{"id":39549,"date":"2018-03-03T11:00:46","date_gmt":"2018-03-03T10:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39549"},"modified":"2018-03-03T10:40:48","modified_gmt":"2018-03-03T09:40:48","slug":"ghouta-e-ogni-altra-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39549","title":{"rendered":"Tutto quello che non si \u00e8 detto sulla politica estera, e che sar\u00e0 un problema serio a partire da domani"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LINKIESTA (Fulvio Scaglione)<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"entry-meta\"><\/div>\n<div>\n<header>\n<h2 class=\"subtitle\">I rapporti con la Russia, la denatalit\u00e0, la legge Bossi-Fini e le questioni calde di Siria e Medio Oriente: tutto quello che non si \u00e8 detto durante la campagna elettorale<\/h2>\n<\/header>\n<div class=\"articleDetailInfo\">\n<div class=\"closer\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"typography\">\n<div>\n<div class=\"lf\">\n<div class=\"lf-col1 lf-size1 lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p style=\"text-align: justify;\">In un\u2019Italia in cui non dovresti fare il ministro se hai rifiutato di partecipare a un convegno con l\u2019ambasciatore di un Paese di cui non condividi le strategie, l<strong>e questioni di politica estera dovrebbero essere oggetto di dibattito quotidiano<\/strong>. Soprattutto in campagna elettorale. <strong>Invece non se ne importa nessuno<\/strong>. Anche se dal 5 marzo torneremo inevitabilmente a fare i conti con un mondo che ci circonda e imporr\u00e0 le sue priorit\u00e0 al futuro Governo, qualunque esso sia. Giusto per portarci avanti, eccone alcune delle pi\u00f9 impellenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Rapporti con l\u2019Europa<\/strong> \u2013 In questi anni siamo stati un po\u2019 il gioppino della Ue. Pi\u00f9 su della Grecia ma cos\u00ec presi dalle nostre frivolezze da ritrovarci poi a mendicare un po\u2019 di tolleranza sui bilanci in cambio di \u2026 tutto il resto. A cominciare dalla croce di quel Trattato di Dublino che ci ha inchiodati alla questione migranti (<em>vedi 4<\/em>), con tutti gli altri pronti a sbarrare il passo anche a qualche centinaio di richiedenti asilo. Se c\u2019\u00e8 un po\u2019 di ripresa economica, e se davvero si sono estinte le pericolose illusioni sull\u2019uscita dall\u2019euro,<strong> dovremmo approfittarne per gestire pi\u00f9 seriamente i nostri conti e quindi battere un po\u2019 i pugni in Europa<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Ue dove ogni cosa va decisa all\u2019unanimit\u00e0, tutti in realt\u00e0 fanno pi\u00f9 o meno ci\u00f2 che vogliono. Abbiamo l\u2019arma della non approvazione del bilancio comunitario, usiamola.<strong> Non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 del protagonismo egoistico dei Paesi dell\u2019ex Est<\/strong>, dalla Polonia che ingurgita fondi strutturali e rifiuta qualunque disciplina comunitaria agli altri che conducono una politica di <em>dumping<\/em> dei costi e incentivano la delocalizzazione delle attivit\u00e0 produttive da Ovest verso Est. Patti chiari e amicizia lunga non \u00e8 la nostra specialit\u00e0 ma al confronto facciamo un figurone. \u00c8 ora che qualcosa cambi, soprattutto mentre si annuncia un ulteriore allargamento della Ue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Rapporti con la Russia<\/strong> \u2013 Al netto delle illusioni, <strong>il tema dell\u2019interesse nazionale<\/strong> (<em>vedi 1<\/em>) <strong>\u00e8 tornato a essere fondamentale<\/strong> e non possiamo abbandonarlo alle rozzezze della Lega Nord e delle destre profonde. Si riconosca, quindi, che non \u00e8 interesse dell\u2019Italia partecipare alla guerra per procura che gli Usa e la Russia si fanno in Ucraina. Le sanzioni anti-russe decise dalla Ue ci fanno perdere un sacco di soldi e non risulta che gli Usa abbiano previsto alcun indennizzato per le mancate esportazioni italiane verso la Russia e i mancati investimenti russi in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pi\u00f9, <strong>nessuno vuole davvero che l\u2019Ucraina entri nella Ue<\/strong>. Anche perch\u00e9, se lo facesse, sarebbe un\u2019altra Romania, Repubblica Ceca, Polonia o Baltico (<em>vedi 1<\/em>), ovvero uno dei Paesi che prendono i soldi a Bruxelles e gli ordini a Washington. Usciamo quindi da questo schema che ci fa danno, non intimidisce la Russia e non aiuta l\u2019Ucraina. La Russia, inoltre, ha ormai un ruolo troppo importante in aree cruciali per l\u2019Italia come il Medio Oriente e il Nord Africa (<em>vedi 3 e 4<\/em>) per essere trattata come un qualunque \u201cPaese canaglia\u201d. Anche chi giudica Vladimir Putin solo un autocrate pu\u00f2 mettersi il cuore in pace: basta che osservi con quanti altri autocrati intratteniamo cordiali e proficui rapporti.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"advSmartclip\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"lf-size1 lf-quote lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<blockquote><p>In un\u2019Italia in cui non dovresti fare il ministro se hai rifiutato di partecipare a un convegno con l\u2019ambasciatore di un Paese di cui non condividi le strategie, le questioni di politica estera dovrebbero essere oggetto di dibattito quotidiano. Soprattutto in campagna elettorale. Invece non se ne importa nessuno<\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-col1 lf-size1 lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. Siria e Medio Oriente<\/strong> \u2013 L\u2019Italia pu\u00f2 fare qualcosa per una regione cos\u00ec tormentata ma anche cos\u00ec importante (<em>vedi 4<\/em>) per la nostra collocazione mediterranea? Almeno due cose, per cominciare. La prima \u00e8 <strong>uscire dalla strategia della \u201cesportazione della democrazia\u201d che in Medio Oriente ha solo contribuito a far crescere le tensioni<\/strong>, le guerre, i massacri di civili e anche i regimi autoritari o dittatoriali. Siamo amici degli Usa e loro fedeli alleati ma non \u00e8 obbligatorio partecipare a tutti i loro disastri. La strategia del caos potr\u00e0 anche convenire a Washington, certo non conviene a noi (<em>vedi 4<\/em>). La seconda cosa che possiamo fare subito \u00e8 <strong>ridurre l\u2019esportazione di armi verso i Paesi della regione<\/strong>. Anche qui, non facciamoci illusioni. Tutto e subito no, ma battere un colpo riducendo il commercio darebbe un bel segnale. Certo, c\u2019\u00e8 da rimetterci qualche miliardo. Ma le petromonarchie non smetteranno per questo di investire in Italia e i soldi che non incasseremo l\u00ec li potremo recuperare altrove (<em>vedi 2<\/em>). <strong>E per la Siria, perch\u00e9 non pensare a un\u2019iniziativa di pace italiana?<\/strong> Il problema, laggi\u00f9, \u00e8 che si occupano della pace solo quelli (Russia, Usa, Turchia, Arabia Saudita, Iran\u2026) che intanto fanno la guerra. L\u2019Italia \u00e8 in buoni rapporti con tutti i contendenti, tutti sanno che non abbiamo ambizioni di influenza politica (come invece hanno Francia e Regno Unito) e ci stima o quel tanto che basta per provare a farci ascoltare. Perch\u00e9 non provarci?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. Denatalit\u00e0 e migrazioni<\/strong> \u2013 Le due questioni sono collegate e formano un problema planetario. Un\u2019Europa ricca (s\u00ec, ok, c\u2019\u00e8 la crisi, ma la Ue produce tuttora il 20% delle transazioni commerciali di tutto il mondo) e afflitta da una forte denatalit\u00e0 (in Italia l\u2019et\u00e0 media \u00e8 45 anni, in Germania 46) ha bisogno di ripopolarsi e comunque non pu\u00f2 pensare di essere al riparo da flussi migratori che partono da regioni e continenti disastrati da guerre assurde e dalla povert\u00e0, molto popolosi e pieni di giovani (in Africa l\u2019et\u00e0 media \u00e8 di 28 anni, in Medio Oriente il 30% della popolazione ha meno di 30 anni). E il tutto, come sappiamo, investe in primo luogo l\u2019Italia, Paese-ponte tra l\u2019Europa e quegli altri mondi. <strong>Accogliamoli tutti e respingiamoli tutti sono posizioni parimenti insensate: abbiamo bisogno di gente nuova ma non di chiunque<\/strong>; \u00e8 giusto accogliere quanti possono inserirsi ma non molti di pi\u00f9. Per l\u2019Italia, quindi, la prima cosa da fare \u00e8 <strong>abolire la legge Bossi-Fini<\/strong> e ripristinare vie legali di immigrazione nel nostro Paese. Dopo di che, per quanto sembri brutto a dirsi, <strong>occorre esercitare un serio controllo sugli accessi illegali<\/strong>. Meglio (per loro e per noi) dieci migranti bene inseriti che cento a mendicare per strada. Allo stesso tempo e allo stesso scopo vanno incentivate le politiche di accordo bilaterale (tipo Libia) e quelle di cooperazione europea allo sviluppo con i Paesi da cui i migranti partono. E sempre per la vecchia questione dell\u2019interesse nazionale (<em>vedi 1 e 2<\/em>), l\u2019Italia non deve avere paura di essere presente nelle aree in cui si producono fenomeni destinati a investirla in modo importante. Anche con le tanto contestate missioni militari che, fino a prova contraria, sono la maniera pi\u00f9 concreta e diretta, anche dal punto di vista umanitario, di cui lo Stato italiano dispone per manifestare all\u2019estero la propria esistenza in vita. <strong>Se il pacifico e progressista Canada \u00e8 uno dei Paesi pi\u00f9 impegnati in questo genere di attivit\u00e0, perch\u00e9 non possiamo esserlo anche noi?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2018\/03\/03\/tutto-quello-che-non-si-e-detto-sulla-politica-estera-e-che-sara-un-pr\/37304\/\">http:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2018\/03\/03\/tutto-quello-che-non-si-e-detto-sulla-politica-estera-e-che-sara-un-pr\/37304\/<\/a><\/p>\n<\/header>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LINKIESTA (Fulvio Scaglione) I rapporti con la Russia, la denatalit\u00e0, la legge Bossi-Fini e le questioni calde di Siria e Medio Oriente: tutto quello che non si \u00e8 detto durante la campagna elettorale In un\u2019Italia in cui non dovresti fare il ministro se hai rifiutato di partecipare a un convegno con l\u2019ambasciatore di un Paese di cui non condividi le strategie, le questioni di politica estera dovrebbero essere oggetto di dibattito quotidiano. 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