{"id":38844,"date":"2018-02-12T13:47:40","date_gmt":"2018-02-12T12:47:40","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38844"},"modified":"2018-02-12T13:46:54","modified_gmt":"2018-02-12T12:46:54","slug":"effetti-del-quantitative-easing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38844","title":{"rendered":"Effetti del Quantitative easing"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di I DIAVOLI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"transparent\" src=\"http:\/\/www.idiavoli.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/immagine-cop-2.png\" alt=\"http:\/\/www.idiavoli.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/immagine-cop-2.png\" \/><\/p>\n<h3 class=\"sottotitolo\" style=\"text-align: justify\">L\u2019inverno \u00e8 arrivato. Una spessa coltre di ghiaccio, sotto forma di enorme iniezione di liquidit\u00e0, ha cristallizzato il panorama economico, finanziario e sociale. Quasi dieci anni fa, i primi focolai della Grande Recessione cominciavano a divampare. Ben presto l\u2019incendio divamp\u00f2 in Occidente. Soltanto la torrenziale pioggia di cartamoneta lanciata dagli elicotteri delle banche centrali, con l\u2019avvio del Quantitative easing, imped\u00ec che l\u2019economia globale finisse in cenere. Ma gli effetti del Quantitative easing sono paragonabili a una coltre che ha cristallizzato la volatilit\u00e0 delle piazze borsistiche: oggi, il mondo finanziario vive immobilizzato allo zero termico, in quel glaciale torpore imposto dal pilota automatico delle banche centrali.<\/h3>\n<div class=\"col-md-8 col-art-sx\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid\">\n<div class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\">\n<div class=\"vc_column-inner \">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_separator_no_text vc_sep_color_black\"><\/div>\n<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element \">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<p>Riprendiamo qui sui Diavoli la versione estesa di un articolo sulle conseguenze politiche del Quantitative easing europeo, pubblicato da Guido Brera sul \u00abCorriere della Sera\u00bb del 19 dicembre 2017.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_separator_no_text vc_sep_color_black\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid\">\n<div class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\">\n<div class=\"vc_column-inner \">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element \">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<blockquote><p>L\u2019inverno \u00e8 arrivato. Una spessa coltre di ghiaccio, sotto forma di enorme iniezione di liquidit\u00e0, ha cristallizzato il panorama economico, finanziario e sociale.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quasi dieci anni fa, i primi focolai della Grande Recessione cominciavano a divampare. Ben presto l\u2019incendio divamp\u00f2 in Occidente. Soltanto la torrenziale pioggia di cartamoneta lanciata dagli elicotteri delle banche centrali, con l\u2019avvio del <em><a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/quantitative-easing\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Quantitative easing<\/a><\/em>, imped\u00ec che l\u2019economia globale finisse in cenere.<\/p>\n<p>Come a Pompei, duemila anni prima. La missione dei banchieri centrali, lanciata nel 2009 da Bank of England e Federal Reserve, proseguita poi da Bank of Japan e BCE, doveva essere rapida e temporanea: in realt\u00e0, quella pioggia torrenziale si \u00e8 trasformata in un diluvio e, infine, in una silenziosa, lenta, costante, interminabile caduta di neve.<\/p>\n<p>Una coltre che ha cristallizzato la volatilit\u00e0 delle piazze borsistiche e come conseguenza i rischi a esse associati: oggi, il mondo finanziario vive immobilizzato allo zero termico, in quel glaciale torpore imposto dal pilota automatico delle banche centrali.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid\">\n<div class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\">\n<div class=\"vc_column-inner \">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_separator_no_text vc_sep_color_black\"><\/div>\n<div class=\"wpb_single_image wpb_content_element vc_align_center\">\n<figure class=\"wpb_wrapper vc_figure\">\n<div class=\"vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"vc_single_image-img attachment-full\" src=\"http:\/\/www.idiavoli.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/foto-art.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"574\" \/><\/div>\n<\/figure>\n<\/div>\n<div class=\"vc_separator wpb_content_element vc_separator_align_center vc_sep_width_100 vc_sep_pos_align_center vc_separator_no_text vc_sep_color_black\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"vc_row wpb_row vc_row-fluid\">\n<div class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\">\n<div class=\"vc_column-inner \">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element \">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<p>Si \u00e8 consumato un secolo, breve, da quando John M. Keynes scrisse <em><a href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845921605\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Le conseguenze economiche della pace<\/a><\/em>, dove illustrava le durissime condizioni imposte alla Germania dopo la Grande Guerra del \u201815-\u201818, anticipando profeticamente quello che sarebbe divenuto il baratro di Weimar e la tragedia che ne deriv\u00f2.<\/p>\n<blockquote><p>Anche in questi ultimi due lustri abbiamo avuto una guerra. Un nuovo conflitto planetario provocato da quattro cause.<\/p><\/blockquote>\n<p>La globalizzazione ha innestato un mostruoso negoziato sul costo del lavoro, con conseguente delocalizzazione delle unit\u00e0 produttive in Paesi dove i lavoratori sono pagati pochissimo. L\u2019arbitraggio fiscale con molte societ\u00e0, specie quelle tecnologiche, che hanno spostato sede e copyright nei paradisi fiscali. L\u2019euro, in virt\u00f9 della sua parziale realizzazione, ha creato l\u2019egemonia della nazione mercantilista <em>par excellence<\/em>, la Germania, e la sofferenza della periferia europea avviluppata nella gabbia della moneta unica. In ultimo, la ritirata delle socialdemocrazie a favore delle banche, pronte a sostituirsi al <em>welfare state<\/em> nel soddisfacimento dei bisogni degli individui.<\/p>\n<blockquote><p>La miscela di questi elementi si \u00e8 rivelata esplosiva, e al pari di un vero e proprio conflitto ha creato vincitori e vinti: non tra gli Stati ma tra soggetti produttivi e tra classi sociali. A porre rimedio sono intervenuti i banchieri centrali: ultimo baluardo contro il caos.<\/p><\/blockquote>\n<p>Questo era l\u2019obiettivo della prima fase del <em>Qe<\/em>: stabilizzare. Il programma di acquisto delle banche centrali doveva agire attraverso tre canali. Ridurre i tassi di interessi governativi (consentendo agli stati sovrani un risparmio massiccio di spesa per gli interessi sul debito pubblico, e permettendo cos\u00ec di finanziare agevolmente piani di stimolo all\u2019economia); stimolare i prestiti all\u2019economia reale attraverso il canale creditizio (anche se solo poche gocce di quella liquidit\u00e0 sono poi finite davvero alle imprese o alle famiglie); e influenzare il tasso di cambio (l\u2019espansione della massa monetaria indebolisce il tasso di cambio e favorisce le esportazioni, rendendo pi\u00f9 costoso importare).<\/p>\n<blockquote><p>Cos\u00ec arriv\u00f2 l\u2019autunno. La torrenziale pioggia di liquidit\u00e0 del <em>Qe <\/em>ingross\u00f2 a dismisura il mare dei mercati finanziari, riversando in quelle acque tempestose, dall\u2019inizio del 2009 a oggi, ben 10.6 miliardi di dollari. La Federal Reserve americana ha immesso 3.6 miliardi, la Bank of Japan 3.5, la Banca Centrale Europea 3.1 miliardi di euro. Infine la Bank of England, \u201csolo\u201d 458 milioni di sterline.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma quale era il vero scopo? Forse, l\u2019unica ad averlo svelato apertamente \u00e8 stata la Bank of Japan, quando \u2013 nel settembre 2016 \u2013 annunci\u00f2 che l\u2019obiettivo primario era il controllo del tasso di interesse del Governativo a dieci anni, ovvero la necessit\u00e0 di ancorarlo al livello dello zero assoluto. Ed ecco il nevoso inverno dopo la pioggia d\u2019autunno.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del metaforico passaggio stagionale, lo scarto concettuale, e sostanziale, \u00e8 dirompente: nella prima forma del <em>Qe<\/em> il fine ultimo \u00e8 il controllo dell\u2019espansione della massa monetaria; ora, invece, la massa monetaria \u00e8 il mezzo per controllare e stabilire <em>ex ante<\/em> il livello di un asset finanziario. Nessuna delle altre tre banche centrali \u00e8 arrivata a un annuncio formale cos\u00ec esplicito, ma sostanzialmente hanno raggiunto, senza proclami pubblici, lo stesso obiettivo.<\/p>\n<blockquote><p>Hanno portato\u00a0i tassi di interesse in prossimit\u00e0 dello zero assoluto, fissando \u2013 o, meglio, congelando \u2013 i prezzi, degli asset finanziari e non solo. Come nell\u2019ultimo romanzo di Don De Lillo, <em>Zero K<\/em>, per fermare la morte hanno sospeso la vita.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il Generale Inverno ha vinto, ha spento i focolai della Grande Recessione, ha estinto i fuochi della prima vera Guerra Globale. Il celebre, coraggioso, e dovuto <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2017-07-25\/il-whatever-it-takes-draghi-vale-5mila-miliardi-le-borse-e-bond-europei-175013.shtml?uuid=AEyLkF3B\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cwhatever it takes\u201d<\/a> di Mario Draghi ha stroncato la crisi sistemica dell\u2019Europa, ristabilendo le simmetrie tra paesi creditori e debitori, facendo precipitare lo spread.<\/p>\n<p>La grande paura di inizio 2016 \u00e8 stata tamponata dall\u2019annuncio della BCE del <em>Qe<\/em> sui corporate bonds. Bank of England ha reagito prontamente alla volatilit\u00e0 provocata dal referendum sulla Brexit lanciando l\u2019ennesimo round di <em>QE<\/em>. Sono solo tre dei tanti, recenti esempi d\u2019intervento duro e deciso delle banche centrali nella partita dei mercati. Pur lasciando all\u2019apparenza liberi gli operatori di fissare il livello dei prezzi, hanno monitorato con attenzione che tutto si svolgesse ordinatamente all\u2019interno del perimetro del campo (dei prezzi) da loro tracciato.<\/p>\n<blockquote><p>L\u2019avviso ai mercati \u00e8 stato chiaro: la volatilit\u00e0 non pu\u00f2 essere tollerata oltre una certa soglia, quindi siamo pronti a reagire a eventuali eccessi. Ma congelare la volatilit\u00e0 ha significato implicitamente fissare il livello degli asset finanziari.<\/p><\/blockquote>\n<p>La marea di liquidit\u00e0 ha spinto gli investitori alla ricerca del rendimento pi\u00f9 elevato, obliando il primo assioma della finanza: la relazione rischio-rendimento degli investimenti. La magica bacchetta del <em>Qe<\/em> ha fatto salire tutto. Tutto era in ascesa, ma cosa pi\u00f9 importante, ci\u00f2 avveniva all\u2019apparenza senza rischio alcuno. Il patto del diavolo tra investitori e banche centrali a prima vista sembrava funzionare. Tanto che l\u2019\u00abEconomist\u00bb a ottobre 2017 ha titolato <a href=\"https:\/\/www.economist.com\/news\/leaders\/21730019-ultra-loose-monetary-policy-coming-end-it-best-tread-carefully-asset-prices-are\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cBull market in everything\u201d<\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019inverno del <em>QE<\/em> \u00e8 seguito alla rovente estate della Guerra Globale a al malinconico autunno della Grande Recessione. La pioggia di cartamoneta ha spento le fiamme della crisi. La coltre di neve sembra aver immobilizzato la scena della finanza internazionale.<\/p>\n<p>Tuttavia, sotto l\u2019uniforme manto di bianco, sotto lo strato di ghiaccio, qualcosa continuava a muoversi: negli ultimi anni il debito globale \u00e8 salito in maniera vertiginosa. Oggi \u00e8 pari a 325 miliardi di dollari, il 325% del Prodotto interno lordo mondiale. La questione cruciale che domina le dinamiche dei mercati, le scelte fatte ai piani che contano, era e rimane il debito.<\/p>\n<blockquote><p>Azzerando la percezione del rischio e abbassando drammaticamente i costi di finanziamento, \u00e8 esplosa la leva finanziaria, e l\u2019utilizzo del debito stesso per comprare beni d\u2019ogni genere. Ma a \u201cutilizzare\u201d il debito ovviamente non sono state le classi pi\u00f9 deboli, che non dispongono di patrimoni da fornire a garanzia dei prestiti, bens\u00ec quelle pi\u00f9 forti.<\/p><\/blockquote>\n<p>Celate sotto il candore del nevischio, hanno potuto usato il <em><a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/leverage\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">leverage<\/a><\/em> per acquistare, generando cos\u00ec un rialzo prima di tutto degli asset finanziari, poi di quelli reali e globali che un tempo si chiamavano beni rifugio. E oggi sono divenuti veri e propri asset-trofeo per i vincitori di questo tempo.<\/p>\n<p>\u00c8 a quest\u2019altezza che si consuma un cambio di paradigma: l\u2019effetto, nemmeno troppo imprevedibile del <em>QE<\/em>. Quando la pioggia di denaro ha inondato i mercati, il ghiaccio ne ha cristallizzato le diseguaglianze. Azzerando la volatilit\u00e0, con tassi artificiosamente bassi e una crescita globale tonica e costante, il risultato ha coinciso con l\u2019aumento dei prezzi dei beni finanziari.<\/p>\n<blockquote><p>Come un fiume che esonda, l\u2019acqua \u00e8 andata a irrigare i terreni circostanti rendendoli fertili e rigogliosi. Come accadeva nell\u2019antico Egitto grazie al lavoro costante del Nilo, cos\u00ec tuti i patrimoni reali in qualche modo finanziarizzabili hanno conosciuto un rally senza precedenti.<\/p><\/blockquote>\n<p>Dagli orologi alle opere d\u2019arte, dai vini pregiati alle auto d\u2019epoca, fino al prezzo di alcuni calciatori e delle pi\u00f9 usate <a href=\"http:\/\/www.idiavoli.com\/focus\/corea-sud-notti-bitcoin-zombie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">criptovalute<\/a>: tutti beni spesso appannaggio esclusivo di una fascia assai ristretta di persone che, oltre a registrare performance stellari sui soldi investiti nei mercati, si sono ritrovati quasi incidentalmente a guadagnare cifre stellari dai loro hobby.<\/p>\n<p>La pioggia, anzich\u00e9 ridurre il gap finanziario tra l\u20191% della popolazione e gli altri, lo ha esasperato ancora di pi\u00f9. Non tramite l\u2019investimento di capitali nell\u2019economia produttiva, ma perch\u00e9 la collezione privata di vini pregiati in cantina e quella di orologi nei caveau di qualche banca hanno triplicato il loro valore.<\/p>\n<blockquote><p>L\u2019inverno \u00e8 arrivato, annunciava la prima puntata di <em>Games of Thrones<\/em>. Ma come nella serie televisiva, anche nell\u2019economia reale l\u2019inverno non ha portato la pace. Dopo la prima Guerra Globale sembrava che i banchieri centrali fossero l\u2019ultimo baluardo contro il caos, e in una certa misura lo sono stati.<\/p><\/blockquote>\n<p>Eppure il <em>Qe<\/em>, dovuto e necessario, ha ristabilito alcune simmetrie ma ne ha create altre ancora pi\u00f9 mostruose. Del <em>Qe<\/em> hanno beneficiato soprattutto i vincitori dell\u2019ultima guerra di classe: i forti, che per difendere il loro patrimonio dall\u2019erosione del potere d\u2019acquisto della moneta, hanno comprato beni di lusso dal fascino globale, hanno comprato azioni, hanno comprato aziende e spesso sono ricorsi pesantemente all\u2019uso del debito visti i costi bassissimi a cui il denaro veniva loro offerto.<\/p>\n<p>A terra non \u00e8 arrivato nulla, o quasi. I soldi generati e moltiplicati dal <em>QE<\/em> sono rimasti \u2013 quasi scientificamente \u2013 in un <em>cloud<\/em> dove solo i billionaire giocano a comprare tutto e a inflazionare i prezzi. E se quest\u2019inflazione a chi sta in basso sembra innocua, perch\u00e9 al 99% che detiene meno ricchezza del 1% della popolazione non importa se uno sceicco decide di pagare Neymar 2 milioni o 222 milioni, \u00e8 solo per un inganno prospettico, per un gioco di prestigio di abili illusionisti.<\/p>\n<p>Mentre il valore di Neymar e degli altri asset-trofeo aumentava a dismisura, il Generale Inverno del <em>Qe <\/em>imponeva l\u2019austerit\u00e0 e si cibava del welfare, divorando sanit\u00e0, istruzione e servizi pubblici. E l\u2019inflazione alzava i prezzi dei beni primari: ad esempio delle case, dando origine a quel fenomeno di gentrificazione urbana che ha spinto la classe media impoverita sempre pi\u00f9 alla periferia della citt\u00e0 globale, dell\u2019impero, della vita.<\/p>\n<blockquote><p>Se le politiche monetarie sono intervenute, giustamente, a colmare il vuoto lasciato dalla politica, \u00e8 giunto il tempo che la politica prenda atto di questa situazione e riprenda in mano le redini della <em>governance<\/em> globale, attraverso la messa in atto di un piano Marshall capace di far ripartire in modo costante e ampio l\u2019economia reale.<\/p><\/blockquote>\n<p>Perch\u00e9 solo una crescita duratura e allargata a tutti i settori produttivi e a tute le classi sociali \u00e8 antidoto all\u2019esplosione del debito e del malcontento.<\/p>\n<p>Cento anni fa, Keynes scrisse che dopo la Grande Guerra non ci si stava avviando verso la pace, bens\u00ec si stava precipitando verso un nuovo baratro.<\/p>\n<p>Dopo il lungo inverno del <em>Qe<\/em>, la primavera tarda ad arrivare. E chiss\u00e0 se arriver\u00e0 di nuovo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"immagine-copertina-grande\" style=\"text-align: justify\"><\/div>\n<div><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.idiavoli.com\/focus\/effetti-quantitative-easing\/\">http:\/\/www.idiavoli.com\/focus\/effetti-quantitative-easing\/<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di I DIAVOLI L\u2019inverno \u00e8 arrivato. Una spessa coltre di ghiaccio, sotto forma di enorme iniezione di liquidit\u00e0, ha cristallizzato il panorama economico, finanziario e sociale. Quasi dieci anni fa, i primi focolai della Grande Recessione cominciavano a divampare. Ben presto l\u2019incendio divamp\u00f2 in Occidente. Soltanto la torrenziale pioggia di cartamoneta lanciata dagli elicotteri delle banche centrali, con l\u2019avvio del Quantitative easing, imped\u00ec che l\u2019economia globale finisse in cenere. 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