{"id":39357,"date":"2018-02-26T11:00:46","date_gmt":"2018-02-26T10:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39357"},"modified":"2018-02-26T09:57:07","modified_gmt":"2018-02-26T08:57:07","slug":"ur-leadership-cronache-dellitalia-decaduta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39357","title":{"rendered":"Ur- leadership, cronache dell&#8217;Italia decaduta"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Filippo Albertin)<\/strong><\/p>\n<div class=\"riassunto\"><strong>Come il partito dell\u2019uomo forte ha inquinato la democrazia reale. Scenari politici, fascismi mediatici e possibili paradigmi per un rinnovamento reale.<\/strong><\/div>\n<div class=\"aut\"><\/div>\n<div class=\"sep\"><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultimo quarto di secolo ha consegnato al popolo sovrano un\u2019Italia debole, asservita alle invisibili mani della tecnocrazia europea, senza lavoro, senza un welfare funzionante ed equo, senza ideali, e carica di una corruzione che per certi versi farebbe rimpiangere la Prima Repubblica. <strong>Ma cosa \u00e8 successo veramente in Italia in questo ampio ventennio?<\/strong> La risposta \u00e8 stata per certi versi gi\u00e0 formulata, ma a frammenti; cocci di un vaso la cui interezza originaria in pochi hanno narrato (ovviamente nell\u2019assordante silenzio generale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto parte dal vero e proprio progetto reazionario che pi\u00f9 di ogni altro, a distanza appunto di anni, e col maledetto senno del poi, appare come la vera e propria manifestazione <em>ante litteram<\/em> delle <em>fake news\u00a0<\/em>di cui oggi tanto si parla e straparla: <strong>la caduta del Muro di Berlino<\/strong>. L\u2019iconografia \u00e8 chiara: vento di libert\u00e0, caduta dei regimi della Guerra Fredda, ragazze e ragazzi intenti a distruggere il simbolo per eccellenza della divisione post-bellica con piccozze e altri oggetti contundenti, a ritmo della sdoganata musica pop. Ma quale \u00e8 stata la verit\u00e0 intrinseca di quell\u2019atto in fondo calato dall\u2019alto, se non l\u2019apertura definitiva delle dighe che arginavano il<strong> neoliberismo pi\u00f9 sfrenato e speculativo<\/strong>? Crollano i regimi, s\u00ec, per fare spazio ad altri regimi, ben pi\u00f9 subdoli ed efficaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-95534\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/muro-di-berlino-caduta-picconate-1024x748.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/muro-di-berlino-caduta-picconate-1024x748.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/muro-di-berlino-caduta-picconate-300x219.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/muro-di-berlino-caduta-picconate-768x561.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/muro-di-berlino-caduta-picconate.jpg 1400w\" alt=\"muro-di-berlino-caduta-picconate\" width=\"1024\" height=\"748\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A distanza di appena un anno furono infatti Maastricht e i suoi trattati a imporre in Europa una nuova dittatura,<strong> salutata come la ricetta che avrebbe portato ovunque benessere e pluralismo<\/strong>: quella delle privatizzazioni e del cosiddetto libero mercato. Una panacea i cui effetti positivi, visti gli esiti disastrosi che solo oggi appaiono visibili anche ai pi\u00f9 liberisti dei commentatori economici con un minimo di buona fede, si sarebbero contemplati solo in virt\u00f9 di una propaganda ideologica di parte, ambientata nell\u2019iperuranio inconsistente del sogno europeo affiorante dalle macerie del muro stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia, nel frattempo, con lo scenario di un\u2019economia che vedeva la <strong>svendita al migliore offerente<\/strong> dei pi\u00f9 strategici settori dell\u2019industria e la continua fusione di banche per raggiungere una competitivit\u00e0 sufficiente a resistere ai colpi del mercato, la gi\u00e0 debole struttura istituzionale veniva colpita dall\u2019uragano <strong>Tangentopoli<\/strong>, che nel giro poche decine di mesi radeva al suolo non gi\u00e0, come si sarebbe dovuto, la cricca di affaristi che avevano trovato nei partiti mainstream la loro cuccagna, ma al contrario, e follemente, l\u2019intera impalcatura democratica e ideologica protagonista della Costituente e dei valori in essa espressi. Uno smantellamento improvviso che a distanza di anni appare, se non in malafede, come minimo il naturale preludio a un golpe senza carri armati, che sarebbe stato portato avanti non gi\u00e0 attraverso le oscure trame del <strong>neofascismo gelliano e delle sue logge deviate e coperte<\/strong>, ma alla luce del sole, con grandi sorrisi e spot pubblicitari.<\/p>\n<div id=\"attachment_95535\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-95535\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Licio_Gelli.jpg\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Licio_Gelli.jpg 720w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Licio_Gelli-227x227.jpg 227w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Licio_Gelli-300x300.jpg 300w\" alt=\"Licio Gelli\" width=\"720\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Licio Gelli<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco dunque il nodo fondamentale: <strong>l\u2019avvento di un nuovo ordine mondiale<\/strong>, del tutto concreto e privo di qualsivoglia retorica complottista, che in Italia si sovrappone a un vuoto politico e dunque istituzionale. Un vuoto che, come nella grande tradizione del catastrofismo, porta alla nascita di una nuova forma di rappresentanza politica: quella dell\u2019anti-politica, ovvero un ripristino in forma mediatica e non guerresca di quella dittatura dell\u2019uomo forte che sembrava essere ormai un ricordo lontano, o almeno concluso dopo la stagione degli anni di piombo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con Forza Italia e la discesa in campo del <strong>Cavaliere<\/strong> nasce, di fatto e senza mezzi termini, un nuovo fascismo, o per meglio dire un fascismo di nuova generazione. Una dittatura a tutti gli effetti, come nelle note profezie di Pier Paolo Pasolini sul potere mediatico che a suo dire aveva avviato in Italia il vero grande \u201cgenocidio culturale\u201d che il regime del ventennio non era riuscito, con la sola forza della violenza, a imporre. E visto che il fascismo era un\u2019<strong>entit\u00e0 imprescindibile da Mussolini<\/strong> (le parole sono di Montanelli, e non di Serra o Veltroni), anche Forza Italia, partito dalla morfologia vagamente rotaryana, ma con ben altri intenti, sarebbe stata emanazione univoca del suo duce incontrastato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia, cio\u00e8, mentre si apre il <strong>nefasto capitolo della grande globalizzazione<\/strong>, si passa dalla semplice leadership di sempre (di un segretario, di un presidente, di un comune ministro, all\u2019interno di un normale partito o istituzione) a quella che pu\u00f2 essere denotata con una nuova espressione: <em>urleadership<\/em>, ossia, pasticciando con gli idiomi sassone e germanico, dominio assoluto di un amministratore unico, idolatrato dalle masse per ragioni puramente mediatiche, come detto anti-politiche, estetiche ed emozionali. E chi poteva essere il grande condottiero e ur-leader se non il gi\u00e0 ben noto <strong>Silvio Berlusconi<\/strong>, emblema da tempo del furbo palazzinaro con acute conoscenze politiche, dell\u2019italiano medio che prende dieci e lode copiando il compito, colui che era riuscito a costruire un impero in appena una manciata di anni e a trasformare il cavo di una citt\u00e0 satellite nei pressi della sua amata <em>Milano da bere<\/em>\u00a0in un network capace di contrastare il servizio pubblico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo forte, in grado di sedurre contemporaneamente il giovane aspirante galoppino (di Mediolanum o Publitalia \u201880) e la casalinga di mezza et\u00e0 appassionata di rotocalchi e telenovelas, il pensionato assiduo ammiratore di Buongiorno e Vianello, cos\u00ec come il fedele socialista <em>solo di nome<\/em>\u00a0o democristiano rimasto<strong> improvvisamente orfano di partito<\/strong>. La politica, in Italia, torna dunque ad essere improvvisamente plebiscitaria, ma attraverso la subdola mediazione del mezzo televisivo.<\/p>\n<div id=\"attachment_95536\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-95536\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Berlusconi-comizio-1024x618.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Berlusconi-comizio.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Berlusconi-comizio-300x181.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Berlusconi-comizio-768x464.jpg 768w\" alt=\"Silvio Berlusconi\" width=\"1024\" height=\"618\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Silvio Berlusconi<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il modello della ur-leadership non si limita a nascere, ma lentamente e inesorabilmente comincia a fare scuola, inquinando e deturpando ogni virgulto realmente democratico che incontra lungo il cammino. Via via che il rapporto con le ideologie comincia ad essere silenziosamente intaccato dal nuovo che avanza, anche i partiti eredi del glorioso PCI berlingueriano si adattano, prima di nascosto, poi sempre pi\u00f9 sfacciatamente.<strong> Essere di sinistra non \u00e8 pi\u00f9 di moda<\/strong>. Bisogna guardare alla democrazia americana, cambiare simboli, cambiare forme, usare nomi di alberi o di fiori. L\u2019imperativo \u00e8 mantenere i voti della falce e del martello senza farla mai vedere in giro. In sintesi, l\u2019inizio della fine che porter\u00e0 ad espressioni come l\u2019invito a dire qualcosa <em>di sinistra<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la vera grande prova del nove circa l\u2019inconsistenza politica della ur-leadership, ossia di una rappresentanza riferita a partiti identificabili in un solo soggetto e non in un credo diffuso e condiviso, \u00e8 rappresentata dal secondo eloquente urleader della storia della Seconda Repubblica: <strong>Antonio Di Pietro<\/strong>, l\u2019eroe di Mani Pulite, ovvero lo sceriffo d\u2019Italia, l\u2019unico uomo al mondo che avrebbe potuto cacciare il Cavaliere dell\u2019Apocalisse nell\u2019unico luogo che era riuscito a evitarsi, la galera. Ecco dunque che nasce L\u2019Italia dei Valori, sigla partitica che in pochissimo tempo diventa espressione di un nuovo, <strong>irresistibile e seguitissimo radicalismo italiano<\/strong>: si pensi al successo delle battaglie referendarie, alla corposa presenza durante tutta la prima met\u00e0 degli anni Duemila in importanti giunte della penisola, alla seduzione mediatica di questo poliziotto dagli alti ideali e dalla favella incerta e sanguigna. Una prima forma di populismo forcaiolo, si direbbe: uno slogan che in Italia avrebbe fatto strada.<\/p>\n<div id=\"attachment_95537\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-95537\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/dfbh-1024x705.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/dfbh-1024x705.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/dfbh-300x206.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/dfbh-768x529.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/dfbh.jpg 1280w\" alt=\"Antonio Di Pietro\" width=\"1024\" height=\"705\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Antonio Di Pietro<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma di tutto questo antagonismo giustizialista, <strong>a distanza di una decina scarsa di anni cosa rimane?<\/strong> Nulla, visto che formalmente L\u2019Italia dei Valori esiste ancora, ma, in virt\u00f9 di un banalissimo intrigo di palazzo, a non esistere di fatto pi\u00f9 \u00e8 il suo condottiero. Perch\u00e9 questo \u00e8 il problema dell\u2019assenza di ideologia e il suo intrinseco teorema costitutivo: un urpartito segue direttamente le grazie e le disgrazie del suo urleader. Ossia: <strong>un ur-partito \u00e8 per definizione un\u2019entit\u00e0 ad interim<\/strong>, tanto potenzialmente esplosiva all\u2019inizio (effetto testimonial o influencer, si direbbe oggi), quanto instabile, debole dalle fondamenta, caratterizzata da una fragilit\u00e0 intrinseca che prima o poi trasciner\u00e0 nella sua decadenza il lavoro di centinaia di attivisti che magari ci credevano. A quanti altri partiti capiter\u00e0 la stessa cosa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla luce di queste considerazioni di fondo, che dire del Movimento Cinque Stelle? Chi era <strong>Grillo<\/strong> se non il Di Pietro ante litteram, che nella met\u00e0 degli anni Ottanta gi\u00e0 sbraitava a favore dell\u2019ecologia e contro i partiti ladri? Il Grillo cacciato dalla RAI per le sue idee, il Grillo istrione talentuoso applaudito a Sanremo e redarguito dal <strong>Pippo Baudo<\/strong> nazionalpopolare, lo stesso che lo aveva scoperto e portato al successo; in una parola, il Grillo martire. Quale testimonial migliore per un nuovo soggetto politico contro tutto e contro tutti?<\/p>\n<div id=\"attachment_95538\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-95538\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Fantastico_7_1986_-_Beppe_Grillo.jpg\" sizes=\"(max-width: 893px) 100vw, 893px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Fantastico_7_1986_-_Beppe_Grillo.jpg 893w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Fantastico_7_1986_-_Beppe_Grillo-203x227.jpg 203w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Fantastico_7_1986_-_Beppe_Grillo-768x860.jpg 768w\" alt=\"Beppe Grillo a Fantastico 7 (1986)\" width=\"893\" height=\"1000\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Beppe Grillo a Fantastico 7 (1986)<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco dunque lo scenario alla vigilia di queste elezioni che si preannunciano tra le pi\u00f9 convulse e chiassose di sempre, nonch\u00e9 al limite della farsa. Un <strong>Partito Democratico<\/strong> ormai ai minimi storici, che per le sue politiche di fatto destrorse e claudicanti si sta perdendo tutti gli elettori (si pensi ai flop della <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/la-buona-scuola-tra-migliaia-di-ricorsi-e-cattedre-vuote\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Buona Scuola<\/a> e del <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/due-anni-di-jobs-act\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Jobs Act<\/a>, ossia al crollo elettorale dovuto alla defezione di insegnanti pubblici e intere categorie del mondo del lavoro). Scissionismi ricattatori ovunque, con improvvisati testimonial (Pietro Grasso docet) buoni solo per raccattare manciate di voti e renderli disponibili per future, squallide contrattazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di contro, un cosiddetto centrodestra dove questo <strong>Berlusconi<\/strong> ormai impresentabile e irriconoscibile \u00e8 costretto a servirsi delle stampelle populiste di neofascisti e leghisti del tutto in disaccordo con le sue idee in materia di Europa (per non parlare del traditore Alfano, che ben si guard\u00f2 dall\u2019ereditare la bagnarola forzista, oppure della spasmodica ricerca di appoggi alternativi e <em>quarte gambe<\/em>\u00a0di turno). E infine loro, i nemici numero uno di tutti, in quanto primo partito dell\u2019Italia disfattista del <em>piove governo ladro<\/em>, quei <strong>Pentastellati<\/strong> confusi e felici che, passati dalle scie chimiche ai complotti massonico-ufologici, ovunque abbiano governato hanno espresso le pi\u00f9 deludenti performance immaginabili.<\/p>\n<div id=\"attachment_95539\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-95539\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Virginia_Raggi_conferenza_dopo_il_primo_turno_elezioni_2016_1-1024x603.png\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Virginia_Raggi_conferenza_dopo_il_primo_turno_elezioni_2016_1-1024x603.png 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Virginia_Raggi_conferenza_dopo_il_primo_turno_elezioni_2016_1-300x177.png 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Virginia_Raggi_conferenza_dopo_il_primo_turno_elezioni_2016_1-768x452.png 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Virginia_Raggi_conferenza_dopo_il_primo_turno_elezioni_2016_1.png 1304w\" alt=\"Virginia Raggi\" width=\"1024\" height=\"603\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Virginia Raggi<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attorno a questi, un tripudio di progetti, movimenti, girotondi, da <strong>Antonio Ingroia<\/strong> e Giulietto Chiesa che <em>ce provano ancora<\/em>\u00a0a improbabili riproposte, fino ovviamente ai vari <strong>Casa Pound<\/strong> e Forza Nuova. Tutto ciarpame? Tutto narcisismo? In parte s\u00ec, in parte no. Degna di nota <em>politica<\/em> solo la lista <strong>Potere al Popolo<\/strong>, che effettivamente dal basso, con coraggio e determinazione, sta raccogliendo consensi per ricostruire, dopo l\u2019ovvia disgregazione del Brancaccio, una vera alternativa di Sinistra di natura keynesiana e sovranista. Un\u2019alternativa impegnata nella costruzione, anche in collaborazione con movimenti extranazionali quali <em>La France Insoumise<\/em>\u00a0del grande leader socialista Jean-Luc M\u00e9lenchon, di un vasto movimento di dissenso verso le derive neoaristocratiche e reazionarie di questa Europa dei trattati e dei pareggi di bilancio. Schieramenti quali <strong>Rifondazione Comunista<\/strong> e il giovanissimo e attivo Risorgimento Socialista partecipano con grande forza a questa lista, che per\u00f2 accoglie numerosissimi altri soggetti eterogenei: intellettuali, scrittori, associazioni, progetti sociali, sindacati, comitati di iniziativa popolare e via discorrendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indipendentemente da valutazioni strettamente elettorali, il quadro \u00e8 evidente: o permanere in questo vuoto politico fatto di autoreferenzialit\u00e0 e servile obbedienza ai trattati, che certamente assumer\u00e0 la forma di una palese ingovernabilit\u00e0, o tentare, contro ogni autoreferenziale abbandono della nave, un progressivo accorpamento delle forze che costituirono la base della partecipazione democratica in Italia. Anche perch\u00e9 il vero partito vincitore nelle ultime tornate elettorali resta solo uno:<strong> l\u2019astensionismo<\/strong>, la voce muta di un popolo che ha definitivamente rinunciato alla sovranit\u00e0 che gli spetta, e che oggi insegue il lavoro in una nazione che sul medesimo, giova ricordarlo, dovrebbe essere addirittura fondata. Cosa banale, ma grave, e sulla quale si dovrebbe riflettere a fondo.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/ur-leadership-italia-decaduta\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/ur-leadership-italia-decaduta\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Filippo Albertin) Come il partito dell\u2019uomo forte ha inquinato la democrazia reale. Scenari politici, fascismi mediatici e possibili paradigmi per un rinnovamento reale. 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