{"id":39289,"date":"2018-02-23T13:55:23","date_gmt":"2018-02-23T12:55:23","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39289"},"modified":"2018-02-23T13:53:51","modified_gmt":"2018-02-23T12:53:51","slug":"autogestione-versus-homo-oeconomicus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39289","title":{"rendered":"Autogestione versus homo oeconomicus"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di SINISTRA IN RETE (Sandro Moiso)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nei primi giorni di febbraio, Wall Street (quella che potremmo definire ancora come la Borsa di riferimento a livello mondiale) ha perso in sole due sedute 1.700 punti. Nella prima seduta la Borsa \u00e8 arrivata a perdere il 6 per cento e 1.500 punti in pochi minuti, in quello che, secondo gli esperti di Market Watch, potrebbe essere il peggior calo giornaliero di sempre per la Borsa americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In un periodo di apparente tranquillit\u00e0 e crescita del mercato azionario, ma sostanzialmente turbolento in termini di investimenti e speculazioni, ci\u00f2 potrebbe costituire un effetto non del tutto imprevisto e non cos\u00ec catastrofico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quello che colpisce, per\u00f2, in questo caso \u00e8 l\u2019unanimit\u00e0 con cui tutti i commentatori economici, gli analisti finanziari ed esperti di vario genere, hanno messo al primo posto tra le cause dell\u2019improvvisa caduta degli indici di borsa e dei valori azionari l\u2019inflazione salariale risalita ai massimi da gennaio 2014, seguita dal timore di una nuova stretta della Fed sui tassi di interesse a marzo. Inflazione salariale ovvero aumento, spesso ancora soltanto previsto, dei salari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno strano paradosso in base al quale se l\u2019economia \u201cva bene\u201d il mercato azionario scende. Secondo Josh Barro: \u201cSiccome l\u2019economia sta migliorando e le imprese si stanno espandendo, la maggiore capacit\u00e0 produttiva porter\u00e0 a un taglio dei prezzi per mantenere i propri clienti. E come conseguenza si dovranno pagare ai lavoratori salari pi\u00f9 alti per gestire questa maggiore produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa maggiore concorrenza per lavoratori e clienti significa prezzi pi\u00f9 bassi, salari pi\u00f9 alti e minori profitti per le aziende<sup id=\"rf1-43658\">1<\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 davvero la prima volta in cui, in tanti anni di attenzione all\u2019andamento economico dell\u2019attuale modo di produzione, mi capita di vedere cos\u00ec spudoratamente dichiarato qual \u00e8 il vero motore di ogni intrapresa economica e quale il suo avversario pi\u00f9 indesiderato: profitto individuale (o di impresa) da una parte e miglioramento delle condizioni economiche di una parte consistente della societ\u00e0 dall\u2019altra. In altri termini l\u2019interesse dell\u20191% contro quello del 99%. Anche se, \u00e8 evidente, \u00e8 l\u2019implacabile forbice tra salari e profitti a ridisegnare ogni volta, e anche solo in prospettiva, il conflitto sociale. In altre parole lavoro salariato <em>versus<\/em> capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le \u201cspontanee dichiarazioni\u201d appena citate dimostrano la spudoratezza raggiunta negli ultimi anni dai rappresentanti politici, mediatici ed economici degli interessi del capitale di cui, pur rimanendo semplici funzioni, danno per scontato il predominio degli interessi e dei profitti su quelli della rimanente, e maggioritaria, umanit\u00e0. Salariata o meno, occupata o meno. Arroganza che raggiunge, proprio qui in Italia, il suo massimo in alcune pubblicit\u00e0 per l\u2019iscrizione ad alcuni licei, l\u00e0 dove si dovrebbe iniziare a formare la futura classe dirigente, in cui le scuole superiori si vantano, sul sito del Ministero della Pubblica (?) Istruzione, cos\u00ec: \u201cQui niente poveri n\u00e9 disabili n\u00e9 immigrati\u201d.<sup id=\"rf2-43658\"><a title=\" cfr. Repubblica.it, News del 7 febbraio 2018 \" href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/2018\/02\/15\/autogestione-versus-homo-oeconomicus\/#fn2-43658\" rel=\"footnote\">2<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per aggiungere poi al danno anche la beffa, per\u00f2, occorre segnalare che nella realt\u00e0, come ha scritto Maurizio Ricci :<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cL\u201982 per cento dei lavoratori americani continua a non vedere, ormai da due anni, la busta paga gonfiarsi di colpo. I salari di questi lavoratori, mese dopo mese, aumentano ad un ritmo che \u00e8 la met\u00e0 di quello registrato prima della crisi: 2 contro 4 per cento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A fare saltare verso l\u2019alto, a gennaio, la massa totale dei salari \u00e8 bastato quello che si sono messi in tasca non i lavoratori in generale, ma manager e dirigenti. Il Wall Street Journal calcola che gli stipendi della fascia pi\u00f9 alta di dipendenti sono aumentati, nell\u2019arco del 2017, del 5 per cento. Lo 0,8 per cento in pi\u00f9 solo a gennaio. Quanto basta per rinfocolare le polemiche sulla crescente ineguaglianza dei redditi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma, forse, neanche di tutti i dirigenti. Scavando pi\u00f9 a fondo, il <em>Financial Times<\/em> conclude che l\u2019effetto busta paga di gennaio \u00e8, in buona misura, il risultato dei bonus generosamente distribuiti, a fine anno, nel settore finanziario. Al quotidiano della City non sfugge l\u2019ironia della situazione: lo scossone in Borsa scatenato dagli operatori per il timore dell\u2019inflazione \u00e8 il risultato diretto dei generosi bonus che gli stessi operatori hanno intascato per aver cavalcato, nei mesi precedenti, il frenetico boom generato dall\u2019assenza di inflazione\u201d.<sup id=\"rf3-43658\"><a title=\" Su Repubblica.it, Eurobarometro: L\u2019illusione dei salari in crescita: tanto rumore, poca sostanza in busta paga, 10 febbraio 2018 \" href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/2018\/02\/15\/autogestione-versus-homo-oeconomicus\/#fn3-43658\" rel=\"footnote\">3<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Diventa cos\u00ec particolarmente interessante, se non addirittura necessaria, la lettura del testo pubblicato, pochi mesi or sono, da El\u00e8uthera che pone al centro dell\u2019attenzione il conflitto tra gli interessi egoistici dell\u2019<em>homo oeconomicus<\/em>, cos\u00ec almeno come i teorici di vari modelli economici vogliono prefigurare il tratto distintivo dell\u2019agire umano, e quelli della societ\u00e0 nel suo insieme. Nel fare questo gli autori non possono naturalmente limitarsi agli aspetti economici dei rapporti intessuti all\u2019interno della societ\u00e0 per cui una parte significativa del testo, dichiaratamente di ispirazione anarchica, affronta anche i rapporti di potere e di organizzazione che si affiancano ai primi, giungendo ad una radicale critica dello Stato, in tutte le sue possibili forme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rovesciando la logica dell\u2019\u201dio\u201d (dell\u2019interesse egoistico individuale) in quella del \u201cnoi\u201d (dell\u2019interesse comune razionalmente gestito), gli autori oppongono all\u2019<em>homo oeconomicus<\/em> l\u2019<em>homo reciprocans<\/em>, scegliendo una delle definizioni che si danno all\u2019interno della letteratura economica alternativa. Letteratura economica alternativa che, al contrario di quanto si potrebbe pensare, non appartiene soltanto al circuito dell\u2019antagonismo, ma si manifesta in un gran numero di riviste, anche \u201cistituzionali\u201d, che vanno dal <em>Journal of Behavioral and Experimental Economics<\/em> (derivato dalle ricerche pubblicate agli inizi degli anni Settanta del XX secolo nel volume <em>Research in Experimental Economics<\/em>, a cura di Vernon L. Smith, e da quelli successivi pubblicati nella stessa collana) fino all\u2019<em>American Economic Review<\/em> e a <em>Nature<\/em> e <em>Science<\/em>. A riprova dell\u2019attenzione che anche il mondo accademico dimostra nei confronti di tutti i \u201cpossibili\u201d comportamenti all\u2019interno di una gestione delle risorse economiche e produttive considerata troppo spesso come univoca e scontata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cL\u2019economia sperimentale consente di investigare il comportamento umano in date condizioni simulate in cui avviene l\u2019interazione tra due o pi\u00f9 controparti: fra le molte situazioni su cui si indaga \u2013 la motivazione delle scelte, la definizione delle preferenze e perfino le questioni di ordine morale \u2013 vi sono anche quelle dell\u2019altruismo e della volont\u00e0 di cooperazione. La metodologia sperimentale fa riferimento appunto a esperimenti che realizzati in laboratorio riproducono degli scenari, quindi problemi in versione semplificata e in condizioni controllate. Sulla coerenza, adeguatezza ed efficacia degli esperimenti in economia [\u2026] vi sono dubbi e cautele, sostanzialmente non diversi da quelli che si avanzano nei confronti della ricerca sperimentale nelle scienze dure, riconducibili alla difficolt\u00e0 di isolare le cause in laboratorio. Per l\u2019economia si aggiungono altre e proprie difficolt\u00e0, alla pari di quanto avviene con le altre scienze sociali, imputabili alla non spontaneit\u00e0 del contesto umano\u201d<sup id=\"rf4-43658\"><a title=\" Candela e Senta, La pratica dell\u2019autogestione, pag. 81 \" href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/2018\/02\/15\/autogestione-versus-homo-oeconomicus\/#fn4-43658\" rel=\"footnote\">4<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il testo cos\u00ec indaga, in particolare nel quarto capitolo attraverso l\u2019uso della teoria dei giochi applicata in tali contesti sperimentali, e comprova l\u2019effettiva razionalit\u00e0 e i benefici derivanti dal comportamento dell\u2019homo reciprocans, in opposizione alle teorie economiche dominanti che si ostinano a ritenere razionali soltanto i comportamenti collegati all\u2019egoismo individuale. Giungendo cos\u00ec, ma tale considerazione \u00e8 qui soltanto una semplificazione dovuta alla necessit\u00e0 di condensare in poche righe un discorso altrimenti ben pi\u00f9 complesso, a definire un\u2019\u201dautogestione\u201d delle risorse economiche che pu\u00f2 liberamente manifestarsi soltanto all\u2019interno di un modello in cui sia completamente assente lo Stato ovvero quell\u2019insieme di rapporti di potere e di dominio che intervengono pesantemente nella definizione della normalit\u00e0 dell\u2019agire economico basato esclusivamente sull\u2019interesse individuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories6\/Wages-and-salaries-vs-gdp-1.jpg\" alt=\"Wages and salaries vs gdp 1\" width=\"450\" height=\"256\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella forma-Stato odierna:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cOgni barriera \u00e8 crollata, ogni maschera caduta. Il <em>government<\/em> si dispiega nella sua potenza per mezzo di gruppi trasversali di potere, <em>corporations<\/em>, eserciti transnazionali, milizie private, agenzie finanziarie, climatiche, sanitarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli zapatisti dicono che l\u2019idra capitalista ha perso alcune teste: lo Stato nazionale,il mercato interno, la politica classica, le frontiere nazionali, le classi politi che locali, la piccola e media impresa. Ne ha guadagnate altre per\u00f2, tra cui quelle del consumo e dei poteri finanziari transnazionali con cui oggi le entit\u00e0 statali sono indebitate per alte percentuali del loro prodotto intero lordo. Il capitalismo non si \u00e8 fatto pi\u00f9 solo modo di produzione ma modo di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La trasformazione dello Stato \u00e8 data da una parte da una sua degenerazione, dalla perdita cio\u00e8 delle sue caratteristiche di legittimit\u00e0 e costituzionalit\u00e0 cos\u00ec come delle sue prerogative di regolazione e garanzia, e dall\u2019altra da un suo aumento di potenza, uno strabordare delle modalit\u00e0 coercitive pronte a invadere sfere prima non regolate gerarchicamente. Al ritirarsi dello Stato regolatore, garante e costituzionale fa da contraltare l\u2019accrescimento dello Stato come dominio e <em>government<\/em>, che guadagna a s\u00e9 spazi attraverso un meccanismo di accumulazione e per mezzo di attori anche formalmente non statali che occupano mercati \u00abincivili\u00bb. Il terzo datore di lavoro al mondo, dopo Wal-Mart e Foxconn, \u00e8 la britannica Group 4 Security (G4S), corporation che sviluppa tecniche di controllo dell\u2019ordine pubblico e di repressione del dissenso negli Stati Uniti e nel Medio Oriente e alla quale \u00e8 appaltata la costruzione di recinzioni e muri (tra Messico e Stati Uniti, tra Cisgiordania e Israele), carceri private, scuole-blindate, centri di detenzione per migranti, cos\u00ec come la loro deportazione.\u201d<sup id=\"rf5-43658\"><a title=\" op.cit. pp. 70-71 \" href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/2018\/02\/15\/autogestione-versus-homo-oeconomicus\/#fn5-43658\" rel=\"footnote\">5<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cL\u2019autogestione, con le sue pratiche di organizzazione orizzontale di gruppi sociali, \u00e8 chiamata cos\u00ec ad opporsi ai molteplici piani del government che, slegati da qualsiasi legittimit\u00e0 democratica, dominano progressivamente la vita sociale, secondo modalit\u00e0 transnazionali gerarchiche, oppressive e falsificanti. Lo fa dando spazio e consistenza a una volont\u00e0 di libert\u00e0 in grado di creare forme pi\u00f9 o meno durature di organizzazione sociale, solidali, orizzontali e \u00abacefale\u00bb, che si oppongono alla ricerca esclusiva dell\u2019interesse personale, alla sublimazione della competizione, all\u2019assoggettamento psichico e fisico, in definitiva al dominio.\u201d<sup id=\"rf6-43658\"><a title=\" pp.71-72 \" href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/2018\/02\/15\/autogestione-versus-homo-oeconomicus\/#fn6-43658\" rel=\"footnote\">6<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Soprattutto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201ctrasforma tutta la vita e i suoi ritmi: richiede infatti impegno e tempo quotidiani. Ma non \u00e8 totalitaria. Non limita cio\u00e8 il pluralismo e la possibilit\u00e0 di dissenso, tanto pi\u00f9 che si occupa di porzioni, o settori, di societ\u00e0 (al plurale), realizzando quanto le \u00e8 possibile qui e ora, evitando accuratamente di provare a imporsi come modello che debba essere accettato da tutti. Non fa opera di colonizzazione.\u201d<sup id=\"rf7-43658\"><a title=\" pp. 68-69 \" href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/2018\/02\/15\/autogestione-versus-homo-oeconomicus\/#fn7-43658\" rel=\"footnote\">7<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories6\/Profitti-in-rapporto-al-Pil-1.jpg\" alt=\"Profitti in rapporto al Pil 1\" width=\"450\" height=\"278\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I network economici e mediatici, il dominio delle agenzie finanziarie e delle banche, delle milizie privatizzate e delle compagnie energetiche potr\u00e0 essere messo in discussione, pertanto, non dal risorgere dello Stato nazionale e dei suoi (orrendi) confini, ma soltanto dal dispiegarsi di una miriade di comunit\u00e0 libere, autogestite e confederate tra di loro nel pieno rispetto delle proprie autonomie. Autentiche macchie di leopardo distribuite su una tavola dal colore potenzialmente unico che, come tarli di libert\u00e0 e uguaglianza sono destinate a corroderla e a farla crollare, insieme alle fasulle discipline economiche spacciate per scientifiche che ne sostengono e giustificano gli orientamenti repressivi . Come tante esperienze recenti, dal Chiapas al Rojava e dalla Val di Susa a Notre-Dame \u2013des-Landes, hanno iniziato a fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Naturalmente il testo di Guido Candela, gi\u00e0 docente di Politica economica e attuale professore Alma Mater nel Dipartimento di Scienze economiche dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna e Rimini, e Antonio Senta, ricercatore presso il Dipartimento di studi umanistici dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste e membro del comitato scientifico dell\u2019Archivio Famiglia Berneri-Chessa di Reggio Emilia, amplia ancora moltissimo gli argomenti fin qui trattati e molti altri ancora ne propone, e proprio per tale motivo si pone come un testo di grande interesse anche per tutti coloro, come il sottoscritto, che non professano esclusivamente la fede anarchica.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong>https:\/\/www.sinistrainrete.info\/societa\/11698-sandro-moiso-autogestione-versus-homo-oeconomicus.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Sandro Moiso) Nei primi giorni di febbraio, Wall Street (quella che potremmo definire ancora come la Borsa di riferimento a livello mondiale) ha perso in sole due sedute 1.700 punti. 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