{"id":38874,"date":"2018-02-15T08:00:06","date_gmt":"2018-02-15T07:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38874"},"modified":"2018-02-13T20:43:18","modified_gmt":"2018-02-13T19:43:18","slug":"anziani-al-lavoro-giovani-con-una-vecchiaia-complicata-ecco-i-numeri-da-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38874","title":{"rendered":"Anziani al lavoro, giovani con una vecchiaia complicata. Ecco i numeri da sapere"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ECONOPOLY<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Bce, nel suo ultimo bollettino, propone un articolo molto interessante sulla ripresa del mercato del lavoro nell\u2019eurozona che ci consente di capire quali siano state le determinanti del\u00a0buon andamento\u00a0occupazionale nell\u2019area. Per avere un\u2019idea del progresso fatto, pu\u00f2 essere utile riportare gli ultimi dati Eurostat.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-11318 size-full\" src=\"https:\/\/thewalkingdebt.files.wordpress.com\/2018\/02\/eurostat-disoccupazione.jpg?w=540\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La diminuzione della disoccupazione \u00e8 stata associata a una crescita del tasso di partecipazione, che \u00e8 in relazione con l\u2019aumento della forza lavoro. Il tasso di partecipazione misura infatti il rapporto fra la forza lavoro di un paese e la popolazione civile in et\u00e0 lavorativa. La forza lavoro invece \u00e8 la somma di lavoratori occupati e lavoratori in cerca di occupazione (e quindi disoccupati). Il tasso di disoccupazione \u00e8 il rapporto fra il numero dei disoccupati e la forza lavoro. Aumentando la forza lavoro, ossia il denominatore, il tasso di disoccupazione potrebbe scendere pur rimanendo fermo il numero dei disoccupati, esattamente come accade quando aumentano gli\u00a0inattivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 bene ricordare sempre queste definizioni senn\u00f2 non si colgono le sfumature dei dati. \u201cAttualmente \u2013 scrive la Bce \u2013 la forza\u00a0lavoro \u00e8 maggiore del 2 per cento rispetto a prima della crisi\u201d. Quindi questo andamento ha sicuramente contribuito al miglioramento del dato sulla disoccupazione. Ma ovviamente non \u00e8 stato il solo. \u201cSono tre i principali fattori che hanno contribuito all\u2019aumento dell\u2019offerta di lavoro\u00a0nell\u2019area dell\u2019euro negli ultimi decenni: il numero crescente di donne e persone pi\u00f9\u00a0anziane occupate o in cerca di lavoro e l\u2019immigrazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di questi tre fattori, il pi\u00f9 interessante, anche per la sua influenza quantitativa, \u00e8 sicuramente <strong>il contributo dei lavoratori pi\u00f9 anziani<\/strong>, che \u00e8 stato notevolmente influenzato dalle riforme pensionistiche intervenute in alcuni paesi europei.\u00a0L\u2019offerta di lavoro ormai ha superato il livello pre-crisi riportando l\u2019occupazione sostanzialmente a quel livello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-11319 size-full\" src=\"https:\/\/thewalkingdebt.files.wordpress.com\/2018\/02\/bolleco-bce-1-2018-2-andamento-offerta-lavoro.jpg?w=540\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma per apprezzare meglio il contributo dei singoli fattori, si pu\u00f2 guardare a quest\u2019altro grafico, che analizza come si sia distribuito fra i vari fattori l\u2019incremento dell\u2019occupazione fra il 2013 e il 2017.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-11320 size-full\" src=\"https:\/\/thewalkingdebt.files.wordpress.com\/2018\/02\/bolleco-bce-1-2018-2-composizione-aumento-occupazione.jpg?w=540\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo che stiamo parlando dell\u2019intera eurozona. Ebbene, <strong>quasi l\u201980% della nuova occupazione creata nel periodo ha riguardato la classe dei 55-74enni<\/strong>, con le donne in leggera prevalenza. Cresciuti i posti di lavoro che richiedono maggiore istruzione\u00a0e\u00a0con contratti in gran parte a tempo pieno, pure se la Bce osserva il \u201cforte ricorso a\u00a0<strong>contratti a tempo parziale\u201d<\/strong> rispetto al passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si spiega questa prevalenza dei lavoratori pi\u00f9 anziani?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una parte dipende dal fatto che la generazione del baby boom sta diventando pi\u00f9 attempata. Gli anni che passano conducono questi lavoratori in questa fascia d\u2019et\u00e0. Questa dinamica interessa tutti i paesi dell\u2019area. <strong>Ma la vera novit\u00e0 \u00e8 che a tale invecchiamento naturale non abbia corrisposto un uscita equivalente dal mondo del lavoro.<\/strong> Malgrado sia aumentato il numero delle persone in pensione, infatti, \u00e8 cresciuto altres\u00ec il tasso di partecipazione della popolazione pi\u00f9 anziana. Anche questo fenomeno ha interessato tutti i paesi dell\u2019area, ma non tutti con la stessa intensit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-11321 size-full\" src=\"https:\/\/thewalkingdebt.files.wordpress.com\/2018\/02\/bolleco-bce-1-2018-2-tassi-di-partecipazione-ultra55.jpg?w=540\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le riforme pensionistiche<\/strong>, fatte in Francia e Germania prima della crisi e in Italia e Spagna dopo la crisi, hanno sicuramente contributo a questo trend ma non per tutti con gli stessi risultati. \u201cL\u2019et\u00e0 pensionabile stabilita per legge \u00e8 aumentata in tutti i principali paesi dell\u2019area dell\u2019euro \u2013 scrive la Bce -. Tuttavia,\u00a0l\u2019et\u00e0 pensionabile effettiva \u00e8 cresciuta in maniera significativa solo in Germania, segnatamente da 59\u00a0anni nel 1996 a 62,7 anni nel 2014\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In Italia<\/strong> si osserva una maggiore inclinazione della curva a partire dal 2012, talch\u00e9 il tasso di partecipazione di questa coorte sfiora il <strong>30%<\/strong>, superiore a quello della Francia ma ben al di sotto di quello tedesco che gravita intorno al 45. D\u2019altronde l\u2019Ocse ha di recente certificato che l\u2019et\u00e0 effettiva di pensionamento in Italia, in virt\u00f9 dei varie espedienti concessi dai governi (ad esempio i cd Ape social), rimane molto bassa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-11322 size-full\" src=\"https:\/\/thewalkingdebt.files.wordpress.com\/2018\/02\/ocse-etc3a0-teorica-ed-effettiva-di-pensionamento.jpg?w=540\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crescita di occupazione nella fascia d\u2019et\u00e0 55-64, tuttavia, \u00e8 stata rilevante, cumulandosi l\u2019effetto dell\u2019aumento del tasso di partecipazione con quello dell\u2019invecchiamento della popolazione, col primo driver a prevalere sul secondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-11323 size-full\" src=\"https:\/\/thewalkingdebt.files.wordpress.com\/2018\/02\/bolleco-bce-1-2018-2-composizione-variazione-occupazione-per-fascia-deta-2007-2016.jpg?w=540\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 interessante altres\u00ec osservare che dal 2000 si \u00e8 notevolmente allargato il gap fra i tasso di disoccupazione dei pi\u00f9 anziani e quello fra la popolazione in piena et\u00e0 lavorativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-11325 size-full\" src=\"https:\/\/thewalkingdebt.files.wordpress.com\/2018\/02\/bolleco-bce-1-2018-2-tassi-disoccupazione-per-etc3a0.jpg?w=540\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cI livelli generalmente bassi\u00a0dei tassi di disoccupazione della popolazione in et\u00e0 pi\u00f9 avanzata rispetto a quella\u00a0in altre fasce di et\u00e0 si spiegano con il fatto che la popolazione in et\u00e0 pi\u00f9 avanzata\u00a0tende ad alternare lo stato di occupazione a quello di inattivit\u00e0 piuttosto che quello di\u00a0occupazione a quello di disoccupazione\u201d. Questo forse spiega perch\u00e9 i 55-64enni abbiano un tasso di disoccupazione vicino a quello pre crisi, mentre il contrario non pu\u00f2 certo dirsi per i giovani. Sono loro i veri sconfitti dalla crisi. E non solo perch\u00e9 faticano a trovar lavoro, ma perch\u00e9 <strong>in gran parte si tratta di lavoro temporaneo o a tempo parziale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-11327 size-full\" src=\"https:\/\/thewalkingdebt.files.wordpress.com\/2018\/02\/bolleco-bce-1-2018-2-giovani-e-lavoro.jpg?w=540\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In queste condizioni, \u00e8 lecito supporre che questi giovani avranno, oltre a una vita lavorativa adulta difficile, una vecchiaia complicata. Sia che lavorino, sia che riescano ad andare in pensione. Auguri.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2018\/02\/13\/anziani-lavoro-giovani-pensione-disoccupazione\/?uuid=96_DUiMrTK8\">http:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2018\/02\/13\/anziani-lavoro-giovani-pensione-disoccupazione\/?uuid=96_DUiMrTK8<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ECONOPOLY La Bce, nel suo ultimo bollettino, propone un articolo molto interessante sulla ripresa del mercato del lavoro nell\u2019eurozona che ci consente di capire quali siano state le determinanti del\u00a0buon andamento\u00a0occupazionale nell\u2019area. Per avere un\u2019idea del progresso fatto, pu\u00f2 essere utile riportare gli ultimi dati Eurostat. La diminuzione della disoccupazione \u00e8 stata associata a una crescita del tasso di partecipazione, che \u00e8 in relazione con l\u2019aumento della forza lavoro. 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