{"id":38831,"date":"2018-02-11T21:52:19","date_gmt":"2018-02-11T20:52:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38831"},"modified":"2018-02-19T14:01:05","modified_gmt":"2018-02-19T13:01:05","slug":"programma-di-riconquistare-litalia-per-la-regione-lazio-la-sanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38831","title":{"rendered":"Programma di Riconquistare l\u2019Italia per la Regione Lazio: la sanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">[Dal programma della lista\u00a0<a href=\"http:\/\/www.riconquistarelitalia.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Riconquistare l\u2019Italia<\/strong><\/a>\u00a0per le elezioni regionali del 4 marzo 2018 &#8211; candidato Presidente\u00a0<a href=\"http:\/\/riconquistarelitalia.it\/stefano-rosati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Stefano Rosati<\/strong><\/a>]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019operazione \u00e8 perfettamente riuscita, ma il paziente \u00e8 morto. \u00c8 possibile congedare con questo giudizio lapidario l\u2019uscita dal commissariamento e dal Piano di rientro del debito sanitario della Regione Lazio, raffrontando i risultati esibiti come trofei dalla massima carica di governo regionale con le considerazioni della magistratura contabile e i dati del Ministero della Salute e degli enti preposti al monitoraggio della qualit\u00e0 dell\u2019offerta di servizi sanitari nella regione della capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I proclami elettorali che sono seguiti alla certificazione da parte del Consiglio dei Ministri del raggiungimento degli obiettivi di riequilibrio finanziario e contabile che da dieci anni imponevano il \u201cpilota automatico\u201d alla programmazione sanitaria regionale, e le conseguenti promesse di nuovi investimenti e spese per l\u2019assunzione di personale medico recentemente annunciate da Zingaretti, stridono al cospetto dei dati ufficiali sulle performance misurate in ambito sanitario. I numeri reali rappresentano un\u2019offerta di servizi alla salute totalmente inadeguata \u2013 per usare un eufemismo \u2013 e lesiva del prestigio di una regione che resta comunque la seconda realt\u00e0 territoriale del paese per popolazione, contando 5.897.526 di residenti e per PIL con 182,6 miliardi di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli entusiasmi confliggono, altres\u00ec, con l\u2019evidenza che quanto fatto per raggiungere tali obiettivi di bilancio, in termini di prelievo fiscale aggiuntivo finalizzato al rientro del disavanzo, non basta a rendere strutturale la tenuta dei conti e a garantire un equilibrio economico sistemico al livello regionale e degli enti del Sistema Sanitario Regionale. Questo si traduce, verosimilmente, nell\u2019impossibilit\u00e0, per chi non rifiuti il perverso sistema di stabilizzazione finanziaria di derivazione sovranazionale (culminato nella costituzionalizzazione del \u201cpareggio di bilancio\u201d), di ridurre nel breve periodo l\u2019IRAP e l\u2019addizionale regionale IRPEF, imposte che hanno raggiunto il massimo delle aliquote applicabili in ossequio alla vigente normativa, posizionando il Lazio al vertice della classifica delle regioni pi\u00f9 tartassate d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giudizio di parificazione redatto dalla Corte dei Conti sul Rendiconto generale della Regione Lazio per l\u2019esercizio finanziario 2016 rappresenta la fotografia di una spesa sanitaria che rientra progressivamente nei limiti della sostenibilit\u00e0 di lungo periodo, limitando il disavanzo nell\u2019ordine dei 164 milioni di euro. Tuttavia il contraltare di questo rispetto ossequioso dei principi contabili \u00e8 rappresentato dall\u2019analisi impietosa dei dati sulle performance del sistema sanitario, che evidenzia i costi sociali di questa operazione di \u201crazionalizzazione\u201d che, come siamo ormai abituati a constatare, si \u00e8 concretizzata nei tagli indiscriminati operati sulla spesa pubblica, cui non sono seguite neanche le previste misure di riorganizzazione dei servizi. Questi costi sono gravati di nuovo sui cittadini, in termini di fruizione del diritto alla salute e alla parit\u00e0 di trattamento costituzionalmente garantiti, e sotto il profilo economico, incidendo sul reddito disponibile delle famiglie che si sono dovute rivolgere in misura via via maggiore agli erogatori privati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In base ai suddetti dati il Lazio risulta essere, dopo i tagli operati per rientrare nei parametri imposti dal Ministero della Salute, la penultima regione d\u2019Italia tra le adempienti per quanto riguarda il rispetto dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Nel XII Rapporto Meridiano Sanit\u00e0 (The European House \u2013 Ambrosetti) si posiziona al 14\u00b0 posto per quanto riguarda l\u2019indice dello stato di\u00a0salute e al 13\u00b0 posto per l\u2019indice di mantenimento dello stato di salute. I numeri desumibili dagli strumenti di monitoraggio del RECUP Lazio evidenziano tempi di attesa per 8 esami diagnostici su 11 che superano il mese e in 3 di questi 8 casi \u00e8 necessario aspettare addirittura due mesi (eco addome e mammella). Questo a tutto vantaggio, chiaramente, dell\u2019offerta privata che \u201cintegra\u201d l\u2019erogazione dei servizi, consentendo ai cittadini che hanno capacit\u00e0 economica di godere di prestazioni sanitarie tempestive e di qualit\u00e0 e condannando gli incapienti e i meno abbienti all\u2019abbandono. Il risultato \u00e8 un diritto alla salute garantito a intermittenza e a macchia di leopardo, con crescenti disuguaglianze territoriali e una polarizzazione dei servizi, che vede il pubblico retrocedere progressivamente ed occupare sempre pi\u00f9 un posto di offerta residuale per i meno abbienti ad evidente vantaggio del privato. Questa polarizzazione \u00e8 presente anche tra strutture pubbliche: dal \u201cProgramma nazionale esiti\u201d di Agenas e Ministero della Salute, che ha scandagliato i risultati e la tempestivit\u00e0 delle cure ospedaliere, \u00e8 emerso che nel Lazio coesistono eccellenze e strutture che registrano risultati disastrosi con percentuali elevate di esiti infausti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019effetto-paradosso, che si riscontra anche in altre Regioni che vedono peggiorare le performance sanitarie, \u00e8 costituito dall\u2019incremento di mobilit\u00e0 passiva, costituita dai laziali che preferiscono curarsi altrove, fenomeno che incide negativamente sulle casse regionali erodendo una parte del risparmio conseguito con i tagli alla spesa. Nel 2015 il Lazio ha registrato un saldo negativo di 240 milioni di euro, facendo meglio \u2013 di poco \u2013 solo di Calabria e Campania e registrando il pi\u00f9 elevato livello di debito di mobilit\u00e0 passiva verso i privati d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa breve ma definita fotografia dello stato dell\u2019arte in tema di sanit\u00e0 nel Lazio, supportata anche da un altro studio condotto sugli indici di performance sanitarie dall\u2019istituto di ricerca Demoskopika, che ha registrato una perdita di ben dieci posizioni nella classifica della qualit\u00e0 dei servizi alla salute tra il 2016 e il 2017, dovrebbe chiarire come i proclami di Zingaretti sull\u2019uscita dal commissariamento suonino come una beffa per i cittadini, che si sentono dire che va tutto per il meglio, mentre sperimentano ogni giorno sulla propria pelle il peggioramento della qualit\u00e0 dell\u2019offerta sanitaria. Questa percezione, che si palesa ogni qualvolta ci si ritrova a dover fare i conti con le liste d\u2019attesa insostenibili per gli esami diagnostici pi\u00f9 critici, cos\u00ec come nei numerosi casi documentati di sovraffollamento dei reparti degli ospedali che contano sempre meno posti letto e condizioni di incuria crescenti, trova riscontro reale e conferma statistica su tutti i fronti di indagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Lazio, come nel resto del paese, assistiamo al progressivo disfacimento di quello che fino a qualche anno fa era considerato il sistema sanitario pi\u00f9 avanzato del mondo. Anche le dinamiche occupazionali sono eloquenti e rappresentano chiaramente il dissolvimento della sanit\u00e0 italiana: negli ultimi otto anni il comparto sanitario ha perso 45.000 unit\u00e0 tra personale medico e infermieristico, 15.000 solo tra il 2014 e il 2016 (fonte Ragioneria Generale dello Stato). Questo arretramento progressivo e inesorabile \u00e8 il frutto di politiche di contenimento della spesa che sono rivolte evidentemente a virare verso un modello sanitario sempre pi\u00f9 \u201cstatunitense\u201d, con una polarizzazione dell\u2019offerta che promuove un sistema pubblico rivolto agli indigenti e un parallelo sistema di erogazione privata che offre il diritto alla cura tempestiva e qualitativa previo pagamento. \u00c8 un modello che trova nell\u2019Unione Europea il pi\u00f9 agguerrito sponsor, che attraverso i Trattati che hanno promosso la costituzionalizzazione del principio del pareggio di bilancio, impone lo Stato minimo e la privatizzazione dei servizi essenziali in un continente che \u00e8 stato la culla dello stato sociale. Riconquistare l\u2019Italia si oppone alla deriva mercatista sancita dai Trattati europei e rifiuta l\u2019idea che la presa in carico e la cura dei cittadini debbano essere considerate attivit\u00e0 lucrative a tutti gli effetti. Le manifestazioni di giubilo per i risultati di bilancio conseguiti, che dimostrano di ignorare le necessit\u00e0 reali della popolazione e glissano sugli effetti nefasti di questi continui tagli, sono inquietanti e rivelano la totale assenza di interesse per il benessere della collettivit\u00e0 manifestata da questa classe dirigente votata alla realizzazione di un gigantesco piano di smantellamento dello stato sociale e di sostituzione dei servizi pubblici con ingenti capitali privati. Un piano di smantellamento dei diritti fortemente sostenuto dai portatori di interesse della finanza internazionale e dell\u2019industria farmaceutica che lavorano strenuamente negli uffici delle lobby a Bruxelles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 necessario rifiutare i condizionamenti e i vincoli che impongono l\u2019arretramento dello Stato, riconsegnare dignit\u00e0 alle strutture pubbliche relegando l\u2019offerta privata ad una quota sempre pi\u00f9 marginale dell\u2019erogazione complessiva e non viceversa, riprogrammare un piano di assunzione, formazione e valorizzazione del personale, rimettere la sanit\u00e0 pubblica al centro. Sul lungo periodo Riconquistare l\u2019Italia considera necessario rivedere il processo che ha consegnato autonomia programmatoria e organizzativa nel campo sanitario alle Regioni. Lo Stato che ha abdicato ai compiti di programmazione della spesa e gestione del servizio sanitario nazionale ha prodotto crescenti disparit\u00e0 territoriali, divergenze progressive e non le convergenze auspicate. \u00c8 necessario fare il punto della situazione, tirare le somme di quanto fatto e quanto ottenuto negli ultimi venticinque anni e avviare una stagione di controriforme che pongano di nuovo al vertice dell\u2019ordinamento la Costituzione Italiana e non i Trattati europei. \u00c8 un passo ineludibile se si vuole riportare il paese su un orizzonte di crescita economica socialmente sostenibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tutela della salute come diritto dell\u2019individuo e della collettivit\u00e0 (art. 32 Costituzione) deve tornare ad essere declinata secondo i principi scolpiti nella legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale (n. 833\/1978): Universalit\u00e0 della copertura, Uguaglianza del trattamento, Globalit\u00e0 delle prestazioni erogate, Equit\u00e0 del finanziamento, Controllo democratico da parte dei cittadini, Unicit\u00e0 di gestione e Propriet\u00e0 prevalentemente pubblica dei fattori di produzione. A questo fine proponiamo i seguenti punti programmatici:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">l\u2019Universalit\u00e0 della copertura \u00e8 strettamente legata all\u2019Equit\u00e0 del finanziamento, che va garantita a livello generale attraverso un sistema fiscale altamente progressivo e a livello regionale tramite l\u2019eliminazione dei ticket sanitari e l\u2019adeguamento quantitativo del personale sanitario alle effettive esigenze di cura della popolazione, pena la rinuncia alle cure di una parte della stessa e la migrazione verso la sanit\u00e0 privata di una parte ancora, anche per il conseguente allungamento delle liste di attesa;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">l\u2019Uguaglianza del trattamento richiede criteri ragionevoli per l\u2019assegnazione alle singole regioni delle quote del Fondo Sanitario Nazionale stabilito a monte dallo Stato; criteri che non riguardino soltanto il numero di abitanti e la struttura di et\u00e0 della popolazione regionale, ma anche fattori socio-economici e infrastrutturali, cos\u00ec da non penalizzare le regioni centro-meridionali caratterizzate, a causa di complesse ragioni storiche, da un ritardo relativo rispetto alle regioni settentrionali;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">la Globalit\u00e0 delle prestazioni erogate richiede di ampliare lo spettro delle prestazioni attualmente previste dal SSN includendovi in particolare le prestazioni odontoiatriche, oggi in gran parte escluse, e finanziando il Fondo Sanitario Nazionale secondo necessit\u00e0; i maggiori fondi dovranno essere indirizzati non solo verso la cura, ma anche a beneficio della medicina sociale, della prevenzione e della riabilitazione, in modo da negare quel modello ad elevata intensit\u00e0 di cura che tende ad affermarsi anche nel nostro Paese;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">il Controllo democratico da parte dei cittadini richiede il ritorno ad un modello decentrato sui Comuni invece che sulle Regioni, con elezione da parte del consiglio comunale di un comitato di gestione per ogni Asl al posto dell\u2019attuale manager monocratico nominato dall\u2019assessore regionale alla sanit\u00e0; nel modello democratico la programmazione complessiva del SSN e la determinazione dei principi generali spettano non solo di diritto, ma anche di fatto, allo Stato;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">l\u2019Unicit\u00e0 di gestione e la Propriet\u00e0 pubblica dei mezzi di produzione sanitari richiedono realisticamente uno spiazzamento graduale del settore privato, che non passa soltanto per il semplice aumento dei fondi pubblici al SSN, di per s\u00e9 necessario, ma anche e soprattutto per la negazione del principio di concorrenza inoculato nel sistema dalla riforma Amato del 1992 (con successive integrazioni); in particolare occorre: 1) tornare alle Usl (Unit\u00e0 sanitarie locali), abbandonando le Asl (Aziende sanitarie locali) e le Ao (Aziende ospedaliere), con tutte le conseguenze gestionali ed economico-patrimoniali che ci\u00f2 comporta; 2) tornare ad un modello \u2018integrato\u2019 nel quale le Usl eroghino direttamente la grandissima parte delle prestazioni sanitarie, sostituendo il rampante modello \u2018contrattuale\u2019 nel quale, al contrario, le Asl si comportano da semplici committenti di erogatori pubblici e privati in reciproca competizione per i pochi fondi pubblici ormai a disposizione; 3) rivedere in termini progressivamente pi\u00f9 restrittivi i regimi di libera professione ed intramoenia oggi concessi ai medici dipendenti del SSN; 4) abolire il rimborso a tariffa delle prestazioni erogate dalle strutture ospedaliere pubbliche e private tornando ad un rimborso a pi\u00e8 di lista, per evitare che il rimborso standard oggi previsto (calcolato, come nel modello americano, in base alla diagnosi con la quale il paziente viene dimesso dall\u2019ospedale) incentivi gli erogatori a ridurre i costi per lucrare la differenza tra la tariffa comunque percepita e la spesa effettuata; 5) rivedere in senso progressivamente pi\u00f9 restrittivo i criteri con i quali si concede l\u2019accreditamento alle strutture private<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Dal programma della lista\u00a0Riconquistare l\u2019Italia\u00a0per le elezioni regionali del 4 marzo 2018 &#8211; candidato Presidente\u00a0Stefano Rosati] L\u2019operazione \u00e8 perfettamente riuscita, ma il paziente \u00e8 morto. \u00c8 possibile congedare con questo giudizio lapidario l\u2019uscita dal commissariamento e dal Piano di rientro del debito sanitario della Regione Lazio, raffrontando i risultati esibiti come trofei dalla massima carica di governo regionale con le considerazioni della magistratura contabile e i dati del Ministero della Salute e degli enti preposti&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":38832,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[48,6],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/sani.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-a6j","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38831"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38831"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38831\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39052,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38831\/revisions\/39052"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/38832"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38831"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38831"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38831"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}