{"id":38353,"date":"2018-01-26T10:08:52","date_gmt":"2018-01-26T09:08:52","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38353"},"modified":"2018-01-26T10:08:52","modified_gmt":"2018-01-26T09:08:52","slug":"corruzione-debito-pubblico-e-costi-della-politica-non-centrano-lausterita-si","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38353","title":{"rendered":"Corruzione, debito pubblico e costi della politica non c\u2019entrano. L\u2019austerit\u00e0 s\u00ec"},"content":{"rendered":"<p><strong>di RETE MMT<\/strong><\/p>\n<div class=\"meta-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-vce-lay-a size-vce-lay-a wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Corruzione-debito-pubblico-e-costi-della-politica-non-centrano.-Lausterit%C3%A0-s%C3%AC-810x540.jpg\" sizes=\"(max-width: 810px) 100vw, 810px\" srcset=\"http:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Corruzione-debito-pubblico-e-costi-della-politica-non-centrano.-Lausterit\u00e0-s\u00ec.jpg 810w, http:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Corruzione-debito-pubblico-e-costi-della-politica-non-centrano.-Lausterit\u00e0-s\u00ec-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Corruzione-debito-pubblico-e-costi-della-politica-non-centrano.-Lausterit\u00e0-s\u00ec-768x512.jpg 768w\" alt=\"Corruzione, debito pubblico e costi della politica non c'entrano. L'austerit\u00e0 s\u00ec\" width=\"810\" height=\"540\" \/><\/div>\n<div class=\"meta-author\">\n<div class=\"meta-author-img\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo\" src=\"http:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Corda.png\" alt=\"Daniela Corda\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/div>\n<div class=\"meta-author-wrapped\" style=\"text-align: justify;\">di <span class=\"vcard author\"><span class=\"fn\"><a href=\"http:\/\/www.retemmt.it\/autore\/daniela-corda\/\">Daniela Corda<\/a><\/span><\/span><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"entry-content\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>\u00c8 l\u2019argomento preferito dai politici e ancor pi\u00f9 dai talk show: la corruzione. Viene presentata come il principale problema italiano, capace di rallentare la crescita economica e di assorbire le risorse destinate ai bisogni della collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma siamo davvero certi che la corruzione sia la principale causa del persistere della crisi economica italiana?<\/p>\n<p>Iniziamo da una prima considerazione tecnica: i soldi della corruzione restano all\u2019interno del circuito economico. Infatti, anche per costruire le ville di lusso si fa girare l\u2019economia: \u00e8 necessario comprare i materiali dalle imprese, e i salari pagati agli operai che lavorano alla costruzione delle ville sono spesi per l\u2019acquisto di beni e servizi, innescando cos\u00ec quel circolo virtuoso che fa girare l\u2019economia. Ovviamente non vogliamo far ripartire l\u2019economia e l\u2019occupazione tramite la corruzione, sia chiaro. Ma \u00e8 fondamentale spiegare perch\u00e9 la corruzione non rappresenta il problema principale dell\u2019Italia e capire invece quale lo \u00e8.<\/p>\n<p>Tanti ricordano cosa fu Tangentopoli e cosa rappresent\u00f2. Eppure, nonostante la corruzione, in quegli anni c\u2019era lavoro. Un operaio poteva diventare proprietario di una casa e mantenere dignitosamente la propria famiglia. Oggi, chi ancora lavora spesso incontra notevoli difficolt\u00e0 ad avere uno standard di vita dignitoso.<\/p>\n<p>Inoltre, in quegli anni, l\u2019Italia era la quinta potenza mondiale, il primo Paese in Europa per produzione industriale e primo al mondo per risparmio privato e ricchezza privata pro-capite, altro che \u201cspendaccioni\u201d! Nel 1994 le agenzie di rating definirono l\u2019Italia l\u2019<em>\u201cEconomia leader d\u2019Europa\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Ma allora, che cosa \u00e8 cambiato? Che cosa \u00e8 successo in questi decenni?<\/p>\n<p>Un giornalista mainstream si affretterebbe a controbattere con un \u201ccerto, si stava bene negli anni della liretta. Ma \u00e8 proprio a causa delle mancette dei politici di allora, della spesa pubblica fuori controllo e della corruzione che oggi abbiamo un eccessivo debito pubblico, di cui paghiamo le conseguenze\u201d. Purtroppo \u00e8 una frase che sentiremo anche in campagna elettorale.<\/p>\n<p>Un giornalista serio, cos\u00ec come un politico serio, spiegherebbe che il debito pubblico \u00e8 cresciuto a partire dal 1981, in seguito al \u201cdivorzio\u201d tra Ministero del Tesoro e Banca d\u2019Italia, operazione che ha sancito una prima perdita di sovranit\u00e0. Gli interessi sui titoli di Stato, prima di allora, venivano stabiliti dallo Stato. Col divorzio, gli interessi vengono stabiliti dai \u201cmercati finanziari\u201d.<\/p>\n<p>In che modo?<\/p>\n<p>Prima del divorzio, la Banca d\u2019Italia riassorbiva i titoli in scadenza che restavano invenduti. Col divorzio, la Banca d\u2019Italia non assorbe pi\u00f9 i titoli, che restano sul mercato, innescando un aumento dei tassi d\u2019interesse che ha portato in poco tempo ad un raddoppio del debito pubblico.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la spesa pubblica per lo Stato sociale ad essere aumentata (in verit\u00e0, gi\u00e0 in quegli anni cominciava ad essere ridotta), ma \u00e8 aumentata la spesa per gli interessi.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, il debito pubblico \u00e8 diventato un problema solo con l\u2019introduzione dell\u2019euro. Infatti, un Paese che ha la sovranit\u00e0 monetaria sar\u00e0 sempre nelle condizioni di emettere moneta per far fronte sia agli interessi sul debito, sia alle esigenze del Paese.<\/p>\n<p>Con l\u2019introduzione dell\u2019euro, lo Stato \u00e8 passato da emettitore a utilizzatore di una valuta che deve chiedere in prestito ai mercati di capitali privati, i quali, come tutti gli istituti bancari, prestano denaro che poi richiedono indietro con gli interessi. Con questo meccanismo hanno paralizzato la capacit\u00e0 di spesa degli Stati.<\/p>\n<p>Nel 1997, l\u2019economista Wynne Godley, collaboratore del Tesoro britannico, scriveva:<\/p>\n<blockquote><p>Le Nazioni dell\u2019euro non solo rinunceranno alla propria moneta sovrana, ma anche alla loro capacit\u00e0 di spesa. Con l\u2019Unione Monetaria gli Stati non potranno pi\u00f9 essere finanziati dalla Banca Centrale e dovranno prendere in prestito sui mercati aperti. Questo rischia di essere troppo costoso per loro, persino impossibile. Le restrizioni di budget a cui queste Nazioni si sottopongono infliggeranno una depressione economica all\u2019Europa, che essa non potr\u00e0 risolvere<br \/>\n<em>[The Observer, agosto 1997]<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Il Giappone ha il debito pubblico pi\u00f9 alto al mondo, pari al 230% del PIL, eppure paga appena lo 0,1% di interessi sul debito, circa 2 miliardi l\u2019anno.<\/p>\n<p>Come mai? Perch\u00e9 il Giappone ha la piena sovranit\u00e0 monetaria, ovvero \u00e8 uno Stato monopolista della valuta e stabilisce anche i tassi d\u2019interesse. Cio\u00e8 la sua banca centrale acquista illimitatamente i titoli di Stato che non vengono collocati e, cos\u00ec facendo, i tassi restano invariati.<\/p>\n<p>Avete mai sentito parlare del Giappone come di uno Stato che rischia di fallire? Ovviamente no. E non potrebbe mai accadere: ha la sovranit\u00e0 monetaria.<\/p>\n<p>A questo punto, il giornalista mainstream potrebbe obiettare che oltre alla corruzione e al debito pubblico, resta in piedi anche un problema di costi della politica.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.uil.it\/documents\/NEW_costipoliticade2013.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Secondo un\u2019analisi condotta dalla UIL qualche anno fa<\/a>, i costi della politica ammonterebbero ad appena 6,1 miliardi di euro l\u2019anno, cifra che include il costo del funzionamento degli organi istituzionali (Stato centrale e Autonomie Territoriali) e 2,6 miliardi per altre spese quali auto blu, personale di fiducia politico, direzione ASL, ecc. Un totale di <strong>23,2 miliardi<\/strong> tra costi diretti e indiretti, compresi i costi dei dipendenti pubblici (che non percepiscono certo stipendi d\u2019oro).<\/p>\n<p>Quanto ci costa invece stare nel sistema euro e rispettare i trattati europei?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2017-02-12\/interessi-debito-calo-record-17-miliardi-2012--104112.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gli interessi passivi sul debito ammontavano a circa 66,5 miliardi nel 2016<\/a>, e nel 2012 sono stati versati 84 miliardi di euro: un costo quasi quattro volte maggiore rispetto ai costi della politica.<\/p>\n<p>A questi costi vanno aggiunti i tagli alla spesa pubblica (la cosiddetta <em>spending review<\/em>): <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2017-06-20\/spending-review-risparmi-30-miliardi-2017-quota-315-2018-101211.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">circa 30 miliardi di euro in 3 anni<\/a>, che sono ulteriori risorse che escono dal sistema economico, peggiorando le condizioni economiche del Paese.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha inoltre aderito al MES (Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0), il cosiddetto \u201cFondo Salva Stati\u201d o Fondo Europeo di Stabilit\u00e0. Si tratta di un\u2019organizzazione intergovernativa\u00a0\u2013 formata da persone prive di legittimazione democratica, esenti da qualsiasi controllo democratico e che godono dell\u2019immunit\u00e0 assoluta \u2013 col compito di erogare prestiti ai Paesi in difficolt\u00e0 che non riescono a ripagare gli interessi sul debito pubblico, divenuti eccessivi (vedi il caso della Grecia, che nel 2011 che \u00e8 arrivata a pagare oltre il 100% di tassi d\u2019interesse).<\/p>\n<p>In realt\u00e0 andrebbe chiamato \u201cfondo salva banche\u201d, dal momento che quei soldi vengono erogati agli istituti bancari che sono in credito verso gli Stati.<\/p>\n<p>L\u2019erogazione del prestito \u00e8 per\u00f2 condizionata all\u2019attuazione delle riforme strutturali e al consolidamento del bilancio pubblico, in una parola: austerit\u00e0, che non fa altro che peggiorare la situazione di partenza.<\/p>\n<p>Secondo i <a href=\"http:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/finanza-pubblica\/2017-finanza-pubblica\/statistiche_FPI_20171215.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dati della Banca d\u2019Italia<\/a>, alla pagina 16, il nostro Paese ha versato al MES (in inglese EFSF e ESM) la bellezza di <strong>58 miliardi e 232 milioni<\/strong> di euro.<\/p>\n<p>Infine vi \u00e8 il Fiscal Compact, che avrebbe dovuto occupare le prime pagine dei giornali, vista la scadenza prevista per la fine del 2017, ma di cui nessun mass media ha invece parlato (preferendo altres\u00ec il triste epilogo di \u201cSpelacchio\u201d).<\/p>\n<p>Un trattato, il Fiscal Compact, che darebbe il colpo di grazia all\u2019economia italiana. \u00c8 stato approvato all\u2019interno degli organi dell\u2019Unione europea, al di fuori del controllo democratico, \u201cfortunatamente\u201d al momento accantonato. Tale trattato imporr\u00e0 ulteriori tagli alla spesa pubblica con l\u2019obiettivo di portare il deficit allo 0,5% del PIL. Pura follia, che causer\u00e0 pi\u00f9 disoccupazione e recessione.<\/p>\n<p>In conclusione, potremmo paragonare i problemi secondari (corruzione e costi della politica) a un topolino che ci rosicchia le porte di casa, mentre i costi del \u201cpi\u00f9 Europa\u201d sono un dinosauro che ci distrugge la casa con una zampata.<\/p>\n<p>Meglio accanirsi sul topolino o liberarsi del dinosauro in casa?<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-admin\/post-new.php\">http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-admin\/post-new.php<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di RETE MMT di Daniela Corda \u00c8 l\u2019argomento preferito dai politici e ancor pi\u00f9 dai talk show: la corruzione. 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