{"id":38281,"date":"2018-01-22T11:00:25","date_gmt":"2018-01-22T10:00:25","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38281"},"modified":"2018-01-22T09:58:39","modified_gmt":"2018-01-22T08:58:39","slug":"destre-radicali-ce-davvero-un-pericolo-intervista-a-matteo-andriola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38281","title":{"rendered":"Destre radicali, c&#8217;\u00e8 davvero un pericolo? Intervista a Matteo Andriola"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALDO GIANNULI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Matteo Luca Andriola, oltre che grande amico, \u00e8 tra i giovani storici e politologi italiani forse il pi\u00f9 preparato studioso della destra radicale in Italia e nel nostro continente e autore di un libro, \u201c<em>La Nuova Destra in Europa<\/em>\u201d, ormai tra le bussole per chi voglia approcciarsi al tema. Da appassionato di una materia \u201csorella\u201d \u2013 la geopolitica \u2013 ho il grande piacere di poter fare due chiacchiere con lui per cercare di orientarmi nell\u2019attuale scenario. <strong>Abbiamo da temere un ritorno di fiamma del pericolo fascista complice una crisi economica che si \u00e8 fatta crisi sociale \u2013 o che forse addirittura da una pregressa crisi sociale e culturale deriva?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta invece di un allarmismo anacronistico agitato dalle classi dirigenti come \u201carma di distrazione di massa\u201d? Oppure, tertium datur, il pericolo si \u00e8 differenziato da quello del secolo precedente e ha assunto una forma diversa, forse pi\u00f9 subdola? Partiamo da questo tema e vediamo se riusciamo a fare qualche incursione nella geopolitica \u2013 e sul tema delle rivoluzioni colorate che il blog di Aldo sta analizzando da diverse settimane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u2028Matteo, ci aiuti innanzitutto a distinguere tra il filone culturale della \u201cNouvelle Droite\u201d, i cosiddetti populisti, i cosiddetti neocon e le estreme destre pi\u00f9 \u201ctradizionali\u201d? Cosa distingue e cosa unisce questi quattro ambiti politico-culturali? \u2028<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora, partiamo innanzitutto da una distinzione che va fatta, e che spesso certi osservatori dei fenomeni che avvengono nella destra italiana o europea, magari per paraocchi ideologici, non fanno: tutti i fenomeni da te elencati si distanziano l\u2019uno dall\u2019altro, ma su certe tematiche possono convergere. La cosiddetta \u201cNouvelle Droite\u201d \u2013 che analizzo nel mio La Nuova Destra in Europa. Il populismo e il pensiero di Alain de Benoist (Ed. Paginauno, 2014) \u2013 \u00e8 innanzitutto una corrente filosofica sviluppatasi nel \u201868 attorno al Grece, il Groupement de recherches et d\u2019\u00e9tudes pour la civilisation europ\u00e9enne, associazione culturale a vocazione \u2018metapolitica\u2019 che agisce esclusivamente in ambito culturale, e non direttamente politico, e che ha fra i suoi teorici di punta il filosofo normanno Alain de Benoist, anche se la corrente ha avuto altri teorici, come Dominique Venner, Pierre Vial, Jean Varenne, Jean Haudry, Guillaume Faye, Robert Steuckers, Jean Mabire, Jean-Claude Valla, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La corrente, a seguito dello studio degli scritti di Gramsci, opta per una strategia culturale che verte sulla costruzione di un\u2019egemonia. Nonostante le evoluzioni, la corrente, spiega Pierre-Andr\u00e9 Taguieff, ha cinque costanti: 1) la denuncia del retaggio giudeo-cristiano della cultura occidentale e la sua incarnazione della \u201creligione monoteista dei diritti umani\u201d; 2) la critica all\u2019\u00abutopia egualitaria\u00bb; 3) l\u2019elogio del paganesimo come diretta conseguenza della critica al monoteismo dirittumanista, presentato come alternativa spirituale per il popolo europeo nel corollario del \u201cfondamento e riferimento normativo al patrimonio indoeuropeo\u201d; 4) la critica all\u2019economicismo, all\u2019utilitarismo liberale, all\u2019occidentalismo come American Way of Life, distinta dalla cultura europea, e alla visione mercatista, specie in chiave \u201cmondialista\u201d e finanziaria, una costante dagli anni Ottanta, specie dopo l\u2019uscita nel 1981 del best seller di Guillaume Faye Le syst\u00e8me \u00e0 tuer les peuples (ed. it. Il sistema per uccidere i popoli, AGA Edizioni, 2017) o, nel 1984, del pamphlet La NSC: Nouvelle soci\u00e9t\u00e9 de consommation; e 5) l\u2019etnodifferenzialismo radicale, emerso nella seconda met\u00e0 degli anni \u201870 dalle analisi etnoregionaliste elaborate a suo tempo nei primi anni Sessanta, ed evolutosi negli anni \u201890 in una sorta di relativismo culturale ispirato alle tesi di Claude L\u00e9vi-Strauss.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante la sua \u201capoliticit\u00e0\u201d, la ND, come spiego nel mio libro, ha interagito con certo \u00abnazional-populismo\u00bb, una categoria che raggruppa partiti come il Front national di Marine Le Pen al Fp\u00f6 (l\u2019ex partito di J\u00f6rg Haider), al Vlaams Belang del separatista fiammingo Philip Dewinter fino a formazioni come l\u2019Unione democratica di centro (Udc-Svp) in Svizzera e la Lega Nord in Italia, soffermandomi sulle interconnessioni col neodestrismo. Tale area politica non rappresenta tout court il populismo, dato che, come spiega il prof. Marco Tarchi \u2013 politologo che ha diffuso le tesi di de Benoist in Italia \u2013 \u00abSi pu\u00f2 concordare sul fatto che esso [il populismo] non corrisponde in alcun modo univoco a un particolare e ben definito tipo di regime politico, o che non ha presentato contenuti omogenei in tutte le sue manifestazioni empiriche e pertanto non pu\u00f2 essere ricondotto n\u00e9 a una visione del mondo intesa secondo i canoni delle classiche Weltanschauung n\u00e9 a un programma politico fissato una volta per tutte\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Tarchi il populismo, pi\u00f9 che un\u2019ideologia \u00e8 un\u2019attitudine, che pu\u00f2 coinvolgere partiti di destra (quelli che ho studiato io), ma pure di sinistra, si pensi al dibattito sulla \u201csinistra populista\u201d di Laclau. I minimi comun denominatori per\u00f2 sono i medesimi: la centralit\u00e0 del leader carismatico, che cerca un legame col popolo, mitizzato. Il come una comunit\u00e0 omogenea, specie interclassista, da contrapporre ai tradizionali partiti, usurpatori dell\u2019effettiva sovranit\u00e0 popolare. Il leader populista, di solito, parla in Tv con un linguaggio semplice, \u201cpopolare\u201d, a volte volutamente volgare (si pensi al vecchio motto leghista come \u00abLa Lega ce l\u2019ha duro!\u00bb) e non usa affatto il \u201cpolitichese\u201d, una lingua \u201cstraniera\u201d per la maggioranza delle persone. Di solito \u2013 a destra o a sinistra \u2013 il populista denuncia nei suoi interventi il distacco dei partiti politici tradizionali dall\u2019elettorato. Solo che a destra \u2013 cosa che nel populismo \u201cdi sinistra\u201d o in soggetti politici come il M5S non avviene \u2013, quando si parla di democrazia referendaria\/diretta, si intende per \u201cdemocrazia\u201d la \u00absovranit\u00e0 del popolo nato ed originario della comunit\u00e0, che si esprime direttamente attraverso il suo capopopolo, che rappresenta organicamente tutti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una caratteristica della \u201cNouvelle Droite\u201d, un minimo comun denominatore col populismo e soprattutto col \u201crosso-brunismo\u201d, oltre ad un antiamericanismo che nasce da una critica alle storture del mercato, \u00e8 la messa in discussione della diade liberale destra\/sinistra per animare una \u201cnuova sintesi\u201d trasversalista per superare l\u2019impasse che l\u2019Europa liberista sta affrontando, riprendendo simultaneamente elementi \u201cdi destra\u201d, come l\u2019identitarismo e il culto per una certa visione antimoderna e tradizionale, con quelli di \u201csinistra\u201d, come l\u2019ecologismo integrale, la decrescita, la socialit\u00e0 e un certo comunitarismo dipinto come \u201csocialismo\u201d, una risposta ad un pensiero postmoderno che mette anch\u2019esso in discussione tale diade ideologica sostenendo per\u00f2 la fine delle ideologie in nome del dominio di una: quella del mercato. Il rossobrunismo, per\u00f2, non agisce solo nell\u2019ambito culturale, ma cerca di agire politicamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco la differenza basilare con la Nuovelle Droite. Parlando dei neocon parliamo di un\u2019area politica di origine americana di stampo liberal-conservatore, occidentalista e soprattutto interventista, favorevole all\u2019esportazione del modello societario occidentalista anche con l\u2019uso della forza e ad un rafforzamento del primato statunitense nel mondo nel quadro unipolare. Siamo distanti dalla Nouvelle Droite e dal \u201crosso-brunismo\u201d (termine che non amo, e poi spiegher\u00f2 perch\u00e9), non solo perch\u00e9 tali aree sono antiamericane e, recentemente, filorusse, ma perch\u00e9 qui si elevano alcune peculiarit\u00e0 a loro diametralmente opposte; vi \u00e8 invece una certa convergenza con alcune aree del populismo, come quello olandese (ma pure nella Lega, nel Front national ecc.), specie su temi come l\u2019Islam, pensiamo a come certi ambienti del centrodestra elogiano gli scritti di Oriana Fallaci o Magdi Cristiano Allam, candidato, non a caso, in Fratelli d\u2019Italia, dove per\u00f2 convivono \u2013 come nella Lega e in altri partiti populisti \u2013 sensibilit\u00e0 che potremmo dire filtrate dal neodestrismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dove possiamo collocare partiti politici come Lega Nord, Front National, Alternative Fuer Deutscheland et similia? E quali le affinit\u00e0 e divergenze tra questi stessi movimenti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono tutti parte del nazional-populismo o \u201cpopulismo di destra\u201d. Vi sono per\u00f2 delle differenze: nella Lega, nonostante la svolta operata da Salvini, rimangono forti sensibilit\u00e0 regionaliste, su cui si pu\u00f2 saldare il discorso del comunitarismo identitario sviluppatosi in area neodestrista, mentre nel Front national rimane una visione \u201cgiacobina\u201d e nazionalista. L\u2019area frontista converge con quella leghista sul tema immigrazionista e sulla critica all\u2019Ue, nonostante la svolta di Marine Le Pen ha portato il partito a sposare una certa visione \u201csociale\u201d e trasversalista (\u201cnon siamo n\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra, siamo al di l\u00e0\u201d ecc.) che ha favorito uno sfondamento nell\u2019elettorato operaio e che ha una inequivocabile matrice neodestrista, nonostante de Benoist abbia sempre criticato il Front (ma molti ex aderenti al Grece sono poi passati in area frontista, dando un loro contributo ideologico). Per quel che riguarda AfD siamo davanti ad un soggetto protestatario giovane che attecchisce contro le \u201cvecchie destre\u201d neonaziste (come il Npd) per via delle leggi draconiane contro la propaganda hitleriana, in cui \u00e8 forte una profonda islamofobia di matrice neocon e, in certe sue frange, filo-israeliana, ma il tabloid neodestro tedesco Junge Freiheit \u2013 che ha sempre dato un appoggio alla Lega e al Fp\u00f6 di Haider \u2013 ha sostenuto il movimento perch\u00e9 potevano esser veicolati discorsi identitaristi e di critica alla classe dirigente tedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le destre sono storicamente un panorama politico molto variegato che nello spazio del solo XX secolo ha ospitato liberali ed autoritari, populisti ed elitisti, clericali ed anticlericali, cattolici tradizionalisti e neopagani, liberisti e statalisti, nazionalisti e localisti, diversissimi ma spesso alleati: oltre ai quattro filoni che ti presentavo nella mia prima domanda ne identifichi altri oggi come oggi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c9l\u00e9ments, l\u2019organo della Nouvelle Droite, pubblic\u00f2 nel n\u00b0 94 del febbraio 1999 un\u2019inchiesta, arrivando a censire ben\u2026 36 tipologie di destra, come quella nazional-rivoluzionaria, contro-rivoluzionaria, liberale, federal-europeista, comunitarista, bio-eugenista, democratico cristiana, razzista, libertaria, tradizionalista, neofascista, nazionalista, anarchica, regionalista, moralista, anticomunista, tecnocratica, borghese, moderata, americanista, cospirazionista, cattolica, nazista, ecologista, ecc. Morale? Secondo loro la \u00abdestra non esiste, non solo le inclinazioni e le referenze divergono, ma non si trovano nemmeno dei valori referenziali ultimi su quali le destre accordarsi\u00bb. La situazione italiana \u00e8 simile (nell\u2019alveo della fascisteria nostrana). Franco Ferraresi, nel panorama della destra radicale italiana che si ispirava pi\u00f9 o meno al fascismo, scriveva che nel neofascismo convivevano \u00abmonarchici e repubblicani, \u201csocializzatori\u201d e difensori della propriet\u00e0 privata, corporativi e anticorporativi, filoborghese e antiborghesi ma anche neutralisti, filoatlantici, antiatlantici addirittura qualche voce filosovietica; filoarabi e antiarabi; in seguito, filoisraeliani e antisraeliani. Inoltre: cattolici osservati, tradizionalisti anti- o a-cattolici; fra questi, gli ostili alla Chiesa per motivi politici (il \u201ctradimento\u201d del Fascismo), i neopagani, i mistici orientalisti, i simpatizzanti per l\u2019Islam, e cos\u00ec via\u00bb. Tutte tendenze tutt\u2019oggi presenti nell\u2019estrema destra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E il \u201cfilone rossobruno\u201d? Ti faccio una domanda molto diretta: esiste ed \u00e8 rilevante nella destra moderna o \u00e8 una invenzione giornalistica, oppure ancora \u00e8 stata solo una suggestione intellettuale del passato, tra Niekish e Bombacci?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora, la corrente \u201crossobruna\u201d esiste, ed \u00e8 una corrente culturale che \u00abIn termini prettamente politico-letterari \u2013 notava Francesco Boezi su L\u2019Intellettuale Dissidente, rivista online legata a tale area \u2013, coloro che si richiamano a questa visione del mondo, spaziano da Gramsci a Gentile, da Bombacci a figure anarchiche come Proudhon e Bakunin. Filosofia idealista, ergo triade Fichte-Hegel e Marx, sino ad arrivare a politici di riconciliazione nazionale e difesa sovranitaria quali Chavez, Guevara e De Gaulle\u00bb. Ergo, suggestioni di destra e di sinistra unite in un unico corpus dottrinario, a cui verranno aggiunte suggestioni prese dal marxismo idealistica di Costanzo Preve, l\u2019antiliberalismo socialista di Jean-Claude Mich\u00e9a, la metafisica di Aleksandr Dugin, il teorico antimoderno della \u201cQuarta Teoria Politica\u201d capace di sintetizzare il marxismo col tradizionalismo di Julius Evola, e le citate suggestioni della Nouvelle Droite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma parliamo di un\u2019area politicamente marginale, gruppuscoli che tentano, in nome di una logica antiamericana, di creare un ponte fra una certa destra antimondialista e una certa estrema sinistra. Storicamente \u00e8 esistito un filone simile nato in seno alla Konservative Revolution tedesca, area culturale sviluppatasi in Germania fra le due guerre ce ha dato argomentazioni al nazionalsocialismo hitleriano, il \u201cnazionalbolscevismo\u201d, animato dall\u2019ex socialista Ernst Niekisch, che teorizz\u00f2 \u2013 alla pari della cosiddetta \u201csinistra nazionalsocialista\u201d, interna al Nsdap di Hitler e critica di certe politiche anticomuniste dei vertici del partito \u2013 una sintesi fra nazionalismo e forme di pianificazione economica di tipo sovietico e di controllo operaio assieme alla collaborazione con la piccola borghesia produttiva contro quella finanziaria. Niekisch, rifacendosi alle tesi di Fichte, esalter\u00e0 lo \u201cStato Totale\u201d, imperniato su un nuovo tipo di nazionalismo socialrivoluzionario, indipendentista, uno Stato pronto a sacrificarsi e a servire, che non dipendesse dalle leggi della domanda e dell\u2019offerta, ma, anzi, che piegasse l\u2019economia alle sue necessit\u00e0, che rifuggisse dall\u2019economia internazionale aperta, scegliendo l\u2019autarchia, esaltando il ruralismo per forgiare un uomo nuovo, teutonico, spartano, diverso da quello \u201cdemocratico\u201d, frivolo, tipico degli Stati Occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In politica estera, rifacendosi alle tesi di Karl Haushofer, proporr\u00e0 l\u2019alleanza fra la Germania e l\u2019URSS e, in un secondo momento, la nascita di un\u2019Europa unita da Vlissingen a Vladivostok, una superpotenza autarchica e social-patriottica da contrapporre agli stati \u201ctalassocratici\u201d e mercantilisti come l\u2019Inghilterra e le nazioni vincitrici della prima guerra mondiale. Tutte tesi che il moderno \u201cnazional-comunitarismo\u201d \u2013 grazie a Aleksandr Dugin o alle tesi dell\u2019ex comunista ed ex SS vallone Jean Thriart, che creer\u00e0 Jeune Europe, movimento nazional-europeista e \u201cnazional-comunista\u201d, nato per creare \u00abuna grande patria comune, una Europa unitaria, potente, comunitaristada Lisbona a Vladivostok\u00bb \u2013 e la Nouvelle Droite fa sue, filtrate a sua volta dalla cartina dell\u2019Europa delle Waffen-SS! Ma \u00e8 un\u2019area che da sola non conta nulla, ma che ha diffuso nell\u2019estrema destra \u2013 si pensi al ruolo chiave del mensile Orion negli anni \u201880 e \u201890 \u2013 la geopolitica e l\u2019eurasiatismo, cio\u00e8 l\u2019idea di unire l\u2019Europa, libera dall\u2019America e quindi sovrana, con la Russia e i paesi asiatici per costituire un baluardo antiglobalista, e che, come la Nouvelle Droite, \u00e8 penetrata nei populisti grazie a personalit\u00e0 finite nell\u2019entourage di Marine Le Pen o Matteo Salvini: chi \u00e8 che organizza i viaggi di Salvini in Russia se non Gianluca Savoini, presidente di Lombardia-Russia e amico di Maurizio Murelli, fondatore di Orion e amico di Dugin? E chi predicava nel Front national l\u2019idea della nascita di un\u2019asse Parigi-Berlino-Mosca se non l\u2019ex neodestrista ed ex nazionalbolscevico Christian Bouchet, oggi dirigente del Fn di Nantes e ieri leader del gruppo \u201crosso-bruno\u201d Nouvelle r\u00e9sisance, o il geopolitico Aymeric Chauprade, collaboratore di \u00c9l\u00e9ments e punto di contatto con Russia Unita? Sono contatti che dimostrano come tale area sia pi\u00f9 interessata a interconnettersi col nazional-populismo, che offre pure una maggiore visibilit\u00e0, che con certa sinistra ormai marginale, checch\u00e9 ne dicano i \u00abcacciatori di \u201crossobruni\u201d\u00bb, categoria creata in Russia dall\u2019entourage liberale di El\u2019cin per criminalizzare un partito comunista che sposava il patriottismo e criticava le privatizzazioni, e diffusosi in Europa occidentale a sinistra dai primi del 2000 per protestare contro l\u2019ipotetica \u201cinfiltrazione\u201d di personalit\u00e0 della destra antimondialista nelle manifestazioni contro la guerra contro l\u2019Iraq e che, col tempo, \u00e8 stata utilizzata a sproposito per denominare non solo chi, da destra, espone le posizioni sopra citate, ma per schedare e marginalizzare chi oggi a sinistra \u201cstecca nel coro\u201d e, su basi marxiste, fa sua la difesa della sovranit\u00e0 popolare europea contro la globalizzazione o critica la criminalizzazione di quei governi e regimi che si oppongono all\u2019unipolarismo americano, dai socialismi arabi come quello in Siria, alla Cina Popolare, al Venezuela, alla Corea del Nord, a Cuba, all\u2019Iran fino alla Russia di Vladimir Putin, o che s\u2019azzarda a dire, da basi marxiste, che l\u2019immigrazione \u00e8 uno squilibrio e che se le masse votano a destra, forse \u00e8 tempo per la sinistra di andare al popolo e di parlarne, e non di schedarli come pericolosi \u201crossobruni\u201d, una patologia che si nutre della psicosi dell\u2019infiltrazione nazimaoista nata negli anni \u201870, oggi anacronistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E qui scatta il collegamento con la geopolitica: chi parla di destre estreme, destre radicali e destre populistiche (uso volutamente il plurale, anzi, i plurali!) finisce, nell\u2019Europa di oggi, per parlare inevitabilmente di Europa orientale, e pi\u00f9 ancora di Russia. Che cos\u2019\u00e8 questo \u201cvento nero dall\u2019Est\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per come la stanno descrivendo oggi i giornali \u00e8 un mezzo usato per criminalizzare la Russia di Putin alla pari di chi, appoggiando i \u201cribelli\u201d in Siria, da del \u201cfascista rossobruno\u201d ad Assad perch\u00e9 in Italia o in Francia certi settori dell\u2019estrema destra e i vari partiti comunisti solidarizzano con il governo, mentre l\u00ec vi sono ministri comunisti e socialisti! \u00c8 vero che Vladimir Putin difende nei suoi discorsi la sovranit\u00e0 russa dall\u2019americanizzazione e certi valori \u201cprofondi\u201d come la famiglia ecc., temi che da noi sono affrontati solo dalla destra, ma Russia Unita \u00e8 un partito centrista in Russia, mentre se vogliamo guardare all\u2019ultradestra, si punti il dito a \u017dirinovskij, nazionalista e populista di destra, mentre certo patriottismo, unito da forti toni socialisti e nostalgici dell\u2019URSS, \u00e8 usato anche dai comunisti di Zjuganov! Forse dobbiamo capire che la politica russa non \u00e8 quella italiana o europea e ci sono discrimini diversi dai nostri (destra\/sinistra spinti allo sfinimento e al tifo calcistico, anche se c\u2019\u00e8 da privatizzare \u2013 o liberalizzare, come si opta a sinistra \u2013 si superano le distanze), e cio\u00e8 l\u00ec vi sono formazioni che incarnano la vecchia \u201cslavofilia\u201d che si contrappongono a formazioni \u201coccidentaliste\u201d, il che porta i comunisti a criticare Putin per la politica economica ma a lodarlo e a sostenerlo per quella estera. \u00c8 senz\u2019altro vero che certi settori del populismo europeo guardano a loro modo alla Russia, ma in parte nasce dall\u2019identificazione che da noi ha assunto da anni la sinistra (o anti-autoritaria, radical e movimentista o prona alla finanza e liberista) e, in parte, per intercettare il voto di quei settori della borghesia nazionale che hanno avuto non pochi problemi con le sanzioni alla Russia. Insomma, Vladimir Putin \u00e8 un liberale, ma di tipo sovranista. Se dovessi paragonarlo ad un politico europeo azzarderei un paragone con Charles De Gaulle, ergo col vecchio gollismo, non quello da Sarkozy in avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ci addentriamo sempre di pi\u00f9 nel mio campo di studi preferito. Se posso dire la mia, l\u2019Occidente \u2013 e le sue democrazie \u2013 non \u00e8 estraneo al supporto allo sciovinismo dei paesi dell\u2019Est, penso a come abbia prima coccolato in funzione antiserba un violento nazionalismo croato e come oggi tolleri quello ucraino altrettanto virulento, per non parlare del silenzio assenso sulle discriminazioni contro le minoranze russe nei paesi baltici (private persino della nazionalit\u00e0!). A tuo avviso si tratta solo di un tacito consenso o c\u2019\u00e8 di pi\u00f9? Mi riferisco all\u2019afflusso di armi e volontari da molti paesi europei a supporto dei combattenti croati durante gli anni \u201990 e di volontari a supporto di quelli ucraini oggi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 vero che un tempo il capitalismo fordista us\u00f2 il fascismo, prodotto di una societ\u00e0 capitalista instabile e della reazione della grande borghesia contro il proletariato emergente attraverso la mobilitazione di masse piccolo-borghesi e sottoproletarie (il \u201cregime reazionario di massa\u201d, come lo descrissero i comunisti in clandestinit\u00e0, o \u201creazione di classe estrema del capitalismo per difendere se stesso\u201d, per citare Renzo De Felice), oggi il neocapitalismo post-fordista \u00e8 molto pi\u00f9 flessibile \u2013 come del resto la sua stessa struttura economica, liquida \u2013 e pi\u00f9 maturo, e, oltre ad essersi gradualmente emancipato da quelle caratteristiche valoriali tipiche del vecchio capitalismo produttivo \u2013 la sacra triade borghese \u201cDio-Patria-Famiglia\u201d \u2013 s\u2019\u00e8 gradualmente emancipato dall\u2019azione di tipo reazionaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella seconda met\u00e0 degli anni \u201870, infatti, la superpotenza americana ha archiviato l\u2019uso massiccio dei golpe militari, connotati a destra, e ha quindi optato per finanziare le note \u201crivoluzioni colorate\u201d, in parte spontanee perch\u00e9 cavalcavano le contraddizioni di quei governi non allineati agli Usa e, al contempo, supportate e infiltrate dai servizi di intelligence occidentali. Solo che nel caso ucraino, fallita la rivoluzione colorata, s\u2019\u00e8 passato all\u2019uso delle armi, e l\u00ec, effettivamente, i nazionalisti ucraini erano storicamente russofobi, e quindi l\u2019apporto di tali milizie \u00e8 stato propiziatorio per fare il lavoro sporco. Sul caso croato \u2013 e in generale balcanico, specie nei primi anni \u201890 \u2013 siamo davanti ad un ottimo laboratorio, dove, soffiando sullo sciovinismo economico delle regioni pi\u00f9 sviluppate, Croazia e Slovenia, il grande capitale ha favorito la disgregazione di una repubblica che, pur con tutte le contraddizioni, favorendo la nascita di repubbliche autonome che, nel caso croato, pescavano nel recente nazionalismo ustascia, cio\u00e8 filofascista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per la nuova \u201csociet\u00e0 liquida\u201d i golpe militari di destra erano troppo \u201csolidi\u201d: meglio quindi puntare su strumenti \u201cliquidi\u201d a propria volta, pi\u00f9 accettabili dalle opinioni pubbliche dei tanti, impresentabili Pinochet. Ma allora si tratta di mie fantasie oppure il supporto, sempre nella doppia forma di uomini e mezzi, verso i nazionalisti antirussi balcanici ieri ed ucraini o caucasici oggi (sino al supporto ad elementi jihadisti in Bosnia, in Siria e forse anche in Cecenia) non \u00e8 episodico e contingente ma risponde ad un disegno pi\u00f9 strutturato? Esagero se ipotizzo \u2013 quantomeno come filone di indagine\u2013 l\u2019esistenza di una sorta di \u201cGladio leggera\u201d che, invece che essere una struttura permanente, \u00e8 appunto liquida e si \u201cdissolve e ricoagula\u201d alla bisogna? Qui potrebbe darci una grossa mano Aldo \u2013 chiss\u00e0 che non voglia farne tema per un suo pezzo (o chiss\u00e0, per il capitolo di un libro).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui il prof. Giannuli pu\u00f2 esserci veramente d\u2019aiuto dato che \u00e8 esperto di servizi segreti: personalmente non credo che questi, dai tempi della strategia della tensione, siano molto cambiati: se negli anni \u201860-\u201870 infiltravano la destra radicale usandola a fini eversivi, non vedo perch\u00e9 oggi non debbano usare \u2013 e ripeto, i Balcani sono stati un ottimo laboratorio dopo il crollo del muro di Berlino, un osservatorio per studiare i futuri comportamenti della Nato sia nel primo conflitto civile che durante la seconda guerra ai danni della Serbia \u2013 l\u2019estrema destra nazionalista (ovviamente quella avversa ai nemici geopolitici, e nel caso balcanico i croati non solo erano avversi ad una Serbia che guardava ad una Russia all\u2019ora impotente, ma si consideravano l\u2019Occidente, mentre nel caso ucraino si cavalca la nota ostilit\u00e0 ucraina verso Mosca) o il fenomeno della radicalizzazione delle comunit\u00e0 musulmane, facilitato nel caso bosniaco dal massiccio invio di investimenti da Ankara e delle petromonarchie arabe, Arabia Saudita in testa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019, a mio avviso, la nuova politica estera di Erdo\u011fan in veste neo-ottomana, che vuole creare non solo una repubblica conservatrice islamica, ma anche un\u2019area d\u2019ingerenza corrispondente al vecchio impero a cavallo fra l\u2019Ue e l\u2019Eurasia, dialogando ora con gli uni (per entrare nell\u2019Ue) e poi con gli altri (ha cominciato a dialogare con l\u2019Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, o SCO, l\u2019associazione di carattere economico formata da Russia, Cina, Kazakhistan, Kyrghizistan, Tajikistan ed Uzbekistan ), ma senza uscire dalla Nato\u2026 non \u00e8 un caso che qui l\u2019Occidente va in contraddizione: perch\u00e9 Erdo\u011fan, presidente di un paese membro della Nato, \u00e8 attaccato dalla stampa liberale alla pari di Maduro, di Kim Jong-un e di altri politici antiamericani? Forse per tale progetto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Interessante la tua lettura del fenomeno Erdogan \u2013 a mio avviso l\u2019Erdoganismo \u00e8 una delle tante manifestazioni proteiformi non solo dell\u2019islam politico moderno \u201cinventato\u201d dai Fratelli Musulmani ad inizio XX secolo e da chi a loro si ispira ma anche di un certo modo \u201ceuropeo\u201d di intendere le destre nazional-conservatrici. Molto ci sarebbe da dire anche sull\u2019estrema destra turca dei lupi-grigi che non \u00e8 estranea al collaborazionismo coi ceceni e forse anche coi jihadisti siriani e, a quanto sappiamo, in forti rapporti con gli ambienti atlantici. Anche loro quanto a \u201cproteiformismo\u201d non scherzano, se pensi che Meral Ak\u015fener, la candidata di un nuovo partito centrista-europeista che sfida Erdogan \u00e8 un ex-membro dei Lupi e fino a poco tempo fa esponente del partito di estrema destra MHP.\u2028<\/strong><br \/>\n<strong>Per concludere torniamo per\u00f2 alla domanda di apertura: se un pericolo di estrema destra c\u2019\u00e8, sotto quale forma \u00e8 presente? \u00c8 oggi come ieri ascrivibile \u2013 almeno in alcuni paesi \u2013 alla vicinanza allo stato profondo o \u00e8 un fenomeno puramente sociale e politico? Cosa fare per combatterlo efficacemente?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 l\u2019ascesa di una destra radicale (CasaPound, Forza Nuova, Alba Dorata ecc.) di palese matrice neo-nazifascista e di una destra nazionalpopulista, ma la prima \u2013 se si esclude il caso greco \u2013 non credo possa costituire oggi un pericolo, e mi limito ai dati elettorali e non ovviamente ai valori predicati, per la democrazia. Per quanto riguarda la destra nazionalpopulista italiana \u00e8 composta da Lega Nord e Fratelli d\u2019Italia, due formazioni che hanno gi\u00e0 governato il paese con l\u2019appoggio del centro moderato cattolico e liberale e non credo che possano costituire un pericolo serio come non lo \u00e8 stato effettivamente Berlusconi; ripeto, parlo di instaurazione di stati autoritari ecc. come si temeva nel 1994, e consiglio di sfogliare lo speciale sulle destre del 1994 di MicroMega, dove l\u2019ascesa del berlusconismo era vista come l\u2019inizio dello stato autoritario per la preseza del Msi e della Lega Nord.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi nessuno pu\u00f2 dire questo! Idem per paesi come l\u2019Austria, che furono sanzionati nel 1999 dall\u2019Ue per la presenza di Haider, ma il loro operato \u2013 nonostante certe esternazioni forti e xenofobiche del governatore della Carinzia \u2013 non cre\u00f2 alcuno stato postnazista. All\u2019estero, in paesi come la Francia, fin\u2019ora non hanno mai governato, ma ripeto, i meccanismi interni all\u2019Ue impedirebbero la nascita di regimi neofascisti e antidemocratici. Lo spostamento a destra dell\u2019elettorato \u00e8 la cartina al tornasole del fallimento della sinistra, sia riformista che neo e postcomunista. Non \u00e8 sventolando l\u2019impossibile nascita di dittature che la sinistra guadagner\u00e0 di nuovo voti dal suo elettorato storico, la working class, ma facendo poco per volta i passi verso di lei, interpretando i suoi umori e i suoi malesseri dando risposte atte a proteggerla dagli squilibri della globalizzazione neoliberista. Vedere CasaPound che distribuisce generi alimentari nei mercati, non dovrebbe spingere la sinistra a denunciare il voto di scambio \u2013 ma perch\u00e9, promettere i famosi 80 euro non \u00e8 un demagogico voto di scambio? Tu dai il voto a me, e io ti do un bonus? \u2013 ma piuttosto a radicarsi di nuovo, come avveniva un tempo, nelle periferie, dove serpeggia un forte disagio sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Beh, concordo: una certa sinistra ha sposato in toto non solo le prassi politiche ed economiche ma anche i presupposti culturali del liberismo e ha perso completamente non solo il contatto con la propria gente ma anche qualsiasi capacit\u00e0 di analisi sociale \u2013 quel che il blog di Aldo denuncia da sempre!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie mille Matteo! Attendiamo le tue prossime fatiche<br \/>\nAmedeo Maddaluno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/pericolo-destre-radicali\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/pericolo-destre-radicali\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI &nbsp; Matteo Luca Andriola, oltre che grande amico, \u00e8 tra i giovani storici e politologi italiani forse il pi\u00f9 preparato studioso della destra radicale in Italia e nel nostro continente e autore di un libro, \u201cLa Nuova Destra in Europa\u201d, ormai tra le bussole per chi voglia approcciarsi al tema. Da appassionato di una materia \u201csorella\u201d \u2013 la geopolitica \u2013 ho il grande piacere di poter fare due chiacchiere con lui per&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":37602,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/giannuoli.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-9Xr","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38281"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38281"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38281\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38285,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38281\/revisions\/38285"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37602"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38281"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38281"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38281"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}