{"id":39858,"date":"2018-03-12T13:59:22","date_gmt":"2018-03-12T12:59:22","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39858"},"modified":"2018-03-12T13:59:22","modified_gmt":"2018-03-12T12:59:22","slug":"ci-aspetta-un-anno-davvero-difficile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39858","title":{"rendered":"Ci aspetta un anno davvero difficile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di MEGACHIP (Pierluigi Fagan)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo problema della complessit\u00e0 \u00e8 dato dal numero di variabili che bisogna tenere interagenti nel discorso. Per fotografare le situazioni complesse occorrerebbe tener conto di molte variabili e seguire gli effetti non lineari delle loro interazioni, il che porta via molto spazio di scrittura e molta attenzione in chi legge, requisiti che non si possono trovare su questo media. Dar\u00f2 quindi una descrizione molto sommaria delle difficolt\u00e0 che si presentano nell\u2019anno di tempo che parte da oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tenete conto almeno di tre variabili. A maggio 2019 ci sono le elezioni europee, a settembre scade Mario Draghi alla BCE, a novembre ci sono le elezioni di mid-term in USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Partiamo da queste ultime. Trump ha due caratteristiche inedite: la prima \u00e8 che ha un programma \u201crivoluzionario\u201d che vuole muovere molte variabili del sistema USA (interne ed esterne); la seconda \u00e8 che ha un potere decretato dal consenso popolare ovvero un rapporto diretto con il suo elettorato, non intermediato ed anzi palesemente avversato dai corpi intermedi del Deep State e della grande stampa. Conditio sine qua non, per lui, \u00e8 avere una solida maggioranza in entrambi i rami del legislativo, vincere le elezioni di mid-term \u00e8 quindi essenziale. Se Trump dovesse perdere uno dei due rami (o entrambi o andare troppo vicino alla parit\u00e0), la sua presidenza sarebbe sostanzialmente segnata. A nessun presidente USA piace essere una \u201canatra zoppa\u201d ma per Trump, \u00e8 semplicemente inaccettabile. I suoi avversari che sono molti e trasversali, ovviamente, proprio a questo puntano, azzopparlo ad un piede, una gamba o entrambe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ne consegue che Trump ha recentemente fatto una riforma fiscale, ha annunciato un piano di investimenti infrastrutturali per rilanciare lavoro e logistica interna al Paese e ieri, ha lanciato un primo piano di dazi commerciali. Quest\u2019ultimo, \u00e8 stato lanciato come flessibile e trattabile. Trump vorrebbe trattare con ogni singolo Paese le condizioni del rapporto. I rapporti tra Paesi sono di varia natura e in essenza, bench\u00e9 composti di molti fatti, non possono essere ridotti a questo o quel fatto. Tant\u2019\u00e8 che ha motivato la sua azione che riguarda il commercio, appellandosi alla sicurezza nazionale che non \u00e8 un fatto commerciale. Ci sono varie questioni sottese a questo capitolo: i saldi molto negativi della bilancia commerciale USA, la protezione dell\u2019autonomia produttiva in settori strategici, i rapporti geopolitici (la divisione del mondo in \u201camici\u201d e \u201cnemici\u201d), la ricostruzione della potenza USA secondo uno schema ben diverso da quello sviluppato sino ad oggi. Ma al di l\u00e0 di questi aspetti che ci portano ad altre ed ancor a pi\u00f9 complesse questioni, Trump deve produrre risultati o concreti fatti a supporto di promesse, per vincere le elezioni di mid-term. Ad esempio ridurre il deficit e recuperare fondi da investire nel piano infrastrutturale, quindi occupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La questione geopolitica \u00e8 un denso capitolo in cui si segnala il post rilasciato ieri sulla firma del trattato TPP senza gli USA, la rinegoziazione del NAFTA, questioni relative all\u2019Asia, quindi Cina, quindi la notizia di oggi su un possibile incontro con Kim Jong un. Ma noi dovremmo concentrarci sul capitolo Europa, perch\u00e9 \u00e8 quello che ci riguarda con pi\u00f9 urgenza ed impatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il fine mandato di Draghi a settembre pone la questione della successione e la successione verr\u00e0 decisa nei rapporti di forza tra l\u2019area nord-est capitanata dalla Germania e l\u2019area sud-ovest capitanata dalla Francia, discussione che andr\u00e0 a giudizio finale dopo le elezioni europee. Non \u00e8 solo la poltrona che pure \u00e8 decisiva, \u00e8 che qualche riforma dell\u2019euro va fatta (e gi\u00e0 se ne sta discutendo) e come ben sapete qualsiasi cosa attiene la forma di questa valuta comune, \u00e8 decisiva per gli equilibri europei. Tenetevi poi Draghi l\u00ec a lato, libero e disponibile per fare qualcos\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A maggio ci sono le elezioni europee che senza spreco di enfasi possiamo definire \u201cdecisive\u201d. Mentre alcuni si dedicano ignari a fotografare buche, a scrivere di Balotelli e del CAF di Bari o di Calenda o della crisi della sinistra occidentale, molte cose si stanno muovendo verso questa scadenza decisiva. Poich\u00e9 l\u2019Italia non potr\u00e0 avere un governo propriamente detto, si dovr\u00e0 rivotare e senz\u2019altro si rivoter\u00e0 facendo coincidere le nuove elezioni politiche con le europee, appunto, a maggio 2019. Le nuove elezioni saranno un referendum sull\u2019Europa e sull\u2019euro con tutte le truppe pro e contro schierate di tutto punto. Poich\u00e9 non sar\u00e0 un sondaggio d\u2019opinione ma questione storica e decisiva, aspettiamoci di tutto di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Trump ha applicato dazi flessibili e contrattabili invitando ogni Paese ad andare a trattare one-to-one ma noi siamo vincolati da patti europei che ci impongono di devolvere anche questo diritto sovrano all\u2019Europa che tratta per tutti. Ma Trump non tratter\u00e0 mai con l\u2019Europa intera, vuole il one-to-one in genere e nello specifico, vuole disarticolare l\u2019Europa e ridimensionare la potenza della Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Noi ci troveremo in biforcazioni. Gli USA hanno con noi un deficit meno della met\u00e0 di quello che hanno con la Germania e quello con la Germania \u00e8 molto segnato da produzioni sulle quali Trump vuole recuperare potenza interna. La nostra trattativa o quella della Francia sarebbe su piani e punti molti diversi da quella con la Germania, decideremo di farci carico gli uni dei problemi dell\u2019altro e staremo uniti o cercheremo di salvare le nostre Alcoa o ILVA, sacrificando le BMW e le Mercedes? O viceversa? Visto che Trump chiede di riequilibrare i contributi NATO, l\u2019UE ci esenter\u00e0 dai vincoli di bilancio per dare pi\u00f9 soldi a gli USA o andremo a litigare tutti compatti facendoci una NATO per conto nostro? Ma una euro-NATO che risponde a chi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che rapporti intercorrono tra l\u2019amministrazione Trump ed il cdx italiano o il M5S o tra Macron e Merkel ed il PD? Cosa \u00e8 venuto a fare Steve Bannon a Roma la scorsa settimana o cosa \u00e8 andata a fare G. Meloni in Ungheria a due giorni dal voto? Meglio una Italia che torna in alcuni aspetti sovrana ma del tutto asservita e schierata con la rinnovata potenza USA o meglio rimanere alleati della diarchia franco-tedesca ma con tutto ci\u00f2 che questo comporta dato che conosciamo come la Germania intende i rapporti di integrazione europei? A quale lupo far guidare il branco e quale pecora verr\u00e0 sacrificata?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fermiamoci qui, la matassa \u00e8 grossa e la indagheremo meglio in seguito. Se volete un modesto consiglio, evitate di perdervi nel ginepraio delle opinioni \u201ca fette\u201d, quelle solo degli economisti, quelle solo dei geopolitici, quelle dei sovranisti, quelle dei globalisti, degli euroasiatisti, gli ossessionati dai migranti, dal neo-liberismo o altro. Non perch\u00e9 ognuno di questi punti non sia legittimo e importante ma perch\u00e9 non pu\u00f2 essere trattato al netto di tutti gli altri. La realt\u00e0 \u00e8 una e non risponde alle nostre preferenze e sensibilit\u00e0 di attenzione settoriale. Sopratutto, non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;epoca delle libera preferenza, sono in ballo questioni serie, gravi e decisive, le opinioni sono gravide di conseguenze, gli atti pure. Noi non siamo gli spettatori o i critici, noi siamo lo spettacolo. Stay tuned.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/megachip.globalist.it\/pensieri-lunghi\/articolo\/2018\/03\/10\/ci-aspetta-un-anno-davvero-difficile-2020790.html\">http:\/\/megachip.globalist.it\/pensieri-lunghi\/articolo\/2018\/03\/10\/ci-aspetta-un-anno-davvero-difficile-2020790.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MEGACHIP (Pierluigi Fagan) Il primo problema della complessit\u00e0 \u00e8 dato dal numero di variabili che bisogna tenere interagenti nel discorso. 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