalla piattaforma di Eurostop. 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