{"id":39061,"date":"2018-02-20T08:00:50","date_gmt":"2018-02-20T07:00:50","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39061"},"modified":"2018-02-19T23:58:20","modified_gmt":"2018-02-19T22:58:20","slug":"populismo-e-crisi-del-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39061","title":{"rendered":"Populismo e crisi del sociale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CARLO FORMENTI<\/strong><\/p>\n<div class=\"typography\">\n<h2 class=\"subtitle\" style=\"text-align: justify;\">\u00abAlla concentrazione del potere economico in poche mani fa riscontro il progressivo svuotamento degli istituti tradizionali della democrazia rappresentativa, ridotti a camere di compensazione di interessi lobbistici. I cittadini sono consapevoli che le loro scelte elettorali non hanno pi\u00f9 alcun peso nel determinare le proprie condizioni di vita per cui tendono a rifiutare in blocco la politica\u00bb<\/h2>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf\">\n<div class=\"lf-col1 lf-size1 lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p>Le due prospettive contraddittorie che animarono il movimento del \u201968 &#8211; la \u201ccritica sociale\u201d e la \u201ccritica artistica\u201d al sistema capitalistico &#8211; aprirono la strada ad una serie di rivendicazioni di carattere individuale (femminismo, ecologismo, genderismo) determinando lo smarrimento di quelle sociali. Una situazione che ha posto le basi per la successiva conversione delle sinistre al neoliberismo e che ha contribuito all\u2019esplosione dei populismi.<\/p>\n<p>Ne abbiamo parlato con <strong>Carlo Formenti<\/strong>, firma di <a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?cat=7281\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">MicroMega<\/a>, militante della sinistra radicale e autore di numerosissimi saggi su temi politici e sociali e del recente<a href=\"http:\/\/www.deriveapprodi.org\/2016\/09\/la-variante-populista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em> La variante populista <\/em><\/strong><\/a>(DeriveApprodi, Roma 2017).<\/p>\n<p><strong><em>Il termine <\/em><em>populismo \u00e8 uno dei pi\u00f9 ricorrenti nel dibattito politico attuale. Potrebbe illustrarci la sua evoluzione storica e la fisionomia che sta assumendo oggi?<\/em><\/strong><br \/>\nDescrivere l\u2019evoluzione storica del termine richiederebbe un piccolo trattato di politologia comparata e non sarebbe utile alla comprensione del fenomeno contemporaneo: fra il populismo russo di fine Ottocento, o fra quello americano a cavallo fra il XIX e il XX secolo, e il fenomeno contemporaneo, tanto per fare un esempio, esistono ben pochi elementi di contatto. N\u00e9 molto pi\u00f9 utili appaiono le definizioni \u201cscientifiche\u201d del fenomeno, che risalgono agli anni Sessanta del secolo scorso e si riferiscono ai regimi populisti latino americani della prima met\u00e0 del Novecento. Gli elenchi caratterizzanti che vennero allora compilati, quali l\u2019opposizione fra popolo (buono) ed \u00e9lite (cattive), unit\u00e0 mitica (interclassista) del popolo, rapporto diretto fra leader e masse, rifiuto della casta politica e delle istituzioni rappresentative, ecc., servono tutt\u2019al pi\u00f9 a definire \u2013 per usare <a href=\"http:\/\/www.vita.it\/it\/interview\/2017\/11\/13\/litalia-e-populista\/149\/\" target=\"_top\">le parole di Marco Tarchi<\/a> \u2013 uno \u201cstile\u201d e una \u201cmentalit\u00e0\u201d populiste.<\/p>\n<p>Quanto all\u2019uso polemico che ne fanno oggi media e partiti tradizionali si smentisce da solo, nel senso che tutti i leader politici, senza distinzione, fanno ricorso a tecniche di comunicazione di tipo populista. Populismo \u00e8 oggi una definizione generica che si riferisce a un complesso insieme di fenomeni politici e sociali \u2013 anche molto diversi fra loro &#8211; innescati dalla grande trasformazione dei sistemi economici e politici iniziata negli anni Settanta del secolo scorso e che viene perlopi\u00f9 etichettata come globalizzazione neoliberista.<\/p>\n<p><strong><em>Quali sono le cause scatenanti da cui origina l\u2019ondata di populismo che sta attraversando Europa e Stati Uniti?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La causa fondamentale \u00e8 di carattere socioeconomico: i processi di finanziarizzazione e di internazionalizzazione dell\u2019economia hanno provocato la perdita di milioni di posti di lavoro nei Paesi occidentali, un drastico peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle classi lavoratrici e la perdita di status delle classi medie, un aumento mostruoso delle disuguaglianze con la concentrazione della ricchezza in pochissime mani, una progressiva perdita di fiducia nelle categorie fondanti della cultura moderna (progresso, fiducia nel futuro, ecc.).<\/p>\n<p>A questo si \u00e8 aggiunta la progressiva \u201cconversione\u201d delle sinistre socialdemocratiche al pensiero unico neoliberista (basti pensare a figure come Clinton, Blair, Hollande, Renzi per citare solo alcuni esempi) che hanno privato le classi subalterne della loro rappresentanza politica. Le sinistre rappresentano oggi esclusivamente gli interessi di strati sociali medio alti e acculturati alleati con le \u00e9lite finanziarie e si impegnano esclusivamente a difendere i diritti individuali e civili di questi strati, ignorando i diritti sociali delle masse impoverite. Ecco perch\u00e9 la rabbia popolare assume spesso connotati \u201cdi destra\u201d (cfr. la vittoria di Trump negli Usa o l\u2019esito del referendum inglese sulla Brexit) il che consente alle \u00e9lite tradizionali di etichettare i movimenti populisti come neofascisti (ignorando il fatto che esistono populismi dichiaratamente di sinistra come Podemos, Sanders, M\u00e9lenchon, Corbyn e altri) .<\/p>\n<p><strong><em>L\u2019attuale momento populista potrebbe essere identificato come l\u2019effetto della post-democrazia?<\/em><\/strong><br \/>\nAlla concentrazione del potere economico in poche mani fa riscontro il progressivo svuotamento degli istituti tradizionali della democrazia rappresentativa, ridotti a camere di compensazione di interessi lobbistici (ci\u00f2 \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente nel caso dell\u2019Unione Europea, dove l\u2019esautoramento dei governi nazionali ha ridotto a puro rituale le elezioni politiche). I cittadini sono consapevoli che le loro scelte elettorali non hanno pi\u00f9 alcun peso nel determinare le proprie condizioni di vita per cui tendono a rifiutare in blocco la politica.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-float lf-float-left lf-cal-a lf-size1 lf-media lf-picture lf-block\" data-main-eref=\"photo:e07077be-c66f-4a25-bdd9-8c8de0011067\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<figure><img decoding=\"async\" class=\" lazyloaded\" src=\"http:\/\/i.cdn-vita.it\/blobs\/variants\/e\/0\/7\/0\/e07077be-c66f-4a25-bdd9-8c8de0011067_large.jpg?_636546477909641744\" alt=\"Carlo Formenti\" data-src=\"http:\/\/i.cdn-vita.it\/blobs\/variants\/e\/0\/7\/0\/e07077be-c66f-4a25-bdd9-8c8de0011067_large.jpg?_636546477909641744\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-col1 lf-size1 lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p><strong><em>I partiti politici sono stati il punto di forza della social democrazia. A cosa \u00e8 dovuta la loro obsolescenza? E quella del sindacato?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La loro obsolescenza \u00e8 dovuta all\u2019effetto di destrutturazione che i processi economici descritti in precedenza hanno avuto sulla composizione di classe delle nostre societ\u00e0, innescando processi di individualizzazione\/atomizzazione sociale. Partiti e sindacati sono organi di rappresentanza collettiva e, se vengono a mancare i soggetti collettivi da rappresentare, perdono il proprio ruolo. I partiti si convertono in macchine elettorali pigliatutto che ricercano il consenso attraverso strategie comunicative paragonabili a quelle del marketing aziendale.<\/p>\n<p>Quanto ai sindacati, si ritrovano impotenti a organizzare una forza lavoro sempre pi\u00f9 dispersa e precarizzata. \u00c8 per questo che, come ho scritto nei miei ultimi lavori, la lotta di classe tende inevitabilmente ad assumere forme populiste, aggregando domande diverse attorno a uno o pi\u00f9 obiettivi contingenti che, in certe circostanze, possono svolgere un ruolo egemonico (vedi le analisi del filosofo argentino Ernesto Laclau). Ed ecco perch\u00e9 il populismo non ha connotati ideologici predefinibili: il tema aggregante pu\u00f2 avere connotati di sinistra (lotta alla disuguaglianza) o di destra (reazione ai flussi migratori).<\/p>\n<p><strong><em>Dal suo libro <\/em>La variante populista <em>emerge che la cultura sessantottina \u00e8 integrata nel sistema capitalistico. La sinistra, infatti, dopo aver abbandonato la lotta di classe, ha iniziato a rivendicare diritti civili e indentitari come il femminismo, il genderismo, l\u2019ecologismo. A suo avviso tali rivendicazioni risultano strumentali al sistema di potere imperante? Perch\u00e9?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Esiste ormai un\u2019ampia letteratura sulla integrazione dei cosiddetti nuovi movimenti nel blocco di potere neoliberale. Cito solo tre opere: <em>Il nuovo spirito del capitalismo<\/em>, di Boltanski e Chiapello, <em>Fortunes of Feminism,<\/em> di Nancy Fraser e <em>Politicamente corretto. Il conformismo morale come regime, <\/em>di Jonathan Friedman. Nella prima, gli autori dimostrano come le trasformazioni del modo di produrre e dell\u2019organizzazione aziendale indotte dalle nuove tecnologie digitali abbiano richiesto il superamento delle vecchie gerarchie e dei vecchi metodi autoritari di gestione del potere. \u00c8 nato cos\u00ec un capitalismo \u201cgauchiste\u201d (che ha la sua massima espressione in alcuni giganti del Web come Google) che ha assunto i valori sessantottini a canone etico della cosiddetta \u201cclasse creativa\u201d.<\/p>\n<p>La Fraser ha invece dimostrato come il femminismo mainstream, che ha abbandonato le velleit\u00e0 anticapitaliste del femminismo della differenza e si concentra esclusivamente sulle pari opportunit\u00e0 di carriera e di reddito, sia oggi fedele alleato di una societ\u00e0 capitalista che si fonda sui valori dell\u2019individualismo e della meritocrazia. Quanto al gender, le stesse femministe storiche hanno evidenziato come il genderismo teorizzi una neutralizzazione della differenza sessuale che \u00e8 funzionale al dominio di un capitale che ha da tempo abbandonato come un obsoleto retaggio del passato il patriarcato.<\/p>\n<p>Infine, Friedman descrive con efficacia come la neolingua del politicamente corretto incarni oggi il canone morale di un dominio totalitario delle \u00e9lite occidentali, un canone che giustifica le guerre \u201cumanitarie\u201d contro le culture diverse per imporre i valori della \u201cdemocrazia\u201d e dei diritti civili, e che alimenta l\u2019odio delle \u201csinistre\u201d progressiste contro il popolo rozzo e politicamente scorretto.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"closer\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"tagList\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.vita.it\/it\/interview\/2018\/02\/19\/populismo-e-crisi-del-sociale\/168\/\">http:\/\/www.vita.it\/it\/interview\/2018\/02\/19\/populismo-e-crisi-del-sociale\/168\/<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO FORMENTI \u00abAlla concentrazione del potere economico in poche mani fa riscontro il progressivo svuotamento degli istituti tradizionali della democrazia rappresentativa, ridotti a camere di compensazione di interessi lobbistici. 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