{"id":38580,"date":"2018-02-04T08:00:51","date_gmt":"2018-02-04T07:00:51","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38580"},"modified":"2018-02-03T03:22:24","modified_gmt":"2018-02-03T02:22:24","slug":"politica-monetaria-o-fiscale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38580","title":{"rendered":"Politica monetaria o fiscale?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di RETE MMT<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"entry-meta\">\n<div class=\"meta-item comments\"><\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"meta-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-vce-lay-a size-vce-lay-a wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Politica-monetaria-o-fiscale-810x540.jpg\" sizes=\"(max-width: 810px) 100vw, 810px\" srcset=\"http:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Politica-monetaria-o-fiscale.jpg 810w, http:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Politica-monetaria-o-fiscale-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Politica-monetaria-o-fiscale-768x512.jpg 768w\" alt=\"Politica monetaria o fiscale?\" width=\"810\" height=\"540\" \/><\/div>\n<div class=\"meta-author\">\n<div class=\"meta-author-img\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo\" src=\"http:\/\/www.retemmt.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Gianluca-Campo.png\" alt=\"Gianluca Campo\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/div>\n<div class=\"meta-author-wrapped\">di <span class=\"vcard author\"><span class=\"fn\"><a href=\"http:\/\/www.retemmt.it\/autore\/gianlucacampo\/\">Gianluca Campo<\/a><\/span><\/span><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<h4>Una critica all\u2019operato delle istituzioni monetarie e fiscali<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le contromisure messe in campo dai governi dell\u2019Eurozona e dalla Banca Centrale Europea per fronteggiare l\u2019attuale crisi economica non sembrano ad oggi aver raggiunto il traguardo dell\u2019efficacia, nonostante siamo ormai prossimi al decimo anno di crisi. In questi anni \u00e8 stato fortemente sostenuto da parte delle istituzioni sopraddette il ruolo della politica monetaria come strumento per risollevare le sorti dell\u2019economia europea. La BCE, responsabile della conduzione di tale politica per quei Paesi che adottano l\u2019euro, ha messo in campo una serie di operazioni non convenzionali divenute celebri con il nome di \u201cQuantitative Easing\u201d. Le principali tra queste riguardano gli <strong>acquisti su larga scala di titoli pubblici e privati<\/strong> per opera della banca centrale. Tramite questo tipo di misura, il portafoglio del settore privato viene modificato in conseguenza del fatto che la BCE accredita al sistema bancario un ammontare di liquidit\u00e0 pari al valore dei titoli di cui essa entra in possesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo di tale operazione \u00e8 stato strettamente legato da Mario Draghi al <strong>tentativo di ripresa dell\u2019inflazione<\/strong> ed al <strong>tentativo di aumento del credito bancario<\/strong>. Se questi erano gli effetti sperati, quelli ottenuti se ne sono notevolmente distanziati: la dinamica dei prezzi rimane tutt\u2019ora inchiodata, a tal punto che la BCE sta fallendo l\u2019obiettivo assegnatole per mandato di portare il tasso di inflazione ad un livello \u201cprossimo ma inferiore al 2%\u201d, e neanche l\u2019andamento del credito bancario sta rispondendo positivamente alle operazioni effettuate dall\u2019istituto di Francoforte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 quindi necessario rivolgere una critica a quanto sostenuto a gran voce dalle istituzioni in questi anni<\/strong>: la politica monetaria e le relative operazioni, aventi funzione la gestione dei tassi di interesse, di per s\u00e9 non riescono ad attivare la spesa all\u2019interno dell\u2019economia, e n\u00e9 tanto meno l\u2019enorme presenza di liquidit\u00e0 all\u2019interno del sistema bancario pu\u00f2 condizionare in qualche modo l\u2019erogazione del credito bancario alla clientela. La base empirica di questi anni dimostra pertanto che le ricette economiche fondate esclusivamente sul conseguimento di una politica monetaria accomodante non possono riuscire a produrre un miglioramento delle condizioni economiche. La partita non \u00e8 per\u00f2 finita qui, considerando che la macroeconomia fornisce anche strumenti di politica fiscale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019ultima, riguardando il complesso delle decisioni di spesa pubblica e di tassazione stabilite dal settore pubblico, presenta un\u2019incidenza diretta sulla situazione finanziaria netta del settore in cui imprese e famiglie appartengono. Infatti, uno stimolo fiscale sotto forma di un disavanzo delle finanze pubbliche, ottenuto in particolare tramite una diminuzione delle tasse congiuntamente ad un aumento della spesa pubblica, porta di riflesso ad un immediato surplus nel conto finanziario del settore privato. Ed in questo la contabilit\u00e0 \u00e8 molto chiara: un <strong>aumento della spesa pubblica<\/strong> comporta un equivalente incremento delle entrate del settore privato, cos\u00ec come una <strong>diminuzione della tassazione<\/strong> porta ad una riduzione delle uscite dello stesso settore, <strong>con il risultante aumento del risparmio netto privato<\/strong>. L\u2019aumento di risorse finanziare di cui imprese e famiglie potranno godere si tradurrebbe in un miglioramento della situazione reddituale degli agenti economici, portando i consumatori ad accrescere le proprie spese e le aziende ad aumentare le relative vendite e ad assumere maggior personale, per fornire un\u2019offerta che soddisfi l\u2019accresciuta domanda di beni e servizi a loro rivolta. <strong>Investimenti privati e rilancio dell\u2019occupazione troverebbero qui terreno fertile<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, a differenza della politica monetaria che fa leva sul tasso di interesse, cio\u00e8 sul costo del denaro, al fine di attivare la spesa all\u2019interno dell\u2019economia, la politica fiscale \u00e8 lo strumento che riesce direttamente a condizionare il volume di risorse finanziarie cui imprese e famiglie possono disporre. <strong>Pertanto, la diminuzione della tassazione e l\u2019aumento della spesa pubblica sono le vie maestre per far tornare il tessuto economico a respirare<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene le soluzioni tecniche e teoriche non manchino, la volont\u00e0 politica di farne buon uso non si scorge all\u2019orizzonte. Infatti, i trattati europei cui i governi hanno deciso di vincolarsi, impediscono un utilizzo della politica fiscale in un\u2019ottica di piena occupazione e stabilit\u00e0 dei prezzi, condannando la societ\u00e0 economica all\u2019austerit\u00e0 e, di conseguenza, alla morte per asfissia.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.retemmt.it\/politica-monetaria-fiscale\/\">http:\/\/www.retemmt.it\/politica-monetaria-fiscale\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di RETE MMT di Gianluca Campo Una critica all\u2019operato delle istituzioni monetarie e fiscali Le contromisure messe in campo dai governi dell\u2019Eurozona e dalla Banca Centrale Europea per fronteggiare l\u2019attuale crisi economica non sembrano ad oggi aver raggiunto il traguardo dell\u2019efficacia, nonostante siamo ormai prossimi al decimo anno di crisi. 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