{"id":38692,"date":"2018-02-06T10:30:32","date_gmt":"2018-02-06T09:30:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38692"},"modified":"2018-02-06T09:13:42","modified_gmt":"2018-02-06T08:13:42","slug":"la-turchia-in-europa-solo-dopo-erdogan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38692","title":{"rendered":"La Turchia in Europa? Solo dopo Erdogan"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTRE FRONTIERA (Lucio Tirinnanzi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"post-header\">\n<div class=\"post-meta vcard\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Oltrefrontiera_Erdogan_UE-1280x640.jpg\" alt=\"La Turchia in Europa? Solo dopo Erdogan\" \/><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"post-wrap\">\n<div class=\"post-content entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Recep Tayyip Erdogan<\/strong>\u00a0\u00e8 tornato in Italia e a Citt\u00e0 del Vaticano per rispolverare il negoziato di adesione della Turchia all\u2019Unione Europea, che si \u00e8 congelato durante gli ultimi turbolenti anni al potere del premier e poi presidente turco. C\u2019\u00e8 una data, in particolare, che ha lasciato il segno nei rapporti diplomatici tra Ankara e Bruxelles. \u00c8 il 24 novembre 2016, quando il Parlamento europeo di Strasburgo ha votato con una maggioranza di 471 voti, contro 37 contrari e 107 astenuti, una risoluzione di condanna delle \u00ab<em>misure repressive sproporzionate<\/em>\u00bb adottate dal governo di\u00a0Erdogan\u00a0dopo il fallito golpe del 15 luglio antecedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quell\u2019occasione, la Turchia aveva dato vita a un gigantesco repulisti di oppositori e sospetti golpisti, che ha portato all\u2019arresto di decine di migliaia di persone\u00a0e alla rimozione di altrettante dai pubblici uffici. Le relazioni con l\u2019UE, spaventata da tale brutalit\u00e0, da allora sono precipitate. \u00ab<em>Negli ultimi due anni la Turchia si \u00e8 allontanata dai valori e dai principi dell\u2019Europa<\/em>\u00bb comment\u00f2 a caldo il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il voto di Strasburgo, anche se aveva carattere solamente simbolico, resta ancora oggi il principale ostacolo sul cammino \u2013 iniziato nel 2005 \u2013 di\u00a0adesione della Turchia all\u2019Unione Europea. Questo perch\u00e9 l\u2019UE non intende in alcun modo accettare un paese liberticida nel suo club esclusivo. Lo ha ribadito la stessa regina d\u2019Europa Angela Merkel, il cui paese ospita la pi\u00f9 grande comunit\u00e0 turca dell\u2019Unione, durante l\u2019ultima campagna elettorale: \u00ab<em>\u00e8 chiaro che sono favorevole all\u2019interruzione del negoziato di adesione della Turchia<\/em>\u00bb disse lo scorso settembre in diretta televisiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le motivazioni della Cancelliera erano e sono, appunto, di principio. Non solo perch\u00e9 in Turchia c\u2019\u00e8 stato un pugno eccessivamente duro nel post golpe, ma anche perch\u00e9 questo \u00e8 stato possibile grazie all\u2019esito del referendum costituzionale dell\u2019aprile 2016, che ha reso la Turchia uno stato marcatamente autoritario e il presidente turco un leader assolutista.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>La Turchia e la questione democratica<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Istituendo un sistema che concentra il potere esecutivo nelle mani del presidente e abolendo la figura del primo ministro, il referendum ha dato al capo dello stato in Turchia un potere immenso: eletto direttamente per due mandati da cinque anni (pi\u00f9 un terzo in caso di scioglimento anticipato della seconda legislatura), il presidente pu\u00f2 ora nominare e revocare ministri, alti funzionari dello stato, giudici, diplomatici e rettori universitari, e non \u00e8 pi\u00f9 obbligato a mantenere neutralit\u00e0 rispetto al proprio partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il che, come dimostrato dai successivi passi di Erdogan, consente al capo dello stato di decidere praticamente da solo ogni mossa. E questo, se non ne fa un dittatore, di certo per\u00f2 lo rende un autocrate. Considerato poi che il parlamento non vota pi\u00f9 la fiducia all\u2019esecutivo n\u00e9 ha potere di allentare o cancellare lo stato di emergenza (ci\u00f2 significa anche che, in teoria, l\u2019attuale presidente potrebbe restare al potere per un altro quindicennio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erdogan, dunque, oggi pu\u00f2 ricattare l\u2019Unione riaprendo il corridoio dei migranti che si ammassano ai confini del continente per raggiungere l\u2019Europa (Ankara ha\u00a0bloccato il flusso di rifugiati e immigrati clandestini\u00a0verso le frontiere dell\u2019Europa meridionale in cambio di aiuti per 3 miliardi di euro e della garanzia di libera circolazione dei suoi cittadini in Europa). Pu\u00f2 comprare armi e tecnologia militare dalla Russia in barba alla NATO, della quale pure fa parte. Pu\u00f2 invadere la Siria per fare piazza pulita dei curdi dai quali si sente minacciato. Pu\u00f2 voltare le spalle agli accordi economici con i paesi occidentali e guardare a organizzazioni di cooperazione economica alternative, come la <em>Shangai Cooperation Organization<\/em> (che include Russia, Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan). Pu\u00f2 usare l\u2019Islam come scusa per le proprie mire egemoniche nella regione mediorientale. Insomma, pu\u00f2 fare e disfare a proprio piacimento ogni accordo, senza o meglio in ragione del consenso elettorale.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>I tentativi conciliatori dell\u2019UE<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste perplessit\u00e0 non hanno per\u00f2 fermato quanti ritengono comunque necessario che la Turchia \u2013 partner economico di peso per Italia, Germania e molti altri paesi membri \u2013 non si allontani eccessivamente dal baricentro europeo. Federica Mogherini, ad esempio, Alto rappresentante dell\u2019Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (PESC), gi\u00e0 in occasione del voto di Strasburgo accus\u00f2 gli europarlamentari di aver chiuso con il loro voto \u00ab<em>un vitale canale di dialogo<\/em> [\u2026] <em>Dovremmo ora chiederci quali strumenti abbiamo a disposizione per aumentare e non per diminuire il nostro contributo sul processo di riforme della Turchia e della sua societ\u00e0<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se Lady PESC ha fatto spesso dell\u2019ideologia un prerequisito della propria azione diplomatica, in questo caso si \u00e8 dimostrata pragmatica e acuta, perch\u00e9 ha toccato un tasto molto importante. \u00c8 vero, infatti, che finch\u00e9 ci sar\u00e0 Recep Tayyip Erdogan al potere non sar\u00e0 possibile includere la Turchia nell\u2019Unione Europea, ma \u00e8 altrettanto vero che Erdogan non durer\u00e0 per sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, come ha ben sottolineato il giornalista di <em>France Inter<\/em> Bernard Guetta, \u00ab<em>ci\u00f2 che pare inconcepibile oggi non lo sar\u00e0 pi\u00f9 dopo l\u2019uscita di scena del presidente, dunque non possiamo compromettere il futuro. [\u2026]<\/em><em>L\u2019Europa ha bisogno della Turchia quanto la Turchia ha bisogno dell\u2019Europa, e anzich\u00e9 sbarrare le porte bisognerebbe preparare il futuro, non tanto l\u2019ingresso della Turchia in Europa ma l\u2019ingresso dell\u2019Europa in Turchia\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>La partita dirimente \u00e8 in Siria<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paese crocevia tra Asia centrale, Europa e Medio Oriente \u00e8 geopoliticamente strategico per i futuri rapporti di forza nella regione e nel Mediterraneo. Dunque, sbattere la porta in faccia a ogni negoziato potrebbe rivelarsi controproducente nel lungo periodo. Meglio, insomma, avvicinare all\u2019UE la Turchia, che lasciarla nelle mani della Russia e dei destini del Medio Oriente. Questo per\u00f2 richiede grande pazienza e un\u2019abile tessitura di rapporti diplomatici che guardino molto in avanti. Infatti, se \u00e8 vero che il presidente turco \u00e8 come tutto noi mortale, di certo con la nuova costituzione si \u00e8 garantito lustri di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, se la realt\u00e0 impone di non umiliare la Turchia, neanche \u00e8 opportuno abbracciare il suo attuale stile di governo. Almeno finch\u00e9 non saranno chiarite le dinamiche che sottendono al futuro della Siria, paese sul quale \u00e8 calata la notte e nei cui confronti la comunit\u00e0 internazionale sembra stranamente aver perso interesse. Mentre \u00e8 proprio l\u00ec che si trova la chiave interpretativa dei futuri rapporti dell\u2019Occidente con Ankara (e non soltanto). \u00c8, infatti, la Siria ad allontanare oggi la Turchia di Erdogan dall\u2019Unione Europea, dagli Stati Uniti e dalla NATO. E finch\u00e9 non si sar\u00e0 fatta chiarezza su questo, il presidente turco non pu\u00f2 sperare di avvicinarsi a Bruxelles pi\u00f9 di quanto non lo sia oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Probabilmente, la Turchia dovr\u00e0 rassegnarsi ad attendere che sia una nuova generazione a concludere il negoziato. Anche se, per dirla con la storica Hannah Arendt, \u00ab<em>persino il rivoluzionario pi\u00f9 radicale diventer\u00e0 un conservatore il giorno dopo la rivoluzione\u00bb.<\/em> Molto dipender\u00e0 dall\u2019eredit\u00e0 che lascer\u00e0 Erdogan al partito governativo AKP, il solo soggetto politico che potr\u00e0 determinare un cambio di percorso o un\u2019involuzione pericolosa. Per il momento, per\u00f2, dopo Erdogan c\u2019\u00e8 ancora Erdogan. E solo dopo di lui, forse, l\u2019Europa.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/erdogan-italia-papa-francesco\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/erdogan-italia-papa-francesco\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Lucio Tirinnanzi) &nbsp; &nbsp; Recep Tayyip Erdogan\u00a0\u00e8 tornato in Italia e a Citt\u00e0 del Vaticano per rispolverare il negoziato di adesione della Turchia all\u2019Unione Europea, che si \u00e8 congelato durante gli ultimi turbolenti anni al potere del premier e poi presidente turco. 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