{"id":39187,"date":"2018-02-24T09:00:35","date_gmt":"2018-02-24T08:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39187"},"modified":"2018-02-21T21:39:37","modified_gmt":"2018-02-21T20:39:37","slug":"arrighi-a-pyeongchang-verso-un-nuovo-ordine-multipolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39187","title":{"rendered":"Arrighi a Pyeongchang. Verso un nuovo ordine multipolare?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SENSO COMUNE (Tommaso Nencioni)<\/strong><\/p>\n<div id=\"wrap\">\n<div class=\"container entry-container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-md-12\">\n<section class=\"post-open cards\" role=\"main\">\n<article id=\"post-1454\" class=\"post-1454 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-tommaso-nencioni tag-giovanni-arrighi tag-tommaso-nencioni-pyeongchang\">\n<div class=\"post-img\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ideapark-big-thumb size-ideapark-big-thumb wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/mash-1140x2011.jpg\" sizes=\"(max-width: 1140px) 100vw, 1140px\" srcset=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/mash-1140x2011.jpg 1140w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/mash-170x300.jpg 170w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/mash-768x1355.jpg 768w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/mash-580x1024.jpg 580w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/mash-390x688.jpg 390w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/mash.jpg 1200w\" alt=\"\" width=\"1140\" height=\"2011\" \/><\/div>\n<div class=\"post-content\">\n<div class=\"post-entry\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 ancora troppo presto per valutare l\u2019impatto della lettera che, attraverso la sorella, il leader nord-coreano Kim Joung-un ha fatto pervenire al suo omologo del Sud, Moon Jae-in. L\u2019incontro al vertice, ammesso che si arrivi a celebrare, sarebbe comunque il terzo (anche se il primo da oltre dieci anni), e dei precedenti poche tracce sono rimaste, se non negli archivi degli esperti di diplomazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scambio di cortesie avvenuto sotto l\u2019ombrello di questa tregua olimpica pu\u00f2 per\u00f2 essere spia di un cambiamento nello scenario geopolitico ancor pi\u00f9 epocale che non il nuovo inizio delle trattative tra le due Coree, se si pensa che <strong>si \u00e8 prodotto alle spalle della potenza fin qui egemonica su scala globale. Anzi, per certi versi, contro il parere USA<\/strong>, a giudicare dalla reazione, sorpresa e poco comprensiva, del Vice-presidente Mike Pence. <strong>Ci potremmo cio\u00e8 addirittura trovare di fronte ad un punto di accelerazione nel processo di declino dell\u2019egemonia statunitense<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di egemonia, distinto da quello di puro dominio, pu\u00f2 essere applicato tanto alle relazioni tra gruppi sociali, quanto a quelle tra Stati. <strong>E dal nostro punto di vista di occidentali non c\u2019\u00e8 dubbio che, a partire dalla guerra fredda, ed ancor pi\u00f9 in seguito al disfacimento dell\u2019URSS, gli USA abbiano esercitato una funzione di \u201cdirezione intellettuale e morale\u201d della comunit\u00e0 delle nazioni, ben al di l\u00e0 della mera coercizione, attraverso la capacit\u00e0 di proiezione universalizzante del proprio ruolo e dei propri interessi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che andava bene per gli Stati Uniti andava bene per il mondo, parafrasando un americano che di costruzioni egemoniche se ne intendeva. E, allo stesso tempo, ci\u00f2 che danneggiava gli Stati Uniti d\u2019America danneggiava il mondo intero. L\u2019esemplificazione massima della cogenza di questo schema, e dunque l\u2019acme dell\u2019egemonia unipolare nordamericana, si \u00e8 forse raggiunta all\u2019indomani dell\u201911 settembre: <strong>l\u2019attacco alle torri gemelle fu vissuto come un attacco all\u2019intero Occidente, cio\u00e8 al mondo, o per lo meno alla sua parte \u201ccivilizzata\u201d<\/strong>. In realt\u00e0 in quel momento \u2013 o forse a causa della gestione delle conseguenze di quel momento da parte delle classi dirigenti a stelle e strisce \u2013 l\u2019egemonia USA ha iniziato il suo lento declino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019invasione dell\u2019Iraq come prosecuzione della war on terrorism gi\u00e0 manifest\u00f2 questo declino: con il suo presupposto di una coalizione raccogliticcia e poco credibile che non riusciva a mascherare un progetto di dominio unilaterale (ed oltretutto presto sfaldatasi con il ritiro delle truppe spagnole); e le sue conseguenze di prove rivelatesi false, torture e detenzioni illegali ed in contrasto con il diritto internazionale. La perdita di egemonia sofferta sul finire della presidenza Bush fu esemplificata dall\u2019isolamento sofferto dagli Stati Uniti nel proprio giardino di casa, in quell\u2019America Latina che proprio in quegli anni vide il fiorire dei governi progressisti, e dei progetti di integrazione sub-continentali portati avanti in netta rottura con una precedente stagione di subordinazione ai disegni elaborati al nord del Rio Grande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con Obama si \u00e8 assistito ad un tentativo neoegemonico in chiaroscuro, tra innegabili successi come quello riportato in Iran (un successo, tuttavia, riconosciuto pi\u00f9 dalle cancellerie europee che dall\u2019opinione pubblica interna), e la riproposizione di uno schema destabilizzante e fallimentare in Libia prima e Siria poi. In questo contesto, <strong>l\u2019elezione di Trump, con il suo sbandierato isolazionismo, pu\u00f2 forse rappresentare una presa d\u2019atto di una egemonia oramai impossibile, e la manifestazione di una (pericolosa) oscillazione tra una chiusura in se stessi degli Stati Uniti e un loro progetto globale<\/strong>. Basato questa volta non sull\u2019egemonia, ma sul dominio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo \u00e8 che l\u2019esclusione della (ex?) superpotenza da qualsiasi ruolo nelle trattative per la pace in Corea marca un punto di svolta: <strong>\u00e8 come se si fosse aperto uno spiraglio su di un futuro governato da un nuovo ordine multipolare. In Occidente i due termini, \u201cordine\u201d e \u201cmultipolare\u201d, suonano contraddittori.<\/strong> Il nostro orizzonte vitale, anche per i nati dopo l\u201989, \u00e8 comunque quello della guerra fredda e del successivo trionfo degli Stati Uniti. Siamo portati a considerare come \u201cordinato\u201d un mondo vigilato da un \u201cgendarme\u201d, se non da due gendarmi. Allo stesso tempo, <strong>storicamente, i nostri periodi di prosperit\u00e0 si sono sviluppati sempre in corrispondenza di una egemonia forte \u2013 fosse quella della Firenze della pace italiana del \u2018400, dell\u2019Olanda, della Gran Bretagna e degli Stati Uniti; mentre abbiamo sperimentato \u201cperiodi multipolari\u201d soltanto accompagnati da caos sistemico<\/strong> \u2013 le due guerre dei trent\u2019anni 1618-1648 e 1915-1945. L\u2019Occidente ha paura di un mondo post-egemonico, anche perch\u00e9 sarebbe un mondo non pi\u00f9 egemonizzato dall\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma lo spiraglio apertosi in Corea getta anche qui una luce sulle potenzialit\u00e0 pacifiche di un ordine multipolare, una volta che impariamo a non considerare come un ossimoro la giustapposizione dei due termini. Pensiamo per esempio a cosa significherebbe per noi europei, in termini di costruzione democratica della convivenza tra eguali nel Vecchio continente, iniziare una nuova integrazione che sfidi il tab\u00f9 di una inevitabile egemonia tedesca,.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo l\u2019ombra cinese aleggia sul gigantesco processo in atto, e c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che ci\u00f2 a cui stiamo assistendo sia un passaggio di consegne da un\u2019egemonia all\u2019altra, pi\u00f9 che la gestazione di un mondo compiutamente post-egemonico. Possibile, cos\u00ec come \u00e8 possibile che proprio una egemonia cinese, considerate le tradizioni storico-diplomatiche del gigante asiatico, faciliti in realt\u00e0 l\u2019instaurazione di un ordine multipolare. Pi\u00f9 temibile una ulteriore lezione che ci viene della storia, e che ci racconta come una potenza egemone non abbia mai abdicato al proprio ruolo senza usare tutte le armi a disposizione per arrestare il declino. Da questo punto di vista, <strong>la storia delle transizioni egemoniche nel sistema mondo capitalistico \u00e8 la storia di disastri militari crescenti, fino a toccare il culmine con la II guerra mondiale<\/strong>. Ma iniziare a non aver paura di un nuovo ordine multipolare, ed anzi prepararci ad accoglierne le potenzialit\u00e0 di sviluppo pacifico e democratico, potrebbe gi\u00e0 costituire un buon antidoto al caos destabilizzante che ci circonda.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/tommaso-nencioni\/arrighi-pyeongchang-verso-un-ordine-multipolare\/\">http:\/\/www.senso-comune.it\/tommaso-nencioni\/arrighi-pyeongchang-verso-un-ordine-multipolare\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE (Tommaso Nencioni) \u00c8 ancora troppo presto per valutare l\u2019impatto della lettera che, attraverso la sorella, il leader nord-coreano Kim Joung-un ha fatto pervenire al suo omologo del Sud, Moon Jae-in. L\u2019incontro al vertice, ammesso che si arrivi a celebrare, sarebbe comunque il terzo (anche se il primo da oltre dieci anni), e dei precedenti poche tracce sono rimaste, se non negli archivi degli esperti di diplomazia. Lo scambio di cortesie avvenuto sotto&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":34845,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/SC_logo_granata.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ac3","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39187"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=39187"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39187\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39188,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39187\/revisions\/39188"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34845"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=39187"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=39187"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=39187"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}