{"id":39275,"date":"2018-02-23T10:30:48","date_gmt":"2018-02-23T09:30:48","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39275"},"modified":"2018-02-23T09:54:47","modified_gmt":"2018-02-23T08:54:47","slug":"restituire-centralita-al-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39275","title":{"rendered":"Restituire centralit\u00e0 al lavoro"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Gabriele Sabetta)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"riassunto\"><strong>La forza dirompente del mondo del lavoro, per anni oppresso dai mercati finanziari, inizia a riaffacciarsi prepotentemente. A ci\u00f2 sarebbe dovuta la caduta verticale degli indici di borsa avvenuta lo scorso 5 febbraio.<\/strong><\/div>\n<div class=\"aut\"><\/div>\n<div class=\"sep\"><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 arcinoto che la societ\u00e0 moderna si dibatte nella completa inversione di ogni principio, nella totale sovversione di ogni diritto di natura, nel completo rovesciamento di ogni regolare svolgimento delle cose. Accade, dunque, senza alcuna meraviglia, che <strong>le \u201cbuone notizie\u201d possano provocare un\u2019improvvisa caduta degli indici di borsa<\/strong>. Come \u00e8 possibile?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Il problema sta nella scissione tra il mondo della finanza e la sfera dell\u2019economia <i>reale<\/i>: la prima, da \u201cserva\u201d della seconda, <strong>\u00e8 divenuta un mostro rapace che tutto divora<\/strong>, abbattendosi come un uragano sui popoli e sulle loro culture. E capita, come all\u2019inizio di questo mese, che il timore circa la fine dell\u2019afflusso di denaro a basso costo \u2013 causa la nomina di <strong>Jerome Powell<\/strong> a nuovo governatore della <i>Federal Reserve<\/i> \u2013 unito alla stupefacente reazione al timido aumento dei salari, possa aver provocato il panico nei mercati finanziari. Non sar\u00e0 mica che i lavoratori iniziano a respingere il decennale declino delle paghe e dello stato sociale? Non sia mai\u2026!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Del resto, le ampie fortune accumulate al vertice della piramide sociale sono il risultato di una vasta operazione di sfondamento, a mezzo della quale la ricchezza prodotta dal lavoro, in tutto il mondo, confluisce da decenni nelle mani di una ristretta oligarchia. Gli anni \u201980 del secolo scorso, infatti, avevano segnato l\u2019inizio di una <i>controffensiva<\/i> di quei gruppi che sono espressione del grande capitale e della finanza speculativa; le insorgenze della classe operaia internazionale tra il 1968 e il 1975 avevano ottenuto importanti risultati sul piano pratico, ma la mancanza di una visione politica complessiva non rese possibile l\u2019identificazione del vero nemico che stava per affacciarsi alla porta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Il programma fu attuato attraverso un\u2019offensiva scatenata dall\u2019amministrazione Reagan, con al seguito il governo di <strong>Margaret Thatcher<\/strong> in Gran Bretagna e con la diretta collaborazione delle burocrazie sindacali, divenute esecutrici dei dettami del capitale, dietro il pretesto di assicurare la competitivit\u00e0 internazionale delle grandi imprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Il crollo delle borse del 19 ottobre 1987 fu il pi\u00f9 grave della storia, <strong>ma non port\u00f2 ad una pi\u00f9 ampia crisi nell\u2019economia reale<\/strong>. Infatti, l\u2019attacco alle condizioni di vita e di lavoro della classe operaia e la prima ondata di globalizzazione, segnata dal trasferimento della produzione industriale verso Paesi a basso costo di manodopera, risollevarono velocemente i profitti. Questo processo fu rinforzato dopo il 1991, con la liquidazione dell\u2019Unione Sovietica e il conseguente abbandono da parte di Paesi come l\u2019India e la Cina dei loro programmi di sviluppo regolati a livello nazionale, con la crescente svolta verso il <i>libero mercato<\/i>. Le banche centrali \u2013 inoltre \u2013 divennero <i>garanti<\/i> della \u201cstabilit\u00e0\u201d dei mercati finanziari, mentre i grandi partiti ex-comunisti si riciclarono come nuovi camerieri della finanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">L\u2019accumulo di ricchezza a mezzo di speculazioni finanziarie, cresciuto a dismisura negli anni \u201990, tuttavia, divenne un processo sempre pi\u00f9 <i>instabile<\/i>, nella sua tendenza a dissociarsi dall\u2019economia reale; e per volere dei mercati finanziari, furono eliminati gli ultimi residui di meccanismi regolatori che ponevano un freno alle operazioni predatorie, posti in essere a seguito della <strong>Grande Depressione<\/strong> negli anni Trenta del secolo scorso (si veda, ad esempio, l\u2019abrogazione, nel 1999, del <i>Glass-Steagall Act<\/i> da parte dell\u2019amministrazione Clinton).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Sia chiaro, perci\u00f2, che i grossi guadagni realizzati con gli oscuri giochi di borsa nel decennio successivo alla crisi del 2008 non sono l\u2019esito di una crescita economica \u201creale\u201d, ma il frutto di operazioni puramente speculative da parte delle principali banche d\u2019affari, sovvenzionate dai governi e dalle banche centrali \u2013 che hanno dunque favorito una redistribuzione senza precedenti in favore di una ristretta oligarchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Il <i>nervosismo<\/i> dei mercati finanziari, nelle ultime settimane, scaturisce quindi dalla paura che siano ormai inefficaci i meccanismi impiegati negli ultimi quattro decenni <strong>per comprimere i diritti e le rivendicazioni del mondo del lavoro<\/strong>. Non ci pu\u00f2 essere certo alcun \u201caggiustamento pacifico\u201d in questo senso, dato che l\u2019intero sistema che genera profitti finanziari \u00e8 scosso dalle fondamenta a causa delle sue stesse contraddizioni. La prospettiva di un crollo intensifica i conflitti commerciali e valutari, indebolendo la fiducia nella stabilit\u00e0 del sistema monetario internazionale e minando la compattezza politica e sociale dei popoli occidentali.<\/p>\n<\/div>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/cartucce\/restituire-centralita-al-lavoro\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/cartucce\/restituire-centralita-al-lavoro\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Gabriele Sabetta) &nbsp; La forza dirompente del mondo del lavoro, per anni oppresso dai mercati finanziari, inizia a riaffacciarsi prepotentemente. 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