{"id":39065,"date":"2018-03-05T00:42:35","date_gmt":"2018-03-04T23:42:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39065"},"modified":"2018-03-07T10:39:25","modified_gmt":"2018-03-07T09:39:25","slug":"leducazione-scompare-dallorizzonte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39065","title":{"rendered":"L\u2019educazione scompare dall\u2019orizzonte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>ANTONIO SCURATI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli scolaretti disobbediscono alle loro maestre. Gli adolescenti aggrediscono i loro insegnanti. I genitori di quegli adolescenti si precipitano a scuola per picchiare gli insegnanti gi\u00e0 aggrediti dai propri figli. Una brillante invenzione di una delle tante narrazioni distopiche che proliferano di questi tempi sugli schermi domestici delle nostre serie tv preferite? No. La realt\u00e0 sociale delle nostre scuole raccontata dalla cronaca di questi giorni. Ma non ci si pu\u00f2 arrendere alla cronaca. La verit\u00e0 che promana dagli ultimi casi estremi narrati dalle cronache ha una portata storica, ben pi\u00f9 vasta e terribile: la nostra epoca si sta avviando al tramonto della pedagogia. Dopo l\u2019evaporazione del Padre, ora assistiamo all\u2019eclissi del Maestro.<\/p>\n<div id=\"adv-Bottom\" style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"div-gpt-ad-Bottom\" data-google-query-id=\"CJjMq47S09kCFYEu4Aod-KoK9g\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/35012960\/lastampa.it\/opinioni\/Bottom_0__container__\">Si tratta, per l\u2019appunto, di una morte lenta, di un evento in cammino da decenni, una trasformazione profonda che dischiude un inaudito avvenire davanti a s\u00e9. Ci\u00f2 che sta accadendo, infatti, non \u00e8 il legittimo rifiuto delle pedagogie tradizionali, conservatrici o reazionarie ma l\u2019abbandono stesso dell\u2019idea che il bambino debba essere in qualche modo &#8211; e da qualcuno &#8211; accompagnato, guidato, condotto per mano a una destinazione a lui ignota.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">E che questa conduzione presupponga una subordinazione dell\u2019educando all\u2019educatore, implichi una disciplina, mobiliti un sapere da trasmettere e apprendere, preluda a una formazione che prosegue per tutta la vita dell\u2019uomo senza la quale l\u2019uomo non viene al mondo, non esiste, senza la quale l\u2019uomo non \u00e8 nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo dopoguerra europeo si \u00e8 progressivamente sbarazzato di tutte le tradizionali istituzioni pedagogiche: esercito, scuola, famiglia, istituzioni pubbliche, grandi partiti politici di massa. Si \u00e8 sbarazzato, in altre parole, della modernit\u00e0, l\u2019epoca che aveva creduto che non soltanto il soldato, lo scolaro e il figlio andassero educati ma anche il cittadino e il militante. La liquidazione della scuola \u00e8 solo l\u2019ultima tessera di un domino al termine del quale l\u2019educazione stessa scompare dall\u2019orizzonte della nostra esperienza umana. E non ci inganni il fatto che la scuola italiana da decenni \u00e8 ostaggio di pedagogisti e pedagogismi. Il burocratico dominio di questi specialisti segna proprio l\u2019eclissi della funzione educativa dell\u2019insegnamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8\u00a0proprio in questi decenni di pedagogismi proliferanti che l\u2019insegnamento viene espropriato del suo tratto magistrale, che i programmi scolastici vengono privati dei loro contenuti fondamentali, che gli insegnanti stessi vengono sviliti a categoria sociale derelitta, malpagata, screditata, emarginata, a un branco di vecchi \u00absfigati\u00bb. Non ci si deve, perci\u00f2, stupire che i genitori prendano sempre pi\u00f9 spesso partito per i figli nei conflitti con gli insegnati. La rottura dell\u2019alleanza scuola famiglia \u00e8 il prodotto della distruzione storica di entrambe. Il padre che abbia perso il rispetto per l\u2019insegnante del proprio figlio \u00e8, infatti, con tutta evidenza, un genitore che ha gi\u00e0 perso il rispetto di se stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E non ci si illuda che basti alzare la voce per ritrovare la magnifica speranza progressista di una educazione dell\u2019uomo per l\u2019uomo. Forze storiche potenti le si oppongono. Innanzitutto il trionfo autocratico del mercato. Abbiamo smesso di credere, di sperare di potere e di dovere educare i nostri figli da quando la societ\u00e0 dei consumi ha individuato in loro i clienti pi\u00f9 appetibili. E\u2019 stato allora che abbiamo abbandonato l\u2019onere e l\u2019onore di formare i loro gusti e abbiamo incominciato a inseguirli. Similmente, ci\u00f2 che resta della cosiddetta leadership politica ha abdicato alla conduzione del proprio elettorato per accodarsi ai suoi umori momentanei. Le tecnologie della comunicazione digitale stanno facendo il resto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il magnifico universo del world wide web \u00e8 un cosmo ottuso in cui non ci sono sapienti e alunni, maestri e allievi, ma solo guru chiassosi e adepti ignoranti. Il suo orizzonte \u00e8 l\u2019orizzontalit\u00e0 immobile del tramonto di ogni pedagogia. Su questo impero dell\u2019immoralit\u00e0 dilagante l\u2019astro del pedagogo tramonta inesorabilmente, cedendo il passo a quello del libertino. \u00a0Resta da capire se riteniamo di avere ancora qualcosa da insegnare ai nostri figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>fonte: &#8220;La Stampa&#8221;, 15.2.2018<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANTONIO SCURATI Gli scolaretti disobbediscono alle loro maestre. Gli adolescenti aggrediscono i loro insegnanti. I genitori di quegli adolescenti si precipitano a scuola per picchiare gli insegnanti gi\u00e0 aggrediti dai propri figli. 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