{"id":38984,"date":"2018-02-17T10:30:36","date_gmt":"2018-02-17T09:30:36","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38984"},"modified":"2018-02-17T09:29:51","modified_gmt":"2018-02-17T08:29:51","slug":"radiografia-di-un-sistema-politico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38984","title":{"rendered":"Radiografia di un sistema politico"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALDO GIANNULI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come \u00e8 diventato il sistema politico italiano dopo 5 anni di tripolarismo? Conviene parlarne prima del 4 marzo per poi poter fare i raffronti. A mio avviso abbiamo un sistema pentapolare articolato come segue:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 al centro i partiti di sistema; Fi, Pd e centristi vari<br \/>\n\u2022 ai due poli estremi i partiti antisistema Lega e M5s<br \/>\n\u2022 in posizione intermedia fra il centro e i poli, rispettivamente Fratelli d\u2019Italia e Liberi ed Eguali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qualche chiarimento:<\/strong> uso l\u2019espressione antisistema per indicare i due raggruppamenti di protesta, pi\u00f9 per il fatto che sono percepiti come tali che per quel che sono effettivamente. In secondo luogo, le posizione descritte non sono fisse ed immutabili: i partiti tendono a modificare la loro collocazione e la loro immagine in base alle fasce di elettorato che intendono conquistare, ad esempio il M5s sta cercando di non essere percepito come antisistema (vedi l\u2019opposizione all\u2019Euro lasciata cadere)per conquistare voti nel grande centro moderato (che poi possa riuscirci o no \u00e8 altro paio di maniche).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In terzo luogo collochiamo convenzionalmente la Lega a destra ed il M5s a sinistra, pur sapendo ce entrambi i partiti non si riconoscono in queste espressioni ed ospitano al proprio interno posizioni molto contrastanti (ed il M5s pi\u00f9 che la Lega), ma dovendo descrivere graficamente la rispettiva collocazione siamo costretti a collocarli sulla destra o sulla sinistra del foglio perch\u00e9, altrimenti, occuperebbero il medesimo spazio, il che sarebbe fonte di equivoci, quindi, per ora queste espressioni hanno un valore meramente spaziale. Registriamo, per\u00f2, una certa asimmetria, perch\u00e9 il M5s \u00e8 pi\u00f9 composito della Lega e perch\u00e9 esso non \u00e8 coalizzato a nessuno ed \u00e8 in movimento, mentre la Lega lo \u00e8 (e non da oggi) con Forza Italia ed \u00e8 pi\u00f9 stabile. Infine, l\u2019 asimmetria si accentua in considerazione del ruolo delle \u201cmezze ali\u201d FdI e Leu: infatti FdI \u00e8 coalizzata con Fi e Lega, mentre Leu non \u00e8 coalizzata n\u00e9 con il M5s n\u00e9 con il Pd (anche se nelle amministrazioni locali, spesso lo \u00e8 con il Pd).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Passiamo all\u2019esame delle caratteristiche dei rispettivi elettorati<\/strong> distinguendo fra elettorato di appartenenza (legato ad un certo partito da vincoli ideologici, di interesse, di abitudine ecc), ed elettorato \u201cfluttuante\u201d diviso fra quello \u201cutilitarista\u201d (che vota un partito calcolando le sue possibilit\u00e0 di successo) e quello \u201coppositivo\u201d (che vota un partito pi\u00f9 in opposizione ad altri che per adesione al partito votato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il centro, che designiamo come \u201cla grande palude\u201d, ha un elettorato di appartenenza (pi\u00f9 sul fianco del Pd che su quello di Fi) che \u00e8 decisamente meno consistente di quello \u201cutilitarista\u201d (in cui si iscrivono quasi totalmente gli elettori di centro, i vari Udc, Scelta civica, Ala eccetera). Si tratta dell\u2019elettorato governista per vocazione e che teme ogni cambiamento come avventura. Da sempre Pd e Fi erano assai simili nei programmi e nella cultura politica, ma i rispettivi elettorati si percepivano come antitetici nel formato bipartitico del sistema, ma, da quando si \u00e8 manifestata la presenza del M5s (ed in particolare dal governo Letta in poi), hanno gradualmente attenuato la reciproca repulsione ma senza annullarla, E questo come hanno dimostrato sia il referendum costituzionale che i ballottaggi, in cui quote consistenti di elettorato di volta in volta del Pd o della destra, preferivano votare M5s che l\u2019altro polo di centro, comportandosi, in questo caso come elettorato \u201coppositivo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni ci sono stati consistenti flussi di elettorato della grande palude verso i poli estremi (pi\u00f9 da sinistra verso il M5s che da Fi alla Lega) che hanno gonfiato i comportamenti oppositivi. Ma la mobilit\u00e0 pi\u00f9 accentuata \u00e8 interna alla \u201cgrande palude\u201d: data la forte presenza di elettorato utilitarista, si registra una grande mobilit\u00e0 da un polo all\u2019altro fra quelli interni al sistema e questo spiega il rapido \u201csquagliamento\u201d della lista Monti, il 41% del Pd rapidamente calato, l\u2019attuale resurrezione di Fi, ecc. Dunque un elettorato relativamente stabile nel grande centro ma molto mobile al suo interno e con moderati flussi in uscita verso i partiti intermedi o i poli estremi, generazionalmente vecchio, territorialmente distribuito, con scarsissima capacit\u00e0 di espansione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Veniamo all\u2019elettorato dei due poli:<\/strong> la Lega ha un marcato elettorato di appartenenza e un limitatissimo voto \u201coppositivo\u201d. Esistendo da quasi trenta anni ed avendo sviluppato un complesso apparato simbolico (prevalentemente \u201cnordista\u201d come l\u2019Albetto da Giussano, la stella alpina, eccetera) ha consolidato il suo radicamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 questo comporta una limitatissima capacit\u00e0 di espansione perch\u00e9 ha due limiti fortissimi. In primo luogo di natura ideologica: la Lega ha sviluppato un marcato tratto di destra e il civettamento con la destra neo fascista non migliora la situazione perch\u00e9 l\u2019elettorato moderato pu\u00f2 non essere sempre antifascista, ma non ama il fascismo ed una cosa che si presenta come prossima al fascismo non la vota (anche se magari si tratta di una percezione eccessiva). In secondo luogo, ma molto pi\u00f9 importante, ha un limite territoriale: la Lega \u00e8 irrimediabilmente percepita come partito \u201cNordista\u201d, antiromano ed anti meridionale e non basta togliere la parola Nord dal simbolo, candidare la Buongiorno a Roma o simmiottare la Le Pen (il che poi aggrava la percezione della Lega come filo-fascista) per prendere voti a sud della Toscana. Semmai, tendendo troppo la corsa c\u2019\u00e8 il rischio di perdere fette di elettorato storico al nord (Bossi si \u00e8 sempre dichiarato antifascista e non ha mai creduto nella calata al sud). La Lega ha un elettorato territorialmente concentrato \u00e8 generazionalmente distribuita (anche se con una quota di giovani maggiore di quella del grande centro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il M5s \u00e8 un movimento relativamente giovane,<\/strong> per cui ha un radicamento molto pi\u00f9 fragile e recente, ma, comunque, ha costruito un suo elettorato di appartenenza di qualche entit\u00e0, tuttavia prevale nettamente l\u2019elettorato oppositivo che vota \u201ccontro\u201d. Il M5s ha avuto una \u201cesplosione elettorale\u201d paragonabile solo a quella di Forze Italia nel 1994, ma occorre tener conto che non aveva le Tv di Berlusconi e che la crisi del sistema politico non era ancora al punto di oggi o a quello del 1992-94. Questo ha ingenerato al suo interno una aspettativa di affermazione rapidissima che, per\u00f2, non fa i conti con la legge dei rendimenti decrescenti, per la quale ogni ulteriore acquisto costa molti pi\u00f9 sforzi dei precedenti. La sensazione \u00e8 che, voto pi\u00f9, voto meno, il M5s abbia quasi raggiunto il massimo della sua espansione strutturale, per cui, salvo il collasso totale di qualcuno dei suoi contendenti, difficilmente andr\u00e0 molto oltre, avendo, come la Lega, dei limiti molto forti all\u2019espansione, il pi\u00f9 importante dei quali \u00e8 quello generazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il M5s raccoglie percentuali molto elevate (superiori al 40%) fra i ventenni, un po\u2019 meno generose fra i trentenni (comunque oltre il 30%), poi calanti man mano che si sale con l\u2019et\u00e0, sino a una quo ta inferiore al 15% fra gli ultrasessantenni. Dati che, sia pure con molta approssimazione, rispecchiano quelli della familiarit\u00e0 con il web, massima fra i ventenni e minima fra gli ultrasessantenni e val la pena di ricordare che quello \u00e8 l\u2019unico media in cui i 5s hanno una presenza massiccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 poi un altro limite che un po\u2019 si intreccia con il precedente, quello di natura professionale. Il gruppo parlamentare di 5 stelle \u00e8 il primo o il secondo (non ricordo bene) per numero di laureati e fra quelli che hanno il maggior numero di lavoratori qualificati (ingegneri, tecnici specializzati, docenti, informatici, biologi ecc.) ma \u2013anche a causa della sua pessima comunicazione- \u00e8 percepito come un gruppo parlamentare a bassissimo tasso di formazione culturale e di disoccupati che hanno trovato modo di rimediare un lauto stipendio senza sforzi e certe uscite in materie di scie chimiche e di vaccini non hanno migliorato l\u2019immagine. Per cui i ceti pi\u00f9 sensibili alle qualifiche professionali hanno scarsa propensione a votare il M5s. Tenendo conto che la struttura demografica del nord \u00e8 mediamente pi\u00f9 \u201cvecchia\u201d di quella del sud e che nel nord \u00e8 pi\u00f9 presente la fascia di elettorato pi\u00f9 \u201cprofessionalizzata\u201d i due limiti precedenti si traducono in un terzo di natura territoriale: nel nord (con l\u2019eccezione parziale del Piemonte) il M5s \u00e8 a valori pi\u00f9 bassi della media (in particolare in Lombardia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E veniamo alle \u201cmezze ali\u201d eredi lontane dei due partiti polari ed ideologici della prima Repubblica,<\/strong> Pci e Msi, con una differenza: FdI ha recuperato sostanzialmente le dimensioni del vecchio Msi (che era appunto sul 5% ed in qualche occasione tocc\u00f2 il 7-8%), mentre Leu recupera solo una piccola parte del fu Pci (che si aggirava intorno al 30%) e l\u2019ha miscelata con diverse altre cose. La funzione di questi partiti \u00e8 svolgere una funzione di complemento: rappresentare la sopravvivenza di una cultura politica, agire come gruppo di pressione, articolare la proposta politica della coalizione ecc, insomma, la vocazione del cespuglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FdI \u00e8 una parte della vecchia An, uscita dal fu Pdl, per un certo periodo si \u00e8 alleata alla Lega contro Fi, poi ha avuto delle oscillazioni. Infine \u00e8 rientrata in coalizione: Ha qualche seguito giovanile ed un insediamento prevalentemente meridionale (Lazio, Sicilia, Campania) con una isolata e limitata enclave milanese. Ha un limitato elettorato di appartenenza (un po\u2019 di vecchio Msi e qualche innesto successivo) per il resto ha un elettorato \u201cutilitarista\u201d di secondo grado che fa un gioco di sponda: vota per la coalizione, ma cerca di condizionarla (ad esempio per evitare alleanze con la sinistra) attraverso il voto a FdI. Come tutti cespugli non ha l\u2019obiettivo di assumere la leadership della coalizione ma di gestire il suo spazio residuale, magari accrescendolo per quanto possibile. Dunque, scarse possibilit\u00e0 di espansione e tentativo di resistere nel suo insediamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un po\u2019 pi\u00f9 tormentata la storia di Leu che, in primo luogo non \u00e8 un partito, ma la sommatoria aritmetica (sperando che non diventi algebrica) di tre partitini, e occupa uno spazio che in passato \u00e8 stato di Rifondazione (e infatti, per ora, i sondaggi gli danno quel 6% che fu la quota di assestamento di Rifondazione, a sinistra del Pds-Ds.Pd). Attualmente non \u00e8 coalizzata con nessuno, ma, di fatto, opera come gruppo di pressione sterno per un Pd derenzizzato e, d\u2019altra parte, nelle amministrazioni locali, nel sindacato, negli organismi come l\u2019Arci ecc convive con il Pd. Ha un elettorato di appartenenza, ma che \u201cappartiene\u201d non a Leu in quanto tale ma a ciascuno dei tre partitini che l\u2019hanno formata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto all\u2019elettorato fluttuante di opinione vedremo cosa sar\u00e0 raccogliere fra quelli che non vogliono n\u00e9 Renzi n\u00e9 Di Maio, i segnali di inizio campagna elettorale non sono incoraggianti e si profila il rischio di un flop. E\u2019 probabile che abbiano un certo seguito in Toscana ed Emilia ed in isole come il Salento. Capacit\u00e0 espansive limitate pi\u00f9 dalle insufficienze del suo gruppo dirigente che dalla situazione oggettiva. Infatti, Leu ha un bacino potenziale (che, per definizione, \u00e8 maggiore di quello che si raccoglie effettivamente) stimabile fra il 7 ed il 10% che potrebbe tradursi senza troppo sforzo in un 7-9%, ma che rester\u00e0 sicuramente sotto quella soglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il limite fondamentale<\/strong> di questa formazione \u00e8 la totale assenza di iniziativa politica sostituita da piccole mosse tattiche come la ricerca del \u201ccapo\u201d ad effetto, qualche polemica occasionale e pochi slogan (come quello sulle tasse universitarie). Di fatto Leu \u00e8 un ceto politico professionale privo della bench\u00e8 minima progettualit\u00e0 ed interessato solo alla sua sopravvivenza. Unica testa pensante quella di D\u2019Alema, ma che da sola non compensa il vuoto della proposta. Un cespuglio di serie B, il cui obiettivo \u00e8 quello di tornare in un Pd senza Renzi. Unico parametro di confronto precedente \u00e8 il 3% circa di Sel nel 2013 cui, in teoria, dovrebbero sommarsi i voti delle ripetute scissioni del Pd (Civati, Fassina, Bersani-D\u2019Alema) che in teoria dovrebbero aggirarsi fra il 3 ed il 4% e cui potrebbe sommarsi qualche rivolo di elettori delusi del M5s (appunto una forchetta fra il 7 ed il 10% teorico che potrebbe tradursi in un 7-8%) ma che rischia brutte sorprese con flussi di voti in uscita, tanto verso l\u2019astensione quanto verso \u201cPotere al Popolo\u201d se riuscisse ad offrire una proposta politica e delle liste apprezzabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo il quadro complessivo attuale, il 5 marzo vedremo che linee evolutive si profileranno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/radiografia-di-un-sistema-politico\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/radiografia-di-un-sistema-politico\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI &nbsp; Come \u00e8 diventato il sistema politico italiano dopo 5 anni di tripolarismo? 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