{"id":38659,"date":"2018-02-07T09:00:06","date_gmt":"2018-02-07T08:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38659"},"modified":"2018-02-05T21:53:42","modified_gmt":"2018-02-05T20:53:42","slug":"altro-che-eni-serve-una-societa-pubblica-al-100-per-lenergia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38659","title":{"rendered":"Altro che ENI, serve una societ\u00e0 pubblica al 100% per l&#8217;energia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MICRO MEGA (Giuliano Garavini)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi mesi siamo bombardati dalle pubblicit\u00e0 di ENI che ci spiegano come si stia impegnando a produrre &#8220;biodiesel&#8221; dalle bucce di banana. L&#8217;ennesimo Ministro alle energie fossili, Carlo Calenda, ci ha recentemente voluto far credere che <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2017\/12\/12\/austria-esplosione-un-terminal-del-gas-un-morto-e-18-feriti-calenda-rischio-forniture-e-stato-di-emergenza\/4033633\/https:\/www.ilfattoquotidiano.it\/2017\/12\/12\/austria-esplosione-un-terminal-del-gas-un-morto-e-18-feriti-calenda-rischio-forniture-e-stato-di-emergenza\/4033633\/\">rischiamo il congelamento per un&#8217;interruzione di qualche ora della fornitura di gas russo<\/a>. Queste sono le #<em>fakenews<\/em>.<\/p>\n<p>Veniamo alle #<em>realnews<\/em>. L&#8217;ENI \u00e8 un acronimo per Ente Nazionale Idrocarburi. Investe praticamente solo in estrazione, raffinazione e distribuzioni di idrocarburi. Recentemente ha perfino ritenuto opportuno cercare petrolio <a href=\"https:\/\/ilsalvagente.it\/2017\/11\/29\/trump-regala-a-eni-le-prime-trivellazioni-in-mar-artico\/\">accanto agli orsi polari nell&#8217;Artico<\/a>. Quanto a Calenda, <a href=\"http:\/\/www.qualenergia.it\/articoli\/20170329-gasdotto-tap-ma-almeno-ci-serve\">l&#8217;Italia non ha alcun bisogno del nuovo gasdotto TAP<\/a>che porter\u00e0 in Italia il gas che arriva dall&#8217;Azerbaigian: abbiamo una capacit\u00e0 di importazione di circa 140 mld di metri cubi l&#8217;anno a fronte di un consumo di 70,9 mld, in constante calo dal 2005. Tra <a href=\"http:\/\/atlanteitaliano.cdca.it\/conflitto\/terminale-galleggiante-per-la-rigassificazione-di-gnl-di-livorno\">rigassificatori mai entrati in funzione<\/a>, metano che arriva dalla Libia, dall&#8217;Algeria e dalla Siberia, il tutto combinato con la tendenza alla riduzione dei consumi, non sappiamo pi\u00f9 <em>a chi da&#8217; i <\/em>resti, come si dice a Roma.<\/p>\n<p>Invece della dieta fossile prescritta da ENI e Calenda andrebbero preparate ben altre pietanze. Un buon antipasto sarebbe bloccare ogni nuova ricerca di idrocarburo (<a href=\"http:\/\/fr.euronews.com\/2017\/12\/19\/la-france-abandonnera-la-production-d-hydrocarbures\">come in Francia<\/a>) e raddoppiare le royalties su gas e petrolio estratti in Italia. Il piatto forte sarebbe invece<em> la vendita della quota statale di ENI, <strong>vincolando per\u00f2, <\/strong>e questo \u00e8 cruciale<strong>,<\/strong> i ricavati (oltre 16 miliardi di euro) alla creazione di una societ\u00e0 totalmente pubblica che investa in rinnovabili, tecnologie &#8220;verdi&#8221;, e risparmio energetico<\/em>.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dico che serve una societ\u00e0 totalmente pubblica per l&#8217;energia (rinnovabile)?<\/p>\n<p><strong>In primo luogo perch\u00e9 consentirebbe allo Stato italiano di svincolarsi, sia politicamente che economicamente (ma anche culturalmente), dall&#8217;abbraccio mortale delle aziende petrolifere<\/strong>.<\/p>\n<p>Pensiamo alla pi\u00f9 significativa di queste aziende italiane. <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/da-mattei-ai-giorni-doggi-il-tracollo-del-modello-eni\/\">L&#8217;ENI di oggi non ha nulla a che fare con l&#8217;ENI totalmente pubblica fondata da Enrico Mattei.<\/a> Quella era una societ\u00e0 statale creata con l&#8217;obiettivo di emancipare l&#8217;Italia dal Cartello delle multinazionali anglo-americane, per poi vendere gas e petrolio agli italiani a prezzi inferiori rispetto a quelli del Cartello. Almeno dagli anni &#8217;70 non esiste pi\u00f9 un Cartello petrolifero: esistono una molteplicit\u00e0 di attori (i pi\u00f9 importanti dei quali sono probabilmente le societ\u00e0 nazionali dei Paesi produttori) che operano in un mercato internazionale dove c&#8217;\u00e8 una sovrabbondanza di greggio. L&#8217;ENI di oggi, privatizzata dal 1995 con lo Stato come azionista di maggioranza, \u00e8 indistinguibile per il suo <em>modus operandi<\/em> dalle altre multinazionali.<\/p>\n<p>Se <em>ENI non si distingue dalle altre multinazionali, in compenso ci crea pi\u00f9 di un problema mentre cerca di arraffare idrocarburi in mezzo mondo, anche grazie al peso spropositato che essa esercita sulla politica estera italiana<\/em>.<\/p>\n<p>Il Primo ministro <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2017-11-27\/italia-angola-gentiloni-firmati-due-accordi-eni-sonangol-125246.shtml?uuid=AEAlwrID\">Paolo Gentiloni si \u00e8 fatto recentemente accompagnare dall&#8217;amministratore delegato ENI Claudio Descalzi in tutte le sue tappe del recente viaggio<\/a> per rilanciare le sempre pi\u00f9 cruciali relazioni tra Italia e Africa. Se quel che \u00e8 certo \u00e8 che l&#8217;ENI ha fatto affari d&#8217;oro, \u00e8 altrettanto vero che i suoi interessi commerciali coincidano totalmente con le priorit\u00e0 italiane?<\/p>\n<p>Pensiamo all&#8217;Egitto. L\u00ec il nostro interesse ad ottenere con ogni mezzo la verit\u00e0 sull&#8217;omicidio Regeni si scontra con le priorit\u00e0 di un&#8217;azienda che ha effettuato la madre di tutti i suoi investimenti (11 mld di euro) nel <a href=\"https:\/\/www.eni.com\/en_IT\/media\/2017\/12\/eni-begins-producing-from-zohr-the-largest-ever-discovery-of-gas-in-the-mediterranean-sea\">giacimento di gas egiziano di Zhor<\/a>, proclamandosi partner strategico del governo Al Sisi. Pensiamo alla Nigeria. L\u00ec ENI \u00e8 accusata dalla magistratura italiana di aver pagato la madre di tutte le tangenti (1,2 mld di euro, la pi\u00f9 alta mai pagati nel mondo) per accaparrarsi il gigantesco <a href=\"http:\/\/saharareporters.com\/2017\/12\/04\/how-royal-dutch-shelleni-cheated-nigeria-shell-emails-reveal-malabus-opl-245-was-awarded\">giacimento petrolifero offshore OPL 245<\/a>, con la duplice conseguenza che non un soldo \u00e8 arrivato nelle tasche dello Stato nigeriano, e che la concessione ENI viola norme del diritto nigeriano che prevedono che almeno il 60% della propriet\u00e0 di ogni giacimento debba restare in mani nigeriane (mentre ENI se l&#8217;\u00e8 spartito al 50\/50 con Shell). L&#8217;interesse dell&#8217;Italia in Nigeria non sarebbe piuttosto quello di consentire ai Stato nigeriano di ricavare pi\u00f9 soldi possibile dallo sfruttamento delle proprie risorse naturali in modo da rendere pi\u00f9 efficace il contrasto al fondamentalismo islamico e contenere i fenomeni migratori (proprio dalla Nigeria provengono la maggior parte dei migranti africani in Italia)?<\/p>\n<p>L&#8217;<em>ENI provoca poi danni ambientali in Italia<\/em>, come quello di gravit\u00e0 inaudita dovuto allo <a href=\"http:\/\/www.acquaepetrolio.it\/2018\/01\/13\/155\/\">sversamento di 400 tonnellate di greggio dal Centro Oli Val D&#8217;agri<\/a> che minacciano l&#8217;invaso del lago Pertusillo in Basilicata. Si batte <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/referendum-contro-le-trivelle-le-narrazioni-tossiche-smontate-punto-per-punto\/\">con tutta la forza dei suoi lobbisti<\/a> affinch\u00e9 non vengano aumentate le royalties sull&#8217;estrazione degli idrocarburi e perch\u00e9 non vengano rinegoziate le sue concessioni di gas in Adriatico. <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/4de8e4fc-f62b-11e7-88f7-5465a6ce1a00\">La citt\u00e0 di New York sta ritirando pi\u00f9 di 150 mld di dollari del suo fondo pensioni dagli investimenti in societ\u00e0 petrolifere, e minaccia contro di esse una causa miliardaria<\/a>in nome della lotta al cambiamento climatico. Lo Stato italiano favorirebbe mai una simile iniziativa, sapendo che qualsiasi multa si tradurrebbe in una perdita di valore della partecipazione statale in ENI, nonch\u00e9 di una drastica riduzione dei dividenti?<\/p>\n<p>Vendere la quota statale di ENI <em>non significherebbe certo mandare in malora un&#8217;impresa di grande importanza per il Paese; significherebbe solo svincolare gli interessi dello Stato italiano da quelli commerciali di ENI<\/em>. Quando ENI sar\u00e0 una societ\u00e0 totalmente privata, essa potr\u00e0 benissimo continuare a macinare profitti come (e magari meglio) delle altre multinazionali petrolifere, e anche l&#8217;italianit\u00e0 dell&#8217;azienda potr\u00e0 essere salvaguardata.<\/p>\n<p><strong>La seconda ragione per cui la creazione di una societ\u00e0 dell&#8217;energia totalmente pubblica \u00e8 auspicabile, \u00e8 insieme di carattere industriale e di sostegno ai consumatori<\/strong>.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 che investa solo nelle rinnovabili, nelle tecnologie verdi e nel risparmio energetico creerebbe in Italia migliaia di posti di lavoro in settori tecnologici del futuro, anche per i giovani laureati, cervelli in fuga costretti ad andare a trovare lavoro qualificato all&#8217;estero. Al contempo, non dovendo generare utili per i propri azionisti, potrebbe garantire agli utenti una riduzione della bolletta energetica, potendosi permettere di vendere energia praticamente a prezzo di costo. Sarebbe allo stesso tempo uno strumento pratico per rendere credibili gli impegni italiani alla riduzione delle emissioni di CO2 dall&#8217;utilizzo di combustibili fossili (incluso il gas), produrrebbe occupazione qualificata in Italia, e arrecherebbe benefici in bolletta ai consumatori italiani.<\/p>\n<p><strong>La terza ragione \u00e8 di carattere pi\u00f9 ampio, e riguarda la necessit\u00e0 di rilanciare il ruolo del pubblico, non solo come regolatore ma anche nella gestione diretta dei servizi. In altre parole: la necessit\u00e0 di ribaltare il paradigma neoliberale.<\/strong><\/p>\n<p>La liberalizzazione dei servizi come quelli dell&#8217;energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni lanciata negli anni &#8217;80 con il progetto del Mercato unico europeo, se ha consentito di alleggerire i bilanci pubblici e di arricchire l&#8217;esiguo numero dei gi\u00e0 ricchi (tipo i Benetton per Autostrade),<a href=\"http:\/\/www.corteconti.it\/export\/sites\/portalecdc\/_documenti\/controllo\/sez_centrale_controllo_amm_stato\/2010\/delibera_3_2010_g_relazione.pdf\"> ha per\u00f2 portato ad un aumento delle tariffe per gli utenti<\/a> e a scarsit\u00e0 di investimenti.<\/p>\n<p>Nel caso dell&#8217;energia il fallimento delle politiche di liberalizzazione e di privatizzazione, che hanno fatto sparire in tutta Europa le grandi societ\u00e0 totalmente pubbliche per trasformarle in societ\u00e0 per azioni, \u00e8 particolarmente evidente. Le bollette del gas e dell&#8217;elettricit\u00e0 sono <a href=\"http:\/\/www.strategie.gouv.fr\/sites\/strategie.gouv.fr\/files\/archives\/CGSP_Report_European_Electricity_System_030220141.pdf\">aumentate esponenzialmente<\/a> fino alla crisi del 2010; <a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/RegData\/etudes\/IDAN\/2015\/569982\/IPOL_IDA(2015)569982_EN.pdf\">per poi stabilizzarsi<\/a> (invece di calare come avrebbero dovuto) mentre crollavano i prezzi delle materie prime gas e petrolio, e mentre le economie europee entravano in recessione. In Italia, la notizia di questi giorni \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.strategie.gouv.fr\/sites\/strategie.gouv.fr\/files\/archives\/CGSP_Report_European_Electricity_System_030220141.pdf\">l&#8217;aumento di oltre il 5% delle tariffe di gas e elettricit\u00e0<\/a>, proprio mentre gli italiani avrebbero bisogno di pi\u00f9 soldi in tasca.<\/p>\n<p>Lo stesso indispensabile passaggio alle energie rinnovabili, e l&#8217;ancora pi\u00f9 necessario risparmio energetico, <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/statistics-explained\/index.php\/Consumption_of_energy\">procede a ritmi troppo lenti<\/a> perch\u00e9 i meccanismi di &#8220;mercato&#8221; &#8211; quali gli incentivi &#8211; non bastano ad invertire rapidamente la tendenza al predominio delle energie fossili. Se poi questi incentivi significano solo un aumento delle bollette o<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2017\/06\/10\/carburanti-meglio-una-carbon-tax-che-le-accise-sulla-guerra-in-etiopia\/3648381\/\">delle accise<\/a>, alla fine il risultato sar\u00e0 che i pi\u00f9 poveri pagheranno sempre di pi\u00f9 per contenere i cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>Del fatto che la progressiva scomparsa delle aziende totalmente pubbliche come erogatrici di servizi essenziali sia un problema e non una soluzione, cominciano ad accorgersi anche alcuni leader europei. Per esempio, il Governo scozzese ha gi\u00e0 previsto di creare una <a href=\"https:\/\/utilityweek.co.uk\/scottish-government-set-public-energy-company-2021\/\">societ\u00e0 energetica totalmente pubblica entro il 2021<\/a>. In Italia questo sarebbe pi\u00f9 facile che in Scozia perch\u00e9 le risorse potrebbero derivare da una vendita della quota statale di ENI. In questo modo, dopo la grande innovazione oramai sfiorita dell&#8217;ENI di Mattei, l&#8217;Italia potrebbe tornare ad essere all&#8217;avanguardia in Europa.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/altro-che-eni-serve-una-societa-pubblica-al-100-per-lenergia\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/altro-che-eni-serve-una-societa-pubblica-al-100-per-lenergia\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICRO MEGA (Giuliano Garavini) In questi mesi siamo bombardati dalle pubblicit\u00e0 di ENI che ci spiegano come si stia impegnando a produrre &#8220;biodiesel&#8221; dalle bucce di banana. L&#8217;ennesimo Ministro alle energie fossili, Carlo Calenda, ci ha recentemente voluto far credere che rischiamo il congelamento per un&#8217;interruzione di qualche ora della fornitura di gas russo. Queste sono le #fakenews. Veniamo alle #realnews. L&#8217;ENI \u00e8 un acronimo per Ente Nazionale Idrocarburi. 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