{"id":39712,"date":"2018-03-09T08:00:44","date_gmt":"2018-03-09T07:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39712"},"modified":"2018-03-07T20:54:06","modified_gmt":"2018-03-07T19:54:06","slug":"populismo-vs-establishment-la-diga-e-crollata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39712","title":{"rendered":"Populismo vs establishment, la diga \u00e8 crollata"},"content":{"rendered":"<p><strong>dDi CARLO FORMENTI<\/strong><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"510\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" align=\"\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 248.5px;\"><\/td>\n<td style=\"width: 248.5px;\" align=\"right\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div class=\"detail-articles\" style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">\n<div class=\"imgleft\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/files\/2018\/03\/boschi-renzi-dimissioni-510.png\" alt=\"\" \/><\/div>\n<p>Dopo Trump, dopo la Brexit, dopo il referendum sulla Costituzione italiana del dicembre 2016, erano arrivate la vittoria di Macron nelle elezioni presidenziali francesi e il recente, travagliato rilancio della Grande Coalizione CDU-SPD in Germania, alimentando nell\u2019establishment liberal democratico l\u2019illusione che la marea populista fosse sul punto di rifluire. Invece no. Il risultato delle elezioni politiche italiane di pochi giorni fa testimonia che l\u2019onda prosegue il suo cammino e rischia di travolgere la diga eretta da partiti tradizionali, media e istituzioni nazionali ed europee.<\/p>\n<p>M5S e Lega triplicano le rispettive rappresentanze parlamentari e i loro voti sommati superano il 50%, certificando che met\u00e0 dei cittadini italiani sono euroscettici e non credono pi\u00f9 alle narrazioni sulla fine della crisi e sui presunti benefici della globalizzazione. Partir\u00f2 da alcuni commenti giornalistici sullo tsunami populista per affrontare quattro interrogativi: 1) quali sono le radici sociali del populismo, 2) quali sono le differenze fra le sue due anime principali; 3) perch\u00e9 le sinistre (tanto le socialdemocratiche quanto le radicali) stanno affondando nell\u2019insignificanza politica; 4) perch\u00e9, malgrado tutto, l\u2019establishment \u00e8 ancora in grado resistere e quali scenari si apriranno se e quando la diga croller\u00e0 davvero.<\/p>\n<p>Dario Di Vico (\u201cCorriere della Sera\u201d del 5 marzo) spiega il trionfo della Lega nelle regioni del Nord scrivendo che i voti dei ceti medi produttivi e quelli delle periferie del rancore si sono potuti sommare grazie a un\u2019agenda politica chiara quanto facile da comunicare: meno tasse e pi\u00f9 controllo dell\u2019immigrazione. A sua volta Enzo d\u2019Errico (\u201cCorriere del Mezzogiorno\u201d del 6 marzo) attribuisce la valanga dei voti pentastellati al Sud a un\u2019altra convergenza: quella fra le masse meridionali martoriate da disoccupazione e miseria e ceti medi a loro volta impoveriti dalla crisi, le une e gli altri sedotti dalla promessa grillina di istituire un reddito di cittadinanza. Al secondo interrogativo non ho viceversa letto riposte significative, probabilmente perch\u00e9 &#8211; dopo la \u201cnormalizzazione\u201d del movimento creato da Grillo e l\u2019accentuazione del rifiuto di definirsi di destra o di sinistra &#8211; le differenze fra M5S e Lega appaiono meno radicali di quelle che oppongono populismi di destra e di sinistra in altri Paesi (vedi Podemos e Ciudadanos in Spagna, o Marine Le Pen e M\u00e9lenchon in Francia).<\/p>\n<p>Sul punto tre abbondano viceversa le diagnosi: Massimo Franco (\u201cCorriere della Sera\u201d del 5 marzo) parla di un potere che non \u00e8 stato in grado di vedere quanto stava accadendo; Luciano Violante, intervistato sullo stesso numero, dice che la sinistra viene punita \u201cperch\u00e9 c\u2019\u00e8 stato uno scivolamento verso il politicamente corretto, abbandonando l\u2019etica dell\u2019uguaglianza\u201d; Onofrio Romano, intervistato dal \u201cCorriere del Mezzogiorno\u201d (6 marzo), punta il dito contro l\u2019illusione dei fan nostrani della Terza Via di contemperare mercato e diritti sociali e di costruire un europeismo \u201cbuono e sociale\u201d. Per quanto riguarda il quarto punto, l\u2019attenzione si concentra su quali espedienti tecnico-politici potranno essere messi in atto per impedire a chi ha vinto di governare: alchimie parlamentari e presidenziali, condizionamenti finanziari e istituzionali da parte di mercati e organismi internazionali, soprattutto per scongiurare un patto fra M5S e Lega che, commenta Franco, \u201cterrorizzerebbe l\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p>Proviamo a scavare pi\u00f9 a fondo. Le diagnosi di Di Vico e d\u2019Errico sono sostanzialmente corrette, anche se richiederebbero analisi pi\u00f9 approfondite sulla composizione di classe del nostro Paese e delle sue macroregioni. Il fallimento delle campagne propagandistiche che, da noi come in tutto il mondo, hanno tentato di rintuzzare l\u2019ondata populista nasce dal reale, drammatico peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro di milioni e milioni di cittadini colpiti dalla crisi e dagli effetti di una globalizzazione che diventa sempre pi\u00f9 difficile spacciare come un\u2019opportunit\u00e0 per tutti. Chi paga il fio di disoccupazione, precarizzazione, degrado delle periferie slum dove si ammassano bianchi poveri e immigrati chiede protezione. Protezione economica e sociale dai fallimenti del mercato e messa in sicurezza del territorio. E protezione \u00e8 proprio ci\u00f2 che offrono i programmi populisti.<\/p><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"detail-articles\" style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">Ed \u00e8 qui che \u00e8 possibile distinguere fra populismi di destra e di sinistra: entrambi utilizzano la retorica dello scontro fra popolo (buono) ed \u00e9lite (cattive), entrambi vogliono difendere la nazione dalle ingerenze esterne (per cui condividono l\u2019euroscetticismo), entrambi hanno leadership carismatiche, e tuttavia, mentre i primi offrono protezione dall\u2019ondata migratoria e dai suoi effetti, nonch\u00e9 dall\u2019invadenza statale (tasse, burocrazia, sprechi, ecc.), i secondi si propongono di contrastare la mobilit\u00e0 di capitali e merci pi\u00f9 che quella dei flussi migratori, auspicano un ruolo attivo dello stato in economia e ripropongono la lotta di classe, ancorch\u00e9 trasfigurata in opposizione alto\/basso (una differenza analoga\u2013 sia pure indebolita a causa della perdita di radicalit\u00e0 del M5S \u2013 esiste anche fra Lega e grillini).<\/p>\n<p>Torniamo ora agli ultimi due interrogativi. Tutte le diagnosi sulle cause del crollo delle sinistre citate in precedenza hanno un difetto di fondo: sostengono che le sinistre non sanno pi\u00f9 intercettare i bisogni reali della gente perch\u00e9 hanno perso la capacit\u00e0 di analizzare la realt\u00e0 sociale, ma la verit\u00e0 \u00e8 che la sinistra non rappresenta pi\u00f9 il popolo perch\u00e9 \u2013 come scrive Luca Ricolfi in \u201cSinistra e popolo\u201d (Longanesi) \u2013 questo non \u00e8 pi\u00f9 il suo popolo.<\/p><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"detail-articles\" style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">\u00c8 dagli anni Ottanta (ma si potrebbe risalire pi\u00f9 in l\u00e0), a partire cio\u00e8 dalla conversione alla fede nel mercato, che il suo blocco sociale di riferimento \u00e8 cambiato, slittando progressivamente dalle classi subalterne agli strati medi colti e benestanti (classi creative, professionisti, quadri intermedi, quadri superiori dell\u2019amministrazione, lavoratori dipendenti qualificati e garantiti, ecc.). La connotazione di sinistra, a suo tempo associata alla difesa dei pi\u00f9 deboli, \u00e8 oggi affidata esclusivamente all\u2019ideologia del politicamente corretto: diritti delle comunit\u00e0 LGBT, matrimoni gay, quote rosa, tutela delle minoranze, tolleranza per ogni differenza, apertura ai flussi migratori (i migranti sono ormai gli unici soggetti deboli di cui si occupino).<\/p>\n<p>I germi della mutazione erano del resto gi\u00e0 presenti nella comune opposizione di liberali di sinistra (i liberal anglosassoni) e socialdemocratici alla destra conservatrice. La destra liberal liberista, infatti, non \u00e8 mai stata conservatrice nel senso classico (vedi le \u201crivoluzioni\u201d di Reagan e Tatcher) e quando i socialisti alla Blair e alla Clinton si sono convertiti al credo liberista, la convergenza \u00e8 stata rapida; una convergenza che oggi si rinsalda nella nuova opposizione polare che sta sostituendo quella destra\/sinistra vale a dire l\u2019opposizione apertura\/chiusura. Socialisti e liberali sono entrambi per l\u2019incondizionata libert\u00e0 di circolazione di capitali, merci e persone; condividono una visione cosmopolita da \u201ccittadini del mondo\u201d che esalta il superamento dei confini nazionali come un immenso progresso; infine sono accomunati dal disprezzo per i rozzi bisogni di un popolo che si oppone ai \u201cbenefici\u201d della globalizzazione. \u00c8 per questo che lottano ovunque uniti per fermare la marea populista. \u00c8 per questo che qui in Italia speravano in un voto che creasse le condizioni per una santa alleanza fra Renzi e Berlusconi. \u00c8 per questo che faranno di tutto per impedire che i populisti riescano a governare.<\/p>\n<p>All\u2019ultimo interrogativo (cosa succeder\u00e0 se e quando non potranno pi\u00f9 impedirlo) non si pu\u00f2 rispondere univocamente: se fossimo in Spagna o in Francia potremmo dire che dipende da quale delle due anime populiste avr\u00e0 l\u2019egemonia, ma in Italia l\u2019evoluzione moderata del M5S non alimenta illusioni: ammesso e non concesso che il movimento riesca a dribblare tutti gli ostacoli che si frappongono alla sua andata al governo, non appena i mercati e l\u2019Europa detteranno le condizioni per lasciarveli, assisteremo a una calata di braghe ancora pi\u00f9 veloce di quella di Tsipras. Si apriranno allora spazi inediti per vere alternative antisistema? Temo di no, visto che le ultime elezioni non hanno certificato solo il fallimento del PD, ma anche quello delle \u201csinistre sinistre\u201d.<\/p>\n<p>Non stupisce quello di Leu, che gli elettori hanno giustamente riconosciuto come una costola della casa madre, dalla quale si \u00e8 diviso a seguito di guerre intestine per il potere, ma con la quale condivide la centralit\u00e0 del politicamente corretto quale unico attestato di un\u2019identit\u00e0 \u201cdi sinistra\u201d. Ma non stupisce nemmeno il misero 1% raccolto da Potere al Popolo. Per fare di meglio, si sarebbe dovuto costruire per tempo un progetto politico sul modello di quelli di Podemos e M\u00e9lenchon. Qualcosa del genere \u2013 ancorch\u00e9 a livello embrionale \u2013 sembrava poter sortire dalla piattaforma Eurostop che, in ogni caso, non avrebbe potuto \u2013 n\u00e9 dovuto! \u2013 affrontare un\u2019avventura elettorale, bens\u00ec lavorare a progetti di medio-lungo termine. Invece ha deciso di convergere nell\u2019ennesima federazione elettorale di cespugli vetero-comunisti, \u201cannacquando\u201d la chiarezza dell\u2019opposizione all\u2019euro e alla Ue in un discorso \u201cinternazionalista\u201d che inorridisce di fronte a ogni progetto che affermi la necessit\u00e0 di recuperare la sovranit\u00e0 nazionale quale condizione per la riconquista della sovranit\u00e0 popolare (e di rapporti di forza pi\u00f9 avanzati per le classi subordinate). Un\u2019impazienza che render\u00e0 ancora pi\u00f9 lungo e difficile il cammino verso la costruzione di alternative politiche credibili (e non pateticamente minoritarie) al regime liberale.\n<\/p><\/div>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/populismo-vs-establishment-la-diga-e-crollata\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/populismo-vs-establishment-la-diga-e-crollata\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>dDi CARLO FORMENTI Dopo Trump, dopo la Brexit, dopo il referendum sulla Costituzione italiana del dicembre 2016, erano arrivate la vittoria di Macron nelle elezioni presidenziali francesi e il recente, travagliato rilancio della Grande Coalizione CDU-SPD in Germania, alimentando nell\u2019establishment liberal democratico l\u2019illusione che la marea populista fosse sul punto di rifluire. Invece no. 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