{"id":38745,"date":"2018-02-08T10:30:50","date_gmt":"2018-02-08T09:30:50","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38745"},"modified":"2018-02-08T09:20:44","modified_gmt":"2018-02-08T08:20:44","slug":"white-flag-chi-sono-gli-eredi-dellisis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38745","title":{"rendered":"White Flag, chi sono gli &#8220;eredi&#8221; dell&#8217;ISIS"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> OLTRE FRONTIERA (Lucio Tirinnanzi)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-header\">\n<div class=\"post-meta vcard\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-thumbnail header\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/white-flags-screengrab_1-1280x640.jpg\" alt=\"White Flags, chi sono gli \u201ceredi\u201d dell\u2019ISIS\" \/><\/div>\n<div class=\"post-wrap\">\n<div class=\"post-content entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Una bandiera bianca con un leone rampante. \u00c8 il nuovo simbolo, criptico e per il momento poco reclamizzato, che ha iniziato a diffondersi nel nord dell\u2019Iraq e sotto il quale militano forze residue dello Stato Islamico e curde che sono state espulse dalle loro roccaforti. Sono i White Flags, una sigla ignota ai pi\u00f9, ma che inizia ad assumere dimensioni preoccupanti. La loro comparsa risale al dicembre 2017, quando miliziani bene armati hanno iniziato ad attaccare senza sosta lo stabilimento petrolifero di Jambur, nel nord dell\u2019Iraq e poco a sud di Kirkuk, giustappunto una delle ultime frontiere dell\u2019Iraq del dopo Califfato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019area, dopo la sconfitta dei miliziani dell\u2019ISIS, era passata prima sotto controllo curdo e poi ripresa manu militari dalle forze irachene lo scorso ottobre, durante l\u2019offensiva dei governativi contro il Kurdistan di Massoud Barzani, che ha pagato caro il referendum unilaterale per ottenere l\u2019indipendenza da Baghdad. Se attualmente il sogno dei curdi iracheni \u00e8 svanito, nessuno per\u00f2 riesce a impadronirsi della regione e dei suoi preziosi impianti. Alcuni dei quali, come appunto la struttura di Jambur, restano sotto attacco giornaliero da parte di questo nuovo e agguerrito gruppo militante, i cui membri si nascondono nelle aree desertiche e montagnose che si ergono nelle province settentrionali dell\u2019Iraq.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Chi sono i White Flags<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>I White Flags attaccano quasi tutti i giorni, di solito all\u2019alba e al tramonto. Hanno un sacco di armi, tra cui artiglieria e mortai. Sono un\u2019alleanza di ex militanti dello Stato Islamico e membri della mafia curda<\/em>\u00bb afferma Ali Ghazi Swaish al-Obeidi, comandante della Brigata Hashd al-Shaabi Jundil Imam, che \u00e8 responsabile per la sicurezza della struttura petrolifera di Jambur e degli altri oleodotti che trasportano petrolio dai giacimenti di Jambur alle principali stazioni di lavorazione della compagnia petrolifera nel nord di Kirkuk.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Obeidi si trova sulla prima linea di fuoco e sostiene che le milizie provengano principalmente dalla vicina citt\u00e0 di Tuz Khurmatu, dove il governo iracheno sta per lanciare una vasta operazione per ripulire l\u2019area dai ribelli. \u00ab<em>Sappiamo che ex membri dello Stato Islamico e della mafia curda combattono sotto questa bandiera bianca perch\u00e9, dopo la nostra pi\u00f9 grande battaglia qui contro di loro, abbiamo trovato una delle loro bandiere bianche<\/em>\u00bb ha riferito al network <em>Middle East Eye<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella che Obeidi chiama \u201cmafia curda\u201d \u00e8 pi\u00f9 precisamente una congerie di milizie locali indipendenti, che per\u00f2 sono ben distinte dai Peshmerga o da qualsiasi altra forza di sicurezza curda ufficiale, che a loro volta si stanno accordando con i governativi per liberare l\u2019area dalla loro presenza. I White Flags \u00ab<em>si comportano come terroristi<\/em>\u00bb ha riferito un\u2019altra fonte sul terreno. Secondo le stime dei governativi, sono almeno 500 i combattenti che si nascondono in montagna, ma il loro numero potrebbe anche raggiungere e forse superare le 1.000 unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Che cosa vogliono <\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo principale dei White Flags \u00e8 prendere il controllo delle strutture petrolifere, secondo uno schema gi\u00e0 visto ai tempi dell\u2019occupazione del Califfato, per proseguire nel contrabbando di petrolio che ha fruttato milioni di dinari allo Stato Islamico e a chi li ha preceduti, visto che \u00ab<em>sono 14 anni che i furti di petrolio vanno avanti<\/em>\u00bb dice Farid J Sadik al-Jadir, capo della <em>North Oil Company<\/em> di Kirkuk. I ladri usavano escamotage come l\u2019innesto nelle pipeline di piccoli tubi per estrarre parte del flusso di petrolio pompato negli oleodotti, riversandolo in camion o stoccandolo in campi che ancora sfuggono al controllo dei governativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo gli strateghi di Baghdad, i White Flags puntano ad aprirsi un corridoio strategico per ricongiungere la porzione di territorio da loro controllata intorno a Jambur con le montagne di Hamreen, nei pressi della citt\u00e0 di Hawija, dove si trovano gli ultimi avamposti dello Stato Islamico e dove oggi si nascondono i miliziani che sono riusciti a sfuggire alla cattura durante la liberazione della citt\u00e0 lo scorso ottobre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 lo scorso novembre, il comandante di Hashd al-Shaabi nella zona di Tuz Khurmatu, Ahmed Assad Cheirli, aveva predetto l\u2019emergere di entit\u00e0 militanti nella catena montuosa di Jambur. \u00ab<em>Ci sono diversi accampamenti dietro le montagne, uno \u00e8 un campo di addestramento dell\u2019ISIS chiamato Perkanna, dove sono ancora attivi molti dei loro membri e c\u2019\u00e8 almeno un altro campo l\u00ec, che ospita gli sfollati di 43 villaggi in questa zona che hanno sostenuto l\u2019ISIS<\/em>\u00bb rifer\u00ec sempre a <em>Middle East Eye<\/em>.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Fenomeno in crescita<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La novit\u00e0 rappresentata dai White Flags, in ogni caso, consiste nella strana \u2013 e forzata \u2013 alleanza curdi-sunniti: queste milizie radicali sono infatti favorite nella loro ascesa dal sostegno della popolazione locale un tempo soggetta al Califfato, che teme pi\u00f9 di ogni altra cosa i governativi iracheni e soprattutto gli sciiti stranieri che, dopo aver liberato le citt\u00e0 occupate, si sono resi responsabili di feroci ritorsioni sui civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019alleanza \u00e8 dunque strumentale alla loro sopravvivenza e risente sia della sconfitta patita sul campo da entrambe le anime indipendentiste e rivoluzionarie del nord Iraq, sia del peso della riorganizzazione della societ\u00e0 irachena stessa dopo che il paese \u00e8 andato in frantumi. Il futuro delle famiglie e degli ex appartenenti allo Stato Islamico, che erano e restano molti pi\u00f9 di quanto non si creda, rimane uno dei pi\u00f9 complessi problemi dell\u2019Iraq piagato dalla guerra civile, visto che per molti di loro non esiste pi\u00f9 una casa o una possibilit\u00e0 di pace sociale. Stesso destino incerto che si profila per i curdi. Anche per questo, c\u2019\u00e8 chi vede nei White Flags una speranza e un\u2019opportunit\u00e0 di rivalsa.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/white-flags-gli-eredi-isis-curdi-iraq\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/white-flags-gli-eredi-isis-curdi-iraq\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Lucio Tirinnanzi) &nbsp; Una bandiera bianca con un leone rampante. \u00c8 il nuovo simbolo, criptico e per il momento poco reclamizzato, che ha iniziato a diffondersi nel nord dell\u2019Iraq e sotto il quale militano forze residue dello Stato Islamico e curde che sono state espulse dalle loro roccaforti. Sono i White Flags, una sigla ignota ai pi\u00f9, ma che inizia ad assumere dimensioni preoccupanti. 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