{"id":38378,"date":"2018-01-27T10:30:16","date_gmt":"2018-01-27T09:30:16","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38378"},"modified":"2018-01-27T09:43:52","modified_gmt":"2018-01-27T08:43:52","slug":"scuola-lallarme-sul-corriere-e-la-partita-definitiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38378","title":{"rendered":"Scuola: l&#8217;allarme sul Corriere e la partita definitiva"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CRITICA SCIENTIFICA (Enzo Pennetta)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">La formazione delle nuove generazioni rappresenta la colonizzazione del futuro, per questo la scuola \u00e8 lo snodo strategico su cui si gioca una partita definitiva.<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201c<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/opinioni\/18_gennaio_24\/i-danni-incuria-0a8d18a0-0075-11e8-9961-f20884a97d4b.shtml?refresh_ce-cp#\">I danni da incuria nella nostra scuola<\/a>\u201d cos\u00ec titola il Corriere della Sera<\/strong> del 24 gennaio denunciando in un articolo di Angelo Panebianco i danni di una scuola che \u201c<em><strong>produce ignoranza anzich\u00e9 istruzione<\/strong><\/em>\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finalmente se ne sono accorti si potrebbe pensare sperando finalmente in una reazione, ma \u00e8 proprio il titolo a togliere ogni illusione, se Panebianco pensa che l\u2019ignoranza <strong>sia il risultato dell\u2019incuria<\/strong> vuol dire che siamo proprio su linee diverse, vuol dire che non attribuisce la \u2018produzione di ignoranza\u2019 ad un orientamento utilitaristico e mercatistico dell\u2019istruzione, secondo lui le riforme degli ultimi vent\u2019anni vanno bene, \u00e8 la \u201cincuria\u201d ad aver fatto il danno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cose peggiorano quando si legge quali sarebbero i modelli di riferimento:<\/p>\n<blockquote><p>Bisogna chiedersi se a fare la differenza fra la democrazia italiana e quelle francese e tedesca siano davvero, come molti pensano, le istituzioni politiche (solide in Germania e Francia, fragili in Italia) o non sia invece, soprattutto, la differente qualit\u00e0 dei rispettivi sistemi di istruzione. Pur fra mille problemi (a cominciare da quelli legati all\u2019immigrazione) in quei Paesi l\u2019istruzione \u00e8 rimasta comunque una cosa seria, da trattare con rigore e con riguardo. Niente a che vedere con quanto da molti decenni fanno (complici , per\u00f2, gli italiani) i governi nel nostro Paese: la scuola ridotta a centro di assorbimento di occupazione giovanile, senza alcun interesse per la qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento. Mentre genitori e studenti (ossia i clienti della suddetta scuola) venivano, e vengono, tacitati e \u00abpagati\u00bb con diplomi dotati di valore legale.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un classico esercizio di autorazzismo vengono additate a modelli da emulare le democrazie tedesca e francese, le quali non sa per cosa sarebbero migliori della nostra, ma che comunque lo sono perch\u00e9 da loro\u00a0 apoditticamente l\u2019istruzione \u00e8 rimasta una cosa seria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Panebianco il problema \u00e8 che i nuovi insegnanti non sono di \u2018qualit\u00e0\u2019, come abbia avuto questa informazione e su quali dati si basi non \u00e8 dato sapere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 per\u00f2 anche qualche considerazione condivisibile<\/strong> nell\u2019articolo, come quella ad esempio quella che mette in guardia dall\u2019identificare gli \u2018istruiti\u2019 con coloro che faranno scelte migliori:<\/p>\n<blockquote><p>Non si fraintenda, questa non \u00e8 una lamentazione per il fatto che ad avere voce in capitolo sulla cosa pubblica non siano soltanto i pi\u00f9 istruiti, \u00abcolor che sanno\u00bb. Per niente. Costoro in varie occasioni si sono dimostrati non meno ottusi di altri. Chi scrive non ha mai condiviso la tesi di Umberto Eco secondo cui uno che legge libri, per definizione, ne vale due che non lo fanno.<\/p>\n<p>Niente, inoltre, ha forse danneggiato di pi\u00f9 la causa della libert\u00e0 in Occidente che la \u00abpolitica degli intellettuali\u00bb, quasi sempre oscillante fra velleitarismo ,disinformazione, e disponibilit\u00e0 a legarsi al carro di partiti illiberali.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La sensazione finale \u00e8 che Panebianco<\/strong> sia effettivamente interessato ad un miglioramento dell\u2019istruzione, ma sembra che osservando la realt\u00e0 dall\u2019interno di un sistema il quale ha eletto come riferimento unico il mercato, meglio se globalizzato, egli non possa vedere quale sia la reale origine dei mali della scuola e non solo di quella italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quello che non riesce a vedere \u00e8 che da anni ormai si \u00e8 imposta una trasformazione della scuola in senso utilitaristico e neoliberista<\/strong>, da luogo della formazione umana e culturale della persona si \u00e8 passati farne un luogo di produzione di figure genericamente funzionali alle richieste del \u201cmercato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nello stesso momento in cui lo Stato subiva una non dichiarata metamorfosi<\/strong> che lo portava a lasciare il suo ruolo di garante del bene comune attraverso la redistribuzione della ricchezza prodotta e la tutela dei pi\u00f9 deboli per farne il garante delle richieste dei \u201cmercati\u201d e conseguentemente della concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, la scuola subiva un\u2019analoga metamorfosi per adattare il cittadino stesso alle richieste dei mercati e non pi\u00f9 per formarlo come persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ecco perch\u00e9 sul terreno della scuola si gioca una partita definitiva,<\/strong> se la \u2018produzione di ignoranza\u2019 non verr\u00e0 fermata al pi\u00f9 presto le generazioni future non saranno in grado non solo di rivendicare una societ\u00e0 migliore ma anche solo di pensare un sistema alternativo a quello liberista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Se e quando sul Corriere dovessero accorgersi di questa trasformazione <\/b>allora si potrebbe iniziare a sperare in una scuola che non sforni pi\u00f9 ignoranza. Che la scuola sia il campo su cui si gioca una battaglia definitiva sembra confermato da iniziative simultanee e indipendenti sull\u2019argomento, proprio negli stessi giorni in cui \u00e8 maturato l\u2019articolo sul Corriere Byoblu organizzava una seri di interviste sulla scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qui di seguito\u00a0<\/strong><b>il video in cui ho raccontato questa trasformazione<\/b>\u00a0della scuola, ma \u00e8 contemporaneamente l\u2019appello ad invertire la rotta e rimettere al centro la persona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0Fonte: <a href=\"http:\/\/www.enzopennetta.it\/2018\/01\/scuola-allarme-sul-corriere-i-segnali-della-partita-definitiva\/\">http:\/\/www.enzopennetta.it\/2018\/01\/scuola-allarme-sul-corriere-i-segnali-della-partita-definitiva\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CRITICA SCIENTIFICA (Enzo Pennetta) &nbsp; La formazione delle nuove generazioni rappresenta la colonizzazione del futuro, per questo la scuola \u00e8 lo snodo strategico su cui si gioca una partita definitiva. \u201cI danni da incuria nella nostra scuola\u201d cos\u00ec titola il Corriere della Sera del 24 gennaio denunciando in un articolo di Angelo Panebianco i danni di una scuola che \u201cproduce ignoranza anzich\u00e9 istruzione\u201c. 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