{"id":38213,"date":"2018-01-21T11:00:42","date_gmt":"2018-01-21T10:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38213"},"modified":"2018-01-21T09:04:24","modified_gmt":"2018-01-21T08:04:24","slug":"dove-si-decideranno-le-elezioni-nord-centro-sud-e-astensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38213","title":{"rendered":"Dove si decideranno le elezioni? Nord, centro, sud e astensione"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALDO GIANNULI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiedo scusa per la prolungata assenza, ma sto chiudendo il mio prossimo libro. Si tratta di un lavoro particolarmente impegnativo: \u00e8 una storia della strategia della tensione che conclude trenta anni di lavoro (i miei primi libri sul tema risalgono al 1989-90) di cui una dozzina (dal 1996 al 2007) negli archivi. Capirete che un po\u2019 ci tengo e sono molto concentrato su questo oggetto di ricerca che troverete in libreria (spero) in Primavera. <strong>Vengo al tema di oggi: dove e cosa decider\u00e0 lo scontro del 4 marzo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo la cosa prima di tutto dal punto di vista territoriale <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/politica\/18_gennaio_19\/elezioni-2018-centrodestra-nord-fa-pieno-collegi-batte-5-stelle-sud-38853770-fc96-11e7-80a4-a8d109924739.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sulla base dei sondaggi<\/a> e della composizione sociale del paese, oltre che delle tendenze gi\u00e0 emerse nelle amministrative. Sinteticamente io direi: valanga azzurra al nord, esplosione \u201cgialla\u201d al sud e punto interrogativo rosso al centro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel nord \u00e8 probabile che ci sia la parte pi\u00f9 cospicua della resurrezione del centro destra:<\/strong> \u00e8 una zona del paese in cui prevalgono i lavoratori autonomi, pi\u00f9 sensibili al tema della pressione fiscale, dove pesano di pi\u00f9 gli elettori ultrasessantenni, dove la Lega ha il suo radicamento territoriale; tutti fattori che giocano a favore del centro destra, con la particolare eccezione della Liguria, regione con l\u2019et\u00e0 media pi\u00f9 alta del paese, ma dove gioca la presenza personale di Grillo e che i sondaggi danno a prevalenza gialla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al Sud c\u2019\u00e8 un peso molto maggiore dei disoccupati ed incide l\u2019et\u00e0 media pi\u00f9 bassa.<\/strong> Giovani e disoccupati \u00e8 probabile che si dirigeranno verso il M5s che qui ha una delle sue roccheforti, la Sicilia, ma dove si prevedono picchi anche in Calabria, Lazio e (meno) Puglia e Sardegna. Probabile una affermazione pi\u00f9 limitata in Abruzzo, Molise, Basilicata. C\u2019\u00e8 chi prevede una esplosione anche in Campania, terra di Luigi di Maio, dove, per\u00f2, il movimento deve vedersela con il movimento del sindaco De Magistris che, sin qui, ha impedito affermazioni del M5s (si pensi alle comunali di Napoli nel 2016), dunque qui \u00e8 probabile una affermazione decisa del movimento ma sulla cui entit\u00e0 \u00e8 bene mettere un punto interrogativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E vediamo alla zona pi\u00f9 incerta: il quadrilatero rosso di Toscana, Emilia, Marche ed Umbria,<\/strong> in altri tempi feudo blindato del Pci-Pds-Ds-Pd. Qui c\u2019\u00e8 (o forse c\u2019era) la cassaforte elettorale, organizzativa e finanziaria del Pd: la lega delle Cooperative con il suo fittissimo reticolo di cooperative anche di grandi dimensioni, la massiccia presenza negli enti locali, le istituzioni culturali, la forte struttura organizzativa, le banche \u201crosse\u201d come il Mps.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 questo impianto sociale non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso o, per lo meno, non lo \u00e8 pi\u00f9 con la stessa forza: le cooperative (anche quelle grandi) hanno sofferto della crisi, la politica dei distretti industriali lascia dietro di se troppi capannoni vuoti, gli enti locali non hanno pi\u00f9 la stessa potenza di spesa, i terremoti bancari hanno colpito il principale istituto (il Monte dei Paschi) ma non hanno risparmiato nemmeno realt\u00e0 minori (Banca Etruria, Carimarche) che contribuivano a sostenere l\u2019economia del territorio ed hanno bruciato masse di risparmi, poi l\u2019altro terremoto (quello vero, non quello figurato) ha colpito pesantemente Umbria, Marche, ed un po\u2019 l\u2019 Emilia in questi sette-otto anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo riguarda anche Lazio e Abruzzi, ma, i ritardi e gli errori imperdonabili nella ricostruzione colpiscono dappertutto il partito che \u00e8 stato al governo, non quello che \u00e8 stato all\u2019opposizione, il M5s, mentre delle responsabilit\u00e0 del centro destra nessuno si ricorda pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E questo \u00e8 il quadro generale che gioca a sfavore del Pd, c\u2019\u00e8 poi un\u2019altra minaccia:<\/strong> la scissione di Leu che, piaccia o no, attinge allo stesso bacino elettorale. Questo, oltre che nella parte proporzionale, incide anche in quella dei collegi uninominali dove la divisione pu\u00f2 aprire la porta al blu ed al giallo: il blu pi\u00f9 in Emilia, il giallo pi\u00f9 in Toscana, mentre Umbria e Marche sono gi\u00e0 date per perse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dunque questa \u00e8 una delle due incognite maggiori del voto: quanto il Pd resister\u00e0 nel suo \u201cridotto appenninico\u201d:<\/strong> se dovesse resistere bene, questo andrebbe nel senso della mancanza di un vincitore assoluto e dovrebbe incoraggiare la formazione del governo Forza Italia-Pd, se, invece, dovesse cedere oltre una certa misura, questo da un lato faciliterebbe una vittoria assoluta del centro destra (che potrebbe sognare i 316 seggi per effetto della conquista di un cospicuo numero di collegi uninominali) e relativa del M5s che diverrebbe sicuramente il partito pi\u00f9 votato, dall\u2019altro renderebbe impossibile un piano B (governo Fi-Pd) in caso di mancata vittoria assoluta del centro destra e, dunque, nuove elezioni a settembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La seconda incognita \u00e8 l\u2019astensione:<\/strong> quanti astenuti in pi\u00f9 ci saranno, che partiti puniranno, quanti astenuti rientreranno e chi voteranno?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando il 32% dichiara che non voter\u00e0 o non sa se e cosa voter\u00e0, molte cose possono cambiare sino all\u2019ultimo momento. Vediamo la cosa dal punto di vista dei flussi in uscita: \u00e8 probabile (ma non certo) che essi colpiranno in particolare il Pd ed il M5s, perch\u00e9 l\u2019elettore che si astiene \u00e8 un elettore deluso da un determinato partito ma che non trova sulla scheda un simbolo che possa rappresentare la sua protesta. E\u2019 difficile che questo sia la condizione di un elettore di un centro destra che \u00e8 in pieno rilancio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potrebbe alimentarsi di elettori che non gradiscono il candidato uninominale (magari un leghista che si trova un ex alfaniano o uno di Forza Italia o vice versa) e questo trova nel carattere molto composito della coalizione un possibile varco, ma \u00e8 presumibile che si tratti di flussi abbastanza circoscritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un po\u2019 pi\u00f9 consistenti sono i rischi del Pd su cui pesa la delusione per i cinque anni di governo (e aggiungendo l\u2019anno di Monti che va messo sul conto del Pd), che ha votato no al referendum, che d\u00e0 per persa la partita che, per\u00f2 non se la sente di votare per il M5s o per il centrodestra. Per\u00f2, questo tipo di elettore ha la carta di riserva di Leu, per cui questo flusso in uscita, ragionevolmente pi\u00f9 consistente di quello del centro destra, potrebbe dividersi in due fra chi si astiene e chi vota Leu o altre liste di sinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il pi\u00f9 insidiato dall\u2019astensione \u00e8 certamente il M5s per due ottime ragioni:<\/strong> in primo luogo perch\u00e9 si tratta di voti di protesta che non riesce ad intercettare (e quindi questo compromette una eventuale crescita), in secondo luogo perch\u00e9 potrebbe riguardare elettori che hanno votato quel movimento nel 2013 ma poi ne sono stati delusi: l\u2019elettore pi\u00f9 anti sistema che trova troppo moderata l\u2019offerta di Di Maio, quello romano deluso dalla gestione della Raggi, quello che non apprezza il candidato uninominale che si trova, quello escluso dalle parlamentarie (o quello che sosteneva un escluso) che \u00e8 irritato per questo eccetera e tutti che non si sentono di votare altri partiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le elezioni europee del 2014 riservarono una cattiva sorpresa al M5s che, smentendo i pronostici che davano il Movimento per vincente, arretr\u00f2 di 4 punti. Quel risultato conteneva un avvertimento: il M5s ha uno zoccolo duro che resiste e non si sposta, che probabilmente comprende, almeno per ora, la parte maggiore del suo elettorato, ma ha anche una fascia che oscilla verso l\u2019astensione (e, infatti, nel 2014 l\u2019astensione crebbe ed in misura maggiore dove il M5s perdeva di pi\u00f9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque il M5s deve guardare con molta attenzione a questo lato che \u00e8 la sua principale incertezza, mentre non sembrano molto i rischi di elettori che passino ad altri partiti (forse qualche piccolo flusso verso Leu e una altro altrettanto piccolo verso la Lega).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vediamo ora i flussi di rientro dall\u2019astensione chi potrebbero premiare, se ci fossero:<\/strong> in primo luogo il M5s proprio per la sua contiguit\u00e0 all\u2019elettorato astensionista, in secondo luogo il centro destra che, negli ultimi anni, ha visto forti flussi verso l\u2019astensione e che oggi potrebbero rientrare per effetto del nuovo Berlusconi vincente. Vice versa non sembra probabile che il Pd possa giovarsene molto: difficilmente i partiti di governo uscenti intercettano voto ex astensionista a meno di un clamoroso consenso alle sue politiche di governo, quello che, per\u00f2, non sembra si possa dire del Pd in questo momento.<br \/>\nInfine, la terza incognita: come giocher\u00e0 il \u201cvoto utile\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Pd, sino ad oggi, si \u00e8 costantemente giovato del \u201cvoto utile\u201d che, detto altrimenti, \u00e8 il \u201cvoto contro\u201d:<\/strong> forse io non sono quello che vorresti, ma se non vuoi far vincere quello che ti piace ancor meno, devi votare per me. Questa volta, la dinamica del voto utile gioca a sfavore del Pd che si presenta come terzo. Per cui, l\u2019elettore che proprio non vuole un altro governo Berlusconi (o come si chiamer\u00e0 il suo prestanome) \u00e8 indotto a votare 5stelle (come \u00e8 successo in Sicilia, dove il candidato Presidente del M5s ha preso ben l\u20198% in pi\u00f9 della lista di partito) e, vice versa, quello che vede i 5stelle al governo come una irrimediabile iattura \u00e8 indotto a votare per il centro destra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per cui, \u00e8 ragionevole che pi\u00f9 la campagna sar\u00e0 un duello fra centro destra e M5s e pi\u00f9 il Pd perder\u00e0 voti.<\/strong> Ci sono poi dinamiche minori, ma, il grosso della partita, mi pare, si giocher\u00e0 su questi tre terreni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/dove-si-decideranno-elezioni-2018\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/dove-si-decideranno-elezioni-2018\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI &nbsp; Chiedo scusa per la prolungata assenza, ma sto chiudendo il mio prossimo libro. 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