{"id":38325,"date":"2018-01-24T10:30:01","date_gmt":"2018-01-24T09:30:01","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38325"},"modified":"2018-01-24T07:30:12","modified_gmt":"2018-01-24T06:30:12","slug":"la-cia-connection-della-silicon-valley","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38325","title":{"rendered":"La Cia connection della Silicon valley"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CRITICA SCIENTIFICA (Giacomo Gabellini)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">L\u2019Hi Tech della Silicon Valley \u00e8 uno strumento troppo potente perch\u00e9 potesse non ricadere sotto il controllo diretto o indiretto delle agenzie governative USA.<\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Quello che attualmente sappiamo.<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Grazie alle rivelazioni dello \u2018spifferatore\u2019 Edward Snowden,<\/strong> il quale <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2013\/jun\/06\/nsa-phone-records-verizon-court-order\">rivel\u00f2 a una squadra di agguerriti giornalisti d\u2019inchiesta del \u2018Guardian\u2019<\/a> che la National Security Agency esercitava una sorveglianza capillare e massiccia sui miliardi di comunicazioni sia interne che esterne agli Stati Uniti, \u00e8 stato possibile acclarare l\u2019esistenza di un rapporto di stretta collaborazione tra alcune agenzie governative statunitensi e le principali imprese della Silicon Valley. Verizon, At&amp;T e Sprint Nextel furono le prime ad essere scoperte a passare dati alle autorit\u00e0 attraverso un sistema, denominato Prism, in grado di assicurare all\u2019intelligence nazionale la possibilit\u00e0 di accedere in maniera diretta ai server di cui si servivano le compagnie in questione e ottenere qualsiasi tipo di informazione (messaggi, fotografie, e-mail, ecc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u2018Washington Post\u2019 svel\u00f2 che Prism era entrato in vigore nel 2007, sotto la seconda amministrazione Bush, e che tra le aziende che avevano accettato di aderire al tale sistema di sorveglianza figuravano nomi di altissimo livello quali Microsoft, Yahoo, Google, Facebook, PalTalk, Skype, Aol, YouTube e Apple. Emerse quindi che la Nsa e il Gchq britannico <a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/investigations\/us-intelligence-mining-data-from-nine-us-internet-companies-in-broad-secret-program\/2013\/06\/06\/3a0c0da8-cebf-11e2-8845-d970ccb04497_story.html\">avevano elaborato e fatto largo impiego<\/a> di un programma che consentiva di copiare metadati in transito attraverso i cavi in fibra ottica collegati ai server centrali di Yahoo e Google. Il prestigioso settimanale tedesco \u2018Der Spiegel\u2019 gir\u00f2 il coltello nella piaga, <a href=\"http:\/\/www.spiegel.de\/international\/world\/privacy-scandal-nsa-can-spy-on-smart-phone-data-a-920971.html\">svelando<\/a> che la Nsa era stata messa nella posizione di accedere liberamente ai dati personali contenuti nei telefoni cellulari, IPhone e Android compresi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di fronte alla portata di tali rivelazioni,<\/strong> la Silicon Valley insorse negando qualsiasi forma di collaborazione con lo spionaggio intensivo esercitato da Washington, ma un\u2019inchiesta del \u2018New York Times\u2019 <a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2013\/10\/31\/technology\/nsa-is-mining-google-and-yahoo-abroad.html\">smont\u00f2 l\u2019impianto difensivo<\/a> costruito dai giganti dell\u2019hi-tech documentando che molti di essi avevano elaborato una procedura speciale finalizzata a semplificare e velocizzare il processo di trasferimento dei dati alla Nsa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La collaborazione assicurata alle agenzie governative dai big della Silicon Valley<\/strong> rappresenta una sorta di contropartita per i fondi annuali che la Cia stanzia annualmente a beneficio delle aziende operanti nel settore strategico dell\u2019alta tecnologia. Fin dagli anni \u201990, sotto la direzione di George Tenet, l\u2019agenzia di Langley \u00e8 molto attiva nell\u2019agevolare tutte le varie forme di sviluppo applicabili a fini di intelligence aggirando le lungaggini burocratiche della gigantesca macchina politica statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo scopo, la Casa Bianca e il Congresso hanno approvato la creazione della In-Q-Tel, oscura societ\u00e0 di venture capital senza scopo di lucro incaricata di favorire la messa a punto di tecnologie d\u2019avanguardia per conto \u2013 o quasi \u2013 della Cia. Come <a href=\"http:\/\/www.wsj.com\/articles\/the-cias-venture-capital-firm-like-its-sponsor-operates-in-the-shadows-1472587352?mod=MFlink1\">riporta<\/a> il \u2018Wall Street Journal\u2019:\u00a0 \u00ab<em>i vertici In-Q-Tel considerano l\u2019azienda come indipendente, nonostante i legami molto stretti con la\u00a0Cia\u00a0e il fatto che quasi tutte le decisioni di investimento sono gestite dall\u2019agenzia di spionaggio [\u2026].La presenza di intricati legami \u00e8 endemica nel venture capital, in cui la conoscenza intima del settore \u00e8 essenziale per il successo. Le altre societ\u00e0, tuttavia, giocano con il proprio denaro, o quello di privati. In-Q-Tel utilizza denaro pubblico, soggetto a severe norme sul conflitto di interessi e, secondo fonti vicine, si tratta di almeno 120 milioni di dollari all\u2019anno. A volte impegna questo capitale secondo modalit\u00e0 per le quali, anche se non intenzionalmente, potenzialmente ne traggono vantaggio gli stessi amministratori dell\u2019azienda in virt\u00f9 di altre cariche nel settore tech. Le scelte di In-Q-Tel spesso attraggono altri finanziamenti. Ogni dollaro investito in una piccola impresa in genere \u00e8 accompagnato da 15 dollari provenienti da altre fonti. Questo aumenta le probabilit\u00e0 di successo del piccolo business in questione e rende le sue stock option pi\u00f9 preziose<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 2000, la In-Q-Tel ha investito somme piuttosto rilevanti<\/strong> in alcune imprese che producevano satelliti e che si occupavano di raccogliere, classificare e analizzare dati sensibili. In breve tempo, la societ\u00e0 di venture capital ha rastrellato azioni di decine di compagnie hi-tech sufficienti a dettarne gli orientamenti e portarle cos\u00ec a sviluppare il tipo di tecnologie richieste da Washington. Il \u2018Wall Street Journal\u2019 spiega nella sua dettagliata inchiesta che In-Q-Tel aveva finanziato una compagnia molto all\u2019avanguardia nell\u2019elaborare soluzioni chimiche adatte a fabbricare tappeti, ottenendo in breve tempo una specie di sonda in grado di rilevare la presenza di veleni ed altre sostanze chimiche letali in ambienti chiusi che \u00e8 stata sistematicamente impiegata nei teatri di guerra di Afghanistan ed Iraq. In un altro caso, la In-Q-Tel invest\u00ec in un\u2019azienda specializzata nel produrre antenne satellitari, ricavando sistemi di localizzazione portali di cui le truppe e le forze speciali Usa si sono servite per segnalare la propria posizione ai centri di comando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In-Q-Tel ha rifiutato di rendere pubblici quasi un terzo dei propri investimenti (325 nel complesso), adducendo motivazioni legate alla tutela della sicurezza nazionale. \u00c8 indubbiamente possibile che una parte di questi investimenti sia finita ad aziende come Apple, Google e Yahoo, e che queste abbiano soddisfatto le richieste del governo per estinguere il debito. Amazon, ad esempio, <a href=\"http:\/\/www.theatlantic.com\/technology\/archive\/2014\/07\/the-details-about-the-cias-deal-with-amazon\/374632\/\">\u00e8 arrivata in qualche modo<\/a> a gestire tutto il cloud computing della Cia. Ed anche il rapido allineamento di Facebook alle ultime direttive dell\u2019amministrazione Obama in materia di lotta alle cosiddette \u2018fake news\u2019 potrebbe rispondere alla stessa logica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La stessa amministrazione che va insediandosi non ha potuto far altro<\/strong> che riconoscere il ruolo cruciale della Silicon Valley, nonostante gli attacchi contro Apple ed altre aziende hi-tech lanciati da Trump in campagna elettorale. Non a caso, Peter Thiel (fondatore di PayPal ed pressoch\u00e9 unico sostenitore di Trump tra i colossi della Silicon Valley) e\u00a0<strong>Jared Kushner<\/strong>,<strong>\u00a0<\/strong><strong>il genero del presidente entrante, <\/strong>organizzarono un incontro<strong> tra il presidente e alcuni alti dirigenti delle aziende operanti nel settore dell\u2019alta tecnologia presso la Trump Tower di New York a pochi giorni dall\u2019insediamento<\/strong>.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.enzopennetta.it\/2018\/01\/la-cia-connection-della-silicon-valley\/\">http:\/\/www.enzopennetta.it\/2018\/01\/la-cia-connection-della-silicon-valley\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CRITICA SCIENTIFICA (Giacomo Gabellini) &nbsp; L\u2019Hi Tech della Silicon Valley \u00e8 uno strumento troppo potente perch\u00e9 potesse non ricadere sotto il controllo diretto o indiretto delle agenzie governative USA. 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