{"id":38841,"date":"2018-02-12T11:00:56","date_gmt":"2018-02-12T10:00:56","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38841"},"modified":"2018-02-12T07:50:40","modified_gmt":"2018-02-12T06:50:40","slug":"riconquistare-al-andalus-il-sogno-del-califfato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38841","title":{"rendered":"Riconquistare Al Andalus, il sogno del Califfato"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTRE FRONTIERA (Luigi Fadalti)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"post-header\">\n<div class=\"post-meta vcard\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-thumbnail header\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Oltrefrontiera_Al_Andalus-1280x640.jpg\" alt=\"Riconquistare Al Andalus, il sogno del Califfato\" \/><\/div>\n<div class=\"post-wrap\">\n<div class=\"post-content entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019analizzare l\u2019attentato di Barcellona dell\u2019agosto 2017, molti commentatori hanno correttamente posto l\u2019attenzione su una certa debolezza del sistema spagnolo, costituita da un lato da un\u2019eccessiva benevolenza nell\u2019ospitare musulmani in particolare di origine marocchina e, dall\u2019altro, in una concreta deficienza di intelligence, dovuta forse anche a uno scarso coordinamento tra la Catalogna \u2013 e, quindi, i Mossos d\u2019Esquadra \u2013 e i servizi centrali dello stato spagnolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meno attenzione e\u0300 stata, invece, posta sul valore simbolico dell\u2019attentato terroristico. Quando Napoleone Bonaparte dopo il 12 maggio 1797 decreto\u0300 la fine della millenaria Repubblica di Venezia, diede disposizione di scalpellare i leoni di San Marco e bruciare il Bucintoro, per cancellare i due pi\u00f9 importanti simboli dello stato marciano e del potere dogale. Nella sola citta\u0300 di Venezia furono cosi\u0300 distrutti a martellate quasi mille leoni di San Marco e il 9 gennaio 1798 il Bucintoro venne dato alle fiamme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Napoleone fu, a seconda delle tesi, un feroce criminale ovvero un genio universale. Di certo, manifesto\u0300 grande attenzione, come si e\u0300 visto, ai valori simbolici e non esito\u0300 a colpirli. Nei mesi immediatamente precedenti i fatti di Barcellona, lo Stato Islamico e altri gruppi jihadisti hanno prodotto video e documenti che esortano i musulmani a riconquistare \u201cal Andalus\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Andalus e\u0300 il nome che gli arabi hanno dato a quei territori della Spagna e del Portogallo occupati dai conquistatori musulmani, conosciuti anche come \u201cmori\u201d, dal 711 al 1492. Rappresenta quindi, il paradiso perduto, ma anche il luogo di una sconfitta da cui non si sono mai ripresi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti islamisti ritengono che i territori perduti durante la riconquista cristiana della Spagna appartengano ancora al regno dell\u2019Islam. E che la legge islamica dia loro diritto di ristabilirvi una dominazione. Nell\u2019opuscolo diffuso in quei giorni dallo Stato Islamico si legge non a caso che \u00abla Spagna e\u0300 uno stato criminale che usurpa la nostra terra\u00bb. Il testo invita i jihadisti a \u00abperlustrare rotte aeree e ferroviarie per compiere attentati\u00bb ed esorta anche i suoi seguaci ad \u00abavvelenare cibo e acqua\u00bb con insetticidi Il documento conclude dicendo che \u00able azioni dei vostri antenati sono la causa delle nostre azioni di oggi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esistono dei precedenti: il 15 luglio 2016 lo Stato Islamico ha diffuso il primo video di propaganda con sottotitoli in spagnolo. L\u2019ottima qualit\u00e0 della traduzione, sia per ortografia che per sintassi, ha indotto alcuni analisti a concludere che il traduttore fosse di madrelingua spagnola e che i sottotitoli potessero essere stati realizzati in Spagna. Il 30 maggio successivo, lo Stato Islamico ha divulgato un documento di due pagine in spagnolo in cui minaccia direttamente la Spagna. Il 3 giugno, in pieno Ramadan, mese di \u201cconquista\u201d, ha diffuso un video in cui Al Andalus e\u0300 menzionata quattro volte (la Spagna e\u0300 l\u2019unico paese non musulmano citato). Nel testo si affermava: \u00abarriveremo e uccideremo ogni infedele spagnolo che si trova nelle terre musulmane\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un video del 31 gennaio 2017, poi, un jihadista spagnolo dello Stato Islamico ha avvisato la Spagna che \u00abla pagher\u00e0 molto cara\u00bb per aver espulso i musulmani da Al Andalus: \u00abgiuro su Allah che la pagherete cara e la vostra morte sar\u00e0 molto dolorosa. Riconquisteremo al Andalus, col volere di Allah. O carissimo al Andalus! Pensavi che ti avessimo dimenticato. Giuro su Allah che non ti abbiamo mai dimenticato. Quale musulmano potrebbe dimenticare Cordoba, Toledo, Granada? Ci sono molti musulmani fedeli e sinceri che giurano di ritornare ad al Andalus\u00bb. E cosi\u0300 via, sino all\u2019ultimo monito che ha preceduto l\u2019attacco di Barcellona, dove un jihadista con forte accento nordafricano dice in spagnolo: \u00abLancio al mondo libero questo avvertimento: viviamo sotto la bandiera del Califfato Islamico. Moriremo per essa fino a quando non libereremo queste terre occupate da Giacarta all\u2019Andalusia. Io vi dico che la Spagna e\u0300 la terra dei nostri padri e ci accingiamo a riprenderla con la potenza di Allah\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo i fatti di Atocha del 2004 e la conseguente sconfitta elettorale di Aznar, il governo di Madrid come noto si e\u0300 ritirato da ogni impegno militare in Medio Oriente e ha, quindi, implicitamente incoraggiato gli islamisti a proseguire sulla strada del Jihad. Oggi, lo Stato Islamico ricalca a suo modo quel percorso e, qui come altrove, rilancia campagne di propaganda che si ammantano di un alto valore simbolico, puntando sulla suggestione e sulla distruzione di tutto ci\u00f2 che rappresenta l\u2019Occidente. Un fatto non trascurabile, che sinora e\u0300 stato imprudentemente trascurato.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/al-andalus-isis-spagna\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/al-andalus-isis-spagna\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Luigi Fadalti) &nbsp; &nbsp; Nell\u2019analizzare l\u2019attentato di Barcellona dell\u2019agosto 2017, molti commentatori hanno correttamente posto l\u2019attenzione su una certa debolezza del sistema spagnolo, costituita da un lato da un\u2019eccessiva benevolenza nell\u2019ospitare musulmani in particolare di origine marocchina e, dall\u2019altro, in una concreta deficienza di intelligence, dovuta forse anche a uno scarso coordinamento tra la Catalogna \u2013 e, quindi, i Mossos d\u2019Esquadra \u2013 e i servizi centrali dello stato spagnolo. 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