{"id":38938,"date":"2018-02-15T10:30:13","date_gmt":"2018-02-15T09:30:13","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38938"},"modified":"2018-02-15T08:47:21","modified_gmt":"2018-02-15T07:47:21","slug":"la-turchia-tiene-in-ostaggio-leni-roma-che-dice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38938","title":{"rendered":"La Turchia tiene in ostaggio L&#8217;ENI. Roma che dice?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTRE FRONTIERA (Lucio Tirinnanzi)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-header\">\n<div class=\"post-meta vcard\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-thumbnail header\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/erdogangentiloniroma-1280x640.jpg\" alt=\"La Turchia tiene in ostaggio l\u2019ENI. Roma che dice?\" \/><\/div>\n<div class=\"post-wrap\">\n<div class=\"post-content entry-content\">\n<p>Come abbiamo <a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/erdogan-italia-papa-francesco\/\">scritto pi\u00f9 volte su questo giornale<\/a>, la Turchia non pu\u00f2 far parte dell\u2019Unione Europea. Non sotto la guida del presidente Recep Tayyip Erdogan, le cui prove muscolari sono fonte continua d\u2019imbarazzo e destabilizzazione a livello mondiale. Stavolta il suo governo ha preso di mira l\u2019Italia, a pochi giorni dai salamelecchi andati in scena a Roma e al Vaticano agli inizi di febbraio, dove Erdogan si era recato con tante buone intenzioni. Ma la visita che avrebbe voluto rilanciare il dialogo per l\u2019ingresso turco in Europa, rischia invece di degenerare in un contenzioso internazionale dopo l\u2019episodio che siamo a descrivere. Anche se per il momento il governo di Roma tace, urge una presa di posizione ufficiale.<\/p>\n<p>Ancora oggi 14 febbraio, infatti, non si sblocca <a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/eni-piattaforma-cipro-turchia\/\">il giallo del Mediterraneo<\/a> che coinvolge l\u2019italiana <em>ENI<\/em> e la Marina militare turca. Da venerd\u00ec 9 febbraio, infatti, la <em>Saipem 12000<\/em>, una nave da perforazione noleggiata dal colosso petrolifero italiano, resta bloccata al largo di Cipro senza possibilit\u00e0 di raggiungere l\u2019area prevista per le trivellazioni esplorative, come concordato con il governo cipriota. La piattaforma e l\u2019equipaggio sono de facto ostaggi della Turchia, che non riconosce il diritto della parte europea di Cipro a concedere licenze a compagnie petrolifere in un\u2019area che Ankara considera acque territoriali turche.<\/p>\n<p>\u00ab<em>La sola cosa che i greco-ciprioti possono fare \u00e8 smetterla con le azioni unilaterali nel Mediterraneo orientale<\/em>\u00bb ha tuonato il ministro degli Esteri turco Mevlut \u00c7avusoglu, in riferimento alla querelle internazionale sull\u2019indipendenza di Cipro. Come noto, infatti, l\u2019isola \u00e8 divisa dal 1974, anno in cui \u00e8 stata invasa dall\u2019esercito turco in risposta a un colpo di Stato filo-greco. Oggi, Ankara ne controlla la parte settentrionale (un terzo del territorio totale) sotto il cappello di \u201cRepubblica Turca di Cipro del Nord\u201d non riconosciuta dalla comunit\u00e0 internazionale. Mentre la restante parte dell\u2019isola, vale a dire la Repubblica di Cipro, dal 2004 \u00e8 parte dell\u2019Unione Europea. Dal 1974, dunque, una Green Line guardata a vista dalle forze di sicurezza ONU separa la Repubblica Turca di Cipro del Nord e la Repubblica di Cipro. Anche se dal 2003 \u00e8 possibile attraversare la frontiera, oggi quella stessa linea sembra dividere sempre pi\u00f9 l\u2019Occidente dal Medio Oriente e la Turchia dall\u2019Europa.<\/p>\n<p>Oltre alla centralit\u00e0 dell\u2019isola nella geopolitica del Mar Mediterraneo, Ankara non indietreggia e anzi rivendica il nord dell\u2019isola e le sue acque antistanti soprattutto per la questione energetica, essendo i giacimenti offshore situati nel Mediterraneo Orientale ricchi di gas, tali per cui il loro sfruttamento \u00e8 strategico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-74765 size-full\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Gas-Cipro.jpg\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" srcset=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Gas-Cipro.jpg 960w, https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Gas-Cipro-440x289.jpg 440w, https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Gas-Cipro-768x504.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"630\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La ricchezza sotto il mare<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 2011 la texana <em>Noble Energy Incorporation<\/em>, leader mondiale nelle esplorazioni offshore e attiva nelle prospezioni nel Mediterraneo a largo di Israele sin dal 1998 (Leviathan Field), annunci\u00f2 la scoperta di un giacimento \u2013 stimato in oltre 7 trilioni di piedi cubici (tfc) di gas naturale \u2013 nel blocco 12 della Zona Economica Esclusiva (ZEE), a sud di Cipro. Da allora, sono giunte al governo cipriota 33 offerte da 15 diverse societ\u00e0 o consorzi, per ottenere le licenze per esplorazioni nella ZEE.<\/p>\n<p>Nel gennaio 2013, l\u2019italiana <em>ENI<\/em> e la sudcoreana <em>Kogas<\/em>, attraverso un consorzio che vede una partecipazione in proporzioni 80% <em>ENI<\/em> e 20% <em>Kogas<\/em>, hanno ottenuto licenze per esplorazioni nei blocchi 2, 3 e 9, cui in seguito si sono aggiunti i blocchi 6, 8 e 11, due dei quali in collaborazione con <em>Total<\/em>. La societ\u00e0 francese si era gi\u00e0 aggiudicata per 100 milioni di euro la licenza per l\u2019esplorazione dei blocchi 10 e 11. Anche le israeliane <em>Delek Drilling<\/em> e <em>Anver Oil-Gas Exploration<\/em> hanno firmato un accordo per l\u2019acquisto del 30% sui diritti di esplorazione di gas e petrolio a largo di Cipro.<\/p>\n<p>Questi accordi hanno rappresentato una manna dal cielo per la disastrata economia cipriota, duramente colpita dalla recessione economica e dai sacrifici imposti per la concessione del prestito europeo di 10 miliardi di euro, necessario per evitare il collasso del sistema finanziario. Sennonch\u00e9, la scoperta dei giacimenti off-shore a sud di Cipro ha riacceso le dispute, mai sopite, con la Repubblica Turca di Cipro Nord in particolare per il riconoscimento della Zona Economica Esclusiva (inoltre, la Turchia su questo tema ha un atteggiamento contradditorio: non riconosce la ZEE nel Mediterraneo, ma la invoca nel Mar Nero).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La storia della divisione di Cipro<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Amministrata dagli inglesi fin dal 1878, Cipro diventa una colonia dell\u2019Impero Britannico nel 1925, dopo oltre tre secoli di dominio ottomano. L\u2019isola raggiunger\u00e0 l\u2019indipendenza nel 1960, ma il divide et impera britannico aveva gi\u00e0 esacerbato le tensioni tra la comunit\u00e0 greca che mirava all\u2019<em>\u00e9nosis<\/em> \u2013 l\u2019unione con la Grecia \u2013 e quella turca che, in risposta, punta alla <em>taks\u00ecm<\/em>, ovvero a una divisione dell\u2019isola. I primi scontri armati si verificano gi\u00e0 nel 1955 con la nascita dell\u2019EOKA, formazione paramilitare filo-greca di ispirazione nazionalista. Per mantenere il controllo dell\u2019isola, gli inglesi rispondono alle azioni di guerriglia dell\u2019EOKA armando forze turco-cipriote, che si organizzeranno tre anni pi\u00f9 tardi nel movimento di resistenza del TMT, finanziato da Ankara.<\/p>\n<p>Nel 1964 i contrasti sfoceranno in guerra aperta, richiedendo l\u2019intervento delle Nazioni Unite, il cui contingente \u00e8 presente sull\u2019isola da allora. L\u2019occupazione turca del nord di Cipro avviene il 20 luglio del 1974, in reazione a un golpe militare sostenuto dall\u2019Atene dei colonnelli (e con il placet di Washington, che, in piena Guerra Fredda, malvedeva l\u2019adesione di Cipro ai Paesi Non Allineati) volto al raggiungimento dell\u2019\u00e9nosis. L\u2019isola diventa cos\u00ec teatro di un conflitto tra due Stati membri della NATO.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-74803 size-full\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/cipro-divisa.jpg\" sizes=\"(max-width: 909px) 100vw, 909px\" srcset=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/cipro-divisa.jpg 909w, https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/cipro-divisa-440x209.jpg 440w, https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/cipro-divisa-768x365.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"909\" height=\"432\" \/><\/p>\n<p>Ma l\u2019intervento turco non va interpretato soltanto come un\u2019azione militare di carattere espansionistico, ma anche come un atto di orgoglio nazionale. Fino a quel momento, infatti, i turco-ciprioti erano vissuti in una condizione di apartheid, allontanati dalla vita politica, sociale ed economica del Paese da parte della maggioranza greco-cipriota. In seguito all\u2019occupazione, i circa 170.000 greco-ciprioti che vivevano nella parte settentrionale dell\u2019isola vengono esiliati al sud, a maggioranza greca; i 50.000 turco-ciprioti presenti nell\u2019area meridionale si rifugiano invece al nord, dove giunger\u00e0, tra l\u2019altro, una massiccia ondata migratoria proveniente dall\u2019Anatolia.<\/p>\n<p>Nel 1983 il territorio settentrionale si autoproclama Repubblica Turca di Cipro del Nord: riconosciuta solo da Ankara, essa ha tuttavia fin dal 1979 lo status di osservatore presso l\u2019Organizzazione della Cooperazione Islamica, il che equivale a un implicito riconoscimento della sua indipendenza da parte dei Paesi islamici. Nel 2002 Cipro \u2013 tutta \u2013 \u00e8 invitata ad aderire all\u2019Unione Europea, ma il Piano Annan promosso dall\u2019ONU per dare un assetto federale all\u2019isola, sottoposto a referendum nell\u2019aprile 2004, viene accettato solo dal lato turco. Di conseguenza, \u00e8 solo la parte meridionale dell\u2019isola a entrare de facto in Europa nel maggio dello stesso anno, con una linea verde che separer\u00e0 non solo musulmani e ortodossi, ma anche economie con gradi di sviluppo molto differenti.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dell\u2019attuale crisi della Cipro meridionale, \u00e8 il notevole divario economico tra nord e sud a rendere altamente improbabile una riunificazione dell\u2019isola e, con essa, l\u2019ingresso della Turchia in Europa.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/turchia-tiene-ostaggio-eni-cipro-roma\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/turchia-tiene-ostaggio-eni-cipro-roma\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Lucio Tirinnanzi) &nbsp; Come abbiamo scritto pi\u00f9 volte su questo giornale, la Turchia non pu\u00f2 far parte dell\u2019Unione Europea. 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