{"id":38554,"date":"2018-02-02T10:30:06","date_gmt":"2018-02-02T09:30:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38554"},"modified":"2018-02-02T09:14:04","modified_gmt":"2018-02-02T08:14:04","slug":"il-lavoro-ai-tempi-del-neoliberismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38554","title":{"rendered":"Il lavoro ai tempi del neoliberismo"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> ALDO GIANNULI (Andrea Muratore)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo del lavoro nei tempi contemporanei sta conoscendo una fase di bassa marea. C\u2019\u00e8 chi imputa alla maggiore tecnologizzazione o alla delocalizzazione il calo dell\u2019occupazione in molti settori dell\u2019economia occidentale come quello manifatturiero. Altri sono fautori di chiusura degli Stati nazionali attraverso barriere all\u2019entrata di merci e persone provenienti da paesi stranieri per rilanciare l\u2019occupazione interna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span id=\"more-9349\"><\/span><br \/>\nIn realt\u00e0, nessuna di queste spiegazioni \u00e8 sufficiente in s\u00e9: la realt\u00e0 delle cose \u00e8 il frutto della sovrapposizione di pi\u00f9 elementi. In maniera fondamentale, \u00e8 opportuno sottolineare lo svilimento dell\u2019elemento lavoro nel dibattito politico contemporaneo, fatto confermato dalle recenti iniziative legislative e proposte politiche portate avanti nel nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il lavoro ai tempi del neoliberismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ideologia neoliberista, sulla scia delle teorie di Walras sul \u201cprezzo giusto\u201d, ha strutturato una peculiare idea di \u201clavoro\u201d. \u00c8 derivata l\u2019idea che il lavoro sia qualsiasi prestazione richiesta che dia luogo a un\u2019attivit\u00e0 retribuita dopo un determinato impiego di tempo: ci\u00f2 rappresenta un tipo di pensiero molto distorsivo, secondo il quale anche una grande quantit\u00e0 di attivit\u00e0 illegali o socialmente inaccettabili potrebbero essere definiti lavori. \u00c8 necessario dunque iniziare escludendo le attivit\u00e0 illegali dalla sfera del lavoro. Inoltre, al suo interno bisogna perimetrare anche la produzione di servizi e le attivit\u00e0 che hanno utilit\u00e0 sociale. Inoltre, il lavoro deve essere un\u2019attivit\u00e0 di natura economica: il volontariato, ad esempio, non \u00e8 lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Utilit\u00e0 sociale, produzione di valore economico e legalit\u00e0 sono tre presupposti imprescindibili per definire un\u2019attivit\u00e0 lavorativa. Il discorso sull\u2019utilit\u00e0 sociale \u00e8 molto variegato e frastagliato, e ci\u00f2 d\u00e0 luogo a una gradazione interna al mondo del lavoro che, talvolta, si riflette sul prezzo. Ci\u00f2 non esaurisce per\u00f2 la scala delle retribuzioni: un calciatore, ad esempio, non \u00e8 retribuito in base all\u2019utilit\u00e0 sociale del suo lavoro, ma piuttosto sulla base di una competizione volta ad accaparrarsi le quote di un mercato molto pieno di attori interessati, dagli sponsor alle televisioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune produzioni, nel passato, erano molto pi\u00f9 apprezzate di oggi, o magari adesso sono addirittura scomparse: i prodotti conoscono variazioni di gradazione nel tempo, e a seconda delle tendenze temporali prodotti caduti temporaneamente in disuso possono mano a mano rivalutarsi pi\u00f9 si restringe il campo di coloro che sono in grado di realizzarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La narrazione della \u201cfine del lavoro\u201d, funzionale all\u2019ideologia neoliberista<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201cdisoccupazione tecnologica\u201d e la delocalizzazione possono aver pesato sul calo dei livelli di occupazione, ma sono fattori che vanno pesati sulla base delle circostanze. Nel panorama politico italiano, su diversi fronti (da Forza Italia al Movimento Cinque Stelle) \u00e8 stata teorizzata la \u201cfine del lavoro\u201d e la proposta di slegare il reddito dal lavoro attraverso l\u2019introduzione del reddito di cittadinanza: oggigiorno, per\u00f2, automazione e robotica non sono in grado di produrre qualsiasi tipo di merci, si \u00e8 molto lontani dal momento in cui il ciclo integrale realizzer\u00e0 tutto ci\u00f2 che all\u2019uomo \u00e8 necessario. Inoltre, se una serie di lavorazioni pu\u00f2 essere realizzata per via robotica, non \u00e8 detto che ci\u00f2 sia economicamente conveniente. Ci sono poi una serie di produzioni o servizi (ad esempio la microchirurgia) che richiedono una compenetrazione tra azione automatizzata e governance umana. I robot non sono ancora in grado di compiere lavori di alta precisione come la produzione di orologi o di materiali ottici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II lavoro \u00e8 per sua natura inestinguibile: l\u2019uomo potrebbe essere in grado di produrre in futuro tutto ci\u00f2 che oggi \u00e8 necessario, ma da qua al futuro sicuramente saranno insorti nuovi bisogni e sar\u00e0 necessaria un\u2019attivit\u00e0 di ricerca costante.<br \/>\nAlimentare i miti sulla devalorizzazione del lavoro contraddice l\u2019intuizione di Marx, secondo cui la ricchezza rimane tale solo in potenza fino a che non interviene il lavoro umano per renderla fruibile. La visione sull\u2019utilit\u00e0 sociale del lavoro fonda in maniera determinante la cittadinanza. \u201cL\u2019aria della citt\u00e0 rende liberi\u201d, si diceva nel tardo Medioevo; la Costituzione italiana stessa basa il lavoro come fondamento imprescindibile del suo ordinamento. Dopo la ribellione dell\u2019\u00e9lite, l\u2019attacco alla civilt\u00e0 del lavoro \u00e8 stato affiancato da una narrazione volta allo screditamento del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La controrivoluzione neoliberista non forgia lavoratori e cittadini, ma utenti, consumatori. Il capitale \u00e8 cresciuto esponenzialmente rispetto al lavoro nel mondo della produzione. La nuova vulgata ha appiattito la concezione del lavoro, svuotandolo delle sue qualit\u00e0 intrinseche. Essa ha esercitato un\u2019influenza tanto profonda da conquistare anche ampi strati della Sinistra: dal Partito Democratico italiano ai socialisti francesi, passando per i democratici USA, molte formazioni si sono convertite al neoliberismo e hanno tolto la piena occupazione dai loro obiettivi primari. La svalutazione del lavoro \u00e8 un fenomeno squisitamente occidentale (USA, Europa, Giappone), ma a ci\u00f2 si accompagna un\u2019acquisizione di maggiore dignit\u00e0 del lavoro in altre aree del mondo: basti pensare al ruolo centrale assegnato al rafforzamento dell\u2019elemento lavoro nei grandi progetti economici e strategici della Repubblica Popolare Cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il ruolo del lavoro nella societ\u00e0 contemporanea<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella civilt\u00e0 occidentale, sono il consumo e il divertimento, e non il lavoro, a rappresentare la forma di maggiore realizzazione individuale. Certi settori della Sinistra radicale, un tempo imperniati sulla classe operaia, sono arrivati ad aderire all\u2019ideologia della non necessariet\u00e0 del lavoro e a propugnare l\u2019introduzione di un reddito di cittadinanza sganciato dal fattore lavoro..<br \/>\nNegando l\u2019idea di lavoro si nega la collocazione di classe e si sgancia dall\u2019attivit\u00e0 lavorativa la concezione di \u201ccittadinanza\u201d. Con l\u2019appiattimento delle identit\u00e0 la massa di cittadini si trasforma nel consumatore ideale della controrivoluzione neoliberista, consumando ricchezza senza produrne, o apre la strada alla rivolta populista, entro la quale la connotazione di classe \u00e8 del tutto assente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accompagnare l\u2019esaltazione del \u201clavoro senza reddito\u201d, dagli stage a certe forme di volontariato, passando per l\u2019alternanza scuola del lavoro all\u2019elemosina del reddito di cittadinanza rappresenta una forma di sordit\u00e0 culturale e politica. Senza mitizzare il lavoro, serve rendersi conto della realt\u00e0 dei fatti: il lavoro, pieno del suo substrato sociale e culturale, rappresenta una componente imprescindibile della societ\u00e0 e in molti casi pu\u00f2 contribuire alla gratificazione e alla valorizzazione dell\u2019individuo. Pur avendo una sua disciplina e una sua durezza, il lavoro libera dai rapporti servili e andrebbe riqualificato, reinventato, ripensato. La battaglia della contemporaneit\u00e0 non dovr\u00e0 essere rivolta al superamento del lavoro, ma a un suo ripensamento che consenta di mettere al centro la dignit\u00e0 umana come sua componente primaria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/il-lavoro-ai-tempi-del-neoliberismo\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/il-lavoro-ai-tempi-del-neoliberismo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI (Andrea Muratore) &nbsp; Il mondo del lavoro nei tempi contemporanei sta conoscendo una fase di bassa marea. C\u2019\u00e8 chi imputa alla maggiore tecnologizzazione o alla delocalizzazione il calo dell\u2019occupazione in molti settori dell\u2019economia occidentale come quello manifatturiero. 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