{"id":3936,"date":"2011-07-07T06:29:15","date_gmt":"2011-07-07T06:29:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=3936"},"modified":"2011-07-07T06:29:15","modified_gmt":"2011-07-07T06:29:15","slug":"avanzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=3936","title":{"rendered":"Avanzi"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/foodscavenger.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3937\" height=\"300\" src=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/foodscavenger-210x300.jpg\" title=\"foodscavenger\" width=\"210\" \/><\/a>Devo ammettere di essere ingrassato nell&#39;ultimo decennio. Non tanto a seguito del matrimonio, quanto a seguito dell&#39;arrivo dei bambini. E vi spiego perch&egrave;.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Se in Grecia &egrave; atto di buona educazione lasciare qualcosina nel piatto come segno che si &egrave; gradito non solo la qualit&agrave; del cibo offerto ma anche la quantit&agrave;, decisamente abbondante, qui da noi tale usanza, che io sappia, non &egrave; mai stata presa in considerazione se non di recente.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Avanzare qualcosa significa averne in abbondanza e tale evenienza in passato, e contrariamente ai tempi odierni, era rara.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Insomma a casa mia, negli austeri anni della mia infanzia, questo problema non si era mai posto: si mangiava quello che c&#39;era per quanto ce n&#39;era. Oggi invece il problema si pone, ed il frigo &egrave; perennemente pieno di ogni leccornia atta a soddisfare anche il commensale pi&ugrave; schizzinoso. Men&ugrave; personalizzati per seguire i capricci individuali. E alla fine quello che avanza finisce nel bidone della spazzatura. Una volta quello che veniva avanzato ritornava nello stesso posto a tavola del giorno prima, e cos&igrave; via finch&egrave; non veniva consumato del tutto.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Cresciuto con queste ferree regole alimentari, in et&agrave; matura ne ho apprezzato la sobriet&agrave; e la modestia. Non ci si prende pi&ugrave; di quanto ci sia bisogno. La vera ricchezza sta nel sapere di poter disporre di risorse, magari attraverso una rete di solidariet&agrave;, e non nel possederle ad uso esclusivo. Buttarle poi quando non hanno ancora esaurito completamente il loro compito la trovo una forma di fastidiosa arroganza.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Insomma anch&#39;io sto tentando di far rispettare in famiglia quelle regole che a suo tempo mi vennero (giustamente) imposte. Con scarsi risultati, devo ammettere. Non dico che siamo in quattro e vengono serviti quattro diversi men&ugrave;, ma le variabili culinarie sono cos&igrave; importanti da risultarmi alle volte irritanti. Ci&ograve; che andava bene ieri oggi non va pi&ugrave; bene, tanto per qualit&agrave; che per quantit&agrave;. Il che rende tutta la questione molto difficile da gestire. E crea inevitabilmente avanzi.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Le richieste di finire ci&ograve; che sta nel piatto vengono generosamente ridimensionate o rispedite al mittente. Inumano riproporre gli avanzi il giorno dopo. Non &egrave; cos&igrave; che avanza, la Modernit&agrave; ed il Progresso che si basano sull&#39;aumento esponenziale dei bisogni. E degli avanzi, necessariamente.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Dice la FAO che un terzo degli alimenti prodotti vengono buttati e, al solito, il primato spetta agli abitanti USA ed UE.[1]<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Mi trovo cos&igrave; a comportarmi da bidone umano, pur di non fare ci&ograve; che reputo un&#39;offesa per le condizioni precarie di una buona fetta di umanit&agrave;. Quasi un miliardo di persone che soffrono di sottoalimentazione mentre noi riempiamo i cassonetti di avanzi. E non serve andare in certi villaggi africani per trovare i sintomi della sottoalimentazione, basta frugare un po&#39; nelle memorie di noi non pi&ugrave; giovani, o rileggersi certe pagine che la Storia a cavallo del periodo bellico ci ha consegnato.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Ci sono un paio di racconti che sembrano arrivare da un pianeta lontano, e che invece mi riguardano da vicino. Il primo riguarda la mia famiglia. Mio nonno a quei tempi se la spassava allegramente da prigioniero in un campo di concentramento nazista, e la sua famiglia se la spassava altrettanto allegramente in citt&agrave;. La situazione era cos&igrave; allegra che mia madre, la maggiore dei figli, era costretta ad elemosinare con una ciotola un po&#39; di cibo per s&eacute; ed i suoi fratelli davanti alle caserme dei soldati. Invece della Playstation all&#39;epoca certi bambini si divertivano cos&igrave;.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">L&#39;altra storia mi &egrave; stata raccontata da un amico a cena. Generalmente alla fine del pasto si sparecchia e la tovaglia viene sbattuta fuori dalla finestra per eliminare quelle briciole che faranno felici i passerotti. Beh, il padre di questa persona, alla fine del pasto ed una volta tolti piatti, bicchieri e posate, inclinava la tovaglia da una parte per far s&igrave; che le briciole si accumulassero tutte assieme da un lato. E poi con un coltello le raccoglieva e se le mangiava.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Eccessi di altri tempi.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">E&#39; vero che se mi ingrasso per &ldquo;rendere giustizia&rdquo; alla fame di ogni tempo faccio un doppio torto: al mio fegato prima e all&#39;immaginario collettivo poi, abituato com&#39;&egrave; a vedere noi occidentali maledettamente obesi (il che non &egrave; per nulla il mio caso, voglio sottolineare). Ma non ce la faccio proprio a scaraventare cibo nella pattumiera, perch&egrave; trovo esista ancora una differenza tra sporcizia, oggetti inutilizzabili e ci&ograve; che invece ci sostiene nella nostra esistenza. Per me il cibo non pu&ograve; essere spazzatura, rimane invece una risorsa indispensabile. E come tale intendo onorarlo. Il problema, semmai, &egrave; responsabilizzare i consumi, allineandoli alle effettive necessit&agrave;.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">64 milioni di food scavenger (gente che sopravvive mangiando avanzi finiti in discarica). Il bambino della foto &egrave; uno di questi e la citt&agrave; &egrave; Manila, dove questa pratica di sopravvivenza si chiama pagpag.[2]<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">[1]<a href=\"http:\/\/www.guardian.co.uk\/global-development\/2011\/may\/12\/food-waste-fao-report-security-poor\">http:\/\/www.guardian.co.uk\/global-development\/2011\/may\/12\/food-waste-fao-report-security-poor<\/a><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\"><a href=\"http:\/\/dennisvillegas.blogspot.com\/2010\/06\/pagpagsurvival-food-for-poorest-of-poor.html\">[2]http:\/\/dennisvillegas.blogspot.com\/2010\/06\/pagpagsurvival-food-for-poorest-of-poor.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Devo ammettere di essere ingrassato nell&#39;ultimo decennio. Non tanto a seguito del matrimonio, quanto a seguito dell&#39;arrivo dei bambini. E vi spiego perch&egrave;. 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