{"id":39459,"date":"2018-02-28T11:00:09","date_gmt":"2018-02-28T10:00:09","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39459"},"modified":"2018-02-28T08:41:53","modified_gmt":"2018-02-28T07:41:53","slug":"il-bel-paese-che-non-ce-piu-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39459","title":{"rendered":"Il Bel paese che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9\/1"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Emanuel Pietrobon)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"riassunto\"><strong>Cosa resta del popolo di eroi, santi, navigatori e scienziati a 157 anni di distanza dall\u2019unificazione?<\/strong><\/div>\n<div class=\"aut\"><\/div>\n<div class=\"sep\"><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia \u00e8 il paese dai mille soprannomi, amato dal cinema, odiato da molti, famoso per la cultura culinaria ricca e diversificata, celebre per l\u2019incapacit\u00e0 dei suoi abitanti di curarlo e rispettarne a dovere il <strong>patrimonio naturale<\/strong>, storico, culturale ed artistico. Crisi del debito, progressivo smantellamento dello stato sociale, corruzione endemica, nepotismo, clientelismo, appiattimento della politica economica e sociale all\u2019agenda comunitaria e una generale miopia da parte dei politici alla guida del paese dalla fine della <strong>Prima Repubblica<\/strong> hanno demolito nel giro di un ventennio il mito dell\u2019Italia sesta potenza economica mondiale, nazione sovrana e premurosa genitrice di un\u2019industria invidiata dal monto intero per la qualit\u00e0 <em>made in Italy <\/em>dei suoi prodotti.\u00a0Di quel paese e dei suoi grandi statisti resta soltanto il ricordo, perch\u00e9 oggi la realt\u00e0 da affrontare \u00e8 un\u2019altra, meno romantica, pi\u00f9 cruda e triste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-95592\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/jbn-1024x681.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/jbn-1024x681.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/jbn-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/jbn-768x511.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/jbn-600x400.jpg 600w\" alt=\"dfbgb\" width=\"1024\" height=\"681\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia viene periodicamente accusata di spendere quote insensatamente elevate della spesa pubblica in sanit\u00e0, istruzione, previdenza sociale e sussidi ed aiuti a indigenti, famiglie numerose e disoccupati, comportamento che <strong>ostacolerebbe il dispiegamento delle risorse necessarie nella crescita economica<\/strong> e nella ricerca e sviluppo; eppure \u00e8 dal primo governo Amato del 1992, celebre per il prelievo forzoso sui conti correnti degli italiani, che la spesa pubblica subisce periodici tagli e l\u2019adozione di politiche liberiste ha ridotto sensibilmente il ruolo statale nelle questioni economiche e di mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima che il politicante di turno accusi il partito rivale di aver utilizzato in modo sconsiderato la spesa pubblica durante i governi precedenti o gli italiani di vivere a spese dello Stato, sarebbe meglio guardare alcuni numeri per capire come stanno realmente le cose. Secondo i dati dell\u2019Eurostat aggiornati al 2016, in Italia vive il<strong> maggior numero di indigenti d\u2019Europa<\/strong>: 10 milioni e 500mila incapaci di soddisfare i propri bisogni essenziali e acquistare beni primari con regolarit\u00e0. Leggendo i numeri forniti dall\u2019Istat lo stesso anno sullo stesso tema il disegno \u00e8 ancora pi\u00f9 allarmante: un italiano su tre (ossia 18 milioni) \u00e8 a rischio indigenza ed esclusione sociale, quasi 5 milioni di persone vivono <strong>in condizione di povert\u00e0 assoluta<\/strong> e di questi <strong>1 milione e 300mila sono dei minori<\/strong>. Numeri in aumento da anni, accentuati dalla recente crisi economica, a cui la classe politica \u00e8 stata finora incapace di rimediare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-95591\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/poverta-italia-1024x825.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/poverta-italia.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/poverta-italia-282x227.jpg 282w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/poverta-italia-768x619.jpg 768w\" alt=\"poverta-italia\" width=\"1024\" height=\"825\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La povert\u00e0 non \u00e8 solo un problema di natura economica, <strong>ma anche sociale<\/strong>: secondo un\u2019indagine di <em>Save The Children<\/em> del 2016 sono aumentate le famiglie in difficolt\u00e0 economica incapaci di provvedere al mantenimento degli studi dei figli, un bambino su 8 vive in famiglie in condizione di povert\u00e0 assoluta che possono spendere mensilmente circa <strong>40 euro per la cultura<\/strong> e <strong>7,60 euro per l\u2019istruzione<\/strong>. Disuguaglianze economiche che propagano i loro effetti sulla societ\u00e0, perpetuando ed accentuando ineguaglianze gi\u00e0 esistenti e consolidando un sistema di segregazione sociale e spaziale sempre pi\u00f9 difficile da scardinare: un minore proveniente da famiglie in status di povert\u00e0 assoluta presenta un tasso di ripetenza 6 volte maggiore rispetto ad un coetaneo di ceto medio o benestante e non raggiunge un livello minimo di competenza in lettura <strong>in un caso su due<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La povert\u00e0 senza dubbio rappresenta un ostacolo importante nel percorso per l\u2019emancipazione sociale dell\u2019individuo, ma \u00e8 anche vero che l\u2019accesso alle biblioteche civiche \u00e8 gratuito e in numerosi musei, statali o privati, sono previste offerte e sconti per studenti provenienti da contesti svantaggiati ma, nonostante questo, gli italiani risultano essere tra i<strong> meno propensi alla lettura e alle attivit\u00e0 culturali<\/strong> tra i paesi Ocse. Secondo dati Istat del 2016, coloro che dichiaravano di aver letto un libro durante l\u2019anno per motivi non legati allo studio o alla professione <strong>erano circa<\/strong><strong>23 milioni,<\/strong>\u00a0ossia meno della met\u00e0 della popolazione alfabetizzata si era dedicata alla lettura per piacere; dato che conferma una tendenza in aumento da anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-95589\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/igd_ec302ce8c26b81bb2b8836e3c771f5f8-1024x560-1024x560.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/igd_ec302ce8c26b81bb2b8836e3c771f5f8-1024x560.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/igd_ec302ce8c26b81bb2b8836e3c771f5f8-1024x560-300x164.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/igd_ec302ce8c26b81bb2b8836e3c771f5f8-1024x560-768x420.jpg 768w\" alt=\"igd_ec302ce8c26b81bb2b8836e3c771f5f8-1024x560\" width=\"1024\" height=\"560\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ripudio ancora maggiore gli italiani lo provano per le attivit\u00e0 culturali: in base alle stime Eurostat del 2015, <strong>soltanto il 26,1%<\/strong> dei maggiori di 16 anni si era recato nell\u2019anno di riferimento in visita ad un museo, ad una galleria d\u2019arte o ad una mostra, rispetto ad una <strong>media europea del 43,4%.<\/strong> Seppure criticato bipartisan, il bonus cultura introdotto dal governo Renzi per incentivare i giovani ad avvicinarsi alla conoscenza, alla luce di questi dati, \u00e8 degno di un riesame scevro di pregiudizi politici. L\u2019Italia vanta anche altri record negativi, sempre in accordo con Eurostat ed Istat: il maggior numero di <strong>Neet <\/strong>e <strong>bamboccioni<\/strong> tra i paesi dell\u2019Unione Europea.\u00a0<strong>I Neet<\/strong>, acronimo che indica persone tra i 15 e 24 anni che non studiano n\u00e9 lavorano, sarebbero quasi 2 milioni, ossia <strong>circa il 30% di tutti i giovani del paese<\/strong>: nell\u2019area Ocse la media \u00e8 del 14,6%. <strong>I <em>bamboccioni<\/em><\/strong>, persone tra i 24 e i 35 anni che non hanno raggiunto un livello d\u2019autonomia tale da permettergli di andare via dalla casa dei genitori, <strong>sarebbero invece circa 7 milioni<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un paese in cui i giovani dedicano scarsa importanza allo studio e alla cultura, dove aumentano i poveri e gli incapaci di vivere in maniera indipendente dallo Stato o dalla famiglia e dove sta avendo luogo uno dei casi pi\u00f9 emblematici di <strong>inverno demografico<\/strong> della storia recente. Tra il 1981 ed il 2001, infatti, la crescita della popolazione \u00e8 rimasta invariata, subendo poi un incremento <strong>soltanto per l\u2019apporto dell\u2019immigrazione<\/strong>. L\u2019Italia presenta un tasso di natalit\u00e0 di <strong>1,37 figli per donna<\/strong>, uno dei pi\u00f9 bassi al mondo, al di sotto di quel 2,1 necessario alla continuazione naturale della popolazione. \u00c8 dal 1993 che i decessi sono superiori alle nascite, e nel 2016 si \u00e8 realizzato un saldo naturale negativo di circa <strong>141mila unit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-95590\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/cullevuote_55050783-1024x682.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/cullevuote_55050783.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/cullevuote_55050783-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/cullevuote_55050783-768x512.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/cullevuote_55050783-600x400.jpg 600w\" alt=\"cullevuote_55050783\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come il Giappone, la Germania ed altre societ\u00e0 del malessere, anche l\u2019Italia \u00e8 un paese in morte demografica e a nulla sono valse finora le (scarse) politiche per la famiglia e la natalit\u00e0. Le proiezioni elaborate dall\u2019Istat per un ipotetico 2065 prevedono una diminuzione della popolazione autoctona ad una quota oscillante tra i 46 milioni e 100mila ed i 53 milioni e 700mila di unit\u00e0, a parit\u00e0 di condizioni, ed un aumento dell\u2019aspettativa di vita di sei anni per uomini e donne. L\u2019<strong>Italia del futuro sar\u00e0 quindi popolata da<\/strong><strong>tanti anziani<\/strong> (italiani) e da <strong>pochi giovani<\/strong> (non autoctoni), e lo scenario non \u00e8 per niente distopico; gi\u00e0 nel 2015 l\u2019Istat faceva notare come gli stranieri contribuissero al 15% delle nascite annuali totali e come vi fossero 161 over 65 ogni 100 giovani. Sullo stesso tema, l\u2019Ocse ha previsto che l\u2019Italia diventer\u00e0, nel prossimo futuro, il terzo paese dell\u2019area per numero di anziani in rapporto alla popolazione, <strong>dietro Giappone e Spagna<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una societ\u00e0 del malessere in corso di auto-estinzione per rigetto del culto della famiglia e dell\u2019adorazione del falso idolo del carrierismo mutuato dal capitalismo anglosassone, la cui agonia non si consuma nella cristallizzazione dei rapporti sociali, nella fuga dei cervelli o nello spettro della crisi economica infinita ma anche nella <strong>diffusione della cultura dell\u2019ignoranza<\/strong>, nella perdita del senso del sacro e del sentimento nazionale, e nella disgregazione dell\u2019istituzione famigliare quale perno centrale della societ\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/italia-poverta-assoluta\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/italia-poverta-assoluta\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Emanuel Pietrobon) &nbsp; Cosa resta del popolo di eroi, santi, navigatori e scienziati a 157 anni di distanza dall\u2019unificazione? 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