{"id":3928,"date":"2011-07-06T12:34:17","date_gmt":"2011-07-06T12:34:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=3928"},"modified":"2011-07-06T12:34:17","modified_gmt":"2011-07-06T12:34:17","slug":"gli-anticapitalisti-le-nazioni-e-linternazionalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=3928","title":{"rendered":"Gli anticapitalisti, le nazioni e l&#039;internazionalismo"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><font color=\"#000000\">di <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Stefano D&rsquo;Andrea<\/b><o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><font color=\"#000000\">E&rsquo; stimolante rileggere il Manifesto del Partito Comunista a piccole dosi. Brani isolati. Pochi pensieri. Per lo pi&ugrave; stringati ragionamenti su innumerevoli concetti importanti della vita, della politica, della societ&agrave;. <o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><font color=\"#000000\">Alcuni brani appaiono totalmente condivisibili. Il giudizio di valore o il giudizio storico &egrave; rimasto identico. Altri brani necessitano di un semplice adeguamento linguistico. In particolare i termini &ldquo;borghese&rdquo; e &ldquo;borghesia&rdquo; non sono adatti a descrivere alcun fenomeno del mondo moderno, perch&eacute;, per molti versi, la borghesia alla quale Marx ed Engels alludevano non esiste pi&ugrave;. Anche il termine proletariato, con riguardo alle realt&agrave; politiche dell&rsquo;occidente sviluppato, &egrave; poco calzante. Non perch&eacute; non esistano realt&agrave; fenomeniche definibili mediante tale termine. Bens&igrave; perch&eacute; esso designa una parte del tutto, che &egrave; costituito dai lavoratori &#8211; anche autonomi, oltre che subordinati- anzi, pi&ugrave; precisamente, dagli spiriti anticapitalistici. Molti lavoratori, infatti, non sono minimamente contrari alla suprema regola della valorizzazione del capitale. Basta per&ograve; sostituire il termine che appare indebolito con un termine di uso pi&ugrave; comune (per esempio, secondo il mio avviso,&ldquo;proletariato&rdquo; con &ldquo;partito anticapitalista&rdquo;) ed ecco che la frase ha un significato chiaro e sovente pienamente condivisibile. Altri brani non ci trovano d&rsquo;accordo e spesso non ci hanno mai persuaso. Con riguardo a questi brani &egrave; piacevole fissare il nostro pensiero prendendo le distanze da due giganti. Lo stile del Manifesto &egrave; limpido: obbliga a chiarire il dissenso e impegna ad adottare uno stile altrettanto cristallino.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><font color=\"#000000\">C&rsquo;&egrave; un brano del Manifesto del Partito Comunista appositamente dedicato al concetto di<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\"> nazione<\/i>:<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\">&ldquo;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Si &egrave; inoltre rimproverato ai comunisti di voler liquidare la patria, la nazionalit&agrave;.<o:p><\/o:p><\/i><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><i style=\"mso-bidi-font-style: normal\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\">I lavoratori non hanno patria. Non si pu&ograve; togliere loro ci&ograve; che non hanno. Dovendo anzitutto conquistare il potere politico, elevarsi a classe nazionale, costituirsi in nazione, il proletariato resta ancora nazionale, ma per nulla affatto nel senso in cui lo &egrave; la borghesia.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><i style=\"mso-bidi-font-style: normal\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\">Le divisioni e gli antagonismi nazionali fra i popoli tendono sempre pi&ugrave; a scomparire gi&agrave; con lo sviluppo della borghesia, con la libert&agrave; del commercio, con il mercato mondiale, con l&rsquo;uniformit&agrave; della produzione industriale e delle condizioni di vita che ne derivano.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><i style=\"mso-bidi-font-style: normal\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\">Il potere proletario li far&agrave; scomparire ancora di pi&ugrave;. L&rsquo;azione comune almeno dei paesi pi&ugrave; civilizzati &egrave; una delle prime condizioni della sua liberazione.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><i style=\"mso-bidi-font-style: normal\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\">In tanto in quanto viene eliminato lo sfruttamento del singolo individuo da parte di un altro, svanisce anche lo sfruttamento di una nazione da parte di un&rsquo;altra.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font color=\"#000000\"><i style=\"mso-bidi-font-style: normal\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\">Con l&rsquo;antagonismo delle classi all&rsquo;interno delle nazioni cade la reciproca ostilit&agrave; fra le nazioni<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\">&rdquo;.<o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\">Il brano stupisce e spinge a chiedere: quanti comunisti lo hanno letto con attenzione? Esso contiene affermazioni sistematicamente negate da moltissimi comunisti delle ultime due generazioni.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\">Intanto Marx ed Engels stanno difendendo i comunisti dall&rsquo;accusa &ldquo;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">di voler liquidare la patria, la nazionalit&agrave;<\/i>&rdquo;. Essi non scrivono &ldquo;&egrave; vero&rdquo;, precisando poi in che senso l&rsquo;accusa&nbsp;&egrave; fondata, come invece fanno con riguardo ad altre accuse rivolte ai comunisti.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>Al contrario, replicano: <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">non &egrave; vero che i comunisti vogliono liquidare la patria, la nazionalit&agrave;<\/i>.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\">Paradossalmente, nella forma dello slogan (&ldquo;il proletariato non ha nazione&rdquo;), ha avuto successo l&rsquo;affermazione secondo la quale &ldquo;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">I lavoratori non hanno patria<\/i>&rdquo;. Ma essa o &egrave; smentita dal contesto linguistico &ndash; direi da tutte le altre proposizioni &#8211; ; oppure, pi&ugrave; esattamente, va intesa in senso molto lato; &egrave; un&rsquo;iperbole che vuole contestare l&rsquo;idea di nazione delle classi dominanti, non l&rsquo;idea di nazione in s&eacute;. Infatti, quando gli autori iniziano l&rsquo;analisi, assegnano al concetto di nazione un ruolo imprescindibile e fondativo: &ldquo;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Dovendo anzitutto conquistare il potere politico, elevarsi a classe nazionale, costituirsi in nazione, il proletariato resta ancora nazionale, ma per nulla affatto nel senso in cui lo &egrave; la borghesia<\/i>&rdquo;.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\">I comunisti, dunque, sono comunisti di una nazione: vogliono che la nazione sia comunista. Le nazioni sono perenni e ci saranno anche quando i comunisti avranno preso il potere. Sono<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\"> &ldquo;Le divisioni e gli antagonismi nazionali fra i popoli&rdquo; <\/i>che, secondo Marx ed Engels, tendono a scomparire; non le nazioni. Gi&agrave; lo sviluppo del mercato mondiale tenderebbe a questo risultato &ndash; e qui non direi che il carattere futurologico del pensiero Marxiano abbia colto nel segno -; &ldquo;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Il potere proletario li far&agrave; scomparire ancora di pi&ugrave;&rdquo;<\/i>. Sarebbero scomparsi gli antagonismi nazionali. Non le nazioni: &ldquo;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">svanisce anche lo sfruttamento di una nazione da parte di un&rsquo;altra<\/i>&rdquo;. Svanisce lo sfruttamento di una nazione sull&rsquo;altra. Non le nazioni, che anzi, nell&rsquo;ottica del Manifesto, permangono.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\">Dunque i comunisti (oggi direi pi&ugrave; semplicemente i membri del partito anticapitalista) sono e non possono che essere nazionali, perch&eacute; aspirano a conquistare il potere politico e ad elevarsi a classe nazionale &ndash; altrimenti il tentativo fallirebbe ben presto. L&rsquo;organizzazione politica dei comunisti, secondo Marx ed Engels, non sarebbe stata aggressiva nei confronti delle altre nazioni. Perci&ograve;, il mondo ideale, immaginando che i comunisti avessero preso il potere in ogni nazione &ndash; si fossero elevati ovunque a classe nazionale &ndash;, sarebbe stato <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\"><u>un mondo di nazioni<\/u><\/i> pacifiche.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\">E l&rsquo;internazionalismo che cos&rsquo;&egrave;? E&rsquo; &ldquo;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">l&rsquo;azione comune<\/i>&rdquo; dei proletari delle varie nazioni, la quale &ldquo;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">&egrave; una delle prime condizioni&rdquo; <\/i>della liberazione del proletariato (oggi degli anticapitalisti). Nel Manifesto del Partito Comunista non vi &egrave; un progetto paragonabile alla Ummah che gli islamisti internazionalisti vorrebbero ricostruire. Questi ultimi sono talvolta contrari agli stati nazionali, perch&eacute; quegli stati &ndash; quei confini, quei regnanti e quelle nazioni &ndash; sono stati imposti dalle nazioni imperialistiche e colonialistiche straniere. Dunque gli islamisti internazionalisti, oltre a voler ricostituire il califfato (l&rsquo;unit&agrave; politica superiore) che copra tutti i terreni dell&rsquo;islam (in senso stretto), vorrebbero o sarebbero disposti anche a modificare i confini delle unit&agrave; politiche derivate o secondarie. Niente di tutto ci&ograve; emerge dal brano del Manifesto del Partito Comunista appositamente dedicato alle nazioni. Marx ed Engels<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>non pensano ad un super stato (uno stato mondiale o universale) comunista; e non contestano le ragioni e le lotte in forza delle quali erano sorti gli stati nazionali europei &#8211; d&rsquo;altra parte, Engels aveva combattuto sulle barricate per la creazione della Germania. &ldquo;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">L&rsquo;azione comune<\/i>&rdquo; &egrave; la solidariet&agrave; internazionale; solidariet&agrave; di pensiero e di azione. Allora perch&eacute; i proletari di ogni nazione conquistassero il potere nella loro nazione; e oggi perch&eacute; il partiti anticapitalisti conquistino il potere nelle rispettive nazioni.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\">Quale deve essere oggi la linea politica del partito anticapitalista rispetto all&rsquo;idea di nazione? Credo che debba essere, nelle linee essenziali, quella tracciata nel Manifesto del Partito Comunista, la quale, paradossalmente, non ha nulla a che vedere con quella seguita, generalmente, dai comunisti delle ultime due generazioni.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; font-size: 11pt; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\"><font color=\"#000000\">Dunque l&rsquo;ideale &egrave; che gli anticapitalisti si facciano classe nazionale e che proliferino nazioni anticapitaliste. L&rsquo;avversione dei comunisti delle ultime due generazioni per il concetto di nazione &egrave; ingenua, frutto di posizioni irrealistiche, contraria alla storia dei comunisti (quando erano veramente comunisti) e generatrice di un universalismo falso che non consente la critica della globalizzazione. Un universalismo che non preme per la nascita di una forte volont&agrave; di ridurre gli scambi internazionali (i quali, sovente, hanno come unica ragion d&rsquo;essere la valorizzazione del capitale). Non muove dal riconoscimento, ad ogni partito anticapitalistico, della piena dignit&agrave; e legittimazione a perseguire e a edificare una societ&agrave; anticapitalistica singolare, particolare, originale e unica. Marx ed Engels avevano intuito, infatti, che sono i detentori (e oggi anche i gestori) dei grandi capitali a voler distruggere le nazioni e prima ancora ad avere interesse a distruggerle. Si legge in altro luogo del manifesto:<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">&ldquo;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">Il bisogno di uno smercio sempre pi&ugrave; esteso per i suoi prodotti sospinge la borghesia a percorrere tutto il globo terrestre. Dappertutto deve annidarsi, dappertutto deve costruire le sue basi, dappertutto deve creare relazioni.<o:p><\/o:p><\/i><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><i style=\"mso-bidi-font-style: normal\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">Con lo sfruttamento del mercato mondiale la borghesia ha dato un&#39;impronta cosmopolitica alla produzione e al consumo di tutti i paesi. Ha tolto di sotto i piedi dell&#39;industria il suo terreno nazionale, con gran rammarico dei reazionari. Le antichissime industrie nazionali sono state distrutte, e ancora adesso vengono distrutte ogni giorno. Vengono soppiantate da industrie nuove, la cui introduzione diventa questione di vita o di morte per tutte le nazioni civili, da industrie che non lavorano pi&ugrave; soltanto le materie prime del luogo, ma delle zone pi&ugrave; remote, e i cui prodotti non vengono consumati solo dal paese stesso, ma anche in tutte le parti del mondo. Ai vecchi bisogni, soddisfatti con i prodotti del paese, subentrano bisogni nuovi, che per essere soddisfatti esigono i prodotti dei paesi e dei climi pi&ugrave; lontani. All&#39;antica autosufficienza e all&#39;antico isolamento locali e nazionali subentra uno scambio universale, una interdipendenza universale fra le nazioni. E come per la produzione materiale, cos&igrave; per quella intellettuale. I prodotti intellettuali delle singole nazioni divengono bene comune. L&#39;unilateralit&agrave; e la ristrettezza nazionali divengono sempre pi&ugrave; impossibili, e dalle molte letterature nazionali e locali si forma una letteratura mondiale&rdquo;<\/span><\/i><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">.<o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"><u><i style=\"mso-bidi-font-style: normal\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">E&rsquo; la suprema regola secondo la quale occorre massimizzare la valorizzazione del capitale ad essere contraria alle nazioni<\/span><\/i><\/u><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\">, nel senso che i titolari e i gestori di grandi o medi capitali perseguono l&rsquo;omogeneit&agrave; dei consumatori, l&rsquo;apertura e la scomparsa dei confini, la libert&agrave; di circolazione delle merci, del lavoro e dei capitali. Gli appartenenti ad una nazione che hanno accumulato un certo capitale, nonch&eacute; gli appartenenti a quella medesima nazione che si trovino a gestire grandi capitali, hanno interesse a &ldquo;investire&rdquo; o semplicemente ad acquistare azioni e in genere titoli ovunque reputino che gli investimenti o i titoli siano redditizi. Il capitale risparmiato da un imprenditore di una nazione con cento anni di svolgimento di un&rsquo;attivit&agrave; di impresa e quindi con l&rsquo;apporto di lavoratori di una nazione (italiani per esempio) durante cento anni, a un certo punto &egrave; impiegato per&nbsp;acquistare materie prime da soggetti dello stato A, per produrre nello stato B e vendere nello stato C, anche se n&eacute; A, n&eacute; B e n&eacute; C sono gli stati originari nei quali &egrave; stato accumulato quel capitale. Il capitalismo deve funzionare. E per funzionare non deve trovare attriti: giuridici; religiosi; posti da secolari tradizioni; derivanti dalla eterogeneit&agrave; dei consumatori. Il capitale ha la vocazione per lo spazio planetario e lo vuole senza frontiere.<o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Siamo dinanzi ad un apparente paradosso. Il capitale pu&ograve; riuscire a massimizzare la propria valorizzazione soltanto abbattendo e distruggendo sempre pi&ugrave; gli Stati Nazione; o comunque internazionalizzandosi rallenta la caduta tendenziale del tasso di profitto. Gli anticapitalisti &#8211; che &egrave; bene siano uniti nonostante tutte le possibili diversit&agrave; di obiettivi (in realt&agrave; gli anticapitalismi si differenziano per la diversit&agrave; dei valori o beni che in via prioritaria si vogliono sottrarre alla logica necrofila del capitale) &#8211; &ldquo;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">devono farsi nazione<\/i>&rdquo; (come scrivevano Marx ed Engels con riguardo ai Comunisti); devono conquistare il potere nelle nazioni e cominciare cos&igrave; o a sottrarre al capitale, in uno o pi&ugrave; luoghi della terra, il dominio sulla nuda vita degli uomini; o, comunque, a ridurre l&rsquo;ambito e le forme di quel dominio. <u>Per il capitale le nazioni sono un ostacolo<\/u>. <u>Per gli oppositori del capitalismo<\/u> &ndash; ossia della suprema regola secondo la quale lo scopo dell&rsquo;attivit&agrave; sociale dell&rsquo;umanit&agrave; deve essere quello di massimizzare la valorizzazione del capitale &ndash; <u>l&rsquo;edificazione di una nazione anticapitalistica &egrave; l&rsquo;obiettivo<\/u>.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font face=\"Calibri\" size=\"3\">Se oggi l&rsquo;anticapitalismo, in tutte le sue forme, nuove e vecchie (compresa quella, &ldquo;relativa&rdquo; ma significativa, della socialdemocrazia) &egrave; cos&igrave; debole, ci&ograve; &egrave; dovuto allo stato oggettivo in cui sono state ridotte molte nazioni, ma anche e soprattutto alla irragionevolezza degli anticapitalisti, i quali, osteggiando il concetto di nazione, sono destinati a restare nello stato velleitario delle declamazioni fumose, posto che il loro obiettivo dovrebbe essere<\/font><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\"> quello di impegnarsi per costruire nazioni anticapitaliste. E va da s&eacute; che, se &egrave; giusto solidarizzare con anticapitalisti di altre nazioni ed eventualmente partecipare a una o altra battaglia reputata importante, &egrave; pur sempre ovvio che, per mille ragioni, <u><i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">gran parte dell&rsquo;impegno di ogni anticapitalista dovrebbe essere indirizzato ad indebolire, all&rsquo;interno della propria nazione, la forza della regola sulla quale affondano pressoch&eacute; tutte le costituzioni nazionali: il capitale si deve valorizzare<\/i><\/u>.<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano D&rsquo;Andrea E&rsquo; stimolante rileggere il Manifesto del Partito Comunista a piccole dosi. Brani isolati. Pochi pensieri. Per lo pi&ugrave; stringati ragionamenti su innumerevoli concetti importanti della vita, della politica, della societ&agrave;. Alcuni brani appaiono totalmente condivisibili. Il giudizio di valore o il giudizio storico &egrave; rimasto identico. Altri brani necessitano di un semplice adeguamento linguistico. 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