{"id":38777,"date":"2018-02-10T11:00:00","date_gmt":"2018-02-10T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38777"},"modified":"2018-02-10T09:33:49","modified_gmt":"2018-02-10T08:33:49","slug":"la-tunisia-tra-i-finanziatori-del-terrorismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38777","title":{"rendered":"La Tunisia tra i finanziatori del terrorismo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTRE FRONTIERA (Esther Forlenza)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-header\">\n<div class=\"post-meta vcard\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-thumbnail header\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Oltrefrontiera_Tunisia_terroristi-1280x640.jpg\" alt=\"La Tunisia tra i finanziatori del terrorismo\" \/><\/div>\n<div class=\"post-wrap\">\n<div class=\"post-content entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La Tunisia \u00e8 stata inserita nella lista nera dei Paesi considerati ad alto rischio per il finanziamento al terrorismo e per riciclaggio di denaro. La decisione presa dall\u2019Europarlamento con 357 voti a sostegno della mozione, 283 voti contrari e 26 astensioni, riflette le differenti vedute dei parlamentari di Bruxelles oltre ad aprire una serie di interrogativi sulla reale efficacia delle politiche che gli Stati dell\u2019UE adottano nei confronti di Paesi considerati partner strategici quale \u00e8 sempre stata definita la Tunisia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le motivazioni a favore della mozione rimandano alle problematiche emerse negli anni seguiti alla promulgazione della nuova Costituzione tunisina, avvenuta nel 2014 a tre anni di distanza dalla fine del regime autocratico di Zine El Abdine Ben Ali. Negli anni immediatamente successivi la Tunisia \u00e8 stata bersaglio di due efferati attentati terroristici. Il 18 marzo del 2015 un commando di terroristi affiliati a ISIS ha attaccato il museo del Bardo, situato a fianco del parlamento, uccidendo 22 persone. Pochi mesi dopo, il 26 giugno, altre 38 persone hanno perso la vita in un attentato compiuto su una spiaggia della localit\u00e0 turistica di Port El Kantaoui, alle porte della citt\u00e0 di Sousse, e rivendicato sempre da ISIS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contemporaneamente, le organizzazioni terroristiche Ansar Al Sharia e Al Qaeda nel Maghreb islamico (AQIM) hanno continuato a fare propaganda nel Paese puntando soprattutto a fare breccia nei settori pi\u00f9 poveri della societ\u00e0 tunisina e a radicalizzare in particolare i pi\u00f9 giovani. Ci\u00f2 ha dimostrato che la minaccia terroristica in Tunisia \u00e8 impellente e attecchisce soprattutto nelle aree dell\u2019entroterra, dove i problemi economici e le disparit\u00e0 sociali sono maggiori e il messaggio progressista della nuova Costituzione pi\u00f9 debole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Il ruolo di Ennahda<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi anni a ritagliarsi un importante ruolo nel tentativo di far prevalere una nuova concezione dell\u2019Islam \u00e8 stato Ennahda, il Movimento della Rinascita. Il suo pi\u00f9 importante ispiratore, Rashid Ghannushi, ha infatti affermato la necessit\u00e0 abbandonare l\u2019idea di un \u201cislam politico\u201d e di abbracciare piuttosto l\u2019idea di una democrazia islamica. La Tunisia \u00e8 stata cos\u00ec definita un Paese \u201cislamicamente laico\u201d, vale a dire un Paese in cui la religione musulmana diviene un elemento che riguarda la sola sfera privata e non quella pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un\u2019intervista rilasciata qualche anno fa a <em>L\u2019Espresso,<\/em> Ghannushi ha dichiarato che \u00abgli <em>imam<\/em> in moschea non possono pi\u00f9 essere dei responsabili politici. L\u2019attivit\u00e0 nelle moschee va controllata e chi vuole diffondere il messaggio religioso si dovr\u00e0 staccare dal partito e fondare associazioni indipendenti che si occupino solo del messaggio religioso\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Le risposte del governo<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito degli attentati terroristici del 2015, come sottolineato anche dal centro di ricerca <em>ITSTIME<\/em> (Italian Team for Security, Terroristic Issues &amp; Managing Emergencies), il presidente della Repubblica Tunisina Beiji Caid Essebsi nel dichiarare lo stato di emergenza non ha solo concesso poteri speciali alla polizia e all\u2019esercito ma ha anche promosso una serie di campagne di sensibilizzazione per arginare l\u2019ondata del terrorismo e trasmettere all\u2019estero un\u2019immagine il pi\u00f9 possibile positiva del Paese. Tra queste le pi\u00f9 importanti sono state intitolate \u201cI will come to Tunisia this summer\u201d e \u201cTunisia I feel like\u201d. Queste iniziative, nel complesso, hanno dimostrato gli sforzi fatti dal governo per ripristinare la fiducia della comunit\u00e0 internazionale nei confronti della Tunisia circa la situazione della sua sicurezza interna e la funzionalit\u00e0 delle sue infrastrutture strategiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Le conseguenze della decisione dell\u2019UE<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019adozione della posizione comune 2001\/931\/PESC, l\u2019Unione Europea ha individuato i criteri per l\u2019inserimento di persone, gruppi e entit\u00e0 nell\u2019elenco dei terroristi e definito le azioni che costituiscono atti terroristici e le misure restrittive da applicare. Il Consiglio e il Parlamento europeo, ai sensi del regolamento n. 2580\/2001, hanno previsto il congelamento dei capitali e delle attivit\u00e0 finanziarie dei Paesi accusati di essere finanziatori del terrorismo. Successivamente, nel dicembre del 2017, \u00e8 stato raggiunto un accordo politico sulla modifica della direttiva antiriciclaggio 2015\/849. Con questo passaggio sono state previste nuove norme volte a evitare che il sistema finanziario di un Paese sia usato per sostenere attivit\u00e0 criminali e rafforzate le leggi sulla trasparenza per impedire l\u2019occultamento di fondi su vasta scala.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La decisione di includere la Tunisia nella lista nera dei Paesi ritenuti ad alto rischio di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo ha spaccato non solo l\u2019Europarlamento ma anche, pi\u00f9 in generale, la comunit\u00e0 internazionale. Ci sono numeri inequivocabili, come l\u2019altissimo numero di foreign fighters tunisini che hanno lasciato il Paese per andare a combattere al servizio di Al Qaeda o ISIS in Nord Africa e Medio Oriente. La preoccupazione espressa da molti Stati \u00e8 per\u00f2 che questo passaggio dell\u2019UE possa avere, gi\u00e0 nel breve periodo, delle ripercussioni negative sull\u2019intero processo di democratizzazione avviato nel post-rivoluzione del 2011 aggravando l\u2019instabilit\u00e0 dell\u2019intera area nordafricana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli occhi del governo tunisino questa decisione non pu\u00f2 pertanto che apparire immeritata alla luce degli sforzi compiuti sia per migliorare l\u2019assetto politico-sociale del Paese che per contenere i danni causati dall\u2019espansione del fenomeno terroristico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altronde, se le decisioni prese a Bruxelles sono queste, come si pu\u00f2 puoi parlare di promozione di un \u00abbuon vicinato\u00bb con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo?<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/tunisia-lista-nera-finanziatori-terrorismo\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/tunisia-lista-nera-finanziatori-terrorismo\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Esther Forlenza) &nbsp; La Tunisia \u00e8 stata inserita nella lista nera dei Paesi considerati ad alto rischio per il finanziamento al terrorismo e per riciclaggio di denaro. 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