{"id":39786,"date":"2018-03-12T09:00:41","date_gmt":"2018-03-12T08:00:41","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39786"},"modified":"2018-03-10T00:03:50","modified_gmt":"2018-03-09T23:03:50","slug":"analisi-della-vittoria-futura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39786","title":{"rendered":"Analisi della vittoria (futura)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SENSO COMUNE\u00a0<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-img\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ideapark-big-thumb size-ideapark-big-thumb wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/senso-comune-1140x618.jpg\" sizes=\"(max-width: 1140px) 100vw, 1140px\" srcset=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/senso-comune.jpg 1140w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/senso-comune-300x163.jpg 300w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/senso-comune-768x416.jpg 768w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/senso-comune-1024x555.jpg 1024w, http:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/senso-comune-390x211.jpg 390w\" alt=\"\" width=\"1140\" height=\"618\" \/><\/div>\n<div class=\"post-content\">\n<div class=\"post-entry\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La II Repubblica \u00e8 morta. Soffocata dalle macerie del castello di false promesse su cui era stata edificata.<\/strong> Il regime nuovo sorto ad inizio anni Novanta, sugli scandali di tangentopoli e sul crollo del muro di Berlino, sulla caduta o trasformazione dei partiti storici e sull\u2019onda dell\u2019entusiasmo dell\u2019adesione dell\u2019Italia al trattato di Maastricht, prometteva agli italiani che la \u201cglobalizzazione reale\u201d avrebbe rappresentato un fattore di progresso per l\u2019intera societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Doveva trattatasi di un progetto per una classe media e per i settori creativi della finanza e della cultura, destinati a divenire perno della vita nazionale, in quanto strutturalmente capaci di trarre profitto dalle opportunit\u00e0 di un mercato mondiale sempre pi\u00f9 aperto. In parallelo, l\u2019apparato produttivo, finalmente svecchiato dalle incrostazioni protezionistiche e statalistiche, avrebbe riacquistato il perduto smalto. Risultati: <strong>una marea montante di precariato e di (ex) classi medie impoverite<\/strong>, o che comunque vedono a rischio il proprio status; <strong>una montagna di privatizzazioni che hanno spinto l\u2019apparato produttivo verso una deriva terzomondista e la periferia dell\u2019Europa<\/strong>, in maniera del tutto subordinata ai desideri delle classi dominanti tedesche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il regime oligarchico che ha prodotto tutto questo ha preso da ultimo le sembianze del renzismo, <strong>ed \u00e8 stato il renzismo soprattutto ad essere travolto dalle macerie di un sistema che si reggeva in realt\u00e0 su di una oligarchia questa s\u00ec bipartisan<\/strong>, forte della propria debolezza e della benevolenza, finch\u00e9 dura, di Mamma Merkel e di nonna Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il colpo di grazia a questo edificio trentennale, ormai fatiscente e privo di forze per rigenerarsi, \u00e8 stato inferto dal Movimento 5 Stelle. <strong>Il grillismo \u00e8 riuscito, oltretutto in maniera innovativa e adeguata ai tempi, a far irrompere sulla scena della politica italiana fasce di popolazione soprattutto giovanili con le quali l\u2019oligarchia non aveva fatto i conti.<\/strong>\u00a0Il risveglio c\u2019\u00e8 stato, grazie al M5S, e ha provocato lo sconquasso dell\u2019intero sistema politico. <strong>Rimangono forti dubbi sulla capacit\u00e0 del grillismo di arrivare a formare una coalizione che gli permetta di governare in maniera efficace; sui modi opachi e sbrigativi di selezione della propria classe dirigente; su un impianto programmatico che rimane inoffensivo nei confronti delle oligarchie economiche<\/strong>, vere e proprie detentrici del potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al crollo del sistema, paradossalmente, sopravvive una sua gamba, quella di centro-destra. Pur a carte rimescolate, il blocco berlusconiano-leghista-postfascista che conserva malgrado tutto la maggioranza relativa \u00e8 sempre lo stesso dal \u201994 ad oggi. E, messo alla prova, non ha mai offerto a dire il vero grandi prestazioni. Tuttavia <strong>si \u00e8 saputo rinnovare, nella capacit\u00e0 della Lega di reinventarsi come forza d\u2019ordine, di ricostruzione di un senso di protezione da dare ai cittadini sfiancati dalla crisi<\/strong>; senza dimenticare che il berlusconismo, quando ha governato, ha dato risposte concrete agli interessi che lo avevano tenuto a battesimo, sia pure a forza di condoni e di rimozione della progressivit\u00e0 fiscale. Il contrario del centro-sinistra, che per vent\u2019anni ha chiesto il voto ai ceti popolari e su questi voti ha costruito un disordine elitista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel crollo della II Repubblica rimane dunque aperto il campo populista. \u00c8 questo campo che le forze progressiste, pena la loro irrilevanza, dovranno di qui in avanti presidiare. Il campo della riarticolazione delle domande sociali, dei bisogni, delle identit\u00e0.<\/strong> Il campo dell\u2019opposizione all\u2019anarchia del pi\u00f9 forte imposta dalle oligarchie; dell\u2019opposizione a chi vuole riscattare i penultimi sulle spalle degli ultimi; dell\u2019opposizione a chi avendo colpe grandissime ricicla se stesso con la felpa verde. Ma anche <strong>il campo della costruzione di un nuovo ordine, un ordine a misura della gente comune.<\/strong> Un ordine che rivendichi la patria, lavoro mai pi\u00f9 precario, servizi di base gratuiti, scuola e sanit\u00e0 pubblica, investimento nei settori strategici, una visione geopolitica strategica che faccia gli interessi dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per far questo, il ceto politico della sinistra, della sinistra della sinistra, della sinistra della sinistra della sinistra, le sue ritualit\u00e0, le sue parole d\u2019ordine, i suoi simboli, non servono. <strong>Unire le debolezze non fa una forza; sommare le sconfitte non contribuisce a realizzare una vittoria.<\/strong>La costruzione dell\u2019ordine nuovo richiede lo sgomberare il campo dalle macerie; s\u00ec, anche in senso meramente generazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facce, idee, pratiche, simboli nuovi, per la costruzione dell\u2019ordine nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se po f\u00e0.<\/p>\n<div class=\"bottom \" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"row\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE\u00a0 La II Repubblica \u00e8 morta. 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