{"id":38355,"date":"2018-01-26T11:00:27","date_gmt":"2018-01-26T10:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38355"},"modified":"2018-01-26T10:11:26","modified_gmt":"2018-01-26T09:11:26","slug":"la-corsa-tedesca-al-riarmo-e-ai-baby-soldati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38355","title":{"rendered":"La corsa tedesca al riarmo. E ai baby soldati"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTRE FRONTIERA (Lucio Tirinnanzi)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-thumbnail header\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/5Ro3klD-1280x640.jpg\" alt=\"La corsa tedesca al riarmo. E ai baby soldati\" \/><\/div>\n<div class=\"post-wrap\">\n<div class=\"post-content entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricostruzione delle forze armate della Germania \u00e8 iniziata. Nello specifico, per quello che un tempo era il pi\u00f9 grande esercito dell\u2019Europa occidentale, il \u201cmezzo governo\u201d Merkel (la grande coalizione CDU-SPD \u00e8 appena entrata in funzione) ha annunciato che entro i prossimi sette anni proceder\u00e0 al reclutamento di migliaia di soldati \u00ab<em>per contrastare le minacce moderne in tutti i settori<\/em>\u00bb e rinfoltire le missioni tedesche all\u2019estero: 16 in tutto, le pi\u00f9 importanti delle quali al momento sono attive in Siria, Iraq e Ucraina, nell\u2019ambito NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ministro della Difesa Ursula Von Der Leyen ha cos\u00ec fugato ogni dubbio sul paese occidentale che possedeva il pi\u00f9 grande esercito occidentale e che, complice la tragica eredit\u00e0 della seconda guerra mondiale, era diventato forzatamente pacifista. Adesso, per la Bundeswehr \u00e8 tempo di tornare a crescere. Von Der Leyen ha annunciato che entro il 2020 la spesa militare crescer\u00e0 dagli attuali 35 a 40 miliardi di euro per sopperire all\u2019obsolescenza degli armamenti, rinfoltire il personale civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, soprattutto, per soddisfare le richieste degli Stati Uniti in seno alla NATO, che da tempo chiedono agli alleati di rispettare i parametri richiesti dall\u2019Alleanza Atlantica, secondo cui ogni paese membro dovrebbe spendere almeno il 2% del PIL nazionale nel settore militare (oggi Berlino spende intorno all\u20191,2%), in ossequio all\u2019impegno assunto da tutti i contribuenti al Summit di Praga del 2002.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019esercito tedesco oggi<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo le stime pi\u00f9 affidabili, attualmente la Bundeswehr possiede il terzo esercito pi\u00f9 costoso d\u2019Europa: con i suoi 177mila soldati e 87mila civili \u00e8 infatti in cima alle classifiche insieme al Regno Unito, che pu\u00f2 schierare 150mila effettivi, ma spende 68 miliardi di dollari l\u2019anno in armamenti. La Francia dispone invece di 200mila soldati e quasi altrettanti riserviti, per i quali spende in totale 60 miliardi, mentre l\u2019Italia \u00e8 al quarto posto con i suoi 320mila effettivi e 34 miliardi di budget militare. Il divario \u00e8 maggiore, se messo in relazione al numero di aerei e navi a disposizione. Qui, la Germania non brilla da tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al culmine della Guerra Fredda, il Ministero della Difesa tedesco disponeva di un numero impressionate di uomini e mezzi, e stipendiava complessivamente 670mila tra civili e militari. Cifra che \u00e8 scemata progressivamente sino al minimo storico di 166mila uomini raggiunto lo scorso anno, in ossequio alla quota limite di 185mila unit\u00e0, fissata dal Libro Bianco della Difesa del 2006(per capirsi, l\u2019esercito tedesco oggi \u00e8 appena il 20% di quello in forze nel 1990). In corrispondenza con la fine della leva obbligatoria del 2011, il problema delle forze armate \u00e8 tornato via via al centro del dibattito politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La recente decisione, dunque, sconfessa le linee guida del Libro Bianco, dove si delineava un preciso orizzonte per le forze armate tedesche, raccomandando da un lato il mantenimento della leva obbligatoria e dall\u2019altro la riduzione del personale militare. Quel testo \u00e8 stato superato nello stesso 2011, quando \u00e8 stato pubblicato il <em>Defence Policy Guidelines<\/em>, che impostava il nuovo quadro strategico della Bundeswehr, fornendo importanti indicazioni in merito alle rinnovate ambizioni militari tedesche. In effetti, gi\u00e0 nel 2010, durante la crisi economica, il governo aveva deciso di ritirare il taglio da 8,3 miliardi di euro da effettuare in quattro anni che era stato prospettato dall\u2019allora Ministro delle Finanze Schauble.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Il dibattito politico<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La cosa aveva suscitato non poche polemiche, rinverdendo slogan post bellici come <em>Nie wieder<\/em> (\u201cmai pi\u00f9\u201d) e <em>Lieber rot als tot<\/em> (\u201cmeglio rosso che morto\u201d), gridati soprattutto da pacifisti e obiettori di coscienza. Il dibattito intorno al riarmo tedesco, per\u00f2, non sembra seguire pi\u00f9 la stessa linea di allora, ed \u00e8 alimentato dalla volont\u00e0 dell\u2019Amministrazione Trump di aumentare il contributo europeo nella NATO come supporto logistico per la presenza in Europa degli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur se i sondaggi indicano che quasi il 70% dei cittadini tedeschi \u00e8 ancora contrario ad aumentare le spese militari, da qualche tempo si \u00e8 fatta avanti una diversa consapevolezza che corrisponde a quanto stigmatizzato mesi fa dal <em>National Interest<\/em>: \u00ab<em>Se mai l\u2019Armata Rossa dovesse ripresentarsi nella pianura della Germania settentrionale, l\u2019esercito non sarebbe probabilmente in condizione di fare molto di pi\u00f9 che multarla per eccesso di velocit\u00e0<\/em>\u00bb. Mentre <em>Die Welt<\/em> ancora agli inizi del 2017 scriveva che \u00ab<em>l\u2019esercito tedesco zoppica anche per la sua mancanza di sostegno pubblico<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tutto questo, hanno progressivamente posto rimedio alcune minacce concrete, come quella dello Stato Islamico, che ha contribuito sensibilmente a una diversa percezione della sicurezza e ha imposto di rivedere alcuni aspetti logistici circa l\u2019impiego di forze armate, soprattutto in ambito internazionale, forgiando una nuova consapevolezza almeno nella borghesia tedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Realpolitik e baby soldati<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, anche la frenata del ministro degli Esteri in quota SPD, Sigmar Gabriel, il quale lo scorso marzo affermava quanto fosse necessario \u00ab<em>non ingigantire l\u2019obiettivo del due per cento, evitare di essere consumati dalla gioia di una nuova spirale da riarmo<\/em>\u00bb, oggi \u00e8 superata dalla necessit\u00e0 di tenere unito il traballante IV Governo Merkel. L\u2019appoggio offerto dai socialisti al partito della Cancelliera \u2013 che ha puntellato un governo altrimenti impotente e scongiurato il ritorno alle urne \u2013 impone adesso l\u2019accettazione di alcune strategie politiche altrimenti indigeribili, di cui la Difesa fa parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Non so dove parcheggeremo tutte le portaerei che saremo obbligati a comprare per investire settanta miliardi di euro all\u2019anno nella Difesa<\/em>\u00bb aveva detto Gabriel nei giorni del fallimento di Angela Merkel alle urne. Salvo poi correggere il tiro una volta intravista la possibilit\u00e0 di restare in sella nel nuovo governo di coalizione: \u00ab<em>L\u2019Europa oggi viene percepita come un continente ricco ma debole [\u2026] solo se definir\u00e0 il proprio ruolo e i propri interessi proiettandoli poi in azioni potr\u00e0 sopravvivere<\/em>\u00bb ha riferito lo scorso dicembre durante i lavori del <em>Berlin Foreign Policy Forum<\/em>, tra i pi\u00f9 importanti appuntamenti annuali di politica internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Restano comunque in piedi le polemiche relative ai fornimenti di armi tedesche agli eserciti stranieri \u2013 tra cui i tank turchi che in questi giorni stanno facendo strage di curdi nel nord della Siria \u2013 e ai \u201cbaby soldati\u201d, cio\u00e8 quei 2.100 diciassettenni che si sono volontariamente arruolati nella Bundeswehr nel corso dell\u2019ultimo anno, in risposta a una campagna aggressiva da parte del governo, che ha promesso loro uno stipendio sicuro (850 euro al mese) e concrete opportunit\u00e0 di carriera al \u00ab<em>servizio della societ\u00e0 e della sicurezza<\/em>\u00bb, operata attraverso l\u2019invio di pi\u00f9 di un milione di mail, lettere alle famiglie e promozioni nelle scuole e sui social media.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur se legale \u2013 in Francia si pu\u00f2 arruolarsi dai 17 anni e mezzo, nel Regno Unito gi\u00e0 a 16 \u2013 la chiamata all\u2019arruolamento tedesco \u00e8 un boom che pone per\u00f2 forti dubbi etici, anche in considerazione dell\u2019apertura del ministro della Difesa all\u2019ingresso nell\u2019esercito di cittadini stranieri (per\u00f2 appartenenti all\u2019Ue). Ma se nel 2024 Berlino vuole centrare l\u2019obiettivo di superare le 200mila unit\u00e0 al servizio del paese, la strada appare segnata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/la-corsa-tedesca-al-riarmo-ai-baby-soldati\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/la-corsa-tedesca-al-riarmo-ai-baby-soldati\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Lucio Tirinnanzi) La ricostruzione delle forze armate della Germania \u00e8 iniziata. 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