{"id":39355,"date":"2018-02-26T10:30:09","date_gmt":"2018-02-26T09:30:09","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39355"},"modified":"2018-02-26T09:52:43","modified_gmt":"2018-02-26T08:52:43","slug":"india-vs-cina-in-palio-il-controllo-delloceano-indiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39355","title":{"rendered":"India vs Cina: in palio il controllo dell&#8217;oceano Indiano"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> OLTRE FRONTIERA (Erminia Voccia)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-header\">\n<div class=\"post-meta vcard\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-thumbnail header\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Oltrefrontiera_India_Cina-1280x640.jpg\" alt=\"India vs Cina: la sfida per il controllo dell\u2019Oceano Indiano\" \/><\/div>\n<div class=\"post-wrap\">\n<div class=\"post-content entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Al World Economic Forum del 2018, tenutosi in Svizzera a Davos dal 23 al 26 gennaio, il primo ministro indiano Narendra Modi ha difeso la globalizzazione, pur riconoscendo i limiti di un meccanismo che vede i negoziati multilaterali in una situazione di stallo e l\u2019ergersi di nuove barriere al commercio internazionale. L\u2019anno scorso nella stessa cornice il presidente cinese Xi Jiping aveva fatto lo stesso. Tuttavia, India e Repubblica Popolare Cinese sono sempre di pi\u00f9 l\u2019una contro l\u2019altra nella lotta per il controllo dei commerci internazionali. Un confronto in cui sta emergendo in modo sempre pi\u00f9 evidente anche la componente militare. New Delhi sta infatti rafforzando le proprie capacit\u00e0, cercando vantaggi nella corsa alle armi rispetto alla Repubblica Popolare Cinese e al Pakistan. Con l\u2019appoggio di Washington, l\u2019India vuole contenere l\u2019espansionismo di Pechino sia su mare che su terra e fronteggiare la teocrazia islamica, contro cui \u00e8 in guerra per la questione non risolta del Kashmir.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Il bilancio del mandato di Narendra Modi<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2014 gli indiani hanno dato al BJP (Bharatiya Janata Party) e a Narendra Modi, nazionalista e integralista hindu, un potere che nessun altro ha avuto negli ultimi vent\u2019anni di storia in India. Il risultato alle elezioni di quattro anni fa ottenuto dall\u2019Indian National Congress, ex forza politica dominante nel Paese era stato, al contrario, talmente deludente che il partito aveva perso il titolo di prima forza d\u2019opposizione in parlamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i successi di Modi ci sono la riforma del fisco e un alleggerimento della burocrazia che in India bloccava gli investimenti diretti esteri. La riforma del mercato del lavoro, urgente pi\u00f9 che mai per portare ordine in un groviglio di norme, e quella sull\u2019acquisizione dei terreni, restano invece tra gli obiettivi mancati del governo dell\u2019\u201cuomo del popolo\u201d. Uno degli slogan del partito di Modi \u00e8 il rilancio della crescita. A distanza di poco tempo da un importante appuntamento politico, le elezioni in 5 Stati dell\u2019Unione Indiana, i cui risultati definitivi non arriveranno prima dell\u201911 marzo, il figlio del venditore di the venuto dal Gujarat, ha lanciato una manovra economica che punta sul rilancio delle aree rurali, sulla lotta alla povert\u00e0 e sulle infrastrutture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I rapporti con le altre potenze sono condizionati dai timori indiani riguardo i progetti infrastrutturali di Pechino sulla Nuova Via della Seta. L\u2019iniziativa cinese \u00e8 un pericolo alla sicurezza nazionale indiana, stando al giudizio di New Delhi, che \u00e8 sempre di pi\u00f9 desiderosa di intraprendere un progetto alternativo insieme agli Stati Uniti e ai loro alleati nel Pacifico (Giappone e Australia). L\u2019atteggiamento refrattario dell\u2019India verso la Belt and Road Initiative (BRI) potrebbe per\u00f2 causare l\u2019isolamento geopolitico del Paese, oltre che danni ingenti all\u2019economia nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel braccio di ferro tra Cina e India una delle posizioni pi\u00f9 difficili \u00e8 quella del Buthan. Il regno <strong>himalayano<\/strong> da un mese ha visto salire la tensione alle stelle per via della costruzione di una strada da parte dell\u2019esercito cinese nell\u2019area del Doklam, contesa da Pechino e <strong>Thimphu. L<\/strong>a situazione sul terreno pare cristallizzata, ma il Buthan resta fortemente attratto dalle prospettive economiche offerte dalla BRI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Il controllo dell\u2019Oceano Indiano<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le relazioni tra India e Cina risentono fortemente della lotta per il controllo dell\u2019Oceano Indiano, dove il colosso asiatico sta aumentando la sua influenza. A luglio 2017 Pechino ha inaugurato una base militare a <a href=\"https:\/\/cnn.com\/2017\/07\/12\/asia\/china-djibouti-military-base\/index.html\">Djibouti<\/a>, vicino allo stretto di Bab el-Mandeb, arteria che collega il Mar Mediterraneo e il Mar Rosso, passando per il Canale di Suez, al Golfo di Aden e quindi all\u2019Oceano Indiano. Non \u00e8 passata inosservata a New Delhi neanche l\u2019acquisizione cinese del porto di Hambantota, in Sri Lanka, situato a meno di 23 chilometri dalla principale rotta che mette in connessione lo Stretto della Malacca e il Canale di Suez. L\u2019India si trova perfettamente al centro dell\u2019area in cui transitano ogni giorno quasi 40 milioni di barili di petrolio, quantit\u00e0 appena inferiore alla met\u00e0 dell\u2019intero fabbisogno mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come risposta all\u2019espansionismo cinese, il mese scorso il governo indiano e quello delle Seychelles avrebbero firmato un accordo per la costruzione di una base navale e di una pista di atterraggio nell\u2019arcipelago a 1.650 chilometri dalle coste orientali africane. I dettagli dell\u2019intesa non sono stati ufficializzati ma l\u2019intenzione dell\u2019India \u00e8 aumentare la propria presenza militare in un\u2019area vitale per i propri interessi strategici. Inoltre, solo pochi giorni fa il presidente iraniano Hassan Rouhani e il premier Modi hanno definito un accordo per la gestione indiana del porto di Chabahar, nel sud dell\u2019Iran, a stretta distanza dallo Stretto di Hormuz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Il riarmo in funzione anti-cinese e anti-pakistana<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come riportano i due quotidiani <em>The Times of India<\/em> e <em>Hindustan Times<\/em>, il 20 febbraio scorso l\u2019India ha testato il missile balistico a media gittata <em>Agni II<\/em> dal raggio di azione di oltre 2mila chilometri. Entro la fine dell\u2019anno il governo indiano dovrebbe portare a termine i test per un nuovo missile da crociera <em>BrahMos<\/em> capace di raggiungere obiettivi a 800 chilometri di distanza. New Delhi pare quindi interessata ad aumentare il proprio arsenale aereo ma anche le sue capacit\u00e0 di muovere un attacco nucleare. Alcune analisi, riferisce la rivista <em>The Diplomat<\/em>, suggeriscono la possibilit\u00e0 che il vettore <em>BrahMos<\/em> possa essere modificato in un tipo di missile a propulsione nucleare. <em>The Diplomat<\/em> vede ancora la possibilit\u00e0 che la Russia progetti per l\u2019India una nuova versione del <em>Su-35<\/em>, un aereo da guerra che arriverebbe alla quinta generazione e che potrebbe acquisire capacit\u00e0 <em>stealth<\/em> (invisibili ai radar, ndr). Questo tipo di velivolo potrebbe dare a New Delhi un vantaggio sulla Cina, che sta sviluppando aerei <em>J-11B<\/em> e <em>Su-30<\/em>, e sul Pakistan, impegnato a mettere a punto il suo caccia <em>stealth<\/em> leggero.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/india-cina-controllo-oceano-indiano\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/india-cina-controllo-oceano-indiano\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Erminia Voccia) &nbsp; Al World Economic Forum del 2018, tenutosi in Svizzera a Davos dal 23 al 26 gennaio, il primo ministro indiano Narendra Modi ha difeso la globalizzazione, pur riconoscendo i limiti di un meccanismo che vede i negoziati multilaterali in una situazione di stallo e l\u2019ergersi di nuove barriere al commercio internazionale. L\u2019anno scorso nella stessa cornice il presidente cinese Xi Jiping aveva fatto lo stesso. 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