{"id":39675,"date":"2018-03-08T09:00:50","date_gmt":"2018-03-08T08:00:50","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39675"},"modified":"2018-03-07T20:46:55","modified_gmt":"2018-03-07T19:46:55","slug":"populisti-50-comunisti-1-vogliamo-parlarne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39675","title":{"rendered":"Populisti 50 \u2013 Comunisti 1. Vogliamo parlarne?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SOCIALISMO 2017 (Mimmo Porcaro e Ugo Boghetta)<\/strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Senzanome.png\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" srcset=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Senzanome.png 800w, http:\/\/www.socialismo2017.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Senzanome-640x320.png 640w, http:\/\/www.socialismo2017.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Senzanome-768x384.png 768w\" alt=\"Senzanome\" width=\"800\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ci sar\u00e0 modo di tornare sul significato politico, istituzionale e sociale di queste importantissime elezioni, ma una cosa balza agli occhi. Le classi che hanno maggiormente sofferto a causa della globalizzazione e dell\u2019Unione europea, ossia, per dirla in soldoni, gli strati inferiori della borghesia e del proletariato, si sono apertamente ribellate all\u2019ordine vigente, si sono intrecciate nel voto ed hanno scelto partiti che raccolgono la protesta mescolando nostalgie liberiste e promesse di protezione. L\u2019inevitabile alleanza tra la piccola borghesia ed il proletariato pi\u00f9 debole avviene, al momento, sotto l\u2019egemonia della prima.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Soluzione obbligata, visto lo spettacolo vergognoso offerto in tutti questi anni dalla sinistra, ormai intossicata da una pestifera miscela di europeismo, retoriche <i>politically correct<\/i> e movimentismo. Accentuando la sua crisi, il PD segue il destino delle cosiddette socialdemocrazie europee, vittime del loro ipermercatismo. Per parte sua, la variante espressa da Liberi ed Eguali, si dimostra inevitabilmente inefficace, essendo soltanto antirenziana e non sufficientemente antiliberista.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>E Potere al popolo? <\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il risultato della sinistra radicale \u00e8 cosa meno ovvia, perch\u00e9 \u00e8 in quell\u2019ambiente che avrebbe potuto e dovuto maturare un\u2019alternativa al globalismo europeista e sono quelle le forze che avrebbero dovuto capitalizzare in qualche modo la benvenuta <i>d\u00e9bacle<\/i> del PD. Invece \u00e8 avvenuto il contrario, e la sinistra radicale ha raggiunto <i>il peggior risultato della sua storia<\/i>. Perch\u00e9?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In verit\u00e0 il gruppo dirigente di Potere al Popolo aveva messo da subito le mani avanti (\u201c<i>siamo soltanto agli inizi, il risultato non \u00e8 poi cos\u00ec importante, quel che importa \u00e8 costruire reti\u2026<\/i>\u201d). Ora, a parte il fatto che presentarsi alle elezioni fregandosene del risultato \u00e8 un atto irresponsabile (in particolare quando i lavoratori italiani, ritenendo <i>realisticamente<\/i> inefficaci le lotte, \u00e8 proprio sulle elezioni che puntano), a parte ci\u00f2, dicevamo, la caduta \u00e8 cos\u00ec brutta che anche mettendo le mani avanti la facciata si prende, eccome. Una facciata tale da imporre un ragionamento, un\u2019autocritica, un inizio, almeno, di vera riflessione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E invece, nisba.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La litania \u00e8 sempre la stessa: partivamo da zero, quindi siamo in crescita, quindi si continua cos\u00ec e si trasforma la lista in un vero progetto politico\u2026 . Eh no, care compagne e cari compagni, le cose non funzionano cos\u00ec. Nel campo della lotta di classe solo i forti possono barare. Non noi. Non si partiva da zero, ma dal risultato di Rivoluzione civile, ossia dall\u2019ultimo risultato della sinistra radicale alle elezioni politiche: il 2,25%, il doppio di oggi. Il confronto \u00e8 assolutamente obbligato perch\u00e9 Potere al Popolo non \u00e8 affatto qualcosa di nuovo rispetto a quella sinistra, ma un monotono <i>d\u00e9j\u00e0 vu<\/i>, in larga misura orchestrato, oltre tutto, dalle stesse organizzazioni che avevano fatto cos\u00ec bella figura cinque anni fa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dove starebbe, infatti, la novit\u00e0? Nel partire da basso, nel lavoro di strada, nel tenersi le mani pulite dagli intrighi del famigerato ceto politico?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma queste sono sempre state le idee guida di Rifondazione Comunista, che ha sempre preferito il \u201cbasso\u201d all\u2019 \u201dalto\u201d ed il cui errore non \u00e8 stato affatto il governismo ma l\u2019essersi fidata troppo dell\u2019Europa e dei movimenti \u201cdal basso\u201d, restando cos\u00ec schiacciata tra il TINA di Bruxelles (e dei suoi servi di centro-sinistra) e l\u2019apatia dei movimenti, che quando invece si muovevano preferivano farlo a fianco del PD.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quindi Potere al Popolo non ha scoperto un bel nulla ed anzi ha riprodotto, a volte peggiorandoli, tutti i vizi di sempre:<em> la genericit\u00e0 del programma, l\u2019esaltazione del conflitto e del mutualismo come sostituto della strategia, il semplicismo del \u201cdagli ai ricchi\u201d, l\u2019approccio unilaterale all\u2019immigrazione, l\u2019illusione dell\u2019 \u201daltra Europa\u201d.<\/em> Tutte cose che, se urlate pi\u00f9 forte e meglio di Rifondazione, potrebbero al massimo far crescere i consensi nella propria area; ma che proprio avendo successo nell\u2019area stretta della sinistra radicale <i>sarebbero destinate al peggiore insuccesso nell\u2019area vastissima<\/i> <i>del<\/i> <i>\u201cresto del mondo\u201d<\/i>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Infatti, ci\u00f2 che ci farebbe vincere in casa ci farebbe perdere fuori, perch\u00e9 le idee che tanto piacciono alla sinistra radicale <i>non piacciono al popolo<\/i>. E quasi sempre a ragion veduta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vediamole, infatti, queste idee:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">Siamo tornati alla <em>lista della spesa<\/em>, senza capo n\u00e9 coda, senza priorit\u00e0 e senza gerarchie di obiettivi (perch\u00e9 nella predominante logica movimentista l\u2019unico obiettivo \u00e8 la crescita del movimento stesso), affogando un paio di buone intuizioni nella solita melassa; e questo proprio quando gli elettori hanno bisogno di due-tre parole chiave per orientarsi nella confusione attuale.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si \u00e8 fatto il solito nobile appello al conflitto ed all\u2019autorganizzazione proprio quando, come abbiamo gi\u00e0 detto, i lavoratori pensano realisticamente che il conflitto sociale diretto, <i>al momento<\/i>, non pu\u00f2 pagare pi\u00f9 di tanto, e cercano quindi qualcuno <i>che li rappresenti sul piano politico<\/i>.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si \u00e8 enfatizzato il mutualismo proprio quando i cittadini hanno invece bisogno di un forte apparato pubblico a cui affidarsi, e quindi <i>di una vera e propria ricostruzione dello stato sociale e dello stato industriale, assunta come obiettivo qualificante di una politica<\/i>.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si \u00e8 continuato ad insistere sul \u201ctassare i ricchi\u201d come fonte primaria di finanziamento, senza capire che questa idea, astrattamente sacrosanta, <i>in questo particolare momento<\/i> non crea consensi, giacch\u00e9 spaventa non soltanto i possibili alleati, ma gli stessi proletari, le cui famiglie hanno spesso redditi misti (in chiaro e in nero, per capirci) e che temono sempre l\u2019eccesso di tassazione sull\u2019immobile posseduto o sognato.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si \u00e8 affrontata l\u2019immigrazione postulando una completa assenza di controlli, che <i>nessuno stato<\/i> si potrebbe mai permettere, senza capire il nesso tra la necessaria regolarizzazione dei migranti e l\u2019altrettanto necessaria regolazione dei flussi.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si \u00e8 degradata la questione europea a <i>questione fra le altre<\/i>, dedicandole le solite espressioni arrabbiate ma generiche, proprio quando \u00e8 solo la nettezza su questo punto a poter garantire uno spazio significativo, per quanto inizialmente minoritario, ad una forza politica radicale.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"JUSTIFY\">E su tutta questa torta si \u00e8 poi messa una bella ciliegina: la scelta astutissima di partecipare come comparsa alla <em>commedia antifascista<\/em> allestita dal PD, con la conseguenza di far apparire come nemico principale quello che \u00e8 di gran lunga il nemico secondario e di arruolarsi come braccio armato (per fortuna ben poco armato\u2026) nel campo del nemico principale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A tutto danno di un antifascismo efficace che per essere tale ha bisogno:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">a) di distinguersi <i>nettamente<\/i> (anche agli occhi del grande pubblico e non solo a quelli dei sottili critici) dall\u2019antifascismo liberista ed europeista, vera culla del <i>futuro<\/i> pericolo fascista<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">b) di privilegiare la presenza nei territori all\u2019organizzazione di contromanifestazioni che sono una vera manna per i media e per gli stessi fascisti, mentre appaiono folkloristiche ed inutili alla grande maggioranza dei cittadini.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Con questi presupposti ci possiamo stupire dei risultati? No. Anche perch\u00e9 dall\u2019altra parte c\u2019\u00e8 chi si \u00e8 mosso con molta maggiore intelligenza e con migliore \u201cconnessione sentimentale\u201d col popolo. L\u2019analisi del linguaggio e delle posizioni del M5S dev\u2019essere probabilmente pi\u00f9 articolata, ma per quanto riguarda la Lega la cosa \u00e8 evidentissima. Non vale recitare i soliti esorcismi: \u201c<i>per i leghisti \u00e8 tutto facile perch\u00e9 solleticano gli istinti peggiori<\/i>\u201d, \u201c<i>parlano alla pancia delle persone<\/i>\u201d, \u201c<i>creano il capro espiatorio per continuare a fare i cazzacci loro<\/i>\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tutto vero. E tutto inutile. Perch\u00e9 il \u201ccattivismo\u201d pu\u00f2 spiegare un 50% del voto leghista, mentre l\u2019altro 50% pu\u00f2 essere largamente spiegato dal fatto che la Lega si \u00e8 mostrata, per ora, molto pi\u00f9 radicale dei radicali e molto pi\u00f9 \u201cmarxista\u201d dei marxisti. Gi\u00e0, perch\u00e9 ha saputo raccordarsi non solo con gli umori pi\u00f9 neri del popolo, ma anche col <i>pensiero<\/i> del popolo stesso, ossia con <i>quell\u2019insieme di proposizioni razionali sul mondo<\/i> che tutti gli strati sociali elaborano, anche se poi lo mescolano (come avviene al popolo ma anche alle <i>\u00e9lites<\/i>, agli incolti ma anche ai tecnici) con ideologie, errori, false deduzioni e vere e proprie panzane. E quali sono gli elementi razionali (e <i>molto vicini<\/i> al marxismo) dell\u2019attuale pensiero di larga parte del popolo? Elenchiamone tre.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">1) <u>Lo stato ci deve essere<\/u>, questo dicevano gli operai dell\u2019Embraco. Contro il capitale ci vuole un <i>forte<\/i> intervento della politica e la politica \u00e8 <i>oggi<\/i> <i>soprattutto lo stato<\/i>. La Lega propone un \u201cpiccolo\u201d liberismo corretto con lo stato forte e con un po\u2019 di mance. E\u2019 la soluzione? No: ma \u00e8 molto pi\u00f9 comprensibile (ed efficace) della coppia mutualismo+autogestione che la fa da padrona nel radicalismo di sinistra, soffocando i timidi accenni all\u2019intervento pubblico.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">2) <u>L\u2019immigrazione \u00e8 <\/u><i><u>prima di tutto<\/u><\/i><u> un problema<\/u>. Ecco un\u2019altra lezione di marxismo. Il significato <i>primario<\/i> dell\u2019immigrazione \u00e8 l\u2019uso imperialistico dei proletari delle zone periferiche contro quelli delle metropoli. Quindi l\u2019immigrazione \u00e8 <i>prima di tutto<\/i> un problema, per chi arriva e per chi accoglie, e come tale deve essere affrontato. Che poi la soluzione non stia nella clandestinizzazione dei migranti e passi invece per la lotta comune dei bianchi e dei neri \u00e8 per noi una cosa ovvia: ma questo \u00e8 un <i>poi<\/i> che per ora si realizza soltanto sporadicamente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Una <i>razionale\u00a0<\/i>considerazione del problema vede per ora <i>soprattutto<\/i> un <i>peggioramento<\/i> del mercato del lavoro e delle condizioni di vita, e si deve prenderne atto se si vuole trovare una soluzione. Ripetere che l\u2019immigrazione \u00e8 <i>soprattutto una risorsa<\/i> cozza invece non soltanto contro i pregiudizi, ma, in questo caso, <i>anche contro l\u2019esperienza concreta<\/i> del popolo. Perch\u00e9 <i>divenga<\/i> una risorsa \u00e8 necessario comprendere la base razionale della paura e rispondervi: possibilmente senza considerare come <i>minus habentes<\/i> coloro che sono spaventati.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">3) <u>L\u2019Unione europea \u00e8 un guaio; l\u2019euro ci rovina; da quando c\u2019\u00e8 il mercato libero stiamo tutti peggio<\/u>. Queste sono affermazioni limpidamente marxiste e soprattutto leniniste, perch\u00e9 individuano il punto principale su cui si deve intervenire per modificare la situazione. Certo, il popolo spesso non sa che non basta uscire dall\u2019euro, che la causa di fondo dei guai \u00e8 la natura dei gruppi economici e politici dominanti in Italia, che il \u201cpi\u00f9 stato\u201d deve tradursi in programmazione democratica invece che in sussidi alle imprese, ecc. ecc. .<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anche qui, tutto vero. Ma l\u2019essenziale, in politica, \u00e8 l\u2019individuazione del nemico del momento. La parte pi\u00f9 povera del popolo lo individua correttamente. L\u2019avanguardia no: forse perch\u00e9 proviene in larga misura dalla parte meno povera. E non ci si dica, <i>please<\/i> (come si fa dalle parti di Eurostop per giustificare la precipitosa adesione alla lista unitaria), che Potere al Popolo era l\u2019unica formazione <i>chiaramente<\/i> antieuropeista.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">A parte il fiero proposito di \u201crompere l\u2019Unione dei Trattati\u201d (che non prefigura affatto un\u2019<i>exit<\/i> e comunque era nascosto tra le pieghe di un programma che nessuno ha letto) il manifesto di Potere al Popolo e le dichiarazioni del suo capo politico se la prendevano sempre con <i>le politiche<\/i> dell\u2019Unione, e non con l\u2019Unione in s\u00e9. Mentre il capo della Lega parlava spesso molto male dell\u2019Europa. Certo, per smentirsi furbescamente il giorno dopo, ma il messaggio, comunque, \u00e8 passato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ecco. Si capisce perch\u00e9 M5S e Lega hanno preso percentuali da sballo, che sommate e poi paragonate a quelle dei comunisti fanno <i>50 a 1<\/i>, ossia un \u201ccappotto\u201d di dimensioni mai viste.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La responsabilit\u00e0 di questo disastro grava tutta sulle spalle dei gruppi dirigenti della sinistra radicale. Anni fa, quando sorse il M5S, ci si associ\u00f2 all\u2019<i>establishment<\/i> di sinistra nell\u2019irrisione del goliardismo, della superficialit\u00e0, dell\u2019impreparazione dei \u201cgrillini\u201d, dimenticando che ogni movimento rinnovatore \u00e8 inizialmente \u201cimpreparato\u201d, e soprattutto non comprendendo \u2013 a causa della sclerosi dei nostri concetti \u2013 che il \u201cpopulismo\u201d \u00e8 ormai diventato forma normale della lotta di classe.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anni fa, quando la Lega, per intenderci, viaggiava sul 4%, non poche voci suggerirono alla gi\u00e0 rimpicciolita sinistra radicale di intrecciare la lotta di classe con quella all\u2019Unione europea, di difendere la Costituzione facendo appello anche all\u2019autonomia nazionale, come base di un internazionalismo non confuso col globalismo. Si rispose che quella scelta avrebbe certamente consentito di superare tutte le soglie elettorali, ma che non la si poteva fare perch\u00e9 quello <i>era il terreno della Lega<\/i>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E cos\u00ec siamo qui. Fu inutile spiegare allora \u2013 e sarebbe inutile farlo adesso \u2013 che la rinazionalizzazione della politica non era il terreno della Lega, ma <i>il terreno della lotta di classe nella fase discendente della globalizzazione<\/i>, e che si trattava di contenderlo agli altri <i>magari occupandolo per primi<\/i>. Agli altri abbiamo concesso, invece, cinque e pi\u00f9 anni di vantaggio. Sfruttati benissimo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tutto questo impone un\u2019amara riflessione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a name=\"_GoBack\"><\/a>La sinistra radicale \u00e8 stata sempre minoritaria e quasi sempre ininfluente sulla politica italiana. Negli anni Settanta ed Ottanta la cosa poteva essere spiegata, ed in parte giustificata, con la presenza preponderante del PCI; negli anni Novanta con il crollo del socialismo e con gli scintillanti inizi della globalizzazione. Ma oggi, dopo dieci anni di seria crisi capitalistica, dopo l\u2019eclisse della cosiddetta socialdemocrazia, dopo l\u2019emergere della grande volatilit\u00e0 dell\u2019elettorato popolare europeo, la cosa, se pu\u00f2 essere spiegata, <i>non pu\u00f2 pi\u00f9 essere giustificata<\/i>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Soprattutto perch\u00e9 non si pu\u00f2 affatto parlare di passivit\u00e0 popolare, anzi: la protesta <i>si concentra nel voto<\/i> proprio perch\u00e9 i lavoratori hanno capito che bisogna modificare i rapporti di potere: e per farlo si affidano \u201ca tutti\u201d, <i>tranne<\/i> che alla sinistra radicale. Questo vuol dire che la cultura politica della sinistra radicale italiana \u00e8 del tutto inadeguata ad interpretare l\u2019attuale situazione storica e ad intervenire efficacemente su di essa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vuol dire, in poche parole, che <i>la sinistra radicale<\/i> <i>\u00e8 finita<\/i>, e che se si vuole salvare un\u2019ipotesi comunista (e la sua concretizzazione socialista), se si vuole salvare almeno una parte di un grande patrimonio di intuizioni e di militanza accumulatosi in circa 50 anni, bisogna operare un taglio netto con quella storia e con quei gruppi dirigenti, e ricominciare daccapo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si. La sinistra radicale \u00e8 finita. E\u2019 finita l\u2019idea che il sociale deve sempre dettare i tempi al politico; che i movimenti sono sempre pi\u00f9 avanti dei partiti; che la strategia nasce dall\u2019accumulo delle buone pratiche della \u201cbase\u201d; che il popolo, se non \u00e8 inquadrato dai progressisti, ha sempre torto; che popolo, movimenti e partiti devono costruire soprattutto l\u2019anti-stato, (come se l\u2019esistenza di uno stato fosse sempre garantita); che l\u2019Europa \u00e8 la storia e l\u2019anti-Europa \u00e8 la reazione; che \u201cnazione\u201d \u00e8 termine nobile quando si parla di Vietnam, di Cuba, di Venezuela, di Catalogna, ma quando si parla di Italia fa schifo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E con la sinistra radicale, tutta la sinistra \u00e8 finita. Potr\u00e0 rinascere soltanto riproponendo l\u2019ipotesi di un socialismo disegnato sulle esigenze del paese. Soltanto comprendendo il nesso, oggi strettissimo, fra l\u2019<i>interesse nazionale<\/i> all\u2019economia mista, allo sviluppo del mercato interno, a nuove grandi aree aperte agli scambi ma chiuse al movimento incontrollato dei capitali, e <i>l\u2019interesse di classe<\/i> alla piena occupazione, alla ricostruzione del <i>welfare<\/i>, alla pace.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Soltanto sapendo interpretare le esigenze di sicurezza di tutti, penultimi e ultimi, bianchi e neri. Soltanto proponendo una rottura dell\u2019Unione europea in nome di una Confederazione di stati sovrani che voglia <i>ridurre<\/i> (e non, come oggi avviene, <i>aumentare<\/i>) gli squilibri tra partner, e che promuova una politica di pace. Una sinistra potr\u00e0 rinascere, insomma, soltanto <i>come sinistra nazionale e popolare<\/i>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E\u2019 ora che chi crede a questa prospettiva si unisca e si faccia sentire.<\/p>\n<div id=\"dpsp-content-bottom\" class=\"dpsp-content-wrapper dpsp-shape-rectangular dpsp-column-auto dpsp-hide-on-mobile dpsp-button-style-1 dpsp-has-icon-background dpsp-has-button-background\"><\/div>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2018\/03\/06\/populisti-50-comunisti-1-vogliamo-parlarne\/#more-639\">http:\/\/www.socialismo2017.it\/2018\/03\/06\/populisti-50-comunisti-1-vogliamo-parlarne\/#more-639<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SOCIALISMO 2017 (Mimmo Porcaro e Ugo Boghetta) &nbsp; Ci sar\u00e0 modo di tornare sul significato politico, istituzionale e sociale di queste importantissime elezioni, ma una cosa balza agli occhi. 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