{"id":39217,"date":"2018-02-22T08:00:52","date_gmt":"2018-02-22T07:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39217"},"modified":"2018-02-22T09:49:33","modified_gmt":"2018-02-22T08:49:33","slug":"il-caso-embraco-spiegato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39217","title":{"rendered":"Il caso Embraco, spiegato"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IL POST<\/strong><\/p>\n<p>********************<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PREMESSA. Gianluca Baldini &#8211; FSI Pescara<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia della Embraco (Whirpool) somiglia a quella della Honeywell, che ha chiuso la produzione ad Atessa, in provincia di Chieti, per trasferirsi sempre in Slovacchia, lasciando in braghe di tela 400 famiglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>dumping sociale e fiscale<\/strong> \u00e8 la strategia vincente nell&#8217;<strong>Unione Europea<\/strong>. Le imprese delocalizzano verso i lidi che garantiscono imposte pi\u00f9 basse e costo del lavoro inferiore. Questa \u00e8 l&#8217;Unione Europea. La libera circolazione dei capitali e delle persone serve a que<span class=\"text_exposed_show\">sto, a garantire margini crescenti alle multinazionali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"text_exposed_show\"><br \/>\n<strong>Uscire dall&#8217;UE vuol dire anche preservare l&#8217;industria. <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"text_exposed_show\">Fuori dai trattati europei, l&#8217;Italia potrebbe imporre le sue regole a quelle imprese le cui politiche di sviluppo contravvengono agli interessi nazionali. Potremmo usare dazi, contingentamenti, strumenti normativi e fiscali per imporre a certe imprese di mantenere la produzione qui. Siamo un mercato di 60 milioni di consumatori, nessuna impresa al mondo si metterebbe a fare la voce grossa con noi. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span class=\"text_exposed_show\">La voce grossa siamo noi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>*********************<\/strong><\/p>\n<header id=\"expanding\" class=\"entry-header cf contentwidth morewrap cf\">\n<div class=\"sottit\">\n<h2 class=\"tit2\"><em>Le cose da sapere sulla chiusura di uno stabilimento di compressori per frigoriferi in provincia di Torino e la reazione del governo italiano<\/em><\/h2>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"cf\">\n<div class=\"entry-container-main\">\n<div class=\"entry-container cf nomargin\">\n<div class=\"figure-container cf\">\n<figure>\n<div id=\"photosize\" class=\"photo-container\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/calenda.jpg\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" srcset=\"https:\/\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/calenda.jpg 800w, https:\/\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/calenda-400x201.jpg 400w, https:\/\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/calenda-768x385.jpg 768w, https:\/\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/calenda-680x341.jpg 680w\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"401\" \/><\/div>\n<p><span class=\"caption\"><i class=\"fa fa-camera\"><\/i>&#8211; Il presidente della regione Piemonte, Sergio Chiamparino, e il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. Roma, 19 febbraio 2018 (ANSA\/GIUSEPPE LAMI) &#8211;<\/span><\/figure>\n<\/div>\n<div class=\"container-entry-content morewrap\">\n<div class=\"entry-meta social cf horizontal\">\n<div id=\"social\" class=\"social-share fixed\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"entry-content cf\">\n<div id=\"live-blog\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0Stamattina diversi quotidiani hanno aperto le loro prime pagine con la vicenda di Embraco, l\u2019azienda brasiliana del gruppo Whirlpool che ha deciso di licenziare 500 persone nel suo stabilimento a Riva di Chieri (Torino) e di trasferire la produzione di compressori per frigoriferi in Slovacchia. Il caso va avanti da un mese ma ieri \u00e8 tornato attuale a causa delle dichiarazioni <a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/2018\/02\/19\/calenda-embraco-gentaglia\/\">molto battagliere<\/a> del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che ha interrotto le trattative con l\u2019azienda per salvare i posti di lavoro, accusandola di <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/economia\/2018\/02\/19\/embraco-calendano-a-stop-licenziamenti_3ed328e9-7a20-4fd2-b32d-08c52769352f.html\">\u00abtotale irresponsabilit\u00e0\u00bb<\/a>. Per oggi \u00e8 previsto un incontro fra Calenda e Margrethe Vestager, la Commissaria europea alla concorrenza, per capire se la decisione di Embraco rispetti le norme europee.<\/div>\n<div id=\"singleBody\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>Dall\u2019inizio<\/strong><br \/>\nLo stabilimento di Riva di Chieri era stato costruito negli anni Settanta da Fiat Aspera, la divisione di Fiat che produceva frigoriferi. Nel 1985 Fiat vendette il comparto Aspera a Whirpool, la principale multinazionale americana di elettrodomestici, che invest\u00ec molto e spinse la produzione al massimo. Alla fine degli anni Novanta lo stabilimento impiegava circa 2.500 persone. Nel 2000 Whirpool lo cedette alla sua controllata Embraco, e iniziarono le difficolt\u00e0.\u00a0<em>Repubblica<\/em> ricorda che la primissima crisi avvenne nel 2004, quando Embraco apr\u00ec uno stabilimento in Slovacchia e ridusse il lavoro a Riva di Chieri:<\/p>\n<div class=\"adv_inread\"><\/div>\n<blockquote><p><em>Embraco annuncia 812 esuberi. La Regione stanzia 7,7 milioni e si compra una parte dello stabilimento con l\u2019obiettivo di affittarlo ad altre imprese, il governo mette altri 5 milioni, mentre la Provincia di Torino eroga 500 mila euro per la formazione. In cambio, Embraco investe e fa ripartire la fabbrica. Circa 420 addetti vengono lasciati a casa con la promessa di essere assunti dalle aziende in arrivo nell\u2019area, ma l\u2019operazione non decolla<\/em>&#8220;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Nel 2014 Embraco minacci\u00f2 di nuovo di lasciare l\u2019Italia. Per farle cambiare idea, la Regione firm\u00f2 un protocollo di intesa di due milioni di euro, e in cambio Embraco si impegn\u00f2 a fare nuovi investimenti. Nel frattempo i dipendenti hanno continuato a diminuire, fino ad arrivare ai 537 di oggi.<\/p>\n<p>La nuova crisi \u00e8 iniziata a novembre del 2017, quando la societ\u00e0 aveva annunciato una riduzione della produzione nello stabilimento di Riva di Chieri: un\u2019azione che sembrava indicare la volont\u00e0 di ridurre in maniera permanente il numero di operai impiegati, e spostare gran parte della produzione in Slovacchia. A gennaio i timori degli operai si sono rivelati fondati: Embraco ha deciso di spostare la produzione in Slovacchia e quasi 500 operai hanno ricevuto una lettera che annunciava il licenziamento collettivo.<\/p>\n<p><strong>Il tavolo del ministero<\/strong><br \/>\nA quel punto \u00e8 intervenuto il ministero dello Sviluppo Economico, guidato da Carlo Calenda, che ha aperto un negoziato per trovare una soluzione. Dieci giorni fa il ministero aveva chiesto a Embraco di ritirare i licenziamenti e trasformarli in cassa integrazione, in modo da ridurre almeno in parte il costo degli operai per l\u2019azienda (durante la cassa integrazione parte del loro stipendio viene pagato dallo Stato) e prendere tempo.<\/p>\n<p>Nel frattempo si sarebbero cercate altre soluzioni possibili: per esempio un nuovo accordo per mantenere la produzione in Italia oppure la vendita a una societ\u00e0 in grado di mantenere in piedi lo stabilimento e al lavoro i suoi operai. Se Embraco non avesse accettato la proposta di cassa integrazione, aveva detto Calenda, il governo l\u2019avrebbe considerata una \u00abdichiarazione di guerra\u00bb.<\/p>\n<p>Ieri Embraco ha confermato la sua intenzione di proseguire nei licenziamenti e ha respinto la proposta di cassa integrazione. Al suo posto ha offerto di riassumere gli operai licenziati con contratti part time fino a novembre. Calenda, i sindacati e il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, hanno tutti dichiarato inaccettabile la proposta e hanno fatto capire che considerano fondamentale mantenere la continuit\u00e0 con i contratti che gli operai hanno oggi. Fare nuovi contratti agli operai, infatti, comporta che retribuzioni e anzianit\u00e0 ripartano da zero, senza tenere conto dei livelli raggiunti.<\/p>\n<p>Calenda sostiene che fra l\u2019offerta di Embraco e la controproposta del ministero non ci siano differenze dal punto di vista economico. La cassa integrazione consente per\u00f2 di \u00abfare un percorso di reindustrializzazione e continuit\u00e0\u00bb, come ha detto Calenda: in pratica, mantenere aperta la fabbrica renderebbe pi\u00f9 facile la cessione a una nuova azienda. \u00abAnche perch\u00e9 ci sono degli imprenditori interessati\u00bb, ha ricordato Calenda all\u2019<em>ANSA<\/em>. <a href=\"https:\/\/it.reuters.com\/article\/topNews\/idITKCN1G31WZ-OITTP\">Parlando con <em>Radio24<\/em><\/a>, il ministro dello Sviluppo Economico ha detto che Embraco ha rifiutato la proposta per motivi incomprensibili: \u00abla risposta \u00e8 stata no perch\u00e9 abbiamo gi\u00e0 annunciato ai mercati che licenziamo. [Per questo] non li ho voluti incontrare e li ho mandati a casa perch\u00e9 \u00e8 un modo di fare che \u00e8 del tutto inaccettabile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E ora?<\/strong><\/p>\n<p>I lavoratori di Embraco hanno chiesto aiuto in tutte le direzioni: <a href=\"https:\/\/www.google.it\/search?q=embraco+papa+francesco&amp;oq=embraco+papa+francesco&amp;aqs=chrome..69i57.2112j0j7&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8\">sono stati ricevuti da Papa Francesco<\/a>, hanno messo in piedi un presidio a Sanremo <a href=\"http:\/\/torino.repubblica.it\/cronaca\/2018\/02\/10\/news\/embraco_l_urlo_dei_lavoratori_arriva_a_sanremo_no_ai_licenziamenti_-188532024\/\">durante il Festival<\/a> e sfilato pi\u00f9 volte in corteo. Il loro contratto scadr\u00e0 il 25 marzo, tre settimane dopo le elezioni politiche.<\/p>\n<p>Non \u00e8 chiaro cosa Calenda potr\u00e0 ottenere dall\u2019incontro di oggi con Vestager. L\u2019Unione Europea non ha delle regole molto stringenti sulla concorrenza interna: ha reagito <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/social\/main.jsp?langId=en&amp;catId=89&amp;newsId=2488&amp;furtherNews=yes\">solamente nel 2014<\/a> al problema del <em>distacco transnazionale<\/em> \u2013 cio\u00e8 quello dei lavoratori spesso di origine est europea che vengono\u00a0\u201ctrasferiti\u201d in paesi pi\u00f9 ricchi ma sono pagati con gli standard del paese d\u2019origine \u2013 ma non pone limiti alla delocalizzazione all\u2019interno dell\u2019Unione, come potrebbe avvenire nel caso di Embraco. La Slovacchia <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/regional_policy\/sources\/policy\/what\/investment-policy\/esif-country-factsheet\/esi_funds_country_factsheet_sk_en.pdf\">ha ottenuto<\/a> 20 miliardi di euro da spendere fra il 2014 e il 2020 per stimolare la propria economia, e Calenda teme che il governo slovacco li stia impiegando per mantenere bassissime le tasse sul lavoro, cos\u00ec da invogliare le aziende degli altri paesi europei a investire sul proprio territorio.<\/p>\n<p>Intanto la Guardia di Finanza sta valutando se la decisione possa violare le leggi italiane sugli aiuti di stato, visto che Embraco ne ha ottenuti diversi sin dagli anni Duemila. Venerd\u00ec scorso la guardia di Finanza ha fatto un controllo nello stabilimento di Riva di Chieri e fotografato i macchinari acquistati alcuni anni fa con i fondi regionali.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2018\/02\/20\/embraco-crisi\/\">https:\/\/www.ilpost.it\/2018\/02\/20\/embraco-crisi\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL POST ******************** PREMESSA. Gianluca Baldini &#8211; FSI Pescara La storia della Embraco (Whirpool) somiglia a quella della Honeywell, che ha chiuso la produzione ad Atessa, in provincia di Chieti, per trasferirsi sempre in Slovacchia, lasciando in braghe di tela 400 famiglie. Il dumping sociale e fiscale \u00e8 la strategia vincente nell&#8217;Unione Europea. Le imprese delocalizzano verso i lidi che garantiscono imposte pi\u00f9 basse e costo del lavoro inferiore. Questa \u00e8 l&#8217;Unione Europea. 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