{"id":39707,"date":"2018-03-08T08:00:03","date_gmt":"2018-03-08T07:00:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39707"},"modified":"2018-03-07T20:46:15","modified_gmt":"2018-03-07T19:46:15","slug":"il-ritorno-del-voto-di-classe-ma-al-contrario-ovvero-se-il-pd-e-il-partito-delle-elite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39707","title":{"rendered":"Il ritorno del voto di classe, ma al contrario (ovvero: se il PD \u00e8 il partito delle \u00e9lite)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CISE.LUISS<\/strong><\/p>\n<div class=\"td-post-header td-container\">\n<div class=\"td-entry-crumbs td-pb-padding-side\">\n<div class=\"entry-crumbs\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"td-post-featured-image td-image-gradient\">\n<div class=\"td-post-featured-image\"><a class=\"td-modal-image\" href=\"https:\/\/cise.luiss.it\/cise\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/classe_pd1.png\" data-caption=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"entry-thumb\" title=\"classe_pd\" src=\"https:\/\/cise.luiss.it\/cise\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/classe_pd1-1021x580.png\" alt=\"\" width=\"1021\" height=\"580\" \/><\/a><\/div>\n<header class=\"td-pb-padding-side\">\n<h1 class=\"entry-title\">Il ritorno del voto di classe, ma al contrario (ovvero: se il PD \u00e8 il partito delle \u00e9lite)<\/h1>\n<div class=\"meta-info\"><\/div>\n<\/header>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"td-container\">\n<div class=\"td-container-border\">\n<div class=\"td-pb-row\">\n<div class=\"td-pb-span8 td-main-content\" role=\"main\">\n<div class=\"td-ss-main-content\">\n<div class=\"td-post-sharing td-post-sharing-top td-pb-padding-side\">\n<div class=\"td-default-sharing \">\n<div class=\"td-sp td-sp-googleplus\"><\/div>\n<div class=\"td-sp td-sp-pinterest\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"td-post-content td-pb-padding-side\">\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019indomani del voto, alcuni primi elementi suggeriscono che uno dei motivi del fragoroso esito elettorale del 4 marzo sta nella scarsa capacit\u00e0 dei partiti tradizionali di rispondere in modo efficace alle inquietudini degli italiani. Inquietudini generate dalle profonde trasformazioni socio-economiche che stanno investendo il nostro paese. Abbiamo suggerito questa interpretazione in <a href=\"https:\/\/cise.luiss.it\/cise\/2018\/03\/05\/disoccupazione-e-immigrazione-dietro-i-vincitori-del-4-marzo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una prima analisi su dati a livello provinciale<\/a>, in cui mostravamo che \u2013 a parit\u00e0 di varie condizioni socio-economiche \u2013 le province con livelli pi\u00f9 alti di disoccupazione presentavano maggiore crescita del M5S, mentre le province con maggior aumento della presenza di immigrati presentavano un voto pi\u00f9 alto alla Lega.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo risultato \u00e8 interessante e significativo, perch\u00e9 \u00e8 in linea con una teoria ormai consolidata, proposta per la prima volta dal gruppo di ricerca di Hanspeter Kriesi nel 2006 (<a href=\"http:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1111\/j.1475-6765.2006.00644.x\/full\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Kriesi et al. 2006<\/a>), per cui nei paesi dell\u2019Europa Occidentale i cambiamenti nei comportamenti di voto e il successo di nuovi partiti sarebbero legati agli effetti di processi di trasformazione come la <em>globalizzazione<\/em> (sia in senso economico che in senso culturale) che \u2013 nel loro produrre <i>vincenti<\/i> e <i>perdenti<\/i> (ad esempio i lavoratori i cui posti di lavoro vengono delocalizzati, vedi il recente caso Embraco) \u2013 generano conflitti che possono essere cavalcati e politicizzati con successo dai partiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo iniziato ad approfondire quest\u2019analisi su <a href=\"https:\/\/cise.luiss.it\/cise\/2018\/02\/14\/temi-del-dibattito-e-opportunita-elettorali-in-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dati di sondaggio raccolti nelle ultime settimane prima del voto <\/a>(con risultati che pubblicheremo nei prossimi giorni), ma \u2013 nel prepararla \u2013 ci siamo imbattuti in un risultato inaspettato, che abbiamo ritenuto di pubblicare immediatamente: la scoperta che <em>una variabile che ritenevamo ormai irrilevante nella realt\u00e0 politica italiana, la classe sociale, ha in realt\u00e0 un effetto significativo sul voto,<\/em> <em>e in una direzione inaspettata<\/em>.<br \/>\nIl risultato in sintesi: <em>Il PD \u00e8 l\u2019unico partito per cui si registrano effetti significativi della classe sociale sul voto,<\/em> <em>ma nella direzione inattesa di un suo confinamento nelle classi sociali pi\u00f9 alte e con un reddito pi\u00f9 alto.<\/em> In sostanza <em>il PD del 2018 sarebbe diventato il partito delle \u00e9lite<\/em>. Il che aiuterebbe a spiegare perch\u00e9 la parte d\u2019Italia preoccupata dalla precariet\u00e0 economica e agitata da paure identitarie si sia indirizzata \u2013 dando loro oltre il 50% dei voti \u2013 verso partiti come Movimento 5 Stelle e Lega.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo pi\u00f9 in dettaglio i risultati. Uno dei sondaggi condotti dal CISE nella settimane prima del voto comprendeva una domanda specifica riguardo alla autopercezione dell\u2019intervistato della propria classe sociale. Si chiedeva di scegliere tra varie parole quale si riteneva pi\u00f9 adatta per descrivere la propria classe sociale: classe operaia, classe medio-bassa, classe media, classe medio-alta e classe alta. In secondo luogo, abbiamo usato anche una domanda relativa agli standard di vita dove la persona collocava se stessa, su una scala da 1 a 7 dove gli estremi erano rispettivamente gli standard di vita di una famiglia povera e gli standard di vita di una famiglia ricca (entrambe le domande sono utilizzate di routine con queste formulazioni in varie indagini internazionali, cos\u00ec come la domanda sulla propensione di voto verso un partito, su una scala da 0 a 10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I risultati, come dicevamo, sono sorprendenti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>\u2013 Tra tutti i partiti, nessuno mostra effetti significativi della classe sociale: la propensione a votarli (che sia alta o bassa) non varia in modo significativo tra le classi sociali;<\/li>\n<li>\u2013 L\u2019unica eccezione \u00e8 il PD: per questo partito si registra invece una propensione al voto <em>bassa<\/em> nelle <em>classi sociali basse e medie<\/em>, e invece <em>sensibilmente maggiore nella classe medio-alta<\/em>, che quindi configura un <em>confinamento di questo partito nella classe medio-alta<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In termini grezzi (ovvero le semplici percentuali di voto al PD nelle varie classi, ma col rischio dell\u2019effetto di altre variabili, ad esempio a causa del maggior livello di istruzione delle classi pi\u00f9 alte), il voto al PD \u2013 rispetto al 18,4% dell\u2019intero campione \u2013 \u00e8 del 13,1% nella classe operaia, del 19,4% in quella medio-bassa, del 18,3% in quella media, mentre sale al 31,2% in quella medio-alta. Tuttavia, per stimare l\u2019effetto della classe al netto di quello di altre variabili, abbiamo stimato un modello statistico di regressione lineare che comprende molte variabili di controllo. Il dettaglio \u00e8 nel grafico in figura 1, che mostra come varia la propensione a votare il PD (su una scala da 0 a 10) al variare della classe sociale, dopo aver eliminato l\u2019effetto di altre variabili (zona geografica di residenza, dimensione del comune, sesso, et\u00e0, titolo di studio, professione, settore di attivit\u00e0 \u2013 di queste vedi gli effetti pi\u00f9 avanti). Per ogni barra \u00e8 anche riportato il margine di incertezza statistica della stima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 1 \u2013 Propensione a votare PD (scala 0-10) in base alla classe sociale, al netto dell\u2019effetto di altre variabili<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/cise.luiss.it\/cise\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/classe_pd1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-19896 size-large\" src=\"https:\/\/cise.luiss.it\/cise\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/classe_pd1-1024x745.png\" alt=\"classe_pd\" width=\"640\" height=\"466\" \/><\/a>Come si pu\u00f2 vedere, tra le prime tre classi sociali riportate (operaia, medio-bassa, media) la propensione a votare PD rimane complessivamente abbastanza bassa, senza differenze significative. E invece nella classe pi\u00f9 alta compresa nel nostro campione (abbiamo combinato insieme gli intervistati della classe medio-alta e alta perch\u00e9 quelli nella classe alta erano troppo pochi) sale ai livelli tipici di una buona probabilit\u00e0 di voto PD. Questa differenza \u00e8 statisticamente significativa (ovvero, \u00e8 trascurabile la probabilit\u00e0 che questo risultato sia soltanto effetto del caso), come si pu\u00f2 vedere dal fatto che, anche tenendo conto della forbice di incertezza statistica, la propensione nella classe medio-alta \u00e8 superiore a quella nelle altre classi sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo risultato \u00e8 ulteriormente rinforzato dall\u2019ulteriore analisi sul livello di standard di vita (ovvero considerare il proprio standard di vita pi\u00f9 vicino a quello di una famiglia povera oppure a quello di una famiglia ricca). Anche qui emerge un effetto analogo per il PD (dettagli non mostrati qui), che quindi vede la propria propensione di voto salire in modo sensibile tra le persone con uno standard di vita pi\u00f9 agiato. In questo caso si tratta un effetto condiviso con altri partiti (in particolare con Forza Italia), anche se non con la stessa forza e nettezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi: diversamente da tutti gli altri partiti, il sostegno al PD appare confinato nella classe sociale medio-alta. Messo insieme agli altri dati visti precedentemente (l\u2019effetto di disoccupazione e immigrazione), questo dato appare un ulteriore tassello rilevante per comporre il mosaico del risultato del 4 marzo. Il fatto che il PD (il grande sconfitto di queste elezioni, il cui tracollo elettorale costituisce una gran parte \u2013 come mostrato dalle <a href=\"http:\/\/www.cattaneo.org\/2018\/03\/05\/elezioni-politiche-2018-le-prime-analisi-sui-flussi-di-voto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">analisi di flusso dell\u2019Istituto Cattaneo<\/a> \u2013 del successo della Lega e del M5S) appaia confinato nella classe medio-alta \u2013 che lo configura quindi come partito delle \u00e9lite \u2013 \u00e8 infatti coerente con la strategia scelta dal partito di puntare su temi come l\u2019innovazione tecnologica, i diritti civili, l\u2019integrazione europea, la globalizzazione, e pi\u00f9 in generale con una narrazione ottimistica delle trasformazioni dell\u2019economia e della societ\u00e0 contemporanea. Tuttavia l\u2019altra faccia di questa strategia \u00e8 che, inevitabilmente, i ceti che si sentono minacciati dagli effetti negativi di queste trasformazioni non hanno percepito il PD come un partito in grado di ascoltare le loro istanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 accettabile per un partito d\u2019\u00e9lite; ma chiaramente non lo \u00e8 per un grande partito di massa a vocazione maggioritaria che voglia esprimere una cultura di governo. Nella storia d\u2019Italia simili grandi partiti (dalla Democrazia Cristiana a Forza Italia, dal PdL fino all\u2019esperienza dell\u2019Ulivo) hanno sempre espresso la capacit\u00e0 di conciliare l\u2019attenzione ai ceti pi\u00f9 dinamici della societ\u00e0 con la capacit\u00e0 di comprendere e sostenere chi rimaneva indietro. Ignorare i ceti pi\u00f9 deboli \u00e8 una strategia legittima, ma bisogna sapere che questo porta inevitabilmente a restringere in modo radicale il proprio bacino di consenso. Vedremo come evolver\u00e0 la strategia del Pd.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Appendice: gli effetti di altre variabili sociodemografiche<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sullo sfondo di quest\u2019analisi abbiamo anche considerato ovviamente le classiche variabili sociodemografiche, per cui sono emersi gli effetti statisticamente significativi riportati nella Tabella 2. In estrema sintesi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Zona di residenza.<\/strong> Vivere nella c.d. \u201cZona Rossa\u201d non ha pi\u00f9 effetti: gli unici effetti significativi della zona di residenza sono per il Sud (aumenta il voto al M5S, lo diminuisce alla Lega);<\/li>\n<li><strong>Sesso.<\/strong> Le donne tendono a votare +Europa pi\u00f9 degli uomini, e il M5S meno degli uomini;<\/li>\n<li><strong>Et\u00e0.<\/strong> Rispetto alla generazione mediana (45-54), i giovani 18-29 (ma anche i pi\u00f9 anziani: la differenza \u00e8 con le generazioni di mezzo) tendono a premiare PD, +Europa, e LeU. La Lega \u00e8 sfavorita tra i giovani; il M5S \u00e8 sfavorito tra gli over 65.<\/li>\n<li><strong>Istruzione.<\/strong> Livelli pi\u00f9 alti di istruzione premiano PD, +Europa e LeU, e sfavoriscono la Lega.<\/li>\n<li><strong>Condizione professionale.<\/strong> Ha pochi effetti sparsi: le casalinghe hanno una propensione pi\u00f9 alta verso FI; i pensionati puniscono il M5s. Infine, ad ulteriore rafforzamento dei risultati dell\u2019articolo, i disoccupati puniscono il PD.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Tabella 2 \u2013 Effetti statisticamente significativi di varie caratteristiche sociodemografiche sulla propensione a votare diversi partiti<\/em><\/p>\n<table width=\"604\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"196\"><\/td>\n<td width=\"68\">PD<\/td>\n<td width=\"68\">+EUR<\/td>\n<td width=\"68\">LEU<\/td>\n<td width=\"68\">M5S<\/td>\n<td width=\"68\">FI<\/td>\n<td width=\"68\">LEGA<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"196\">Zona geografica:<br \/>\nSud (differenza rispetto al Nord)<\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td>+<\/td>\n<td><\/td>\n<td>\u2013<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"196\">Sesso: Donna<br \/>\n(differenza rispetto a uomo)<\/td>\n<td><\/td>\n<td width=\"68\">+<\/td>\n<td><\/td>\n<td width=\"68\">\u2013<\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"196\">Et\u00e0<br \/>\n(differenze rispetto a 45-54):<\/td>\n<td><\/td>\n<td width=\"68\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td width=\"68\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"196\">18-29<\/td>\n<td width=\"68\">+<\/td>\n<td width=\"68\">+<\/td>\n<td width=\"68\">+<\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td width=\"68\">\u2013<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"196\">30-44<\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"196\">45-54<\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"196\">55-64<\/td>\n<td width=\"68\">+<\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"196\">oltre 65<\/td>\n<td width=\"68\">+<\/td>\n<td width=\"68\">+<\/td>\n<td width=\"68\">+<\/td>\n<td width=\"68\">\u2013<\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"196\">Istruzione<\/td>\n<td width=\"68\">+<\/td>\n<td width=\"68\">+<\/td>\n<td width=\"68\">+<\/td>\n<td width=\"68\"><\/td>\n<td><\/td>\n<td width=\"68\">\u2013<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"196\">Condizione professionale<br \/>\n(differenze rispetto a \u201cAltro\u201d):<\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"196\">Casalingo\/a<\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td width=\"68\">+<\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"196\">Pensionato\/a<\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td width=\"68\">\u2013<\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"196\">Disoccupato\/a<\/td>\n<td width=\"68\">\u2013<\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/cise.luiss.it\/cise\/2018\/03\/06\/il-ritorno-del-voto-di-classe-ma-al-contrario-ovvero-se-il-pd-e-il-partito-delle-elite\/\">https:\/\/cise.luiss.it\/cise\/2018\/03\/06\/il-ritorno-del-voto-di-classe-ma-al-contrario-ovvero-se-il-pd-e-il-partito-delle-elite\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CISE.LUISS Il ritorno del voto di classe, ma al contrario (ovvero: se il PD \u00e8 il partito delle \u00e9lite) All\u2019indomani del voto, alcuni primi elementi suggeriscono che uno dei motivi del fragoroso esito elettorale del 4 marzo sta nella scarsa capacit\u00e0 dei partiti tradizionali di rispondere in modo efficace alle inquietudini degli italiani. 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