{"id":38529,"date":"2018-01-31T11:00:37","date_gmt":"2018-01-31T10:00:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38529"},"modified":"2018-01-31T10:18:20","modified_gmt":"2018-01-31T09:18:20","slug":"la-strategia-del-terrore-in-afghanistan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38529","title":{"rendered":"La strategia del terrore in Afghanistan"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTRE FRONTIERA (Lucio Tirinnanzi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"post-header\">\n<div class=\"post-meta vcard\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Oltrefrontiera_Afghanistan_talebani_ISIS-1280x640.jpg\" alt=\"La strategia del terrore in Afghanistan\" \/><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"post-wrap\">\n<div class=\"post-content entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Afghanistan<\/strong>, <strong>Kabul<\/strong>. La capitale \u00e8 tornata nuovamente nel mirino dei gruppi islamisti. Luned\u00ec 29 gennaio un attacco suicida all\u2019<strong>Accademia militare Marshal Fahim<\/strong> ha fatto strage di giovani cadetti, oltre una decina i caduti, quando un gruppo di fuoco di quattro uomini \u00e8 penetrato oltre il check point dell\u2019Accademia, saltato in aria grazie a un kamikaze, mentre il resto del commando sparava sulla folla fino a che i miliziani non sono stati tutti abbattuti. Il fatto di sangue \u00e8 opera dello <strong>Stato Islamico<\/strong>, che ha rivendicato attraverso l\u2019agenzia <em>Amaq<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il bagno di sangue dello scorso 27 gennaio (oltre 100 morti e pi\u00f9 di 160 feriti) provocato da un\u2019<a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/afghanistan-kabul-strage\/\">autoambulanza carica di tritolo<\/a>, e dopo l\u2019assalto a mano armata contro l\u2019<em>Hotel Intercontinental <\/em>del 20 gennaio precedente, dove sono morti numerosi stranieri e in particolare americani, le due principali fazioni in lotta per il potere \u2013 <strong>Talebani<\/strong> e <strong>Stato Islamico<\/strong> \u2013 non sembrano volersi fermare pi\u00f9. E, anzi, alzano il tiro puntando a una strategia che concentri il terrore dove esso \u00e8 capace di attirare maggiore attenzione internazionale, cio\u00e8 nella capitale, che dovrebbe essere invece il luogo pi\u00f9 sicuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il messaggio \u00e8 pertanto duplice: da un lato, si vuol far intendere che chiunque collabori con gli stranieri qui non ha futuro, dall\u2019altro che Kabul non conoscer\u00e0 pace. In questo senso, si annunciano tempi molto duri per il paese. Le forze di sicurezza locali addestrate dalla <strong>NATO<\/strong> sono circa <strong>300mila<\/strong>, di cui per\u00f2 meno di 100mila sono realmente efficienti e utilizzabili, considerate le diserzioni e i quasi 7mila morti tra le loro fila in questi anni al servizio del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le azioni terroristiche, in ogni caso, compresa l\u2019azione a Jalalabad contro il compound di <strong><em>Save The Children <\/em><\/strong>del 24 gennaio<em>, <\/em>appaiono come la risposta delle frange islamiste ai successi militari che gli americani e la coalizione internazionale stanno riportando nel resto del paese. Come nella provincia di Helmand, che nelle ultime settimane ha visto l\u2019intensificarsi dei bombardamenti americani e limitati ma concreti progressi delle forze NATO contro i Talebani. Questo potrebbe averli spinti a una nuova campagna di azioni clamorose, per chiarire che da parte loro non c\u2019\u00e8 alcuna possibilit\u00e0 di resa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>La rete di jihadisti<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il potere dei Talebani in Afghanistan \u00e8 forte e al tempo stesso fragile. Destituito il loro governo nel dicembre del 2001 dall\u2019<strong>intervento militare americano<\/strong>, dopo oltre un quindicennio i Talebani di fatto governano ancora aree immense, grazie soprattutto ai frutti della coltivazione dell\u2019oppio, rivenduto al mercato nero a un prezzo superiore a quello dell\u2019oro, e da cui si ricava il <strong>90% dell\u2019eroina<\/strong> distribuita nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si stima che la loro forza operativa oggi sia intorno alle <strong>50mila unit\u00e0<\/strong>, mentre il peso dello Stato Islamico \u00e8 ben pi\u00f9 ridotto: anche se sta reclutando nuovi miliziani sia in patria sia all\u2019estero, questi contribuiscono a ingrossare le fila degli appena mille operativi che si registrano al momento sul suolo afghano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non va poi dimenticata la presenza stabile della <strong>rete Haqqani<\/strong>, un clan tribale vicino agli stessi Talebani, e che nasce come clan familistico di tipo mafioso-religioso. Predoni e trafficanti d\u2019oppio, dopo l\u2019intervento NATO in Afghanistan, gli Haqqani hanno iniziato a colpire le truppe occidentali dalle loro basi nelle aree tribali pakistane. La loro rete pu\u00f2 contare su una struttura militare che, secondo le stime dei servizi segreti occidentali, potrebbe arrivare alle 15mila unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come i Talebani, quando gli americani sono intervenuti in Afghanistan, essi si sono rivoltati contro i loro vecchi alleati al tempo dei sovietici. Ragion per cui oggi vengono considerati il gruppo terrorista pi\u00f9 pericoloso di tutto lo scacchiere della regione, capace di coordinare operazioni con i Talebani stessi, essendo alcuni membri della loro famiglia inseriti in entrambi gli organigrammi.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Il ruolo del Pakistan<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto ci\u00f2, l\u2019obiettivo dei tre gruppi \u00e8 anzitutto fiaccare il morale delle truppe locali e straniere, e destabilizzare ogni programma di aiuti internazionali, per favorire invece le ingerenze del Pakistan, paese considerato un \u201csafe haven\u201d ossia un ottimo nascondiglio per la riorganizzazione dei gruppi islamisti. Che, complici i confini porosi quando non esistenti tra i due paesi, attraversano e si rifugiano spesso oltrefrontiera per coordinarsi e rifornirsi in vista di quella che ormai \u00e8 una <strong>\u201cguerra santa permanente\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per questo, recentemente il presidente americano Donald Trump ha criticato duramente Islamabad, minacciando di tagliare i finanziamenti USA al governo pakistano se non uscir\u00e0 dall\u2019ambiguit\u00e0 di cui sopra, dove la connivenza con i terroristi \u00e8 all\u2019ordine del giorno da parte soprattutto dell\u2019ISI, il servizio segreto pakistano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ambasciatrice USA alle Nazioni Unite <strong>Nikki Haley<\/strong> ha reso il concetto chiaro: \u00ab<em>A\u00a0volte lavorano con noi, ma ospitano anche i terroristi che attaccano le nostre truppe in Afghanistan<\/em> [\u2026] <em>un gioco che non \u00e8 accettabile per questa amministrazione<\/em>\u00bb. Il che, tradotto, significa pressappoco scordatevi i sostanziosi contributi erogati dalla nostra Amministrazione per la lotta al terrorismo \u2013 il Pakistan ha ricevuto qualcosa come 33 miliardi di dollari negli ultimi quindici anni \u2013 se i risultati resteranno questi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>La presenza italiana<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto concerne l\u2019Italia e la presenza dei nostri soldati in Afghanistan (circa 950), l\u2019annuncio del Ministro della Difesa <strong>Roberta Pinotti<\/strong> su un loro imminente disimpegno dall\u2019Asia Centrale nel 2018 funzionale a riposizionare i nostri soldati in Africa \u2013 a cominciare dal Niger \u2013 capita in un momento di estrema difficolt\u00e0 per la NATO, che si \u00e8 impantanata nelle montagne afghane e non sa pi\u00f9 come uscirne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente, la NATO schiera in Afghanistan circa 15mila soldati, contro i 180mila del 2001 (tra forze della missione ISAF ed effettivi americani). N\u00e9 allora n\u00e9 oggi, i risultati sono da considerare soddisfacenti. Anche per tale motivo, resta in dubbio l\u2019effettiva diminuzione delle truppe italiane in quel quadrante geopolitico, dove gli sforzi internazionali hanno bisogno di ogni uomo disponibile a presidiare il territorio.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/afghanistan-talebani-isis-attentati\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/afghanistan-talebani-isis-attentati\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Lucio Tirinnanzi) &nbsp; &nbsp; Afghanistan, Kabul. La capitale \u00e8 tornata nuovamente nel mirino dei gruppi islamisti. Luned\u00ec 29 gennaio un attacco suicida all\u2019Accademia militare Marshal Fahim ha fatto strage di giovani cadetti, oltre una decina i caduti, quando un gruppo di fuoco di quattro uomini \u00e8 penetrato oltre il check point dell\u2019Accademia, saltato in aria grazie a un kamikaze, mentre il resto del commando sparava sulla folla fino a che i miliziani&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":35457,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/oltrefrontiera.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-a1r","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38529"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38529"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38529\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38530,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38529\/revisions\/38530"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/35457"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38529"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38529"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38529"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}