{"id":39879,"date":"2018-03-13T10:30:42","date_gmt":"2018-03-13T09:30:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39879"},"modified":"2018-03-13T08:46:33","modified_gmt":"2018-03-13T07:46:33","slug":"cosa-si-nasconde-veramente-dietro-la-politica-di-trump-sui-dazi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39879","title":{"rendered":"Cosa si nasconde veramente dietro la politica di Trump sui dazi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>TPI (Fulvio Scaglione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"row\">\n<div class=\"medium-12 columns\">\n<div class=\"container_info\">\n<h2 class=\"info_subtitle\">Francia e Germania, i maggiori esportatori di acciaio e alluminio negli Usa, sono soprattutto i paesi che stanno portando avanti l&#8217;idea di un \u201cesercito europeo\u201d, potenziale minaccia alla Nato. L&#8217;analisi di Fulvio Scaglione<\/h2>\n<div class=\"info_date\"><span class=\"date_ago\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div class=\"info_share\">\n<div class=\"fb-like fb_iframe_widget\" data-href=\"https:\/\/www.tpi.it\/2018\/03\/12\/dazi-trump-acciaio-alluminio-nato-usa\/\" data-layout=\"button_count\" data-action=\"like\" data-size=\"small\" data-show-faces=\"false\" data-share=\"true\"><\/div>\n<p><span id=\"li_ui_li_gen_1520926821498_0\"><span id=\"li_ui_li_gen_1520926821498_0-title\"><span id=\"li_ui_li_gen_1520926821498_0-title-text\"><\/span><\/span><\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row\">\n<div class=\"medium-12 columns\">\n<div class=\"container_image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/d25in8q9uizcdd.cloudfront.net\/app\/uploads\/2018\/03\/dazi-doganali-trump.jpg\" sizes=\"(max-width: 4500px) 100vw, 4500px\" srcset=\"https:\/\/d25in8q9uizcdd.cloudfront.net\/app\/uploads\/2018\/03\/dazi-doganali-trump.jpg 4500w, https:\/\/d25in8q9uizcdd.cloudfront.net\/app\/uploads\/2018\/03\/dazi-doganali-trump-300x201.jpg 300w, https:\/\/d25in8q9uizcdd.cloudfront.net\/app\/uploads\/2018\/03\/dazi-doganali-trump-768x513.jpg 768w, https:\/\/d25in8q9uizcdd.cloudfront.net\/app\/uploads\/2018\/03\/dazi-doganali-trump-1024x684.jpg 1024w\" alt=\"dazi trump acciaio alluminio\" width=\"4500\" height=\"3008\" \/><\/div>\n<div class=\"container_image_caption\">La firma del decreto sui dazi per acciaio e alluminio alla Casa Bianca. Credit: Mandel Ngan<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"medium-12 columns\">\n<hr class=\"red big-left\" \/>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row\">\n<div class=\"medium-12 columns\">\n<div id=\"container_content\" class=\"container_content general-text\">\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Da quando abbiamo deciso che Donald Trump \u00e8 un idiota, abbiamo anche smesso di chiederci se le decisioni pi\u00f9 clamorose della Casa Bianca abbiano un senso politico e quale esso sia. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Tutto finisce alla voce: iniziative dell\u2019idiota. Comodo. Ma sciocco. Perch\u00e9 queste iniziative un senso politico ce l\u2019hanno eccome.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"> Trump o non Trump. Sia lui o siano altri a determinarlo. \u00c8 stato cos\u00ec con la questione di Gerusalemme, in cui il trasferimento dell\u2019ambasciata serve da grimaldello per un ambizioso progetto di risistemazione del Medio Oriente sull\u2019asse Israele-Arabia Saudita.<\/span><\/p>\n<div id=\"upstory_s_5a9947b4401e0_167\" class=\"upstory-native upstory-upcontent\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"upstory-smallItem  \">\n<div class=\"upstory-title-image-wrapper\">\n<div class=\"upstory-title-image-row\">\n<div class=\"upstory-image-wrapper\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"> \u00c8 stato cos\u00ec con la campagna superaggressiva contro la Corea del Nord, che \u00e8 servita ad accentuare il pericolo e a far passare il riarmo del Giappone in chiave anti-cinese. Ed \u00e8 cos\u00ec anche con la questione dei dazi su acciaio e alluminio venduti agli Usa dall\u2019Europa.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">I termini della questione sono ormai noti. Trump ha approfittato del Trade Expansion Act del 1962, e in particolare delle norme che autorizzano il presidente a reagire a una potenziale \u201cminaccia alla sicurezza nazionale\u201d con restrizioni commerciali, per <a href=\"https:\/\/www.tpi.it\/2018\/03\/09\/dazi-trump-acciaio-alluminio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">imporre accise del 25 per cento sull\u2019acciaio<\/a> e del 10 per cento sull\u2019alluminio. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Ed \u00e8 andata ancora bene, perch\u00e9 i due rapporti per lui preparati dal ministero del Commercio raccomandavano \u201csanzioni\u201d comprese tra il 24 e il 53 per cento per l\u2019acciaio e tra il 7,7 e il 23,6 per cento per l\u2019alluminio. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Con ricadute ovviamente pi\u00f9 gravi per l\u2019industria europea ma benefici che il Ministero stimava anche maggiori per l\u2019industria americana, quindi per quella classe operaia dell\u2019America profonda che tanto ha contribuito a mandare Trump alla Casa Bianca e che adesso, tramite i sindacati e i politici di riferimento, lo applaude di tutto cuore.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Al centro della faccenda, per\u00f2, sta proprio quella clausola dedicata alla \u201cminaccia alla sicurezza nazionale\u201d. Rispetto a essa non valgono molto nemmeno i trattati sul commercio, che Trump ha sempre criticato e che ora vengono da molti considerati l\u2019estrema Maginot contro le sue azioni. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Gli Usa, infatti, hanno inserito tale clausola in tutti gli accordi internazionali, compresi il Nafta (North America Free Trade Agreement, che Trump vuole rinegoziare o disdire) e il defunto Ttip (<\/span><span class=\"s2\">Transatlantic Trade and Investment Partnership)<\/span><span class=\"s1\">, e lo stesso per esempio ha fatto il Canada con il Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement) da poco firmato con la Ue.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Dietro la questione dei dazi s\u2019intravvede appunto l\u2019ombra della sicurezza nazionale, che negli Usa \u00e8 il criterio di valutazione dominante per qualunque questione. I 5 miliardi di euro d\u2019acciaio e il miliardo di alluminio che vengono esportati ogni anno negli Usa sono generati in gran parte da Francia e Germania, che saranno quindi i paesi Ue pi\u00f9 toccati dalla nuova politica dei dazi. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">\u00c8 vero, sono anche i paesi che, su \u201cdenuncia\u201d degli Usa, erano stati condannati dall\u2019Organizzazione mondiale del commercio (Wto) per gli aiuti di Stato all\u2019Airbus, con danno per l\u2019americana Boeing. Sono i paesi che, con la Merkel e Macron, sono stati finora pi\u00f9 critici verso la Casa Bianca occupata da Trump.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Francia e Germania, per\u00f2, sono soprattutto i paesi che si sono messi alla testa dello sforzo per costituire una struttura di difesa comune, quello che viene di solito definito \u201cesercito europeo\u201d. Sono stati la Merkel e Macron a far approvare, nel dicembre 2017, quella Cooperazione strutturata permanente per la Sicurezza e la Difesa che di quell\u2019esercito \u00e8 appunto il primo abbozzo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"> E sempre Francia e Germania hanno apportato significativi cambiamenti alle loro spese militari: Macron ha deciso di investire, da qui al 2025, pi\u00f9 di 300 miliardi nell\u2019ammodernamento delle strutture militari; la Merkel, con le mani pi\u00f9 legate a causa del governo di coalizione, aggiunger\u00e0 alle attuali spese per la difesa 250 milioni l\u2019anno fino al 2025.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">I circoli politici d\u2019oltreoceano non l\u2019hanno presa bene. Per loro i denari vanno messi nella Nato, il grande ombrello militare atlantico in cui gli Usa, che pagano il 75 per cento delle spese, sono azionisti di (grande) maggioranza.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"> E infatti, da quando Francia e Germania hanno cominciato a darsi da fare, \u00e8 stato tutto un coro ad ammonire che nessun esercito europeo avrebbe potuto fronteggiare la minaccia della Russia e che senza la Nato non ci sarebbe pi\u00f9 stata alcuna speranza di sentirsi sicuri.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"> Jens Stoltenberg, Segretario generale della Nato, \u00e8 arrivato a dire che \u201cl\u2019Europa sar\u00e0 la sicura perdente in uno scenario in cui ci fossero due strutture (Nato ed esercito europeo, appunto, n.d.r) a sovrapporsi con gli stessi obiettivi, gli stessi metodi e gli stessi criteri\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Il ragionamento degli americani \u00e8 chiaro: 22 dei 29 paesi che aderiscono alla Nato sono nella Ue. Se Francia e Germania proseguissero con successo nel loro sforzo, molti stati europei potrebbero diventare pi\u00f9 interessati a un\u2019alleanza militare e politica continentale e \u201cfatta in casa\u201d che alla vecchia Nato, tanto legata alle esigenze della pax americana. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Prospettiva non vicina, difficile credere che Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e i Baltici, per fare qualche esempio, troverebbero il coraggio per fare un simile sgarbo a Washington.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Ma si sa, prevenire \u00e8 meglio che reprimere. Cos\u00ec Trump ora dice chiaro che cosa possono fare Francia e Germania per sfuggire alla tagliola doganale: niente dazi se sarete disposti a investire di pi\u00f9 nella difesa comune, cio\u00e8 nella Nato.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"> Le accise contro un atto di sottomissione politica da parte dei due p<\/span><span class=\"s1\">aesi guida della Ue, insomma. Perch\u00e9 magari Trump \u00e8 un idiota ma dalle sue parti qualcuno che non \u00e8 idiota c\u2019\u00e8 ancora. E si vede.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.tpi.it\/2018\/03\/12\/dazi-trump-acciaio-alluminio-nato-usa\/\">https:\/\/www.tpi.it\/2018\/03\/12\/dazi-trump-acciaio-alluminio-nato-usa\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TPI (Fulvio Scaglione) &nbsp; Francia e Germania, i maggiori esportatori di acciaio e alluminio negli Usa, sono soprattutto i paesi che stanno portando avanti l&#8217;idea di un \u201cesercito europeo\u201d, potenziale minaccia alla Nato. L&#8217;analisi di Fulvio Scaglione \u00a0 La firma del decreto sui dazi per acciaio e alluminio alla Casa Bianca. 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