{"id":39882,"date":"2018-03-13T11:00:10","date_gmt":"2018-03-13T10:00:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39882"},"modified":"2018-03-13T09:18:55","modified_gmt":"2018-03-13T08:18:55","slug":"problemi-di-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=39882","title":{"rendered":"Problemi di scuola"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Niccol\u00f2 Inturrisi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"riassunto\"><strong>La cultura come strumento di individualizzazione capitalista, specchio della realt\u00e0 rappresentata dal sistema educativo italiano.<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"sep\"><\/div>\n<div class=\"postcontent\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La problematica che affligge la realt\u00e0 odierna italiana \u00e8 rappresentata dalla scarsit\u00e0 di risposte adeguate del sistema scolastico alle continue sollecitazioni provenienti dalle difficolt\u00e0 che si sono susseguite nella dinamica dell\u2019<strong>integrazione sociale<\/strong>. Infatti, la scuola dovrebbe essere lo strumento che per eccellenza favorisce e garantisce il pieno sviluppo delle capacit\u00e0 personali dell\u2019individuo, strettamente collegato al contesto sociale, politico ed economico di un determinato periodo storico. Oltretutto, la scuola ha <strong>il compito di formare il cittadino<\/strong>, di consegnarli le basi empiriche e metodologiche per affrontare il mondo che lo circonda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tenendo a mente queste basi, sarebbe stato facile iniziare da una critica a \u201cla buona scuola\u201d targata PD, ma sarebbe stato altrettanto sbrigativo ed inattuale rincalzare la coperta della colpa sul letto delle riforme che l\u2019hanno preceduta. Concentreremo invece l\u2019attenzione su un iter che definiremo ideologico, per il quale la definizione di cultura viene <strong>subordinata alla produzione di capitale umano<\/strong>, per cui l\u2019educazione \u00e8 concepita come una struttura in cui le conoscenze devono essere impartite, nella quale si definisce la formazione dello studente in base ad una meritocrazia viziata dalla competizione ed infine nella quale il <em>corpus<\/em> docenti \u00e8 subordinato ad un preciso sistema economico, politico e sociale. Stiamo parlando, dunque, della democrazia. In altre parole, il sistema capitalistico che incarna la figura della democrazia, intesa come ciclo individualizzante in cui la base fondante pu\u00f2 essere visualizzata dalla sterilit\u00e0, un terreno di invenzioni e convenzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-96109\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/scuola-1024x688.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/scuola-1024x688.jpg 1024w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/scuola-300x202.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/scuola-768x516.jpg 768w\" alt=\"klm.l,\" width=\"1024\" height=\"688\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pare doveroso, dunque, introdurre il nostro protagonista, ovvero il desiderio. Seguendo la traccia lasciata da <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/filosofia\/gilles-deleuze-bernard-cache\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Deleuze<\/strong><\/a> e <strong>Guattari<\/strong> nei loro lavori \u201cL\u2019Anti Edipo\u201d e i \u201cMille piani\u201d, ci possiamo accorgere come l\u2019operazione foucaultiana di smantellamento dei sistemi di potere ha provato l\u2019esistenza di una sovrastruttura tanto ideologica quanto pratica; la quale esiste per creazione stessa dell\u2019individuo, per usufrutto di un catalizzatore chiamato capitalismo, il quale ingloba, assoggetta, individualizza, racchiude l\u2019inconscio definito collettivo <strong>nella gabbia della divisione sociale<\/strong>. E questa schiavit\u00f9 del desiderio, a stretto contatto con la storia ed il tempo, rappresenta una composizione sociale in costante trasformazione, che altera i sistemi di produzione, che tramite lo sviluppo tecnologico, economico e politico muta la sua influenza sulla societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Mike Davis<\/strong>, nei suoi libri \u201cCity of Quartz and \u201cecology of Fear\u201d mostra come la qualit\u00e0 dell\u2019esistenza che influisce sul nostro sistema psicologico si stia deteriorando, in relazione alla <strong>perdita di valori collettivi<\/strong> come la comunit\u00e0 sociale e alla sterilizzazione dell\u2019attenzione collettiva sul problema della sicurezza. La sicurezza, dunque, \u00e8 colonna portante del progetto chiamato democrazia. Ma, tornando al desiderio, possiamo definirlo nella visione deleuziana come:<\/p>\n<blockquote><p>Non una forza, ma un campo. E un campo in cui \u00e8 messa in scena una intensa lotta, o meglio un campo di linee di fuga che collidono, in cui predomina il conflitto e lo scontro di forze differenti.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il desiderio, dunque, pu\u00f2 essere intuito come un campo che lavora sulla nostra psicologia, dove l\u2019immaginazione \u00e8 la forza dei vettori che collidono, in cui predomina il caos e gli interessi collidono tra di loro. Non \u00e8 solamente un impulso vitale, per dirlo alla maniera di <strong>Bergson<\/strong>, ma un qualcosa di vivo, un corpo senza organi che rappresenta la vita. Per cui, <em>il campo del desiderio \u00e8 centrale nella storia, dal momento in cui quello stesso campo rappresenta la cruciale formazione della coscienza collettiva, della cultura, e di conseguenza i differenti sviluppi del progressio sociale, raggiunto tramite sovrapposizione e conflitto.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-96110\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/image_book-php-821\u00d71367-1.png\" sizes=\"(max-width: 514px) 100vw, 514px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/image_book-php-821\u00d71367-1.png 514w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/image_book-php-821\u00d71367-1-140x227.png 140w\" alt=\"image_book php 821\u00d71367 (1)\" width=\"514\" height=\"836\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo questa breve introduzione alla filosofia di <strong>Deleuze<\/strong> e <strong>Guattari<\/strong>, sar\u00e0 pi\u00f9 semplice comprendere il perch\u00e9 sia stato necessario presentare il desiderio prima di parlare direttamente dei temi principali di questo articolo. Infatti, se applichiamo il concetto di desiderio ai dogmi della societ\u00e0 moderna, possiamo osservare come la scuola, l\u2019educazione e la cultura, si conformino a primati che rappresentato una sovrastruttura chiamata capitalismo. Infatti, non sar\u00e0 necessario agire dall\u2019esterno, in maniera legislativa, e nemmeno salverebbe il messaggio di <strong>Stephan Hessel<\/strong> per cui il sistema possa essere cambiato dall\u2019interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema messo in atto non prevede cambiamenti, se non quelli dettati dall\u2019accumulazione di capitale. Il capitalismo non pu\u00f2 funzionare diversamente dall\u2019assoggettamento del desiderio, da entrare come un virus in seno al suo portatore, il quale non potr\u00e0 fare altro che individualizzare il suo desiderio, procedere per i dogmi stabiliti. <strong>L\u2019operazione del capitalismo \u00e8 quella di devitalizzare l\u2019espressione di Guattari<\/strong> per cui per comprendere se stessi bisogna comprendere l\u2019altro; mettersi in contatto con il diverso, perch\u00e9 da questo contatto la vita prende forma, in questo preciso campo composto di intensit\u00e0 differenti.<\/p>\n<div id=\"attachment_96111\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-96111\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Deleuze-710x1024.jpg\" sizes=\"(max-width: 710px) 100vw, 710px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Deleuze-710x1024.jpg 710w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Deleuze-157x227.jpg 157w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Deleuze-768x1107.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Deleuze.jpg 1000w\" alt=\"Gilles Deleuze\" width=\"710\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Gilles Deleuze<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ambito scolastico, dunque, possiamo trattare con il primo stadio di questo assoggettamento. Un individuo che <em>deve<\/em>\u00a0essere formato, in maniera tale da poter pensare ed agire solamente in una direzione: la glorificazione della sua indipendenza. Ma il processo di individualizzazione, messo in atto tramite il processo educativo, non garantisce la libert\u00e0 dell\u2019individuo, bens\u00ec la sua concentrazione verso se stesso. La chiusura verso l\u2019esterno, sia verso colui che dal sistema \u00e8 garante del sapere sia verso <em>l\u2019altro<\/em>, il diverso da lui. Il sistema culturale, quindi, <strong>tende a omologare lo studente ad un preciso modus operandi<\/strong>, che lo porter\u00e0 dunque ad inserirsi nel sistema prestabilito dai determinati canoni economici e politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il distacco avvenuto alla fine degli anni \u201970 tra i movimenti studenteschi e i collettivi operai \u00e8 la prova di un operazione messa in atto che ha permesso il distaccamento di quelle precise classi sociali, rendendole sterili l\u2019una e l\u2019altra contemporaneamente. Si \u00e8 puntato sul progettare una scuola che inserisse nel mondo del lavoro,<strong> invece che progettare una scuola che creasse lavoro<\/strong>, sia intellettuale che empirico. <em>Dividi et impera<\/em>. La forza del movimento capitalista risiede nel creare limitazioni a quel campo di intensit\u00e0 chiamato desiderio, canalizzando il suo turbine, la sua forza costruttiva e distruttiva, verso canali prestabiliti da un tipo preciso di potere economico. In questo contesto, pu\u00f2 essere pi\u00f9 chiaro come l\u2019analisi del problema dell\u2019immigrazione e dell\u2019integrazione in Italia possa avere una chiave di lettura diversa. Si tende sempre a pensare, in conformit\u00e0 con la perdita dei valori del sistema capitalista, come debba essere l\u2019altro a conformarsi al mio modo di vivere, deve essere l\u2019estraneo messo in condizione di comprendere e di uniformarsi al mio sistema culturale. In questo modo, tuttavia, si agisce verso il percorso contrario: si individualizza, <strong>si caratterizza il diverso verso un percorso di studi sterile<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-96112\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/01-1977-2-00021AD7_MGZOOM.jpg\" sizes=\"(max-width: 992px) 100vw, 992px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/01-1977-2-00021AD7_MGZOOM.jpg 992w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/01-1977-2-00021AD7_MGZOOM-300x188.jpg 300w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/01-1977-2-00021AD7_MGZOOM-768x480.jpg 768w\" alt=\"01 1977 2 00021AD7_MGZOOM\" width=\"992\" height=\"620\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda, invece, dovrebbe essere di tutt\u2019altro calibro: come posso comprendere io l\u2019altro e il suo modo di vivere<strong> se costringo la sua cultura ad essere indottrinata?<\/strong> Perch\u00e9 non si \u00e8 avvicinato e rinnovato il mondo dell\u2019istituzione organizzativa in merito alle culture provenienti da paesi diversi dal nostro?\u00a0Infatti, se osserviamo la cultura in un ambito del tutto empirico, potremmo concludere la sua enorme potenzialit\u00e0 di integrazione dal punto di vista sociale. Se invece di essere succubi di vere e proprie barriere del nazionalismo culturale fossimo inclini ad un apertura verso la comprensione della cultura e della storia delle persone provenienti da diversi paesi interessanti dal <strong>problema dell\u2019emigrazione<\/strong>, saremmo dunque pi\u00f9 comprensivi, sviluppando un tipo di empatia sociale che non pu\u00f2 essere creata dal nulla. Portare all\u2019attenzione dei pi\u00f9 giovani le dinamiche sociali che stanno portando nel mondo moderno significativi cambiamenti al complesso sociale di diversi paesi dell\u2019Unione Europea, sarebbe altres\u00ec una prerogativa di una societ\u00e0 che vuole crescere, che vuole progredire e che tende alle libert\u00e0 sancite nella Costituzione:<\/p>\n<blockquote><p>Tutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.<\/p>\n<p>E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l\u2019effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all\u2019organizzazione politica, economica e sociale del Paese.<\/p>\n<p>(Articolo terzo della Repubblica italia)<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il promuovere la rimozioni di ostacoli, per\u00f2, non pu\u00f2 passare se non dalla cultura, dall\u2019educazione e dalla scuola in s\u00e9. Nella societ\u00e0 della globalizzazione, le integrazioni vengono promosse dal punto di vista economico, che poi <strong>influir\u00e0 sul contesto sociale<\/strong>, ma la formazione di quello stesso strato di popolazione \u00e8 lasciata allo sbando dal punto di vista della formazione culturale; ci\u00f2 che in primis potrebbe abbattere le barriere create dalle diversit\u00e0 linguistiche, morali, economiche, ideologiche e sociali. La canalizzazione del desiderio, quindi, passa per lo strato della struttura capitalista, che perviene queste linee di fuga e le dispone su un piano ben definito, con sbocchi precostruiti per un\u2019\u00e9lite di persone che formeranno poi gli ambiti di potere del Paese.<\/p>\n<div id=\"attachment_96113\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-96113\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Michel_Foucault_1-751x1024.jpg\" sizes=\"(max-width: 751px) 100vw, 751px\" srcset=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Michel_Foucault_1-751x1024.jpg 751w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Michel_Foucault_1-166x227.jpg 166w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Michel_Foucault_1-768x1047.jpg 768w, http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Michel_Foucault_1.jpg 1100w\" alt=\"Michel Foucault\" width=\"751\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Michel Foucault<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se, da un lato, possiamo tenere conto di un lavoro estratto dall\u2019opera di <strong>Foucault<\/strong>, \u201c<em>Il soggetto e il potere<\/em>\u201d del 1982, nel quale vengono delineati i bordi per una definizione di una specifica forma di potere:<\/p>\n<blockquote><p><em>Questa forma di potere si applica nella vita quotidiana categorizzando gli individui, marchiandoli della loro individualit\u00e0, incatenandoli alla loro identit\u00e0, imponendo una legge della verit\u00e0 in se stesso; la quale l\u2019individuo e la collettivit\u00e0 deve riconoscersi. Una forma di potere che soggioga l\u2019individuo.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa critica di Foucault al sistema di dominazione in atto sull\u2019individuo, egli identifica nella figura dello Stato il principale indiziato, sia nel suo complesso democratico sia come forma di utilizzo del potere:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lo stato \u00e8 raffigurato come una sorta di potere politico che ignora gli individui, proponendosi solamente alla sicurezza degli interessi della totalit\u00e0 o di un \u00e9lite al di sopra dei cittadini<\/em>\u00a0e, continua, <em>il potere dello stato \u00e8 sia individualizzante che totalizzante.\u00a0<\/em>Questo paradosso che si forma all\u2019interno dell\u2019istituzione statale \u00e8 dovuta alla <strong>canalizzazione del desiderio attraverso apparati burocratici<\/strong>, i quali sono composti da singoli individui che muovono l\u2019ingranaggio della democrazia. Bisogna sottomettersi a determinate procedure, a determinate norme costituite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risuona dunque sempre pi\u00f9 forte il \u201c<em>Was heisst Aufklarung<\/em>?\u201d kantiano: \u201cChi siamo, davvero?\u201d. Come ci riconosciamo con il titolo di societ\u00e0 in questo determinato periodo storico? <strong>Come riconosciamo noi stessi, se non siamo nemmeno capaci di comprendere il diverso?<\/strong>\u00a0 Siamo di fronte al paradosso del capitalismo, nel quale la carcassa della scuola viene smembrata fino all\u2019osso, in cui si cerca di contrapporre all\u2019integrazione sociale una dogmatizzazione del <em>modus vivendi <\/em>proprio del desiderio<em>. <\/em>Andr\u00e0, infine, effettuata una presa di coscienza collettiva, fuori dai canoni dell\u2019istituzione opprimente del capitalismo, in grado di costruire un\u2019identit\u00e0 partendo dalla molteplicit\u00e0, costruendo finalmente una cultura di tutti, per tutti.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/scuola-capitalismo-italia\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/societa\/scuola-capitalismo-italia\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Niccol\u00f2 Inturrisi) &nbsp; La cultura come strumento di individualizzazione capitalista, specchio della realt\u00e0 rappresentata dal sistema educativo italiano. 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