{"id":38999,"date":"2018-02-18T11:00:18","date_gmt":"2018-02-18T10:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38999"},"modified":"2018-02-18T10:23:07","modified_gmt":"2018-02-18T09:23:07","slug":"nuova-linfa-la-mercato-della-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=38999","title":{"rendered":"Nuova linfa al mercato della paura"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Niccol\u00f2 Inturrisi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"riassunto\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Anche l&#8217;Unione Europea, come le grandi superpotenze mondiali, sembra aver puntato fortemente sul mercato delle armi e sulla strumentalizzazione della paura per rilanciare l&#8217;economia del Vecchio Continente. Eppure l&#8217;ennesima strage, avvenuta in Florida, dovrebbe metterci in guardia sui rischi che queste politiche comportano.<\/strong><\/div>\n<div class=\"aut\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"sep\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"it-IT\">Nella notte di mercoled\u00ec, ora italiana, abbiamo assistito all\u2019ennesima strage avvenuta negli Stati Uniti, dove in un liceo della <strong>Florida<\/strong> sono stati uccisi 17 studenti e feriti a decine per mano di un<strong> ragazzo diciannovenne<\/strong> armato con un AR-15 d\u2019assalto; arma che ha potuto comperare liberamente grazie al tanto caro \u201c<em>second amendment<\/em>\u201d statunitense. Un atto di follia, che deve per\u00f2 far riflettere soprattutto sul mercato delle armi mondiale che non vede solo il monopolio dell\u2019<em>NRA<\/em>, ma che pian piano si potr\u00e0 spostare anche nei litorali europei. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"it-IT\">E stato reso noto infatti l\u2019accordo dell\u2019 11 dicembre siglato a Bruxelles, formalizzato come <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>European<\/i><\/span> <span lang=\"it-IT\"><i>Defence Fund <\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">: un provvedimento che avr\u00e0 il compito di promuovere la competitivit\u00e0, sviluppare l\u2019innovazione e <strong>garantire un supporto concreto alle aziende ed industrie militari<\/strong> dei paesi membri dell\u2019Unione Europea, con il pretesto di difendersi dalle minacce esterne all\u2019Unione che, secondo i politicanti, non accenneranno a diminuire nel lungo periodo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"it-IT\">L\u2019Europa, infatti, si impegna per un progetto a lungo termine di sviluppo e acquisizione di materiali bellici, con un piano di spese e co-finanziamento annuale che passer\u00e0 da 500 milioni nel 2019 ad 1 miliardo nel 2020. Oltretutto, la difesa comune sar\u00e0 garantita da un fondo europeo di 5,5 miliardi di euro l\u2019anno che dovr\u00e0 servire come trampolino di lancio dell\u2019economia europea. La politica nazionale si fonde con il mercato economico bellico, dominato da industrie che hanno sofferto di una crisi quasi impalpabile durante questi anni. Secondo il rapporto del SIPRI (<\/span><span lang=\"it-IT\"><i>Stockholm International Peace Reserach Institute<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">), in tutto il mondo si \u00e8 speso una cifra intorno ai 1.686 trilioni di dollari in armi solo nel 2016, in aumento dello 0,4% rispetto all\u2019anno precedente. Il distacco incolmabile con le super potenze economiche come gli Stati Uniti (611 miliardi) o la Cina (215 miliardi) deve essere utile per ridimensionare le aspettative con cui guardiamo alle spese dei paesi dell\u2019eurozona. La Russia ha avuto una spesa di 69 miliardi, ed \u00e8 stata appena seguita dalla Francia con 55 miliardi, Regno Unito a 48 e Germania con 41. E l\u2019Italia? <strong>Quasi 28 miliardi<\/strong>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"it-IT\">Un nuovo sbocco del capitalismo industriale, dunque, trainato dalla paura di un conflitto che non viene combattuto sul territorio ma da cui dobbiamo metterci comunque al \u201criparo\u201d. L\u2019evoluzione naturale del capitalismo, descritta da Deleuze e Guattari nel lavoro monumentale dei Mille Piani, racconta proprio di questo aspetto quasi psicologico in cui la globalizzazione \u00e8 divenuta parte principale o elemento trainante. La definizione di globalizzazione, descritta da Tosun e Knill (2017), recita come un monito, nel quale \u00e8 evidente un \u201c i<\/span><span lang=\"it-IT\"><i>ntensificata versione di interdipendenza tra gli stati guidata da una liberalizzazione economica\u201d. <\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">Il neo-liberismo d\u2019assalto, in cui gli interessi delle industrie si fondono con quelli dei diversi stati, creando un giro economico <strong>che porter\u00e0 guadagni impressionanti alle aziende<\/strong>, ma con l\u2019oscura previsione di non portare benefici a quella popolazione che deve essere \u201cprotetta\u201d. La protezione di un futuro di pace che passa dagli investimenti negli armamenti bellici. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"it-IT\">L\u2019accettazione dei movimenti di interdipendenza sono la chiave per poter osservare come al cittadino europeo non interessi come e quanti soldi vengano spesi nei confronti della difesa, proprio perch\u00e9 <strong>siamo stati portati a fare propria quella paura<\/strong>, quello stato psicologico di accettazione di fronte all\u2019ennesimo nuovo metodo di arricchimento per i soliti volti noti. Potremmo parlare per esempio di <strong>Finmeccania<\/strong>, ora chiamata<em> Leonardo<\/em> (della quale lo Stato italiano ne possiede il 30%), che sempre secondo il rapporto del SIRPI non si muove dal nono posto mondiale per vendita di armi dal 2005. O di come<strong> Fincantieri<\/strong> abbia acquistato il 50% di<strong> Stx<\/strong>, un\u2019azienda d\u2019oltralpe che produce armamenti bellici per la marina militare. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"it-IT\">In un momento in cui l\u2019Italia scivola negli ultimi posti in Europa come spesa nella ricerca, nell\u2019istruzione, nella sanit\u00e0 pubblica, effettivamente era necessaria una spinta economica da parte dell\u2019Unione Europa per aiutare i capitani d\u2019industria bellici. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"it-IT\">Ma, d\u2019altronde, quando il popolo \u00e8 affamato, che mangi brioches<\/span><span lang=\"it-IT\">. <\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/cartucce\/nuova-linfa-al-mercato-della-paura\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/cartucce\/nuova-linfa-al-mercato-della-paura\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Niccol\u00f2 Inturrisi) &nbsp; Anche l&#8217;Unione Europea, come le grandi superpotenze mondiali, sembra aver puntato fortemente sul mercato delle armi e sulla strumentalizzazione della paura per rilanciare l&#8217;economia del Vecchio Continente. 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