{"id":39457,"date":"2018-02-28T10:30:22","date_gmt":"2018-02-28T09:30:22","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39457"},"modified":"2018-02-28T08:38:51","modified_gmt":"2018-02-28T07:38:51","slug":"la-gabbia-delleuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39457","title":{"rendered":"La gabbia dell&#8217;euro"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SOCIALISMO 2017 (Mimmo Porcaro)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<section class=\"article-content\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Senzanome-2.png\" sizes=\"(max-width: 802px) 100vw, 802px\" srcset=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Senzanome-2.png 802w, http:\/\/www.socialismo2017.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Senzanome-2-640x319.png 640w, http:\/\/www.socialismo2017.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Senzanome-2-768x383.png 768w\" alt=\"Senzanome\" width=\"802\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Nominare la nazione: l\u2019ultimo libro di Domenico Moro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">di Mimmo Porcaro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Nel mesto panorama culturale della sinistra radicale l\u2019ultimo libro di Domenico Moro (<b>La gabbia dell\u2019euro. <\/b><b>Perch\u00e9 uscirne \u00e8 internazionalista e di sinistra, Imprimatur, 2018<\/b>) potrebbe, per usare una frase che piaceva a Stendhal, fare l\u2019effetto \u201cdi un colpo di pistola nel bel mezzo di un concerto\u201d. Potrebbe farlo (ma temiamo che non lo far\u00e0, dato che c\u2019\u00e8 gente che non avverte nemmeno i colpi di cannone) perch\u00e9, oltre a porre nuovamente e con nettezza la questione dell\u2019euro, ha il coraggio di nominare ci\u00f2 che per la sinistra, e per l\u2019intera cultura italiana, \u00e8 il vero innominabile, il rimosso, il riassunto di tutto ci\u00f2 che non \u00e8 <i>politically correct<\/i>: la questione nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">L\u2019operazione di Moro \u00e8 molto semplice, e proprio per questo va al centro del problema. Consiste nel ricondurre la questione della nazione (e della sovranit\u00e0, e dello stato) ai suoi reali termini storico-filosofici, superando il riflesso condizionato che porta la sinistra a quella immotivata catena di equivalenze che fa associare sempre e comunque la nazione al nazionalismo e questo al fascismo. Eppure, come ricorda Moro, l\u2019origine dell\u2019idea di nazione \u00e8 essenzialmente democratico-radicale (Rousseau, giacobinismo\u2026), e la nazione \u00e8 pensata ai suoi inizi come spazio di realizzazione della volont\u00e0 popolare, come forma concreta della sostituzione del principio dinastico col principio democratico. Divenuta cos\u00ec la nazione forma normale della politica \u00e8 inevitabile che il suo campo sia conteso tra un\u2019 interpretazione democratica ed un\u2019interpretazione reazionaria: ma non \u00e8 affatto vero che sia sempre quest\u2019ultima a prevalere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Cos\u00ec nel corso degli anni abbiamo assistito al confronto tra una concezione volontarista e tendenzialmente progressista della nazione (la nazione come scelta politica) e di una concezione naturalista e tendenzialmente reazionaria (la nazione come espressione di una cultura, di un retaggio, di un <i>volk<\/i>). Abbiamo visto l\u2019emergere del nazionalismo imperialista e <i>contemporaneamente <\/i>la nascita delle lotte di liberazione nazionale. Abbiamo sperimentato il nazionalismo nazi-fascista e <i>contemporaneamente<\/i> la Resistenza delle nazioni europee e la grande guerra <i>patriottica<\/i> dell\u2019Unione sovietica. Insomma, da sempre la nazione (sia <i>l\u2019idea<\/i> di nazione che la nazione <i>storico-concreta<\/i>) \u00e8 un campo di battaglia aperto alle pi\u00f9 diverse soluzioni, tanto da indurre tutti i pi\u00f9 acuti marxisti \u2013 e Lenin per primo \u2013 a non avere un atteggiamento preconcetto nei confronti del problema nazionale e ad affidare il giudizio all\u2019unico valido criterio della strategia comunista, ossia all\u2019analisi concreta della situazione concreta, alla valutazione del diverso carattere di classe di ogni concreto movimento nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Di pi\u00f9, prosegue Moro, se si arriva a Gramsci si vede quanto lo spazio nazionale sia decisivo per impostare la stessa questione della rivoluzione in occidente: ogni strategia rivoluzionaria deve essere costruita in relazione alla realt\u00e0 specifica nella quale si opera, e <i>specifico<\/i>, per Gramsci, significa <i>nazionale<\/i>. Per Gramsci ed anche per noi: infatti la dicotomia tra uso progressivo ed uso reazionario della nazione si pone anche oggi; oggi che, come precisa Moro, il cosmopolitismo ha sostituito il nazionalismo come ideologia delle classi dominanti, ed oggi che le nazioni tornano sulla scena anche come forma di reazione delle <i>diverse<\/i> vittime della globalizzazione contro il carattere gerarchico della globalizzazione stessa. Una reazione che, appunto, pu\u00f2 assumere forme <i>diverse<\/i>, progressive o regressive, ma che tender\u00e0 inevitabilmente all\u2019esito peggiore se la sinistra \u2013 come avviene in Italia \u2013 abbandoner\u00e0 il campo in ossequio al dogma liberista secondo il quale un movimento che abbia caratteristiche nazionali pu\u00f2 essere soltanto di destra, perch\u00e9 sono gli stati nazionali i primi responsabili della guerra, mentre i mercati e gli enti sovranazionali sono portatori di pace. L\u2019attuale egemonia della destra sull\u2019antieuropeismo (che preferiremmo chiamare antiunionismo) \u00e8 il classico esempio di profezia che si autorealizza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Moro, \u00e8 vero, precisa che il necessario (pur se insufficiente) superamento dell\u2019unione valutaria non deve intendersi tanto come riconquista della sovranit\u00e0 nazionale, quanto come recupero ed allargamento della sovranit\u00e0 democratica, ossia come ricostruzione di un contesto in cui i lavoratori (a differenza di quanto oggi, grazie all\u2019euro, inevitabilmente avviene) non siano <i>sconfitti in partenza<\/i>. E sussiste nel libro una certa reticenza a definire il legame fra oppressione territoriale del paese ed oppressione di classe. Moro ci ricorda che non si assiste oggi all\u2019oppressione di una \u201cnazionalit\u00e0 italiana\u201d e bens\u00ec di una classe, che gli organismi comunitari sono sostanzialmente intergovernativi e che lo stato italiano non ha perso tutte le prerogative della sovranit\u00e0. Vero, come \u00e8 vero per\u00f2 che le aree statuali dell\u2019Europa del sud sono oggetto <i>in quanto tali<\/i> di un processo di \u201cmezzogiornificazione\u201d dato dalla perdita di sovranit\u00e0 economica, e che tale processo di gerarchizzazione <i>territoriale<\/i> \u00e8 il miglior viatico della gerarchizzazione <i>di classe<\/i>. Sottolinearlo rafforzerebbe le tesi di Moro senza far loro assumere una coloritura nazionalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Ciononostante la prospettiva del libro \u00e8 ben chiara, ed \u00e8 fatta per irritare i benpensanti che hanno portato la sinistra radicale alla rovina. Secondo lo stesso Moro, infatti, assumere la prospettiva nazionale non conduce per nulla ad eludere la questione di classe e la questione della trasformazione del potere di stato, anzi. <i>Proprio perch\u00e9<\/i> si pone la questione del potere di stato la volont\u00e0 popolare non pu\u00f2 che assumere, in opposizione al contesto globalizzato e cosmopolita, la forma del <i>patriottismo costituzionale<\/i>, e non pu\u00f2 che sboccare in una prospettiva che \u00e8 <i>contemporaneamente nazionale ed<\/i><i>internazionalista<\/i>. Internazionalista perch\u00e9 solo entro una dimensione pi\u00f9 ampia \u00e8 possibile sviluppare efficacemente la lotta di classe. Nazionale perch\u00e9 soltanto iniziando a trasformare l\u2019esistente sul piano nazionale si potranno modificare gli equilibri generali e riprendere il filo dell\u2019internazionalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Una posizione netta, come si vede. Che tra l\u2019altro, rimettendo al centro l\u2019analisi della dialettica tra globale e nazionale, consente all\u2019autore di riflettere su temi generalmente (e non a caso) evitati da tutta la cultura politica italiana, quale l\u2019emergente conflitto tra Usa da un lato e Francia e Germania (e quindi Europa) dall\u2019altro: conflitto che a nostro avviso costringer\u00e0 inevitabilmente l\u2019Italia a ragionare sui suoi interessi nazionali, e costringer\u00e0 ancor pi\u00f9 i lavoratori italiani a ragionare sul nesso tra i propri interessi di classe e quelli del paese (scoprendo magari che oggi, molto pi\u00f9 di ieri, gli uni e gli altri si possono intrecciare in una soluzione antiimperialista e cooperativa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"JUSTIFY\">Una posizione, quella di Moro, che diviene ancor pi\u00f9 netta quando individua la necessit\u00e0, per chiunque voglia veramente fare politica e non si limiti a sbandierare i propri preziosi valori, di <i>indicare ed aggredire il punto specifico <\/i>di addensamento delle contraddizioni di classe, il punto in cui queste contraddizioni <i>si manifestano in modi che rendono l\u2019avversario pi\u00f9 debole. <\/i>Secondo Moro questo punto \u00e8 oggi proprio l\u2019euro, l\u2019appartenenza all\u2019Unione valutaria e pi\u00f9 in generale ai meccanismi apparentemente impolitici ma in realt\u00e0 potentemente sovrani del capitalismo liberista europeo. <i>Gerarchizzare<\/i> gli obiettivi, dunque, definire le questioni <i>principali<\/i> e quelle <i>secondarie<\/i>, scandire i tempi e i modi <i>differenziati<\/i> della tattica: ponendo questo problema (che \u00e8 poi il problema di una teoria della tattica comunista, abbozzato, nella sua forma astratta, nel corso degli anni Settanta, ma successivamente tralasciato) Moro svela d\u2019un colpo la <i>completa inadeguatezza politica <\/i>di ci\u00f2 che resta della sinistra radicale, storicamente incapace di definire le priorit\u00e0 della sua politica perch\u00e9 l\u2019unica vera sua priorit\u00e0 \u00e8 la generica crescita del movimento, e non la trasformazione dei rapporti di forza in funzione della conquista e trasformazione dello stato. Inadeguatezza che ad esempio si manifesta oggi nel confusionario programma di Potere al Popolo e che con maggiore virulenza si presenter\u00e0 se alle prossime elezioni europee questo programma verr\u00e0 \u201csuperato\u201d e peggiorato, come \u00e8 tristemente possibile, da una nuova lista dichiaratamente europeista ispirata a Varoufakis (un nome, una garanzia). La lotta contro il confusionismo attuale e contro la futura, colpevole riedizione dell\u2019 \u201ceuropeismo critico\u201d non potr\u00e0 che giovarsi dell\u2019ottimo contributo di Moro, reso particolarmente utile dalla sua forma sintetica ed efficacemente stringata.<\/p>\n<\/section>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2018\/02\/27\/la-gabbia-delleuro\/\">http:\/\/www.socialismo2017.it\/2018\/02\/27\/la-gabbia-delleuro\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SOCIALISMO 2017 (Mimmo Porcaro) &nbsp; Nominare la nazione: l\u2019ultimo libro di Domenico Moro di Mimmo Porcaro Nel mesto panorama culturale della sinistra radicale l\u2019ultimo libro di Domenico Moro (La gabbia dell\u2019euro. Perch\u00e9 uscirne \u00e8 internazionalista e di sinistra, Imprimatur, 2018) potrebbe, per usare una frase che piaceva a Stendhal, fare l\u2019effetto \u201cdi un colpo di pistola nel bel mezzo di un concerto\u201d. Potrebbe farlo (ma temiamo che non lo far\u00e0, dato che c\u2019\u00e8 gente&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":38540,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Unknown-copia-12.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-agp","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39457"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=39457"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39457\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39458,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39457\/revisions\/39458"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/38540"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=39457"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=39457"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=39457"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}