{"id":38431,"date":"2018-01-29T09:00:02","date_gmt":"2018-01-29T08:00:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38431"},"modified":"2018-01-29T00:46:15","modified_gmt":"2018-01-28T23:46:15","slug":"per-una-classe-dirigente-nuova-organizzarsi-contro-loligarchia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38431","title":{"rendered":"Per una classe dirigente nuova. Organizzarsi contro l\u2019oligarchia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SENSO COMUNE (Tommaso Nencioni)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-img\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ideapark-big-thumb size-ideapark-big-thumb wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/d1d7e3b27b8b84cbb69bcc286bb18dde.jpg\" sizes=\"(max-width: 620px) 100vw, 620px\" srcset=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/d1d7e3b27b8b84cbb69bcc286bb18dde.jpg 620w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/d1d7e3b27b8b84cbb69bcc286bb18dde-300x221.jpg 300w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/d1d7e3b27b8b84cbb69bcc286bb18dde-390x287.jpg 390w\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"456\" \/><\/div>\n<div class=\"post-content\">\n<div class=\"post-entry\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha senso, nel 2018, porsi il problema dell\u2019organizzazione politica? Non si tratta di una vera e propria sfida al senso comune? Tutte le indagini demoscopiche \u2013 ma forse basterebbe una breve riflessione sul nostro giro di amicizie, anche tra quelli di noi pi\u00f9 attenti alla cosa pubblica \u2013 ci parlano della caduta verticale della partecipazione politica. A poco a poco, e con un certo ritardo rispetto alle altre democrazie liberali occidentali, il fenomeno dell\u2019allontanamento delle generazioni giovani e meno giovani dalla politica si sta traducendo anche in un rifiuto del mero gesto elettorale una volta ogni quattro anni. <strong>Il sentimento dilagante \u00e8 quello dell\u2019inutilit\u00e0 della politica: ben che vada si tratta di un rifiuto di questa politica, accompagnato per\u00f2 dalla coscienza dell\u2019ineluttabilit\u00e0 dell\u2019assenza di ogni cambiamento ipotizzabile; pi\u00f9 spesso \u00e8 presente la convinzione che non esistano soluzioni di sistema alle questioni generali per l\u2019oggi<\/strong>, ma solo vie di fuga individuali per la propria condizione subalterna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si fa, magari, volontariato. Ma, a ben vedere, alla radice di un pur nobile impegno vi \u00e8 spesso la sfiducia nello Stato in quanto collettivit\u00e0 organizzata. Un fenomeno che, paradossalmente, ha le proprie radici in una assenza e non in una completezza di senso civico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sentimento pervasivo di inutilit\u00e0 della politica \u00e8 un serpente che si morde la coda, <strong>che alimenta il divorzio dei subalterni dalla politica e che ne \u00e8 a sua volta alimentato<\/strong>. Si \u00e8 pertanto potuto assistere, specialmente nel passaggio dalla prima alla seconda repubblica, all\u2019espulsione del popolo dalla rappresentanza politica diretta. <strong>Le assemblee elettive sono dominate dalle oligarchie; ed in funzione dell\u2019interesse esclusivo delle oligarchie, di conseguenza, legiferano<\/strong>. I grandi partiti popolari, specialmente quelli della sinistra, finch\u00e9 hanno saputo svolgere un ruolo democratico, hanno creato dalle viscere del popolo <strong>una classe dirigente nuova<\/strong>, vicina ai bisogni della gente comune e pronta a schierarsi dalla loro parte nei conflitti coi potenti. Schiere di operai, braccianti, mezzadri, garzoni, piccoli artigiani, sono diventati consiglieri comunali, assessori, sindaci, parlamentari, e talvolta anche ministri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E dirigenti di quegli stessi partiti. Una volta entrata in crisi questa funzione storica rivoluzionaria dei partiti, le assemblee legislative, specialmente quelle a pi\u00f9 alta remunerazione, sono state popolate (e spolpate) da industriali, finanzieri, azzeccagarbugli al servizio dell\u2019oligarchia; o, in alternativa, da giovani ambiziosi che hanno visto nella politica una via alla perpetrazione del proprio status sociale in epoca di crisi degli sbocchi tradizionali per la classe media; e, in conseguenza, sempre pronti a dir di s\u00ec e a ingoiare qualsiasi rospo, poich\u00e9 dai capicorrente dipende il loro avvenire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I ministeri, allo stesso tempo, sono stati appaltati ai cosiddetti \u201ctecnici\u201d. <strong>Che poi tecnici non sono, perch\u00e9 rispondono a logiche politiche, quelle per\u00f2 dell\u2019interesse particolare dei potenti.<\/strong> La stessa lingua della politica ne \u00e8 risultata corrotta: si pensi al caso dell\u2019economia, la spiegazione delle cui presunte oggettive necessit\u00e0 \u00e8 stata messa al riparo di una selva di formule matematiche spesso oltretutto sbagliate, ma utili a nascondere elementari rapporti di potere e di subordinazione.\u00a0Eppure, ancorch\u00e9 all\u2019ombra di questo quadro e tinte fosche, ed anzi proprio in virt\u00f9 di questo quadro a tinte fosche, la risposta al quesito di partenza \u00e8 s\u00ec, anzi, <strong>oggi pi\u00f9 che mai \u00e8 necessario porsi il problema dell\u2019organizzazione politica. Che significa porsi il problema della militanza, ed in conseguenza della formazione di nuove classi dirigenti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La militanza otto-novecentesca ha goduto forse di condizioni irripetibili. La sostanziale stanzialit\u00e0 dei subalterni, che spesso passavano l\u2019intera vita lavorativa e sociale all\u2019interno della stessa citt\u00e0, quando non dello stesso quartiere, anche se magari in seguito ad una migrazione. <strong>Luoghi e tempi del conflitto sociale, della militanza politica e della vita associativa e familiare finivano spesso per coincidere.<\/strong> Socializzazione politica e umana avevano aspetti di grande contiguit\u00e0 \u2013 l\u2019osteria, a cui poi si \u00e8 sostituita la casa del popolo. Un orizzonte di senso dovuto all\u2019esistenza di grandi progetti di trasformazione che cementavano un sentimento di appartenenza \u2013 si pensi al ruolo della rivoluzione russa in questa direzione. Ed anche giocavano un ruolo gerarchie familiari stabili, per cui spesso (con le dovute eccezioni) la militanza \u201cassoluta\u201d del ventesimo secolo \u00e8 stata un fenomeno maschile, reso possibile dalla disponibilit\u00e0 della donna a creare le condizioni materiali non solo per la riproduzione familiare, ma anche per la militanza del marito\/compagno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma anche in un contesto fortemente mutato come quello odierno <strong>non \u00e8 venuta meno la necessit\u00e0 per i subalterni di creare strumenti in grado di permettere loro di contendere l\u2019egemonia statale alle classi dominanti tradizionali.<\/strong> Perch\u00e9 queste ultime dispongono delle televisioni, della magistratura, delle banche, dei partiti patrimonialisti, ed attraverso questi canali possono creare una classe dirigente in grado di servire i propri interessi. Il popolo deve creare al suo interno i propri canali di apprendimento, di formazione, i propri strumenti attraverso i quali \u201cfarsi Stato\u201d, o comunque contendere lo Stato all\u2019oligarchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed infatti <strong>i nuovi partiti politici che sono sorti a partire dalla crisi economica del 2008 dimostrano che, lungi dal non essere necessaria, l\u2019organizzazione politica \u00e8 una delle questioni chiave nel nuovo millennio.<\/strong> Ma che al tempo stesso le forme di organizzazione sono profondamente diverse da quelle del Novecento. Guardando a formazioni come Podemos in Spagna, il Movimento 5 Stelle in Italia, France Insoumise in Francia, e Momentum in Gran Bretagna, assistiamo a una radicale ridefinizione della forma partito, rispetto ai modelli organizzativi classici, a partire da quelli del \u201cpartito massa\u201d che continua a essere visto da molti nostalgici come il modello eterno dell\u2019organizzazione politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il partito massa, la tipologia di partito che ha caratterizzato i partiti socialisti e comunisti del Novecento, si basava su una struttura di integrazione verticale a diversi livelli, che seguivano la logica della delega. Al livello pi\u00f9 basso la sezione, che eleggeva delegati che andavano nella direzione della federazione provinciale, e infine nell\u2019assemblea nazionale. <strong>Questo tipo di struttura rispondeva all\u2019impossibilit\u00e0 tecnica in un\u2019era pre-digitale di convocare direttamente gli iscritti a partecipare nell\u2019assemblea nazionale.<\/strong> Per ovviare a questo problema i membri eleggevano a livello locale delegati che dovevano poi rappresentarli ai livelli pi\u00f9 alti. La struttura locale, che si chiamasse sezione come nei partiti socialisti, o cellula come nel caso dei partiti comunisti, <strong>era dunque una struttura di rappresentanza<\/strong>, e di fatto anche a questo livello si celebravano congressi, campagne ed elezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella nuova forma partito di Podemos, 5 Stelle, France Insoumise, Momentum e molte altre formazioni questa struttura complessa di rappresentanza locale, di delega e di mediazione viene a saltare. I gruppi locali non sono pi\u00f9 strutture di rappresentanza, ma gruppi di appoggio. Essi non eleggono delegati che rappresentano i membri ai livelli pi\u00f9 alti della struttura partito. <strong>Piuttosto sono i membri direttamente che partecipano nelle decisioni e nelle votazioni<\/strong>, attraverso il loro intervento su \u201cpiattaforme partecipative\u201d, sistemi decisionali online che consentono agli iscritti di intervenire su diverse questioni. Il sistema della piattaforma partecipativa ha diversi limiti, particolarmente evidente nel caso del Movimento 5 Stelle e della sua piattaforma Rousseau, che si \u00e8 prestata a diverse forme di manipolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, non si pu\u00f2 negare che la piattaforma partecipativa costituisca una innovazione organizzativa di enorme interesse, <strong>in quanto ovvia almeno in parte a un problema che per lungo tempo veniva considerato insormontabile dai critici della democrazia diretta, ovvero il problema del luogo decisionale, la necessit\u00e0 delle persone di essere tutte nel medesimo luogo fisico per partecipare al processo decisionale.<\/strong> In questa struttura pressoch\u00e9 tutte le decisioni fondamentali vengono prese direttamente a livello nazionale, senza un processo decisionale a livello locale che poi va a alimentare i livelli superiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A parte le nuove opportunit\u00e0 offerte dall\u2019innovazione tecnologica, e il superamento del problema del luogo decisionale, la ridefinizione della struttura di rappresentanza locale ha anche a che fare con una serie di considerazioni di opportunit\u00e0. In primo luogo essa deriva dalla percezione che <strong>la struttura classica di partecipazione dei partiti di massa, con sedi fisiche, e riunioni periodiche non \u00e8 in grado di rispondere all\u2019esperienza sociale di una societ\u00e0 in cui gli individui hanno tempi e ritmi imprevedibili e spesso difficilmente conciliabili<\/strong>, e in cui l\u2019impressione di \u201cnon avere tempo\u201d spesso frena le persone dal partecipare a riunioni politiche. Essa deriva pure dalla percezione che in un periodo di bassa partecipazione chi partecipa assiduamente alle riunioni fa parte di un\u2019aristocrazia militante e presenzialista che non \u00e8 rappresentativa dei movimenti di riferimento, e che perci\u00f2 rischia di creare distorsioni nei processi decisionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 indicativo il modo in cui Momentum ha abbandonato il sistema di rappresentanza locale, dopo essersi reso conto di essere stato infiltrato da delegati appartenenti al gruppo trotzkysta Alliance for Workers Liberty. Un gruppo composto da poche centinaia di membri, ma cos\u00ec ostinati nel partecipare alle riunioni e nel candidarsi al ruolo di delegati da riuscire a prendere il controllo di un movimento composto da decine di migliaia di persone, su posizioni piuttosto diverse da quelle di un gruppo trotzkyista. Questa \u00e8 pure la ragione per cui Podemos, in mezzo a mille polemiche, ha deciso di trasformare i circoli in strutture flessibili e assembleari piuttosto che in sezioni formalizzate. Proprio per <strong>la percezione che i circoli avrebbero rischiato di non essere rappresentativi della base.<\/strong> Lo stesso vale per France Insoumise, dove i gruppi locali sono stati chiamati groupes d\u2019appui, ovvero gruppi di appoggio piuttosto che nuclei di rappresentanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In queste forme-partito assistiamo a un doppio movimento. Da un lato esse rafforzano la base degli iscritti e il potere della leadership. Dall\u2019altro esse tolgono potere ai livelli intermedi di rappresentanza che vengono percepiti da larghi strati della popolazione come meccanismi opachi in cui si vanno a inserire dinamiche di competizione interna<\/strong>, e intrighi che non possono essere controllati dall\u2019opinione pubblica, e che generano meccanismi distorsivi se non direttamente corruttivi; oltre a dinamiche correntizie che forse pi\u00f9 di ogni altra cosa hanno contribuito a generare sfiducia nella politica. L\u2019idea di fondo \u00e8 che <strong>la leadership sar\u00e0 pure aperta a dinamiche autoritarie o involutive. Ma quantomeno, data la sua pubblicit\u00e0 e visibilit\u00e0, \u00e8 sotto il controllo della base e dell\u2019opinione pubblica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 quindi essere oggetto di monitoraggio e pressione, mentre quello che succede nei livelli intermedi \u00e8 opaco e quindi foriero di tendenze anti-democratiche e di bizantinismi di ogni sorta. <strong>Questi nuovi partiti sono anarchici alla base e centralisti al vertice.<\/strong> Essi cercano di essere il pi\u00f9 aperti possibile alla societ\u00e0, eliminando per quanto possibile la barriera tra dentro e fuori il partito, al punto che i loro gruppi locali ricordano le assemblee di movimenti popolari come gli indignati, e <strong>le decisioni vengono spesso prese per consenso e raramente per votazione per evitare quelle dinamiche correntizie che hanno rappresentato la degenerazione dei partiti del Novecento<\/strong>. Ma al tempo stesso riconoscono la necessit\u00e0 di una leadership forte e di essere tutti uniti nello stesso sforzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa nuova forma partito post-crisi \u00e8 lungi dall\u2019essere perfetta. Il superamento della struttura di rappresentanza locale pu\u00f2 sollevare problemi di radicamento a livello territoriale, come pure prevenire lo sviluppo di un percorso politico coerente per la classe dirigente, a partire dal livello locale per salire progressivamente a livelli pi\u00f9 alti. Tuttavia \u00e8 un assetto organizzativo che risponde al problema della crisi della democrazia e della democrazia interna nei partiti. Il vecchio formato della sezione locale e della riunione del mercoled\u00ec <strong>\u00e8\u00a0evidente che non riesce pi\u00f9 a rispondere alla trasformazione dell\u2019esperienza sociale, in un tempo di estrema frammentazione sia temporale che spaziale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo esso risponde se non alla riluttanza a dare delega al livello pi\u00f9 alto, a quel rifiuto dell\u2019intermediazione, e quel sospetto degli strati intermedi che \u00e8 una cifra della crisi di autorit\u00e0 che stiamo attraversando. All\u2019interno della quale possiamo trovarci non perfettamente a nostro agio, ma della cui pregnanza non possiamo non prendere atto. Dunque la grande sfida organizzativa consiste nel dare corpo a questo nuovo modello, assicurando, oltre all\u2019agilit\u00e0 che esso sicuramente possiede, anche robustezza, e la capacit\u00e0 di resistere ai momenti di calo della partecipazione, che sono stati una condanna a morte per molti \u201cmovimenti leggeri\u201d, sia nel campo dei movimenti di protesta che nei partiti politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo bisogno di organizzazione. Ma le forme di organizzazione non possono essere identiche a quelle dell\u2019era industriale. \u00c8 necessario costruire forme di organizzazione estremamente agili, aperte alla partecipazione degli iscritti e al tempo stesso coordinate dall\u2019alto. Costruire un partito che sia simile agli insetti pattinatori dalle lunghe gambe e dal corpo leggero che consente loro di camminare sull\u2019acqua.<\/p>\n<div class=\"bottom \" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"row\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/paolo-gerbaudo-tommaso-nencioni\/classe-dirigente-nuova-lorganizzazione-politica-oggi-crisi-autorita-frammentazione-sociale\/\">http:\/\/www.senso-comune.it\/paolo-gerbaudo-tommaso-nencioni\/classe-dirigente-nuova-lorganizzazione-politica-oggi-crisi-autorita-frammentazione-sociale\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE (Tommaso Nencioni) Ha senso, nel 2018, porsi il problema dell\u2019organizzazione politica? Non si tratta di una vera e propria sfida al senso comune? 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