{"id":39094,"date":"2018-02-20T11:08:35","date_gmt":"2018-02-20T10:08:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39094"},"modified":"2018-02-20T10:10:04","modified_gmt":"2018-02-20T09:10:04","slug":"siria-a-un-passo-dallo-scontro-diretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39094","title":{"rendered":"Siria: a un passo dallo scontro diretto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Nelle ultime settimane si \u00e8 inasprita la guerra per procura che Russia e Stati Uniti combattono in Siria dal 2011: raid americani contro l\u2019esercito siriano si erano gi\u00e0 registrati in passato, ma il 7 febbraio sono finiti nel mirino anche \u201cmercenaria russi\u201d, impegnati nell\u2019attraversamento del fiume Eufrate. Nel frattempo si moltiplicano le accuse rivolte a Damasco di usare armi chimiche, prodromo di nuovi possibili attacchi aerei, e l\u2019abbattimento del jet israeliano, il 10 febbraio, testimonia il crescente coinvolgimento di Tel Aviv nel conflitto. Il fallimento strategico della destabilizzazione di Siria ed Iraq ha rafforzato l\u2019influenza iraniana e russa sulla regione, alienando allo stesso tempo la Turchia dalla NATO: ne deriva un crescente coinvolgimento diretto di USA e Israele, coinvolgimento disperato e potenzialmente esplosivo.<\/em><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Bombardare i russi sull\u2019Eufrate: l\u2019epilogo della disastrosa strategia USA<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Risale allo scorso giugno il nostro ultimo articolo sul conflitto siriano, dall\u2019emblematico titolo <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/gli-usa-stanno-perdendo-la-guerra-per-procura-in-siria-ed-ora\/\">\u201cGli USA stanno perdendo la guerra in Siria: ed ora?\u201d<\/a>: al suo interno, commentando l\u2019abbattimento del Su-22 siriano da parte dell\u2019aviazione americana ed il dispiegamento di missili balistici tattici nella base americana di Al-Tanf, evidenziavamo come la guerra per procura combattuta da Russia ed USA si stesse pericolosamente indirizzando verso <b>un scontro diretto tra le due potenze<\/b>. A distanza di otto mesi, la nostra analisi ha trovato inquietanti conferme negli sviluppi degli ultimi giorni: il 7 febbraio, per la prima volta, un raid aereo americano ha coinvolto<b> truppe russe operanti in territorio siriano,<\/b> uccidendo e ferendo un numero imprecisato di \u201cmercenari\u201d impiegati con il placet di Mosca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il raid aereo, avvenuto con l\u2019impiego di F-22, F-15 e droni MQ-9<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/siria-un-passo-dallo-scontro-diretto\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>, si \u00e8 concentrato su una colonna di circa 500 uomini che ha attraversato<b> il fiume Eufrate<\/b>, linea di confine informale tra la Siria \u201crussa\u201d e quella \u201camericana\u201d, nei pressi di <strong>Deir Ezzor<\/strong>. Il presunto attacco ad una base delle Forze Democratiche Siriane, dove erano presenti alcuni consiglieri statunitensi, avrebbe scatenato il bombardamento statunitense, costato la vita ad un centinaio di soldati tra cui diversi \u201cmercenari\u201d della <strong>c<\/strong><b>ompagnia privata Wagner.<\/b> Damasco ha immediatamente bollato l\u2019attacco come spudorata \u201caggressione\u201d, seguita a ruota da qualificati commenti russi dello stesso tenore<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/siria-un-passo-dallo-scontro-diretto\/#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>. Ad alimentare la tensione \u00e8 sopraggiunta anche la notizia di pochi giorni fa secondo cui, sempre nei pressi di Deir Ezzor, una quindicina di \u201cmercenari russi\u201d sarebbe stata uccisa da una trappola esplosiva<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/siria-un-passo-dallo-scontro-diretto\/#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un ulteriore salto di qualit\u00e0 nel conflitto \u00e8 coinciso, il 10 febbraio, con <b>l\u2019abbattimento di un F-16 israeliano<\/b>, colpito dalla contraerea siriana e schiantatosi presumibilmente nel nord di Israele: l\u2019episodio \u00e8 indice del <b>crescente coinvolgimento <\/b>nella guerra siriana<b> di Tel Aviv <\/b>che, in violazione dell\u2019altrui sovranit\u00e0, si sente ormai libera di colpire <strong>qualsiasi obiettivo siriano-libanese-iraniano<\/strong> che possa rappresentare una minaccia alla sua sicurezza nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sullo sfondo, nel frattempo, si moltiplicano le accuse a Damasco di <b>impiegare armi chimiche contro i ribelli<\/b>:<i> \u201c<\/i><i>U.S. takes aim at Russia after suspected Syrian government gas attack\u201d<\/i> scriveva l\u2019agenzia Reuters il 23 gennaio<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/siria-un-passo-dallo-scontro-diretto\/#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>, riportando le affermazioni del Segretario di Stato <b>Rex Tillerson<\/b> secondo cui Damasco, e in ultima analisi Mosca, sarebbero responsabili dell\u2019uso di <b>gas cloro sugli insorti.<\/b> Dall\u2019ormai celebre episodio dell\u2019agosto 2013, \u00e8 risaputo che le armi chimiche siano soltanto <b>il pretesto per intervenire militarmente nel conflitto<\/b>, cos\u00ec da alleggerire la repressione sui ribelli e tentare di ribaltare la situazione sul campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Stati Uniti ed Israele aumentano quindi drammaticamente il proprio coinvolgimento nel teatro siriano, col concreto rischio che<b> <\/b><b>un attacco contro le forze russe<\/b> (da parte di Washington) <b>o le forze siriane-sciite<\/b> (da parte di Washington e\/o Tel Aviv) sfoci in<strong> un\u2019escalation regionale.<\/strong> Come si \u00e8 arrivati a questo punto? E perch\u00e9 \u00e8 concreto il rischio che la guerra per procura iniziata nel 2011 evolva in scontro militare diretto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La risposta deve essere ricercata nella<b> disastrosa strategia di balcanizzazione del Levante adottata da Washington e alleati<\/b>, strategia che, anzich\u00e9 rafforzare l\u2019influenza atlantica sulla regione, ha finito col cementare <b>l<\/b><b>\u2019alleanza tra Russia, Iran e Turchia, allargata a Libano, Siria ed Iraq. <\/b>\u00c8 un\u2019alleanza che rischia di stritolare gli angloamericani e gli israeliani. La volont\u00e0 di proseguire sulla stessa strada seguita sinora, nonostante sia ormai evidente che non ha sbocchi, sta portando Washington e Tel Aviv ad imbarcarsi <b>in avventure militari tanto disperate quanto pericolose<\/b>: come l\u2019episodio del 7 febbraio o i progetti israeliani di <b>una terza guerra contro il Libano<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I piani originali dell\u2019establishment atlantico prevedevano, come pi\u00f9 volte sottolineato nei nostri articoli, la destabilizzazione ed il collasso di Siria ed Iraq, sulle cui ceneri avrebbero dovuto nascere i<b>l Califfato sunnita dell\u2019ISIS, un grande Kurdistan ed una pluralit\u00e0 di staterelli sciiti, alauiti, etc. etc. <\/b>Lo sforzo di balcanizzare la regione raggiunge <strong>l\u2019apice nel 2014<\/strong>, quando lo Stato Islamico, creato e finanziato dagli USA, si espande a cavallo di Iraq e Siria; parallelamente iniziano ad apparire sui media le epiche gesta dei curdi di Kobane ed il Kurdistan acquisisce sempre maggiore concretezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fermamente convinti a sventare i piani di Washington sono <b>la Russia<\/b>, che non pu\u00f2 permettersi di perdere l\u2019affaccio sul Mediterraneo, <b>l\u2019Iran<\/b>, che non pu\u00f2 permettersi di rimanere isolata dagli sciiti libanesi e siriani,<b> la Turchia<\/b>, che non pu\u00f2 permettere che alla sue frontiere nasca un Kurdistan che catalizzi anche la propria minoranza curda. Nell\u2019autunno 2017, <b>l\u2019alleanza russo-turco-iraniana \u00e8 formalizzata al vertice di Sochi.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La balcanizzazione del Levante si trasforma cos\u00ec in una <b>vera disfatta strategica per \u201cl\u2019Occidente<\/b>\u201d:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>la Russia ritrova il rango di superpotenza e si afferma come arbitro degli equilibri regionali;<\/li>\n<li>l\u2019Iran, creando il cosiddetto \u201ccorridoio sciita\u201d attraverso Iraq, Siria e Libano, raggiunge il Mediterraneo ed ottiene un\u2019influenza che nessuno avrebbe mai immaginato 15 anni fa;<\/li>\n<li>la Turchia, costretta a lanciare la missione \u201cramo d\u2019olivo\u201d per sradicare l\u2019esercito curdo ai suoi confini, <a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/turchia-si-esce-dalla-nato\/\">si allontana progressivamente dalla NATO\u00a0 in un crescendo di tensioni con gli Stati Uniti.<\/a> Parallelamente converge verso Mosca, ben felice che Ankara sradichi le milizie addestrate, finanziate e sostenute dagli Stati Uniti.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Di fronte a questo disastro strategico, agli USA non resta quindi che <b>asserragliarsi a est dell\u2019Eufrate<\/b>, con l\u2019obiettivo di creare (in una zona peraltro semi-desertica) <b>un piccolo Stato controllato non pi\u00f9 dall\u2019ISIS dalle Forze Siriane Democratiche<\/b>, essenzialmente di etnia curda. \u00c8 <b>un\u2019operazione disperata,<\/b> perch\u00e9 le sono contrari pressoch\u00e9 tutti gli attori regionali: la Turchia, che giudica qualsiasi Kurdistan una minaccia alla sicurezza nazionale, la Siria, che vuole riconquistare la totalit\u00e0 del suo territorio, l\u2019Iran, che non vuole intralci sul corridoio sciita, e l\u2019Iraq, dove si svolgeranno ai primi di maggio le elezioni parlamentari che quasi certamente confermeranno il premier \u201cfilo-iraniano\u201d<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/siria-un-passo-dallo-scontro-diretto\/#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a> Haidar al-Abadi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Analogamente, si \u00e8 fatta <b>sempre pi\u00f9 critica la posizione di Israele<\/b>, paradossalmente peggiorata dopo 15 anni di guerre mediorientali, Primavere Arabe e destabilizzazioni: tanto era sicura Tal Aviv nel 2003, quando il malconcio Saddam Hussein dominava Bagdad, quanto \u00e8 fragile oggi che l\u2019Iran \u00e8 assurto a potenza regionale incontrastata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Persa l\u2019iniziativa, persi gli alleati, USA e ad Israele devono quindi ripiegare<b> su disperate e pericolosissime avventure militari<\/b>: bombardare i russi che attraversano il fiume Eufrate, moltiplicare i raid in Siria, progettare una nuova invasione del Libano, sognare di destabilizzare l\u2019Iran con una rivoluzione colorata o sferrargli<em> tout court<\/em> un attacco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scrivendo nel febbraio 2018, possiamo affermare che<b> gli USA hanno perso la guerra in Siria<\/b> ed \u00e8, senza dubbio, <b>la pi\u00f9 grave sconfitta <\/b><b>militare<\/b><b> mai subita<\/b>: per il valore geopolitico della regione, gli attori coinvolti ed il significato storico<b>, supera di gran lunga la disfatta in Vietnam<\/b>. Il rifiuto della realt\u00e0 ed una certa visione apocalittica\/messianica che contraddistingue l\u2019establishment atlantico ed israeliano potrebbe condurre anche ad azioni non perfettamente razionali: <b>l\u2019escalation in Siria e la conseguente guerra di sistema.<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mappa del teatro siriano-iracheno<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/siria-un-passo-dallo-scontro-diretto\/#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/mappa-siria-1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2638\" src=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/mappa-siria-1.png\" alt=\"\" width=\"1229\" height=\"589\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"banner-wrapper\">\n<div id=\"content_middle_banner\" class=\"banner_google_336X280\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/siria-un-passo-dallo-scontro-diretto\/#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>https:\/\/edition.cnn.com\/2018\/02\/07\/politics\/us-strikes-pro-regime-forces-syria\/index.html<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/siria-un-passo-dallo-scontro-diretto\/#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>http:\/\/www.newsweek.com\/us-attack-assad-allies-syria-was-unprecedented-act-aggression-russia-senator-801551<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/siria-un-passo-dallo-scontro-diretto\/#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2018\/feb\/15\/fifteen-russian-security-staff-killed-in-syria-explosion<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/siria-un-passo-dallo-scontro-diretto\/#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a>https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-syria-chemicalweapons-france-usa\/u-s-takes-aim-at-russia-after-suspected-syrian-government-gas-attack-idUSKBN1FC27O<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/siria-un-passo-dallo-scontro-diretto\/#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a>https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-mideast-crisis-iraq-iran\/iraqi-leader-visits-iran-as-tehran-seeks-to-drive-wedge-with-washington-idUSKBN1CV14G<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/siria-un-passo-dallo-scontro-diretto\/#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a>https:\/\/syriancivilwarmap.com\/<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/siria-un-passo-dallo-scontro-diretto\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/siria-un-passo-dallo-scontro-diretto\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Nelle ultime settimane si \u00e8 inasprita la guerra per procura che Russia e Stati Uniti combattono in Siria dal 2011: raid americani contro l\u2019esercito siriano si erano gi\u00e0 registrati in passato, ma il 7 febbraio sono finiti nel mirino anche \u201cmercenaria russi\u201d, impegnati nell\u2019attraversamento del fiume Eufrate. 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