{"id":38546,"date":"2018-02-01T11:00:42","date_gmt":"2018-02-01T10:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38546"},"modified":"2018-02-01T06:44:56","modified_gmt":"2018-02-01T05:44:56","slug":"il-jihad-e-i-fiori-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38546","title":{"rendered":"Il jihad e i fiori \/2"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessandro Montefameglio)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"riassunto\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Un breve viaggio nell\u2019ancora troppo sconosciuta storia del jihadismo contemporaneo.<\/strong><\/div>\n<div class=\"aut\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"sep\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Riprendiamo il discorso cominciato <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/sessantotto-islam-jihadismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">precedentemente<\/a> partendo da\u00a0<strong>Farhad Khosrokhavar,\u00a0<\/strong>sociologo iraniano che\u00a0si \u00e8 occupato pi\u00f9 approfonditamente di altri di jihadismo contemporaneo in Europa. Il suo approccio, a differenza ad esempio di quello del gi\u00e0 citato Kepelle, risulta pi\u00f9 efficace dal momento in cui va ad analizzare quelle che sono le ragioni profonde della <em>processualit\u00e0<\/em> della radicalizzazione. La radicalizzazione non viene fuori nella testa di questi giovani dall\u2019oggi al domani:<strong> \u00e8 un processo lungo<\/strong> che risponde a dinamiche di umiliazione, di discriminazione, di annullamento di identit\u00e0, all\u2019interno di una societ\u00e0 ormai largamente secolarizzata. Molta attenzione Khosrokhavar l\u2019ha data a un caso interessantissimo ed emblematico: quello delle<strong> <em>muhajirat<\/em><\/strong>, ovvero le giovani donne che partono, ad esempio, dalla Francia per andare in Siria. Dei 5.600 combattenti stranieri europei il 10% sono donne tra i 16 e i 28 anni. Perch\u00e9 queste donne lasciano l\u2019Europa per militare sotto l\u2019insegna dell\u2019IS e fare parte di una <em>neo-Umma<\/em>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Badiamo bene che, se per un giovane ragazzo \u00e8 gi\u00e0 difficile compiere una scelta simile e poi realizzarla nella pratica, per una ragazza lo \u00e8 ancora di pi\u00f9, dato il tempo che trascorre tra le mura domestiche e a scuola rispetto a quello che i fratelli passano in strada. Uno delle motivazioni addotte da queste ragazze \u00e8 la seguente: <strong>poter vivere integralmente secondo le norme shariatiche<\/strong>. Vale a dire, per esempio: portare il velo integrale, vivere in separatezza dagli uomini. \u00c8 un segnale di una rottura all\u2019interno dei loro contesti sociali (e anche in senso pi\u00f9 ampio) degli affetti famigliari e privati che queste ragazze tessono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I rapporti insicuri con l\u2019altro sesso e con i genitori, la mancanza di sicurezza ecc. conducono a un totale rovesciamento, <strong>un desiderio di sottomissione<\/strong> e una volont\u00e0 di rigida norma. Come se nel gran cosmo della (iper)modernit\u00e0 liquida il radicalismo fosse un\u2019opzione per chiedere rassicurazione, per trovare un\u2019ancora nella rigida divisione in ruoli ben definiti. Per di pi\u00f9 Khorsokhavar indica un\u2019altra causa: la ricerca della virilit\u00e0 maschile. <strong>\u00c8 in atto forse un processo di de-virilizzazione dell\u2019uomo in Occidente?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-94661\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/\u00f2jl\u00f2l-1024x538.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/\u00f2jl\u00f2l-1024x538.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/\u00f2jl\u00f2l-300x158.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/\u00f2jl\u00f2l-768x403.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/\u00f2jl\u00f2l.jpg 1200w\" alt=\"\u00f2jl\u00f2l\" width=\"1024\" height=\"538\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ce ne stupiamo.\u00a0Il combattente per la fede dello Stato Islamico suona nell\u2019innocente immaginario romantico di queste ragazze, come un<strong> mito di virilit\u00e0 a cui fare riferimento<\/strong>. Prima di partire queste giovani spesso sono date in sposa, tramite matrimoni di fortuna fatti su Skype, a uno di questi combattenti che poi incontrano in Siria od ovunque riescano ad arrivare. Insomma, <em>a forza di parlare di parit\u00e0 fra i sessi, tutto ci\u00f2 ha s\u00ec liquidato il modello patriarcale ma ha, di converso, annacquato le differenze fra donna e uomo, <strong>alimentando un sentimento di vuoto angoscioso<\/strong>, depotenziando la figura sia del padre sia della madre<\/em>. \u00c8 un ritorno all\u2019immagine <em>arcaica del maschio-eroe, in grado di guardare con coraggio in faccia la morte [come martiri]<\/em>. Ancora: la volont\u00e0 di un distorto umanitarismo. Si vuole fare del bene, aiutare i siriani in un momento cos\u00ec tragico, <em>lottare contro il male in nome della guerra santa<\/em> al posto di un <em>Occidente impotente davanti al massacro perpetrato dal regime siriano<\/em>. E tutto aderendo a un regime estremamente sanguinario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 un nuovo tipo di femminilit\u00e0<\/strong>. La maggior parte di queste donne sono di classe media, come \u00e8 accaduto anche in Italia con il caso di Maria Giulia Sergio (vedi Guolo 2015), e sono perlopi\u00f9 delle convertite, provenienti da diverse confessioni o, persino, dall\u2019ateismo. In altri termini la loro \u00e8 pi\u00f9, come altrove nell\u2019islamismo, una richiesta di un ideale che di fede. Detronizzato il padre e detronizzata una societ\u00e0 secolarizzata senza ideali, se ne trova una superlativamente devota all\u2019ideale e alla norma. Si accetta persino di andare incontro alla morte come martiri (<em>shahid<\/em>), aggiungendo alla rivoluzionaria interpretazione del testo coranico un precetto assente, quello appunto di <strong>suicidio in nome di Allah<\/strong> (che nell\u2019islam \u00e8 vietato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricerca di utopia, un mondo dove la sincerit\u00e0 e la fiducia \u201csi combinino con una buona ineguaglianza di genere\u201d (Khorsokhavar 2015). La Sergio, in Italia, cerca di convincere, una volta arrivata in Siria, i genitori a convertirsi e partire, dipingendo la societ\u00e0 dello Stato Islamico come perfetta, ideale, felice. I genitori, pur di rivedere la figlia, accetteranno di partire (fallendo) chiedendo almeno se sar\u00e0 possibile avere, laggi\u00f9, un\u2019auto e una lavatrice. Naturalmente le giovani donne, nell\u2019IS, non combattono. Il massimo a cui aspirano \u00e8, oltre il martirio (e quindi il Paradiso), di fare parte di Al-Khansaa, una <strong>milizia religiosa chiamata a far rispettare le norme shariatiche alle altre donne<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-94662\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/hjl-1024x1014.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/hjl.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/hjl-229x227.jpg 229w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/hjl-768x761.jpg 768w\" alt=\"hjl\" width=\"1024\" height=\"1014\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 il caso femminile \u00e8, tra le altre ragioni, cos\u00ec importante? Lo vediamo, in negativo, confrontandolo con un altro caso, altrettanto estremistico, di <em>rivoluzione sociale<\/em>, se cos\u00ec la possiamo chiamare, questa volta di matrice opposta. <strong>Parlo del Sessantotto<\/strong>. Il Sessantotto \u00e8 un movimento che ha chiamato larghissime frange di giovani per unione unanime e spontanea a contestare quelli che, nel mondo Occidentale, erano pregiudizi da abbattere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta c\u2019\u00e8 una caduta di grandi strutture di plausibilit\u00e0. In Francia abbiamo il maggio parigino, i cui toni diventano tanto violenti da assumere quasi i connotati di una rivolta antistatale (richiamando alle memorie, chiss\u00e0, un temuto giacobinismo, categoria che salta anche fuori parlando di islamismo radicale). Inizia come movimento studentesco in opposizione al troppo razionalizzante piano Fouchet, che, essenzialmente, <strong>piegava il modello scolastico a esigenze di mercato<\/strong>, ma ne viene fuori un\u2019esplosione dell\u2019immaginario di massa, che non ha esitato fin da subito a ottenere connotati da ossimoro quali, \u2018bisogna essere ragionevoli e chiedere ci\u00f2 che impossibile\u2019, in nome di una nuova, amata anarchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Khorsokhavar dice:<\/p>\n<blockquote><p>Il Maggio \u201868 era una festa ininterrotta, e il movimento <em>hippy <\/em>riponeva tutte le sue speranze nel viaggio esotico verso Katmandu o l\u2019Afghanistan, allora ancora territori liberi dal jihadismo.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Si ricalca di nuovo il confine tra illecito e lecito<\/strong>, in nome questa volta di un\u2019abolizione della norma per una maggiore, sconsiderata libert\u00e0 (o libertinaggio). Il piacere, in questo, rappresentato dal gi\u00e0 citato immaginario esotico e floreale, ha una componente a dir poco fondamentale. E il piacere si traduce naturalmente in sesso, in soddisfazione infinita del piacere sessuale, nell\u2019ottica di un\u2019eliminazione di tab\u00f9, gerarchie e veti. Poi, naturalmente, <strong>il femminismo<\/strong>, la forte richiesta di emancipazione della donna che ancora oggi, in misura pi\u00f9 o meno differenti, convince migliaia e migliaia di individui. Si voleva uscire di sera, stare tra donne, confrontarsi (ecco la ricerca di identit\u00e0), rompendo magari con i padri e i fratelli, protestando contro l\u2019aborto e per i propri diritti in ricerca di una finalmente definitiva coscienza di genere. Dal punto di vista sessuale, ci\u00f2 ha dato vita a una forma di amore variamente liberato. <strong>I<\/strong><strong>poliamori<\/strong>, contro la monogamia sociale e l\u2019adulterio, il tentativo di eliminare ogni forma di puritanesimo, e cos\u00ec via.<\/p>\n<div id=\"attachment_94663\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-94663\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/o-SESSANTOTTO-facebook-1024x512.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/o-SESSANTOTTO-facebook-1024x512.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/o-SESSANTOTTO-facebook-300x150.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/o-SESSANTOTTO-facebook-768x384.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/o-SESSANTOTTO-facebook-1400x700.jpg 1400w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/o-SESSANTOTTO-facebook-600x300.jpg 600w\" alt=\"Movimento di protesta durante il '68 italiano\" width=\"1024\" height=\"512\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Movimento di protesta durante il \u201968 italiano<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Notiamo come, in <strong>una misura che paradossalmente ci suona parallela<\/strong>, con il jihadismo contemporaneo incontriamo un ideale esattamente opposto, ma proprio in quanto opposto, speculare, e indice di qualcosa che, in seno all\u2019Occidente, ha condotto da una parte all\u2019estremismo della liberazione da ogni norma (i fiori) e, dell\u2019altra, all\u2019estremismo di una richiesta di norma che si voglia in pi\u00f9 forme assenza di libert\u00e0. Dice <strong>Khosrokhavar<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>La combinazione della perdita di autorit\u00e0 familiare e la logica dei diritti con il venire meno nella societ\u00e0 del rigore delle norme (incluse le norme repubblicane) fa s\u00ec che si produca una domanda di norme e di autorit\u00e0 muscolare. Da qui il fascino presso questi giovani [gli jihadisti europei] per un\u2019autorit\u00e0 vera e non pi\u00f9 di vaghi numi tutelari [\u2026]. Il sistema di norme islamiste propone loro un mondo in bianco e nero. L\u2019islamismo radicale consente loro di combinare il piacere del gioco con il rigore morale della fede jihadista; fa loro sentire che stanno aderendo a delle norme intangibili e, al tempo stesso di poter imporle al mondo intero, invertendo il ruolo dell\u2019adolescente e dell\u2019adulto, in breve, di sentirsi protagonista in prima persona a imporre norme sacre agli altri ricorrendo alla guerra santa.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Se prima [col Sessantotto] si cerca di liberarsi da gerarchie e restrizioni, oggi, invece, si \u00e8 affascinati da norme sacre che sfuggono al libero arbitrio umano e che si rifanno alla trascendenza divina [\u2026]. Si era anarchici e si odiava la societ\u00e0 patriarcale, oggi ci si trova davanti a una societ\u00e0 priva di senso; l\u2019islamismo radicale riconfigurando le relazioni tra uomo e donna, riabilita un modello di societ\u00e0 patriarcale come specchio di un ordine divino, di un Dio intransigente e inflessibile, contraltare di un repubblicanesimo rammollito e di un cristianesimo troppo umanizzato. [\u2026] L\u2019emancipazione della donna era un obiettivo del movimento sessantottesco. Oggi ormai le giovani ragazze post-femministe gridano con forza il loro desiderio di liberarsi dal femminismo, accusato di aver loro dato una parit\u00e0 formale, costrette a farsi carico di responsabilit\u00e0 sempre pi\u00f9 pesanti in un mondo ancora dominato dal maschio e dai suoi privilegi.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita nella sua infinita gioia e liberazione,<strong> la morte e il martirio<\/strong>; l\u2019anarchia e la <em>shar\u012b\u2019a<\/em>; la liberazione dalla forma-Stato, lo Stato Islamico; l\u2019amore libero, l\u2019amore ristretto; lo svelamento, il velo integrale; i fiori e la pace nel mondo, la guerra santa globale. Sintomi indubitabili, manifesti che qualcosa davvero non \u00e8 andato bene. E in mezzo, la societ\u00e0 globale, <strong>i confusi<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/sessantotto-islam-jihadismo2\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/sessantotto-islam-jihadismo2\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessandro Montefameglio) &nbsp; Un breve viaggio nell\u2019ancora troppo sconosciuta storia del jihadismo contemporaneo. Riprendiamo il discorso cominciato precedentemente partendo da\u00a0Farhad Khosrokhavar,\u00a0sociologo iraniano che\u00a0si \u00e8 occupato pi\u00f9 approfonditamente di altri di jihadismo contemporaneo in Europa. Il suo approccio, a differenza ad esempio di quello del gi\u00e0 citato Kepelle, risulta pi\u00f9 efficace dal momento in cui va ad analizzare quelle che sono le ragioni profonde della processualit\u00e0 della radicalizzazione. 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