{"id":38872,"date":"2018-02-13T11:00:09","date_gmt":"2018-02-13T10:00:09","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38872"},"modified":"2018-02-13T09:52:06","modified_gmt":"2018-02-13T08:52:06","slug":"eni-bloccata-a-cipro-un-caso-scomodo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38872","title":{"rendered":"ENI bloccata a Cipro: un caso scomodo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTRE FRONTIERA (Rocco Bellantone)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-header\">\n<div class=\"post-meta vcard\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-thumbnail header\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Oltrefrontiera_ENI_Saipem_12000-1-1280x640.jpg\" alt=\"ENI bloccata a Cipro: un caso scomodo\" \/><\/div>\n<div class=\"post-wrap\">\n<div class=\"post-content entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta alta la tensione al largo delle coste orientali di Cipro, dove il 9 febbraio navi della Marina turca hanno imposto l\u2019alt a una piattaforma di Eni impedendole di svolgere attivit\u00e0 esplorative in un\u2019area di competenza della compagnia italiana. Il governo di Nicosia ha denunciato una violazione del diritto internazionale da parte della Turchia. Ankara, in risposta, ha accusato Cipro di aver tagliato la parte \u201cturca\u201d dell\u2019isola, situata a nord, dallo sfruttamento delle risorse energetiche offshore. L\u2019Italia attende sperando che le acque nel Mediterraneo orientale si calmino e che il caso si sgonfi prima di avere ripercussioni diplomatiche ed economiche complicate da gestire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\">I fatti<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 9 febbraio la piattaforma di ENI Saipem 12000 si stava spostando dall\u2019area di Calypso, nel blocco 6, al blocco 3. Qui avrebbe dovuto compiere delle esplorazioni in una zona economica esclusiva cipriota in cerca di nuovi giacimenti di gas naturale. ENI ha ottenuto dal governo di Nicosia la licenza per effettuare perforazioni in entrambi i blocchi. Nonostante ci\u00f2 il viaggio di Saipem 12000 \u00e8 stato interrotto da navi della Marina turca (tra 3 e 6 imbarcazioni), che hanno motivato il loro intervento parlando di \u00abattivit\u00e0 militari nell\u2019area di destinazione\u00bb. Saipem 12000 sarebbe stata fermata a circa 15 miglia dal punto in cui avrebbe dovuto avviare le perforazioni, chiamato <em>Soupia<\/em>. L\u2019area si trova a circa 70 km dalla costa di Cape Greco, nell\u2019angolo sud-orientale dell\u2019isola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli interessi di Eni nelle acque cipriote<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eni opera a Cipro dal 2013. Detiene interessi in sei licenze situate nelle acque economiche esclusive della Repubblica (blocchi 2, 3, 6, 8, 9 e 11), in cinque delle quali lavora in qualit\u00e0 di operatore. Nel blocco 6 si muove in partnership con la francese <em>Total<\/em>, con quote per entrambe le societ\u00e0 pari al 50%. Lo scorso 8 febbraio ENI ha annunciato di aver effettuato una nuova scoperta di gas nel blocco 6 attraverso il pozzo Calypso 1. \u00ab<em>Il pozzo perforato in 2.074 metri di profondit\u00e0 d\u2019acqua e a una profondit\u00e0 totale di 3.827 metri, ha incontrato una estesa colonna mineralizzata a gas metano in rocce di et\u00e0 Miocenica e Cretacica<\/em> \u2013 si legge in una nota della compagnia di bandiera italiana -. <em>Calypso 1 \u00e8 una promettente scoperta a gas e conferma l\u2019estensione del tema di ricerca di Zohr nelle acque economiche esclusive di Cipro<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-74765 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Gas-Cipro.jpg\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" srcset=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Gas-Cipro.jpg 960w, https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Gas-Cipro-440x289.jpg 440w, https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Gas-Cipro-768x504.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"630\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>La reazione della Turchia<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato questo annuncio a innescare la manovra della Marina turca. Un\u2019azione che, in realt\u00e0, era gi\u00e0 stata minacciata a Roma da Recep Tayyip Erdogan nel corso della sua visita del 4 e 5 febbraio. Rientrato in Turchia, in un\u2019intervista al quotidiano turco <em>Hurryiet<\/em> il presidente turco si era detto contrario alle operazioni di ENI nel Mediterraneo orientale, definendo le attivit\u00e0 di esplorazione della compagnia italiana \u00abuna minaccia per Cipro nord e per noi\u00bb. Le preoccupazioni ventilate da Erdogan si sono presto tradotte in azioni concrete. E dopo il fermo della piattaforma di ENI nel blocco 3, a rincarare la dose \u00e8 stato il ministero degli Esteri turco che si \u00e8 scagliato contro il governo cipriota accusandolo di agire \u00abin modo unilaterale [\u2026] in spregio dei diritti inalienabili sulle risorse naturali del popolo turco-cipriota\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019annosa disputa turco-cipriota<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso di questi ultimi giorni \u00e8 solo l\u2019ultimo capitolo dell\u2019annosa questione turco-cipriota. L\u2019isola \u00e8 divisa dal 1974, anno in cui \u00e8 stata invasa dall\u2019esercito turco in risposta a un colpo di Stato filo-greco. Oggi Ankara controlla la parte settentrionale dell\u2019isola (un terzo del territorio totale), governata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord. Il governo di Nicosia \u2013 l\u2019unico che gode del riconoscimento della comunit\u00e0 internazionale \u2013 amministra invece la restante parte dell\u2019isola, vale a dire la Repubblica di Cipro, dal 2004 entrata a far parte dell\u2019Unione Europea. Nonostante i ripetuti tentativi di trovare un accordo tra le parti (l\u2019ultimo \u00e8 fallito lo scorso anno), una soluzione politica a questa crisi appare ancora oggi distante. E il gas \u00e8 uno dei nodi che non sono stati mai sciolti. La Turchia rivendica per il nord dell\u2019isola lo sfruttamento dei giacimenti offshore situati nel Mediterraneo Orientale. Richiesta finora sempre respinta al mittente da Nicosia, che ospita nelle proprie acque oltre a ENI e Total altri top player del mercato energetico internazionale tra cui la statunitense ExxonMobil e l\u2019olandese Shell.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contezioso, adesso, chiama in causa direttamente l\u2019Italia. Come ha gi\u00e0 dimostrato l\u2019attesa visita di Erdogan a Roma, i rapporti tra il nostro Paese e la Turchia restano appesi a un delicato gioco di pesi e contrappesi in cui l\u2019aspetto economico conta tantissimo, e non solo per gli interessi di Eni in acque cipriote. Le aziende italiane presenti in Turchia sono infatti 1.300 e secondo SACE (Servizi Assicurativi del Commercio Estero) l\u2019incremento potenziale dell\u2019export italiano entro il 2020 \u00e8 stimato in circa 3 miliardi di euro. Numeri che dimostrano quanto sia scomodo questo caso. Una situazione rispetto alla quale l\u2019Unione Europea non potr\u00e0 limitarsi a rimanere a guardare.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/eni-piattaforma-cipro-turchia\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/eni-piattaforma-cipro-turchia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Rocco Bellantone) &nbsp; Resta alta la tensione al largo delle coste orientali di Cipro, dove il 9 febbraio navi della Marina turca hanno imposto l\u2019alt a una piattaforma di Eni impedendole di svolgere attivit\u00e0 esplorative in un\u2019area di competenza della compagnia italiana. Il governo di Nicosia ha denunciato una violazione del diritto internazionale da parte della Turchia. 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