{"id":38975,"date":"2018-02-18T09:00:36","date_gmt":"2018-02-18T08:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38975"},"modified":"2018-02-16T10:31:59","modified_gmt":"2018-02-16T09:31:59","slug":"perche-sono-su-instagram","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38975","title":{"rendered":"Perch\u00e9 sono su Instagram"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LE PAROLE E LE COSE (Francesco Pecoraro)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-31109\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/cropped-cropped-DSC01888-1.jpg?resize=620%2C197\" sizes=\"(max-width: 620px) 100vw, 620px\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/cropped-cropped-DSC01888-1.jpg?resize=1024%2C325 1024w, https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/cropped-cropped-DSC01888-1.jpg?resize=300%2C95 300w, https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/cropped-cropped-DSC01888-1.jpg?resize=768%2C244 768w, https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/cropped-cropped-DSC01888-1.jpg?w=1102 1102w\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"197\" data-attachment-id=\"31109\" data-permalink=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?attachment_id=31109\" data-orig-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/cropped-cropped-DSC01888-1.jpg?fit=1102%2C350\" data-orig-size=\"1102,350\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"cropped-cropped-DSC01888-1.jpg\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/cropped-cropped-DSC01888-1.jpg?fit=300%2C95\" data-large-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/cropped-cropped-DSC01888-1.jpg?fit=620%2C197\" \/>(a cura di <strong>Maria Teresa Carbone)<\/strong><\/p>\n<p>[<em>Secondo rilevazioni gi\u00e0 obsolete \u2013 settembre 2017 \u2013 Instagram avrebbe 800 milioni di utenti nel mondo. Pi\u00f9 donne che uomini, pi\u00f9 urbani che rurali, pi\u00f9 giovani che anziani. Cos\u00ec <\/em><em>precisa la voce di Wikipedia, ma questi dati sono addirittura del 2014, quando la popolazione instagrammese era meno della met\u00e0 di quella attuale.<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><em>In fondo, degli abitanti di Instagram, entit\u00e0 sovranazionale pi\u00f9 popolosa dell\u2019intero continente europeo, sappiamo solo che hanno un congegno per fotografare \u2013 uno smartphone, nella stragrande maggioranza dei casi \u2013 e che lo usano ogni volta che vedono un oggetto degno di attenzione: se stessi, i loro gatti e i loro cani, la torta di compleanno, il sole al tramonto, la stazione di servizio illuminata di notte, il vagone graffitato della metro\u2026 <\/em><\/p>\n<p><em>E sappiamo che questa massa di immagini (circa cento milioni di foto caricate ogni giorno) non \u00e8 neutra. Di certo sta cambiando il mondo \u2013 le facce, i vestiti, le architetture, gli arredi, oggi sono aggiustati o concepiti per essere instagrammabili al meglio. Ma forse ha un effetto anche sullo sguardo degli adepti di questa neofotografia, nella misura in cui prima lo scatto e poi il confronto con gli altri scatti costringono gli occhi a una maggiore attenzione. <\/em><\/p>\n<p><em>(Una ricerca britannica dell\u2019anno scorso, condotta su 1500 adolescenti, ha concluso che Instagram \u00e8 massimamente ansiogeno). Nasce da qui l\u2019idea di una piccola indagine condotta presso scrittori, fotografi e cultori a vario titolo della materia ai quali sono state poste alcune domande: Perch\u00e9 sei su Instagram? Come definiresti la tua galleria? Con quale strumento scatti le tue fotografie per Instagram? In base a quali criteri metti i like alle foto? Il tuo modo di fare fotografie o di concepire la fotografia \u00e8 cambiato da quando sei su Instagram? Cosa pensi di Instagram come fenomeno sociale? Cosa significa secondo te?<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><em>Cominciamo oggi con le risposte in forma di articolo date da Francesco Pecoraro, la cui pagina Instagram \u00e8<\/em><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/fr_pecoraro\/\"><em> questa<\/em><\/a><em> (<strong>Maria Teresa Carbone<\/strong>)<\/em>]<\/p>\n<p><strong>**************<\/strong><\/p>\n<p>Sono su Instagram forse da un paio d\u2019anni. Prima non sapevo bene di cosa si trattasse e nemmeno adesso so bene cosa sia, a cosa serva. Sulle prime credevo fosse un\u2019applicazione per far sembrare pi\u00f9 belle le foto e non, come poi ho scoperto, una specie di social. Su Facebook, che ho frequentato fino a due anni fa, circolavano queste immagini trattate con filtri Instagram, quindi tutte belle uguali, tutte somiglianti a fotogrammi di un film di Tony Scott: luce gialla, ombre blu, forti contrasti, cieli cangianti. Per questo e altri motivi me ne sono tenuto alla larga. La mia antica formazione modernista mi fa percepire ogni artificio come falsificante.<span id=\"more-31117\"><\/span><\/p>\n<p>Quando fui saturo di Fb\u2014ma non prima di aver litigato con un caro amico a causa di una certa sopra-elevazione romana\u2014, ne uscii e subito dopo caddi in quella che definirei una crisi di astinenza da social. Non avendo una vita sociale nel real-mondo, senza Fb avevo perso ogni forma di attivit\u00e0 relazionale. Non mi illudevo di recuperarla su Instagram, ma almeno l\u00ec avrei potuto mostrare a qualcuno le molte foto che avevo scattato nel corso degli anni, ottenere qualche like, inter-agire con altri produttori di immagini e insomma esistere in rete, anche se in modo del tutto marginale.<\/p>\n<p>Cosa me ne importasse dei like e cosa tuttora me ne importi, non l\u2019ho ben chiaro. Il like, il cuoricino, \u00e8 considerabile come un\u2019unit\u00e0 minima se non di presenza affettiva, almeno di assenso, un quantum rarefatto leggero confortante, di vicinanza amicale, di remunerazione egotica: \u00e8 stata una giornata di merda, non ho combinato nulla, ma stamane una mia fotina ho preso 30 like.<\/p>\n<p>Ero uscito da Facebook perch\u00e9 mi piaceva troppo e l\u2019impegno che mi richiedeva stava succhiando le energie che mi servono per il mio lavoro di scrivente. Con le foto sarebbe stato diverso: avrei avuto un\u2019esistenza digitale, ma molto meno impegnativa e soprattutto priva di parole. Sarebbe stato un po\u2019 come scambiarsi figurine: ne avevo da parte migliaia e continuavo a scattarne.<\/p>\n<p>Faccio foto principalmente con il cellulare e con una buona tascabile, che per\u00f2 lascio quasi sempre a casa: pi\u00f9 lo strumento \u00e8 di qualit\u00e0 pi\u00f9 una foto richiede tempo ed \u00e8 difficile da fare. Da anni non uso pi\u00f9 la reflex. Troppo pesante e ingombrante per i miei scatti estemporanei: ci ho messo molto a capire che inseguendo la qualit\u00e0 dell\u2019immagine sarei stato solo uno dei tanti fotografi dilettanti che non hanno n\u00e9 il tempo, n\u00e9 la competenza tecnica di usare al meglio macchine costose. Quindi, mi sono detto, la fotografia \u00e8 per i professionisti, a me non resta che prendere appunti sul visibile.<\/p>\n<p>Chiarito che posto i miei scatti per ottenere dei like, vengo al punto: perch\u00e9 scatto e cosa c\u2019\u00e8 nei miei scatti?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-31112\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/IMG_1299.jpg?resize=620%2C414\" sizes=\"(max-width: 620px) 100vw, 620px\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/IMG_1299.jpg?resize=1024%2C683 1024w, https:\/\/i2.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/IMG_1299.jpg?resize=300%2C200 300w, https:\/\/i2.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/IMG_1299.jpg?resize=768%2C512 768w, https:\/\/i2.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/IMG_1299.jpg?w=1240 1240w, https:\/\/i2.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/IMG_1299.jpg?w=1860 1860w\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"413\" data-attachment-id=\"31112\" data-permalink=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?attachment_id=31112\" data-orig-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/IMG_1299.jpg?fit=3556%2C2371\" data-orig-size=\"3556,2371\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon PowerShot G12&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1299759727&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;12.074&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.16666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"IMG_1299\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/IMG_1299.jpg?fit=300%2C200\" data-large-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/IMG_1299.jpg?fit=620%2C414\" \/><\/p>\n<p>Alla prima domanda risponderei che lo faccio perch\u00e9 posso farlo, perch\u00e9 la tecnologia contemporanea mi fornisce uno strumento duttile e intelligente per farlo. Le chiamiamo fotografie ma tutti sanno che non hanno quasi pi\u00f9 niente a che vedere con ci\u00f2 che designa questo termine. Le difficolt\u00e0 tecniche della fotografia analogica, su cui del resto si fondava la sua estetica, sono quasi del tutto scomparse. La tecnica digitale ci consente di produrre immagini e di condividerle all\u2019istante. A seguito di un lungo percorso di costruzione di una personale sensibilit\u00e0 visiva (ho una formazione da architetto), il mio occhio \u00e8 diventato suscettibile alla presenza luminosa e volumetrica di ci\u00f2 che vedo e se vedo qualcosa di interessante scatto. Il problema risiede nel fatto che quasi tutto ci\u00f2 che vedo mi sembra interessante.<\/p>\n<p>Tuttavia mi sforzo di selezionare il flusso percettivo che mi investe istante per istante. Quindi alla seconda domanda risponderei che nelle mie foto ci sono in genere tre tipi di paesaggi: l\u2019insignificanza del quotidiano, la plasticit\u00e0 delle lesioni delle automobili, il volto degli animali morti con cui vengo in contatto al mercato, soprattutto pesci, conigli, polli. Mentre quest\u2019ultima categoria di soggetti ha l\u2019intento di sommuovere e denunciare, le prime due, soprattutto la prima, cercano di rintracciare <em>qualcosa <\/em>di estetico in ci\u00f2 che \u00e8 del tutto comune ma che, in determinate condizioni di luce e accuratamente traguardato e inquadrato\u2014possibilmente in modalit\u00e0 frontale, dunque possibilmente ritratte in <em>vera forma<\/em> (aborro la nostra condanna biologica alla deformazione prospettica)\u2014, pu\u00f2 acquisire, se non uno stupefatto anti-significato, la dignitas formale di <em>gioco sapiente di volumi sotto la luce<\/em> (LC).<\/p>\n<p>Con questo progetto in testa, per ottenere anche un minimo risultato, occorre osservare e scattare molte immagini di roba spietatamente insignificante, soggetti non umani, formalmente nulli, cui conferire un non-significato misterioso ma comunicabile, cio\u00e8 capace di arrivare all\u2019osservatore. In questo lavorio fotografico apparentemente distratto ci entra un bel po\u2019 di incoerenza e di concessione allo sdato, e perfino alla bellezza, come quando ho passato quasi una giornata intera a scattare foto, mai postate in rete, dei Dioscuri di Montecavallo.<\/p>\n<p>Su Instagram ho modo di seguire le ricerche altrui, talvolta pi\u00f9 o meno casualmente imparentate con la mia, o la mia con la loro. Uso la parola ricerca perch\u00e9, nel loro apparente piccolo, pur sempre di ricerche si tratta. Posto pi\u00f9 o meno tre immagini al giorno. Qualcuno mi ha fatto notare che forse sono troppe. Probabilmente \u00e8 vero, ma non voglio conferire importanza allo scatto singolo rispetto al flusso di cui fa parte: sono convinto che in rete occorra liberarsi dall\u2019idea di opera e occorra privilegiare il <em>continuum<\/em> rispetto all\u2019<em>unicum<\/em>. Pu\u00f2 capitare di costruire un\u2019immagine pi\u00f9 interessante delle altre: se accade c\u2019\u00e8 qualcosa che non va nell\u2019atteggiamento con cui l\u2019ho scattata. Il narcisismo mi spinge a postarla lo stesso, ma sono circostanze di solito segretamente imbarazzanti: una foto che va oltre i 30 like costituisce una discontinuit\u00e0 rispetto al flusso.<\/p>\n<p>\u00c8 il flusso che conta, non mi interessa la bellezza, inseguo la fissit\u00e0 dell\u2019insignificanza in un mondo, il mio, quasi del tutto insignificante, lurido, mal fatto, convenzionale, maltenuto, pretenzioso, lesionato. Non voglio abbellirlo, voglio rendere la sua, per cos\u00ec dire, mediet\u00e0 sotto la luce. Quindi cerco di lasciare fuori dall\u2019immagine, non sempre riuscendoci, sia la bellezza che la bruttezza conclamate.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-31130\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/2018-02-11-15.13.14-1-1-e1518680988130-1024x1024.jpg?resize=620%2C620\" sizes=\"(max-width: 620px) 100vw, 620px\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/2018-02-11-15.13.14-1-1-e1518680988130.jpg?resize=1024%2C1024 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/2018-02-11-15.13.14-1-1-e1518680988130.jpg?resize=150%2C150 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/2018-02-11-15.13.14-1-1-e1518680988130.jpg?resize=300%2C300 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/2018-02-11-15.13.14-1-1-e1518680988130.jpg?resize=768%2C768 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/2018-02-11-15.13.14-1-1-e1518680988130.jpg?w=1240 1240w, https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/2018-02-11-15.13.14-1-1-e1518680988130.jpg?w=1860 1860w\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"620\" data-attachment-id=\"31130\" data-permalink=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?attachment_id=31130\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/2018-02-11-15.13.14-1-1-e1518680988130.jpg?fit=2448%2C2448\" data-orig-size=\"2448,2448\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;2.2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone 6&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1518361994&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.15&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;160&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.03030303030303&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;6&quot;}\" data-image-title=\"2018-02-11 15.13.14 (1)\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/2018-02-11-15.13.14-1-1-e1518680988130.jpg?fit=300%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/2018-02-11-15.13.14-1-1-e1518680988130.jpg?fit=620%2C620\" \/><\/p>\n<p>In certi serate italiane d\u2019inverno, dopo un pomeriggio limpidissimo invaso dalla luce bassa accecante del solstizio, quando ogni cosa, persino un\u2019automobile ferma al semaforo, rivela una connotazione ultima e metafisica, noto che le bacheche dei miei contatti si riempiono di immagini di case e cieli, nuvole, alberi, muri assolati, e di qualsiasi altra cosa illuminata da quei momenti speciali, come se tutti noi, ciascuno vivendosi la propria giornata e le proprie specifiche vicende, ci fossimo fermati per un attimo a contemplare ci\u00f2 che ci circonda, chiedendoci se per caso non fossimo finiti su Marte.<\/p>\n<p>Non ho niente contro i selfie, ma quasi sempre mi annoiano, non sto su Instagram per pubblicare selfie o panorami di vacanza, bambini sulla spiaggia, gatti &amp; piatti, foto sexy, istantanee di tavolate-incubo in trattorie di cui si intuisce il riverbero acustico. Non disprezzo questo tipo di figure. Ognuno usa i social come vuole. Il mio non \u00e8 un portfolio, non un album, non un\u2019auto-biografia, \u00e8 solo un flusso, un trasferimento di immagini, trascelte e minimamente manipolate, tra le molte che scatto. Non c\u2019\u00e8 una logica, non c\u2019\u00e8 uno scopo se non quello di condividere, di scambiare materiali con contatti che mi paiono interessanti e di scoprire ricerche analoghe che mi aiutino a riflettere meglio su ci\u00f2 che faccio.<\/p>\n<p>Credo che la fotografia, ormai da decenni indistinguibile\/indistinta dall\u2019arte tout court, c\u2019entri poco con i materiali presenti su Instagram, anche se alcuni artisti vi segnalano regolarmente le loro opere, anche fotografiche. Non credo che Instagram, o qualche sito analogo, possa avere una funzione accrescitiva della consapevolezza estetica di massa: chi non ha una cultura visiva non se la costruisce in rete, ma la rete aiuta a trovare materiali visivi. Il problema \u00e8 che l\u2019infinita accessibilit\u00e0 alle riproduzioni di opere e manufatti tende a rendere misteriosamente tutto uguale, in una sequenza, interiore e rapidissima, di mi piace\/non mi piace, in cui sono coinvolte anche opere ritenute maggiori e sempiterne. \u00c8 come se le nostre capacit\u00e0 percettive e di giudizio si siano progressivamente adattate alla modalit\u00e0 binaria del like.<\/p>\n<p>Cerco di resistere (non riuscendoci) alla tentazione di spacciare le immagini postate come componenti di un\u2019estetica: fingo che si tratti solo di sequenze paratattiche, elenchi di oggetti ripresi frontalmente in buone condizioni di luce. In fondo il senso dei miei scatti su Instagram \u00e8 di stare-su-Instagram, cio\u00e8 di darsi come materiali fruibili in un paio di secondi di attenzione, anche meno, che \u00e8 grosso modo il tempo che ci mettiamo a decidere se regalare o no un like alle immagini altrui. Tempo che si allunga, ma capita raramente, quando sono bellissime.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-31134\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/DSC00335-2.jpg?resize=620%2C413\" sizes=\"(max-width: 620px) 100vw, 620px\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/DSC00335-2.jpg?resize=1024%2C682 1024w, https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/DSC00335-2.jpg?resize=300%2C200 300w, https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/DSC00335-2.jpg?resize=768%2C512 768w, https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/DSC00335-2.jpg?w=1280 1280w\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"413\" data-attachment-id=\"31134\" data-permalink=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?attachment_id=31134\" data-orig-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/DSC00335-2.jpg?fit=1280%2C853\" data-orig-size=\"1280,853\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"DSC00335 (2)\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/DSC00335-2.jpg?fit=300%2C200\" data-large-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/DSC00335-2.jpg?fit=620%2C413\" \/><\/p>\n<p>Temo i social e la rete perch\u00e9 stanno rapidamente segnando le nostre menti e lo stanno facendo in una direzione imprevedibile. Ma non posso fare a meno di starci, perch\u00e9 mi attraggono in modo irresistibile e perch\u00e9 starne fuori non aiuta certamente a capirli meglio. Mi accorgo che <em>capirli<\/em> \u00e8 termine improprio: la rete \u00e8 incomprensibile, i social sono per ora inconoscibili, ciascuno di noi ha cognizione solo di una piccolissima porzione tribal-amicale, una capsula culturalmente omogenea creata dall\u2019algoritmo per farci sentire a nostro agio e darci modo di confermare ogni giorno le nostre convinzioni o di farle derivare impercettibilmente.<\/p>\n<p>Per\u00f2 sappiamo che la rete, essendo un luogo di affluenza di massa, sottost\u00e0 alle grandi leggi del contagio mentale e del comportamento gregario, le stesse secondo cui hanno sempre agito\/non-agito le masse. Oggi le nostre citt\u00e0, a parte qualche sporadico uccisore fuori di testa, sono apparentemente calme, calmissime, ma basta andare su un social e quella che ci sembra una mattinata tranquilla si rivela un oceano in tempesta percorso da ondate di odio.<\/p>\n<p>Ma Instagram mi pare immune dal fenomeno degli odiatori. Forse \u00e8 una percezione dovuta all\u2019omogeneit\u00e0 algoritmica della sfera dei miei contatti, che \u00e8 solo una porzione infinitesima dell\u2019iconosfera che ormai avvolge il pianeta in pi\u00f9 strati, fatta con miliardi di immagini, di video, di file sonori, che a ogni istante si accumulano uno sull\u2019altro nei banchi di memoria della rete, dove il mio minuscolo atollo relazionale costituisce un appartato appagante infantilizzato universo.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=31117#more-31117\">http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=31117#more-31117<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Francesco Pecoraro) (a cura di Maria Teresa Carbone) [Secondo rilevazioni gi\u00e0 obsolete \u2013 settembre 2017 \u2013 Instagram avrebbe 800 milioni di utenti nel mondo. Pi\u00f9 donne che uomini, pi\u00f9 urbani che rurali, pi\u00f9 giovani che anziani. Cos\u00ec precisa la voce di Wikipedia, ma questi dati sono addirittura del 2014, quando la popolazione instagrammese era meno della met\u00e0 di quella attuale. 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