{"id":39313,"date":"2018-02-25T11:01:58","date_gmt":"2018-02-25T10:01:58","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39313"},"modified":"2018-02-25T11:01:58","modified_gmt":"2018-02-25T10:01:58","slug":"e-colpa-di-saviano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39313","title":{"rendered":"E&#8217; colpa di Saviano?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessandro Fiesoli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"riassunto\"><strong>Baby gang, banditi mascherati, risse e perfino aritmie cardiache. Dai primi del &#8216;900 a oggi lo scenario non sembra troppo cambiato: il cinema \u00e8 causa di ogni male. Ma sar\u00e0 vero?<\/strong><\/div>\n<div class=\"aut\"><\/div>\n<div class=\"sep\"><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il teatrino della politica italiana \u00e8 strano. La mattina <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/cartucce\/luca-traini-linsulso-di-macerata\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un delinquente<\/a> spara a vista su ogni nero che incontra per strada, <strong>il pomeriggio i partiti dei buoni danno la colpa ai cattivi<\/strong> che, la sera, tentano di smarcarsi e rilanciano: <em>Se noi siamo la causa dell\u2019attentato di Macerata, allora Saviano \u00e8 responsabile per le baby gang fomentate dalle sue serie tv<\/em>. Basta una frase per far virare improvvisamente il dibattito su una questione in apparenza estranea al fatto di cronaca oggetto della discussione. A parte che Saviano non scrive n\u00e9 dirige serie tv \u2013 e ci mancherebbe altro, dir\u00e0 qualcuno \u2013 e tralasciando anche il fatto che al massimo il suo romanzo ha rappresentato la base non della serie ma del capolavoro di Garrone \u2013 film che i tredicenni pistoleri non avranno neanche visto \u2013 il collegamento \u00e8 sembrato bene o male funzionare, <strong>almeno nel contesto di un botta e risposta televisivo<\/strong>. Ma la questione infinita riaperta dalle ultime baruffe politiche \u00e8 soltanto l\u2019ennesimo tassello di una storia vecchia come i mezzi d\u2019intrattenimento sotto accusa, e chi volesse davvero chiedersi quanto questi siano causa di certe nefandezze dovrebbe guardare ai lontani primi anni del Novecento per farsene un\u2019idea generale.<\/p>\n<div id=\"attachment_95495\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-95495\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/daniele-e-ciro-1024x640.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/daniele-e-ciro-1024x640.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/daniele-e-ciro-300x188.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/daniele-e-ciro-768x480.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/daniele-e-ciro.jpg 1280w\" alt=\"Alcuni recenti fatti di cronaca hanno visto protagoniste le cosiddette baby gang. Secondo alcuni osservatori queste si rifarebbero all'immaginario della serie di successo \u201cGomorra\u201d, cos\u00ec nei talk show la responsabilit\u00e0 pare essere ricaduta su Saviano, autore del romanzo. Intorno al 1910 si notava lo stesso fenomeno\" width=\"1024\" height=\"640\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Alcuni recenti fatti di cronaca hanno visto protagoniste le cosiddette baby gang. Secondo alcuni osservatori queste si rifarebbero all\u2019immaginario della serie di successo \u201cGomorra\u201d, cos\u00ec nei talk show la responsabilit\u00e0 pare essere ricaduta su Saviano, autore del romanzo. Intorno al 1910 si notava lo stesso fenomeno<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 proprio in quegli anni che si assiste in Francia e negli Stati Uniti ad una complessiva democratizzazione del cinema grazie alle <strong>sale <em>nickelodeon<\/em><\/strong>, stanzette in cui si proiettano <em>film seriali<\/em> \u2013 antenati delle odierne serie tv \u2013 a orario continuato e principalmente per quel nuovo pubblico operaio che inizia a consumare il proprio tempo libero. Questa tipologia di film a episodi non \u00e8 che la riproposizione cinematografica dei romanzi d\u2019appendice e dei feuilleton che riempiono i giornali del periodo, vengono massacrati dalla critica (negli stessi anni Griffith getta le basi per il canone classico Hollywoodiano) e si distinguono per l\u2019uso insistente di protagonisti banditi, ladri gentiluomini e moderni Robin Hood che sfidano lo strapotere finanziario del banchiere di turno, <strong>nemico numero uno di numerose produzioni<\/strong>. La scaltrezza e la violenza, talvolta addirittura gratuita e sproporzionata, mostrate da tali produzioni di serie b, divengono presto oggetto di censura da parte di politici, giornalisti e pedagoghi preoccupati che i giovani possano<strong> imitare le gesta dei loro eroi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iniziano gi\u00e0 nel 1912 i primi sequestri motivati dalla crudelt\u00e0 non filtrata che trasuda dalle pellicole, dal buio e dal silenzio della sala che potrebbero eccitare le voglie pi\u00f9 scabrose, dalla dipendenza per la narrazione interrotta con la sospensione dell\u2019episodio (associata a quella per la droga) e ancora da problemi di ansia, tachicardia e di vista che la fruizione cinematografica causerebbe allo spettatore, senza contare i casi in cui si ricollegano al grande schermo episodi di vertigini, aritmie cardiache e <strong>incubi notturni<\/strong>. Ma l\u2019apice del fenomeno viene toccato nel momento in cui il cinema viene chiamato in causa in sede giudiziaria: accade infatti che gli avvocati, ben consapevoli della pessima reputazione dei film seriali, tentino sistematicamente di attenuare la posizione dei loro clienti <strong>scaricando le colpe sui banditi di finzione<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p>A Troyes, gli ispettori della Polizia mobile hanno arrestato tre monellacci che si sono resi colpevoli di furti a negozi e dei peggiori vandalismi notturni [\u2026] Quest\u2019accolita di precoci mascalzoni si \u00e8 data anche il nome di \u201cBanda degli Z\u201d, dal nome di Zigomar, il celebre delinquente di cui hanno gustato le avventure sullo schermo.<\/p>\n<p>(Da \u201cContre le cin\u00e9ma, \u00e9cole du vice et du crime\u2026\u201d, citato in \u201cTrame spezzate\u201d di Monica Dall\u2019Asta)<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_95496\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-95496\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/il-bandito-fantomas-mago-del-travestimento....jpg\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/il-bandito-fantomas-mago-del-travestimento....jpg 600w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/il-bandito-fantomas-mago-del-travestimento...-169x227.jpg 169w\" alt=\"Il bandito Fantomas, mago del travestimento con il suo caratteristico mantello nero. Fu protagonista di una delle pi\u00f9 celebri serie cinematografiche francesi\" width=\"600\" height=\"806\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Il bandito Fantomas, mago del travestimento con il suo caratteristico mantello nero. Fu protagonista di una delle pi\u00f9 celebri serie cinematografiche francesi<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle serie cinematografiche che mitizzano i piccoli criminali si aggiunge una stampa che d\u00e0 ampio spazio alla cronaca nera con toni scandalistici, sostituendola a quella politica che rischierebbe di alimentare il disordine sociale. <strong>Ne risulta paradossalmente un clima di illegalismo generale<\/strong> che coinvolge per lo pi\u00f9 gli adolescenti e i bambini, principali fruitori dei film incriminati insieme alle donne, che per\u00f2 preferiscono le produzioni sull\u2019emancipazione e i temi legati al femminismo. Non sono tuttavia immuni dalle critiche neppure questi ultimi, colpevoli di creare realt\u00e0 parallele che generano<strong> euforia e false illusioni <\/strong>nelle spettatrici. Si tratta, in maniera pi\u00f9 potente e ingenua, dello stesso dibattito e delle stesse accuse che la surreale polemica citata in precedenza ha riaperto come effetto collaterale di un teatrino prettamente politico. Non troppi anni pi\u00f9 tardi rispetto all\u2019isteria collettiva descritta si interverr\u00e0 infatti in maniera drastica con il <strong>codice Hays<\/strong>, mentre avvicinandoci ai giorni nostri si osserva un progressivo allontanamento dei censori dal grande schermo in favore di un attento monitoraggio sui videogiochi, tutt\u2019oggi ritenuti responsabili di certe mattanze scolastiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basterebbe allora una banale osservazione per mettere fuori gioco tutte le scaramucce politiche di cui sopra: nel momento in cui si afferma un sistema di intrattenimento giovane, questo diviene oggetto di meticolosa osservazione<strong> in termini di controllo dei contenuti<\/strong>, mentre si abbandona l\u2019operazione moralizzante su quello precedente, ormai istituzionalizzato, pulito e incravattato. Sembra proprio il caso del mondo videoludico e di quello cinematografico. I signori che si lamentano dei film e delle serie tv di genere <em>crime, <\/em>precisamente<em>, <\/em>dove e quando hanno visto produzioni pericolose, fuori dal coro, non allineate o sovversive? Che ce lo dicano, perch\u00e9 piacerebbe vederle anche a noi. Negli anni \u201970 il poliziottesco esaltava la giustizia privata, <strong>oggi <em>Don Matteo<\/em> fa pi\u00f9 di sei milioni di ascolti<\/strong>; negli \u201980 Deodato provocava col filone dei cannibali, oggi siamo circondati da remake di commedie francesi; negli spaghetti western colavano litri di sangue, mentre ora non vediamo una pistola al cinema da anni (salvo rare eccezioni). E allora ancora ci chiediamo, a mo\u2019 di preghiera, dove siano questi film che rischiano di spingere bambini e adolescenti a pericolosi atteggiamenti imitativi.<\/p>\n<div id=\"attachment_95497\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-95497\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/15_large-1024x552.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/15_large-1024x552.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/15_large-300x162.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/15_large-768x414.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/15_large.jpg 1280w\" alt=\"Luca Canali, protagonista de \u201cLa mala ordina\u201d, si fa giustizia da solo massacrando gli assassini della moglie e della figlia. Li stritola con un escavatore\" width=\"1024\" height=\"552\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Luca Canali, protagonista de \u201cLa mala ordina\u201d, si fa giustizia da solo massacrando gli assassini della moglie e della figlia. Li stritola con un escavatore<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 che prodotti potenzialmente dannosi per l\u2019educazione dei nostri giovani, abbiamo allora l\u2019impressione che film e serie tv siano piuttosto lo <strong>strumento per amplificare qualsiasi filastrocca politicamente corretta<\/strong>, mentre si fanno passare per scorrette certe pellicole pi\u00f9 innocue di Cappuccetto rosso (emblematico \u00e8 il caso di<em> Three billboards outside Ebbing, Missouri<\/em>, ultimo lavoro del talentuoso sceneggiatore Martin Mcdonagh. Due battutine sui preti pedofili sono bastate per pubblicizzarlo come un film scorretto e spinoso simile ai suoi due precedenti). Insomma, l\u2019impressione \u00e8 che <strong>il cinema non possa pi\u00f9 essere causa di comportamenti criminali<\/strong> per la pura e semplice mancanza di film di particolare slancio eversivo, mentre in parallelo scatta ormai automaticamente l\u2019associazione tra videogames e psicopatico stragista di turno, dal momento che per adesso non si osserva un totale asservimento dei videogiochi alle logiche del buonsenso, forse proprio in virt\u00f9 della loro <em>recente<\/em> approvazione nel mondo dell\u2019intrattenimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu vittima pi\u00f9 o meno del medesimo meccanismo<strong> il <\/strong><em><strong>Wrestling<\/strong>, <\/em>che veniva trasmesso in chiaro e divenne in poco tempo il nuovo spettacolo pi\u00f9 seguito dai nostri ragazzini. Qualche personaggio-atleta si suicid\u00f2, qualcun altro mor\u00ec in circostanze poco chiare, e subito la tv commerciale scelse di fermarne la trasmissione. In quel caso c\u2019era il pericolo che i bambini provassero a ripetere certe acrobazie in casa, cos\u00ec il baraccone fu trasferito sulla tv a pagamento. <strong>Probabilmente il provvedimento era da ritenersi necessario<\/strong> o quantomeno assennato, ma di certo chi oggi vede un pericolo nel cinema o ci va poco o guarda male; mentre l\u2019unico elemento diseducativo delle serie tv ci pare risiedere soltanto nell\u2019approssimazione tecnica di alcune di esse. Prendete i film candidati agli Oscar negli ultimi anni e troverete conferma dell\u2019asservimento alla compostezza delle pellicole realizzate con grossi budget e con velleit\u00e0 di vittoria. E giusto che ci siete chiedete a <strong>Clint Eastwood<\/strong> come mai sembra che da due o tre anni sia stato rimosso dall\u2019olimpo dell\u2019industria cinematografica. Che ci sia lo zampino del <em>nuovo cinema moralizzante<\/em>? Lasciamo dunque stare il povero Saviano, che di fatti per cui essere criticato ne ha gi\u00e0 in abbondanza senza forzature come questa. Seguendo la logica del <em>nuovo<\/em>\u00a0medium come causa di ogni male, allora qualcuno potr\u00e0 chiamarlo in causa<strong> quando realizzeranno il videogioco di <em>Gomorra<\/em><\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/cinema\/saviano-violenza-baby-gang\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/cinema\/saviano-violenza-baby-gang\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Alessandro Fiesoli) &nbsp; Baby gang, banditi mascherati, risse e perfino aritmie cardiache. Dai primi del &#8216;900 a oggi lo scenario non sembra troppo cambiato: il cinema \u00e8 causa di ogni male. Ma sar\u00e0 vero? Il teatrino della politica italiana \u00e8 strano. 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