{"id":38556,"date":"2018-02-02T11:00:59","date_gmt":"2018-02-02T10:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38556"},"modified":"2018-02-02T09:19:03","modified_gmt":"2018-02-02T08:19:03","slug":"a-carte-coperte-renzi-berlusconi-di-maio-salvini-al-5-marzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38556","title":{"rendered":"A carte coperte: Renzi, Berlusconi, Di Maio, Salvini al 5 marzo"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> ITALIA E IL MONDO (Giuseppe Germinario)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-featured_image size-featured_image wp-post-image\" src=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/dscf3310.jpg\" sizes=\"(max-width: 346px) 100vw, 346px\" srcset=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/dscf3310.jpg 346w, http:\/\/italiaeilmondo.com\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/dscf3310-300x225.jpg 300w\" alt=\"\" width=\"346\" height=\"260\" \/><\/p>\n<div class=\"entry clearfix\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel grande luna park elettorale, tra funamboli, illusionisti e fattucchiere cominciano a delinearsi nell\u2019ombra, sotto traccia, alcuni punti fermi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I PROTAGONISTI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Matteo Renzi<\/strong> all\u2019avvio della campagna elettorale sceglie di incontrare in Europa Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica Francese nonch\u00e9 fondatore di \u201cEn Marche\u201d e in Spagna Albert Rivera, Presidente di Ciudadanos ed emulo spagnolo di Macron. Due leader affermatisi sulle ceneri dei partiti repubblicano e popolare e soprattutto di quelli socialisti dei rispettivi paesi. Non \u00e8 un caso. Renzi dimentica di incontrare i leader superstiti del Partito Socialista Europeo. Tra i transfughi della diaspora socialista europea avrebbe potuto scegliere in una vasta gamma di esponenti di successo. L\u2019ultimo \u00e8 il rieletto Presidente Ceko Milos Zeman, dalle propensioni filorusse e particolarmente tiepido verso NATO e UE. Con ogni evidenza non \u00e8 certamente questo il cerchio di amicizie ambito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attenta selezione delle candidature non \u00e8 la sanzione definitiva del PdR, del partito personale di Renzi. \u00c8 una interpretazione troppo riduttiva. Il Rottamatore ha semplicemente e definitivamente liquidato la componente di derivazione pciista e con essa le corrispondenti modalit\u00e0 di militanza e di decisione, le prassi di formazione della classe dirigente ad essa legate. Un processo avviato consapevolmente con l\u2019avvento di Veltroni e conclusosi irrimediabilmente con la recente scissione in seno al PD.\u00a0 \u00c8 soprattutto la scelta obbligata necessaria a rendere possibile una svolta ben pi\u00f9 radicale e per questo Renzi \u00e8 disposto a sacrificare il residuo voto di sinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello da imitare \u00e8 quello di Macron, ma le condizioni di applicazione sono ormai largamente compromesse. A differenza dello \u201cJupiteriano\u201d, il Monarca di Rignano dovrebbe assumere la duplice improbabile veste di rifondatore del Partito Democratico e nell\u2019eventualit\u00e0 di suo liquidatore in un contesto di grave logoramento della sua credibilit\u00e0. Macron ha potuto assecondare rapidamente l\u2019operazione di destabilizzazione dei partiti tradizionali e di rinnovamento radicale della rappresentanza perch\u00e9 aveva ed ha il sostegno e la copertura di solidi centri di potere ed amministrativi, a cominciare dall\u2019ENA, i quali gli garantiscono la piena copertura e funzionalit\u00e0 nell\u2019esercizio delle prerogative. In Italia i centri di potere sono molto pi\u00f9 frammentati e meno efficaci; buona parte di essi sono per di pi\u00f9 apertamente eterodiretti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La visione europeista di Macron pu\u00f2 offrire ai francesi il miraggio di una guida condominiale francotedesca della UE con pari dignit\u00e0; una guida che per perpetuarsi prevede l\u2019ulteriore sacrificio della terza potenza economica del continente, l\u2019Italia. L\u2019europeismo di Renzi di conseguenza rischia di ricadere nella solita cortina retorica necessaria a nascondere l\u2019accettazione supina delle politiche pi\u00f9 deleterie. Il recente incontro di Macron a Roma non ha fatto che confermare questa propensione anche nei passaggi in cui si sono spacciati come decisioni comunitarie alcuni atti unilaterali del Governo Italiano in materia di immigrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In buona sostanza Renzi tre anni fa poteva ambire al ruolo di capitano e di timoniere; oggi fatica a mantenere il ruolo di capitano, avendo perso prestigio ed autorevolezza tra l\u2019equipaggio e sicuramente ha perso il ruolo di timoniere ormai nelle mani del navigatore pi\u00f9 esperto e smaliziato, Berlusconi, sempre che disponga delle forze necessarie.\u00a0<a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/11\/12\/revival-berlusconi-si-berlusconi-no-_-di-giuseppe-germinario\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/11\/12\/revival-berlusconi-si-berlusconi-no-_-di-giuseppe-germinario\/\u00a0 \u00a0<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/11\/12\/revival-berlusconi-si-berlusconi-no-_-di-giuseppe-germinario\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2016\/10\/19\/i-paradossi-del-referendum-di-giuseppe-germinario\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il profilo di Berlusconi<\/strong> pu\u00f2 in effetti rappresentare la luce necessaria ad alimentare le speranze di sopravvivenza del Rottamatore a sua volta ormai a rischio di rottamazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche l\u2019ex-Cavaliere ha iniziato praticamente la campagna elettorale andando in Europa, pi\u00f9 precisamente presso i vertici della UE e del PPE (Partito Popolare Europeo). \u00c8 andato a garantire il pieno rispetto dei vincoli e degli accordi sottoscritti. Un impegno perfettamente in linea con il Berlusconi conosciuto negli ultimi dieci anni, quello dell\u2019intervento in Libia, del Governo Monti, del sostegno surrettizio ai successivi governi di centrosinistra. In effetti \u00e8 riuscito a \u201ccadere in piedi\u201d, con qualche pesante umiliazione personale, ma senza necessit\u00e0 di rialzarsi. Un impegno che stride fortemente con i proclami del principale alleato di coalizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pi\u00f9 affezionati alle classiche logiche di schieramento lo ritengono pi\u00f9 che altro un sotterfugio teso soprattutto a guadagnare tempo nei confronti del vecchio establishment europeista. Potrebbe anche essere; ma sarebbe un\u2019attesa confidata esclusivamente all\u2019eventuale successo di una politica estera americana tesa a dissestare completamente l\u2019attuale Unione Europea. Un successo ancora del tutto ipotetico ma che di per s\u00e9 rappresenterebbe assolutamente non una garanzia, ma una semplice opportunit\u00e0 per l\u2019Italia di acquisire un ruolo pi\u00f9 autonomo e spregiudicato. Ad una condizione imprescindibile: disporre di una classe dirigente idonea ed attrezzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il curriculum di Berlusconi, con i suoi voltafaccia, anche terribilmente meschini negli ultimi otto anni, ha dimostrato di essere piuttosto di tutt\u2019altra pasta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il programma sottoscritto dai tre leader del centrodestra si presta, come naturale tra forze ormai cos\u00ec eterogenee, a varie interpretazioni; oltre al contenuto, per\u00f2, offre la possibilit\u00e0 di giocare anche e soprattutto sui tempi. L\u2019esito delle elezioni determiner\u00e0 sicuramente le modalit\u00e0 dello scontro interno al centrodestra ma quello che appare certo \u00e8 che si assister\u00e0 ad una guerra di logoramento piuttosto che a un rapido conflitto risolutivo interno allo schieramento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La compagine \u00e8 destinata quindi a diventare l\u2019epicentro di un movimento tellurico che riprodurr\u00e0 schieramenti pi\u00f9 corrispondenti al nocciolo dei problemi politici. Una faglia destinata ad attraversare i tre partiti ma che potrebbe estendersi anche ai nuovi arrivati del M5S. Al momento il protrarsi delle ambiguit\u00e0 non fa che rallentare il processo di decomposizione del Partito Democratico e offrirgli qualche ulteriore chance per presentarsi come il paladino esclusivo dell\u2019attuale Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La candidatura di Alberto Bagnai nella Lega \u00e8 il segno evidente di questa divaricazione e delle intenzioni bellicose, come pure le continue stizzite puntualizzazioni di Salvini<\/strong> tese a correggere le forzature di Berlusconi. Intenzioni, per la verit\u00e0,\u00a0 rese meno praticabili dal pesante intervento giudiziario sui conti del partito. Altre volte le vicende italiche ci hanno trascinato in ingloriose conversioni badogliane; ma pi\u00f9 il dibattito si accende e si focalizza su questioni che vanno al di l\u00e0 di mere politiche redistributive, pi\u00f9 gli eventuali voltafaccia costerebbero caro ai funamboli. Su questo Berlusconi ha ben poco da perdere e la sua funzione di traghettatore verso una opzione macronista sar\u00e0 sempre pi\u00f9 evidente. Per Salvini e Meloni il prezzo sarebbe decisamente salato ed un eventuale scambio tra una politica redistributiva di facciata ed antiimmigrazionista e un cedimento sulla Unione Europea e sulla NATO sarebbe insufficiente a salvaguardarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimane il problema di una evidente sottovalutazione delle implicazioni complesse e rischiose di una scelta coerentemente antiUE ed antiestablishment dominante; una questione che si \u00e8 infranta pi\u00f9 volte sugli scogli dell\u2019effettivo controllo delle leve di potere, ma che si potr\u00e0 porre con pi\u00f9 determinazione e precisione una volta semplificati gli schieramenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>GLI APPARENTI OUTSIDER<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dalla mappa \u00e8 rimasto sino ad ora fuori il M5S,<\/strong> il movimento sul quale si stanno concentrando i consensi e le attenzioni di buona parte degli indignati, dei moralisti e degli scontenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi ultimi trenta anni la denuncia e l\u2019azione ossessiva contro la corruzione non hanno portato niente di buono al paese. Ha distrutto una classe dirigente decadente, in piccola parte legata ad una migliore difesa degli interessi nazionali, surrogata da un\u2019altra senza alcun serio radicamento in interessi forti e strategici del paese. Si \u00e8 trattato di un\u2019onda partita puntualmente da iniziative di precisi centri di potere statunitensi, compreso un centro anticorruzione fondato da una quarantina di giornalisti quasi tutti legati al Partito Democratico americano utile a destabilizzare gli scenari politici di mezzo mondo e che ha saputo raccogliere un discreto consenso in gran parte dei casi. Il M5S \u00e8 stato il catalizzatore ultimo di questo stato d\u2019animo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qui una collaborazione strisciante con gli ambienti istituzionali che hanno gestito e assecondato questi processi. A questo aggiunge una politica ambientalista che d\u00e0 per scontato l\u2019applicazione su larga scala industriale di tecnologie dubbie o che richiederanno programmi di investimento ultradecennali ed una politica redistributiva fondata su un reddito minimo garantito utile a coltivare una plebe precaria e l\u2019assistenzialismo piuttosto che una comunit\u00e0 di produttori. I programmi di accompagnamento all\u2019occupazione sono dei meri slogan che poggiano su dei falsi reiterati da anni come quello che segnala che la disoccupazione sia un problema di sfasamento tra qualificazione dell\u2019offerta e qualificazione della domanda di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un problema che riguarda solo poche centinaia di migliaia di opportunit\u00e0 rispetto alla marea di milioni di persone, anche qualificate, disoccupate e sottopagate. Sono solo tre aspetti, oltre alla improvvisa conversione sulla politica europeista, di un programma dai contenuti prevalentemente demagogici ed enunciativi. Beppe Grillo del resto lo aveva detto chiaramente, un paio di anni fa. Il suo movimento era nato per contenere nell\u2019alveo democratico, tradotto nell\u2019attuale sistema partitico e consociativo, un movimento che poteva assumere connotati radicali e sovranisti. Un cambiamento serio non pu\u00f2 quindi che partire da una crisi anche di questo movimento in modo che anche gli \u201conesti\u201d comincino a guardare ad altre parti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>UNA QUESTIONE STRATEGICA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sole24Ore del 21 gennaio titolava, a proposito della campagna elettorale: \u201dEconomia reale e industria a bassa priorit\u00e0 per i partiti\u201d. Solo Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo Economico e Marco Bentivogli, sindacalista della CISL in un articolo <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/commenti-e-idee\/2018-01-11\/un-piano-industriale-l-italia-competenze-222533.shtml?uuid=AEcQ5JgD\">http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/commenti-e-idee\/2018-01-11\/un-piano-industriale-l-italia-competenze-222533.shtml?uuid=AEcQ5JgD<\/a> si sono soffermati lungamente sull\u2019argomento. Lo hanno fatto per\u00f2 con tutti i limiti di una politica industriale del tutto indifferente al vero e proprio esodo all\u2019estero del controllo e della propriet\u00e0 delle maggiori e medie realt\u00e0 industriali del paese e di incentivazione nella sua totalit\u00e0 senza alcuna selezione dei settori strategici. Aspetti gi\u00e0 segnalati in questo articolo <a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/01\/22\/203\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2017\/01\/22\/203\/<\/a> . E infatti, ad oltre un anno di distanza, il Ministro vanta il grande successo degli investimenti nei vari settori industriali e lamenta un insufficiente sviluppo della ricerca, della ricerca applicata e della nascita e sviluppo di start-up qualificate. Calenda presenta il dato come un semplice accidente risolvibile con ulteriori finanziamenti ed una migliore organizzazione dei \u201ccompetence center\u201d e dei centri di ricerca universitari. Vedasi il suo intervento al per altro interessante convegno a Napoli del 11 gennaio scorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 si tratta di un limite strutturale legato alla ormai quasi totale assenza di adeguate piattaforme industriali nazionali necessarie a favorire la nascita, lo sviluppo e il consolidamento delle attivit\u00e0 sperimentali. La conseguenza \u00e8 che nel migliore dei casi la ricerca e il rischio delle scarse applicazioni industriali sono a carico degli investimenti pubblici e privati nazionali, il pi\u00f9 sicuro e remunerativo consolidamento finisce in mano alle grandi piattaforme industriali straniere. Uno degli ultimi esempi riguarda l\u2019ECM, azienda operante nell\u2019alta tecnologia ferroviaria, un settore nel quale era presente, sino a pochi mesi fa e da diversi decenni Finmeccanica <a href=\"http:\/\/iltirreno.gelocal.it\/pistoia\/cronaca\/2018\/01\/05\/news\/ecm-diventa-americana-arriva-caterpillar-1.16315568\">http:\/\/iltirreno.gelocal.it\/pistoia\/cronaca\/2018\/01\/05\/news\/ecm-diventa-americana-arriva-caterpillar-1.16315568<\/a> . Per il resto il dibattito \u00e8 tuttora assente a parte qualche vaga enunciazione sul mantenimento del controllo delle aziende strategiche fatta da Salvini e Meloni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 vero che i bacini elettorali sono considerati ormai un mercato segmentato secondo semplici e sofisticate tecniche di comunicazione e costituiti da cittadini consumatori piuttosto che da cittadini partecipi e produttori del bene comune. La politica industriale, nei suoi particolari, deve avere necessari caratteri di riservatezza. Essa, comunque, rappresenta uno dei pilastri imprescindibili sui quali costruire non solo il benessere di una comunit\u00e0, ma anche la forza e la autorevolezza di una nazione organizzata in uno stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019assenza di dibattito sul tema rivela le reali intenzioni di uno degli schieramenti che si andranno a formare dopo le elezioni, ma anche le debolezze intrinseche che l\u2019altro dovr\u00e0 superare pena l\u2019estinzione o il trasformismo pi\u00f9 deleterio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi paiono i tre aspetti sinora emersi nel dibattito. Si spera che la convulsione dei prossimi giorni aiuti a farne emergere altri ancora pi\u00f9 dirimenti. Si vedr\u00e0. Rimangono nell\u2019ombra, nell\u2019articolo altre forze politiche. Tra esse \u201cLiberi e Uguali\u201d. Il simbolo pi\u00f9 evidente della decadenza e dell\u2019estinzione di una classe dirigente, ma non per questo meno importanti. Non mancher\u00e0 l\u2019occasione di parlarne. Nel frattempo andate a leggervi il programma. Non sembrano crederci nemmeno loro.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/31\/a-carte-coperte_-renzi-berlusconi-di-maio-salvini-al-5-marzo-di-giuseppe-germinario\/\">http:\/\/italiaeilmondo.com\/2018\/01\/31\/a-carte-coperte_-renzi-berlusconi-di-maio-salvini-al-5-marzo-di-giuseppe-germinario\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ITALIA E IL MONDO (Giuseppe Germinario) &nbsp; Nel grande luna park elettorale, tra funamboli, illusionisti e fattucchiere cominciano a delinearsi nell\u2019ombra, sotto traccia, alcuni punti fermi. 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